Pubblicare poesie

Tema
di Carlo Fracassi

Le 65 poesie pubblicate nella raccolta

Un eterno aprirsi e chiudersi di porte

Morte
Un eterno aprirsi e chiudersi di porte
Forse tu credi che tutto sia perduto
quando provi nel cuore e nella mente
un immenso dolore, il più forte e acuto

cercando consolazione immantinente
che ti ripaghi dell’assenza del defunto
pregando il tuo Signore devotamente

che accolga in cielo quel congiunto
nella speranza che riacquisti forma
e pure sostanza ritornando al punto

di partenza che lo condusse di norma
e non per feral ruina a sorella morte;
cosicché a tutti invero par che dorma,

poiché ogni cosa non regola la sorte
ma nota legge del creato che dispone
un eterno aprirsi e chiudersi di porte.

Nulla è perduto ma solo in sospensione
e tornerai a risplendere forse cangiando
fattezze e consistenza alla prossima occasione.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 09/02/2013 12:05 1 3888| Racconto su ' Nulla è perduto'

Nell'anima

Amore
Nell'anima
Sentirti dentro dove nascono i pensieri,
dimora d’affanni al sorger d’ogni giorno
e pulsanti illusioni rincorse sino a ieri.

Tutto sembra mutar e rifiorir d’intorno
se penso allo splendor del tuo incarnato,
complice d’amor fugace ma oggi disadorno.

Eppur canto alla luna ancor innamorato
come se ti stringessi qui fra le mie braccia;
e parrebbe tutto vero ma ho sol sognato

se al risveglio presagisco una minaccia,
perché tu non sei quella ch’io credevo,
stante il tuo sparir senza lasciare traccia.

Ma dentro ti sento ancor come ti vedevo.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 26/01/2013 00:34 7631| Racconto su 'Sentirti'

Fuori dal tunnel

Riflessioni
Fuori dal tunnel
Ho rincorso per anni un sogno,
ricorrente come il mormorio dell’onda,
fuggiasco come il suo ritrarsi,
poi su vette immacolate ho raccolto
stelle alpine e viole per fartene dono,
ma solo a tratti ti sei accorta di me.
In segreto ho coltivato desideri
e praticato esoteriche dottrine
nella speranza che giovassero
all’amore che per te provavo.
Ciò è valso solo a fiaccare
la mia tenacia ed ogni sforzo,
ogni espediente è risultato inutile.
La mia esistenza, dunque,
è stata dura, difficile.
Poi un giorno, dopo tante notti insonni
e vane suppliche al cielo, ho stanato Dio,
addebitandogli la mia misera condizione
e dicendogliene di tutti i colori.
Non so bene cosa sia avvenuto,
ma qualcosa in me è cambiato,
perché da quel giorno
non ho più maledetto il cielo,
rinfacciandogli la mia sorte avversa,
mi sono voluto semplicemente più bene;
ho fermato la mia folle corsa e ripreso
il cammino con una ritrovata serenità,
col cuore non più in gola ma a passeggio,
fuori dal tunnel della disperazione.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 15/12/2012 06:30 4006| Racconto su 'A passeggio col cuore'

Come vello d'agnello, immacolata

Spirituali
Come vello d'agnello, immacolata
Dispensatrice di misericordia negata,
guida degli orbi in spirito e bussola di chi
brancola nel buio di una notte senza stelle,
come vello d’agnello, immacolata,
tracci sentieri di luce e di speranza.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 08/12/2012 07:56 4137| Racconto su 'Una luce per il mondo'

Chiedo perdono ma non assoluzione

Ribellione
Chiedo perdono ma non assoluzione
Ai bambini di Gaza,
bambini d’Africa,
bambini delle favelas,
a voi bambini del mondo,
che ogni giorno giocate
a rimpiattino con la morte,
angeli senza peccato,
vergogna dei popoli,
angeli indifesi,
vittime d’insane voglie,
noi, col nostro silenzio, complici,
vi chiediamo perdono
nella consapevole certezza
di non essere assolti
né su questa terra,
né in cielo.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 01/12/2012 12:38 3 4769| Racconto su 'Angeli indifesi'

Chiudi gli occhi e fuggi via con me!

Fiabe
Chiudi gli occhi e fuggi via con me!Vieni via con me, sali a prora,
voleremo verso il cielo
fino al giunger dell’aurora.
Forse è lassù che troveremo
la nostra isola nel blu,
lontana dalle guerre
e dai clamori,
fors’anco dai dolori,
vieni, credi a me, ti porterò
all’isola che non c’è!
“E’ un’utopia viver solo di fantasia.”
Che importa piccina, questa è la via:
volare, sognare e poi ancor volare
e sognare, credi a me,
vieni all’isola che non c’è.
Resteremo sospesi fra terra,
cielo e mare, poi se chiuderai gli occhi,
al mondo che hai lasciato,
ti sarà più dolce amare.
“E’ solo illusione racchiusa in una bolla di sapone!”
Non ti scoraggiare, suvvia lasciati andare,
a che giova recriminare?
E’ assai bello fantasticare,
cogli l’attimo e non ti fermare,
sol così potrai gioire;
nella vita non starci troppo a pensare,
domandandoti perché, ma chiudi gli occhi
e fuggi via con me!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 24/11/2012 08:16 2 4574| Racconto su 'L'isola che non c'è'

Un'estate d'amore

Impressioni
Un'estate d'amoreRicordar m’allieta
lo scroscio improvviso
a stemperar calura estiva,
mentre sapiente carezza,
maliziosa indugia
sull’accapponar di pelle,
scuotendomi più del tuono
in un rabbrividir di piacer proibito
che a lei ben s’addice,
ma ingannevolmente chiede
se freddo avverto.
Rispondo parafrasando,
tanto che il pensier schizza via,
ad irrorar turgide sporgenze
di giovin vigor asperse.
Ordunque costei mi stringe forte
schiudendo le sue leggiadre forme
ed ecco i miei quindici anni
perdersi in un turbinio d’amore,
nell’assaporar fragranza
del gineceo pistillo dei suoi trenta;
ed oggi ad agosto mi vedo ancora
senza alcun pudor danzando
nello sperar che finalmente piova.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 10/11/2012 08:05 4437| Racconto su 'Aspettando la pioggia'

Io bambino!

Fantasia
Io bambino!
Cessava la pioggia
tornava il sereno
ed ecco apparire
l'arcobaleno!
Era come
inseguire
l'orizzonte,
vane corse
nel tentativo
di scovar
due pignatte
d'oro pronte!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 14/07/2012 23:30 1 7035| Racconto su 'L’arcobaleno'

Elementare Watson!

Uomini
Elementare Watson!
Quando la terra
più non sarà
il tempo
si fermerà,
l’hanno detto
le cocce d’uovo
dell’università
di Salamanca;
ci volevano gli studi
di grandi cervelloni
che par d’intelligenza
“trasudin pure nelli cojoni”.
L’inedito scenario sarà
da segnar sul calendario,
e saranno fornite pure
complicate spiegazioni,
non pensando banalmente
che non ci sarà più
nessuno a contare per
scandire il tempo
come minchioni!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 23/06/2012 18:56 3 3783| Racconto su 'La colpa è del tempo'

Fiori di bosco scarlatti

Sociale
Fiori di bosco scarlatti
Addio Aspromonte
lascio qui il sole
e vado in miniera,
porto con me
la mia bimba
e la mogliera.
...

In Germania
fa freddo
ma almeno
ho un lavoro,
Maria cresce bene,
è davvero
un tesoro,
la mamma
sta male,
io me la cavo.
Ma un giorno
d’inverno
per pura malia
la moglie
mi muore,
mi resta Maria.
...

Papà mi ha messo
in collegio
dalle suore
a studiare,
ho sette anni,
mi piace giocare.
...

E’ già primavera,
le monache
escon dal chiostro,
e portan le bimbe
a raccogliere
fiori di bosco
ma un orco
s’avventa
e sono dolori.

Esce dall’intrico
la bimba violata,
racconta
l’orribile storia
ancor trafelata,
il sangue le cola
giù per le gambe,
il mostro
le ha strappato
persin le mutande.
...

Un alto prelato
è infine chiamato
a indagare sul fatto
e chiede a Maria
ragion del misfatto,
la bimba racconta
e viene accertato
che un ministro del culto
ha compiuto il reato.
Sgranando il rosario,
il prelato contrito,
accusa e sentenzia
levando a mezz’aria
il suo nobile dito:

“Che le bimbe
per i giorni
a venire
rimangan recluse
sempre in cortile,
e Maria a pregar
in un buio stanzino
per giorni quaranta
in ginocchio,
è necessario mondarla
dal quel grande peccato
e fors’anche il malocchio!”
...

Mentre il vil prete...
denunciato e in guardina,
Voi penserete.
Macché!
Solo una tiratina d’orecchi,
una breve rampogna
e poi salamelecchi;
non è giusta la gogna
per il povero prete,
occorre confortare
il miser pastore
che ha smarrito,
per un solo momento,
la via del Signore!
In seguito
tutto fu messo a tacere,
affinché le educande
e la gente per bene
avessero più niente da dire.
Con le malelingue
la Chiesa ha nulla a spartire.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 09/06/2012 17:16 4521| Racconto su 'Con un rosario tra le dita'

Amarcord (come eravamo)

Riflessioni
Amarcord (come eravamo)
Ai tempi della mia prima infanzia
d’inverno erano opachi i vetri
d’ogni casa ma non la speranza e
se il perché mi chiederete giusta
risposta in breve, avrete.

Né doppie finestre, né termosifone
scaldava quelle fredde mura,
c’era solo una mamma che sin dal
mattino con grande amore e cura
accendeva il fuoco, affinché il suo
calor permettesse il cucinare e per
tutto il dì fino a sera riscaldare.

Io sui vetri di vapor opachi disegnavo
uccellini, casette e paesaggi, quelli
erano i miei primi giochi, i primi assaggi,
e mentre nella pentola in bollore sulla
stufa borbottava un brodo di legumi,
fugace il giorno scivolava a sera
al tepor del foco e primi lumi.

Alla veglia, chi novellando, chi a carte
giocando, lente e serene scorrevano
le ore; pure sorella radio ci teneva
compagnia col Festival della canzone,
ed accorata e candida volava in quel
di Trieste la colomba della liberazione.

Quelli erano giorni che insieme al fuoco
si riaccendeva la speranza in un mondo
migliore, passate della guerra le sventure,
perché forti di una nuova, sana e robusta
Costituzione, anche se la vita ancor era
assai spartana e quel poco che c’era
si divideva equamente alla romana.

Alle domeniche e ai dì di festa comandati
s’indossava il vestito rivoltato dello zio,
quello col taschino a destra della giacca,
e per curar la tosse si beveva acqua, calda e
zuccherata, attinta dalla caldaia della stufa,
senza fare tante storie e tante mosse a ufa.

Or i vetri delle case non sono più opachi
come allora, perché c’è il termo e doppie
imposte, i bambini non sono falcidiati
dalla tosse, ma su di essi, in futuro,
graveranno nuove tasse da pagare,
in luogo di chi d’orecchi è duro
e non ci vuol proprio sentire.

Dentro casa fa un gran caldo
ma freddo in fondo al cuore,
il bicchiere è rimasto mezzo
vuoto, benché in ogni dove
ci sia più d’un televisore, perché
fra disoccupazione e alienazione
la fiducia nel Bel Paese se n’è ita
in altro loco, se n’è ita altrove;
sembra persa la partita e oltre
i bei cristalli trasparenti, al giorno
d’oggi, scorgi, ahimè, grigiore,
viver opaco e cupi sentimenti!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 02/06/2012 08:05 4562| Racconto su 'Oltre opachi vetri'

Alla vita tranquilla preferisco il parapiglia!

Riflessioni
Alla vita tranquilla preferisco il parapiglia!Oh guerriero indomito
che trovasti ragion di vita
nel cozzar di spade
scintillanti al sole,
esultava il tuo cuore
nel fragor della battaglia,
pur sognando teneri abbracci
d’esistenza mite con la donna tua
e rigogliosa prole.
Il tuo pugnar ardito,
scandito dalla sorte,
turbò l’altrui vite,
nonché la tua, solinga,
fino alla morte,
orbato dalla gioia
d’avere una famiglia.

Poi penso al mio destino,
alla mia vita placida e piatta,
alla moglie arcigna e grassa,
a quella tassa da pagare,
alla figlia gravida trascinata
a stento sull’altare,
al capufficio da riverire e salutare…
quindi non ti faccia meraviglia
se al mio tranquillo vivere
preferisco, senz’alcun dubbio,
il tuo pugnar audace e parapiglia
e se penso che forse andrò
in pensione oltre i settant’anni,
pieno d’acciacchi e di malanni,
son disposto persino alla guerriglia!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 14/04/2012 08:05 3903| Racconto su 'Una vita tranquilla'

Meretrice

Erotismo
Meretrice
Coglimi sotto la veste
ma non temer,
non ci troverai la peste,
perché quel tanfo
che t’investe,
quantunque non sia
pino silvestre,
fu tanto caro
al buon Napoleone
che, della vita agreste,
amava chi di capron puzzava,
come la Giuseppa di Beauharnais
con cui s’apprestava
a farne tre,
dopo ogni battaglia vinta,
per poi solleticarne il dolce deretano
con tenero fiore di pervinca,
mentre la mano sua stanca
andava a strusciarsi sull’anca
di quella donna incipriata e bianca.
Coglimi, dunque, sopra una panca
e vedrai che sotto questa odorosa veste
la fantasia non manca!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 07/01/2012 08:05 3 6525| Racconto su 'Coglimi sotto la veste'

Caro Amico ti scrivo

Festivita'
Caro Amico ti scrivo
Caro Amico,
qui dicono che per
il Nuovo Anno
qualcosa di nuovo
e non d’antico
dev’essere indossato;
io che sono prevenuto
mi son già premunito
e un bel malanno
mi sono accaparrato.
Tuttavia, aspettando
l’anno che verrà,
scaccio la noia e gioco
col computer a bridge
e baccarà, senza pensar
più di tanto alla salute.
Son probo, che dici,
sino alla cute?
Giacché, solo e negletto,
dovrò spassarmela nel letto.

Non conoscevo il bridge
ma presto ho imparato
e vinto mille partite
come un certo Ridge,
di Beautiful il mito!
Tempo fa un tipo mi diceva:
“Ascoltami un poco, se sei
campione di tresette,
potresti diventarlo anche
di codesto gran bel gioco!”
Dunque, anche quest’anno
non mi dolgo di certo
perché finisce l’anno
e visto che mi sento
in balia delle tasse
e il malgoverno
più che della tosse
e dell’inverno,
sogno d’andare
presto a sfidare,
dove il sol è sempiterno,
i più validi campioni
di Bahìa.

Sarà un modo come un altro
per sfidare l’uggia del tempo;
intanto sto qui zitto e bono,
non dico che son lieto,
mi sento sotto tono,
ma neppure mi lamento.
Hai visto mai che diventerò
ricco e famoso come quell’omo,
più originale con le carte
che con l’arte, e di me
si dovrà occupare pure
il giornale, se diventerò
campione nazionale?
Forse sogno, forse son desto,
il mio pensiero corre presto,
e a tutto tondo,
all’anno che dicono
non finirà la crisi
ma neppur il mondo,
perché non saprei sceglier
se morir d’alzheimer o tisi,
e dico poco… ma forse
minor iattura sarebbe
schiattar per procace cura
di giovine fanciulla piuttosto
che crepare al tavolo da gioco.
Tutto il resto è nulla!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 31/12/2011 00:07 1 4188| Racconto su 'Aspettando il primo giorno dell'Anno'

Lady L (come eravamo)

Riflessioni
Lady L (come eravamo)
Il suo scultoreo corpo,
seducente e voluttuoso,
avrebbe messo in ombra
e a vil riposo
di Fidia le modelle.
Il suo sfiorar di dita
era una carezza morbida
agli uomini del Bar assai gradita,
il suo incarnato pallido,
gli occhi suoi neri,
le sue vermiglie labbra:
un vortice profondo
in cui annientarsi
e dimenticare il mondo.

Molti spasimanti
avrebbero fatto
pazzie e carte false
per un dischiuder di labbra,
un sorriso compiacente,
ma rio il destin fu perfido,
donando loro sol
effimere illusioni
e a lei meno che niente.

Quella donna dentro di sé
portava un terribile segreto,
nessuno sapeva,
mezze verità dette,
mezze sottaciute
e lei, Lady L, singhiozzava,
improvvisamente,
vistosamente;
ansimava il turgido petto
e il rimmel scendeva
sull’esangue volto
segnato dal pianto.
Chi la guardava
soffriva, ammiccava,
condivideva e taceva.
Una gelida notte
se la portò via il vento,
morì falciata da un’auto
senza un lamento,
la uccisero la sua pena
e il suo tormento.

Questa è la storia vera
di Lady L
che non sapeva chi era
Jim Morrison
e i suoi aforismi,
perché era donna
priva di sofismi.
Ciò che caratterizzò
la sua breve vita
fu l’amaro pianto
per l’amor del figlio
destinato ad una sorte
che malattia congenita
portò a prematura morte.
Ma la donna non volle
sopravviver a quel che
fu l’unico amor lieto,
per il quale a lui solo
donò il suo sorriso dolce
ma ognor inquieto,
e come dispiegar
di cigno le ali al vento,
raggiunse l’amor suo
in un momento
...e poi sorrise a chi
meritò il suo pianto!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 11/12/2011 14:29 1 4678| Racconto su 'Non piangere per chi non merita il tuo sorriso. (Jim Morrison)'

Riverberi

Riflessioni
Riverberi
La vita è come una bella vetrina piena di giocattoli;
sono lì alla portata di tutti ma non per tutti.
Beni e valori materiali per i quali siamo disposti
perfino ad uccidere pur di possederli,
per poi abbandonarli come vuoti a perdere.

La vita, tuttavia, insegna moltissime cose
ma l’apprendimento è scarso.
Ci sono beni e valori immateriali
che non si vedono, che non si toccano
ma si sentono nell’intimo umano.
Valori per i quali generalmente
non proviamo un grande slancio
ma sono dentro di noi e pulsano,
fervono, fremono, sussultano, martellano.

E allora dal mestiere di vivere ho imparato che:

c’è più CALORE
fra le spire d’un pitone
che fra le gelide braccia
d’una meretrice;

c’è più LIBERTA’
nella cella spoglia di un eremita
che nella reggia d’oro
d’un potente;

c’è più COMPASSIONE
nel cuore dell’anonimo viandante
che in quello dell’osservante
il proprio credo;

c’è più AMORE
nella mano ignota
che ha posato un fiore
s’un sepolcro abbandonato
che in quella che ha collocato
un cuscino di cento orchidee
nel camerino della prima ballerina;

c’è più SOLIDARIETA’
fra i barboni
che dormono sulle panchine
che fra i condomini
del palazzo che s’adagiano
su letti di lattice e guanciali di piume;

C’è più TRASPARENZA
nello sguardo
di un ragazzo irriverente e scanzonato
che nell’animo di un magistrato
austero e politicizzato;

C’è più RICCHEZZA
nel sorriso innocente
d’un bambino
che nel forziere
di una banca;

C’è più UMANITA’
fra gente che soffrendo
vive di sola speranza
che non fra
miseri omuncoli
che navigano nell’abbondanza.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 19/11/2011 08:05 1 4532| Racconto su 'Le cose che ho imparato nella vita'

Confidenze

Donne
ConfidenzeIo l’amai un tempo
ma svanì l’estasi
e m'assalì il tormento
di reclamare invano
quel bene che mi fu tolto.
La fiamma in cuor si spense
e sol erede di dolor
fu l’anima mia inquieta.

“E dimmi cara, che ti avanzò
di quell’amor… forse gioielli
o preziose gemme?”

No, le uniche patacche
che mi rimasero
dell'amor perduto,
furono languide carezze
e dipoi dolore acuto!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 29/10/2011 08:05 6034| Racconto su 'Tra donne sole'

Dormiveglia

Impressioni
Dormiveglia
Come rondine,
migrerà un dì il pensiero
verso inesplorati lidi,
e, come caduca foglia,
ogni proferito verbo
s'adagerà qui in silenzio,
accanto ad immote spoglie
in cui, un remoto tempo,
lo spirito errabondo
assunse instabile dimora.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 08/10/2011 08:05 4350| Racconto su 'Poesie sul cuscino'

La ballata dell'Armando

Sociale
La ballata dell'Armando  L'Armando ci ha dell'erba
e pur una lunga barba;
di dove venga e cosa
qui ci faccia, nessun lo sa.
L'Armando ci ha i malanni,
dice d'aver quasi vent'anni
ma dov'è diretto nessun lo sa.
L'Armando non va in discoteca,
preferisce consultar l'emeroteca
per cercar quali letture non si sa.
L'han visto sniffare polvere,
fumare oppio per sognare stelle
e far l'amor con le più belle.
Or che s'è ridotto al lumicino,
vaga a ritroso nel tempo
pensando a mamma;
a quand'era ancor piccino
e in cuor contento
rilucea ardente fiamma.

L'Armando oggi s'è spento,
s'è involato in ciel
senza un lamento.
La gente di paese, inver,
sparla di lui con esagerazione,
dicendo ch'era un mariuolo,
un mascalzone.
Ma lui era soltanto
un bonaccione e ben convinto
d'aver fatto la giusta riflessione
nel cercar in quel nirvana
bon'accoglienza,
nova magione,
e, senza fare penitenza,
attendere di risvegliarsi
da un lungo sonno
con certezza di resurrezione!
Hai visto mai che l'Armando
con la sua stravagante elucubrazione
avesse qualche barlume di valida ragione?
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Club ScrivereCarlo Fracassi 10/09/2011 00:06 3 4251| Racconto su 'Gli adolescenti tra sesso, droga ed esagerazioni'

L'amor perduto

Amore
L'amor perduto
Sotto sole rovente
consumo i miei giorni
nel ricordo di ciò
che fu soltanto niente
e sotto un cielo stellato
passo le mie notti al pensier
di ciò che non è stato.
Poi, quando t'incontro
e resto muto,
mi rendo conto
dell'amor perduto,
perché l'amor
che non mi hai dato
non te l'ho chiesto mai
com'avrei dovuto.
E ognor,
quando il dolor
si fa più acuto,
mi mordo la lingua
per il falso pudor
d'aver taciuto!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 27/08/2011 05:58 4 6857| Racconto su 'Quello che non mi dai non te lo chiedo'

Io, lui, gli altri

Satira
Io, lui, gli altri
Io furbo,
Io che non mi masturbo,
Io che corro con il turbo.

Lui fesso,
lui che pare un pesce lesso,
lui che invidia il mio successo.

Io furbo
mi schianto contro il muro con un urlo,
lui fesso
assiste con gioia al mio decesso.

...Gli altri
a giudicar e sentenziar son molto scaltri.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 21/08/2011 19:08 3769| Racconto su 'L'Italia dei furbi'

Similitudine

Introspezione
Similitudine
La mente tesse grovigli di pensieri
che dispiegano brevi illusioni
scorrendo lungo il filo dell'esistenza
come gemme di rugiada su esile stelo;
ed è per questo che a volte
la vita ci sembra un sogno
ed il sogno la vita stessa.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 13/08/2011 08:05 4306| Racconto su 'Così è (se vi pare)'

I segni del destino

Sociale
I segni del destino
Nacque un lontano giorno
un bimbo che già portava
i segni nel suo fardello,
candido come colomba,
mite come agnello.

L'arte donò le ali
a quel contadinello
che divenne scultore
d'internazionale fama,
ma nel giocar la partita,
avidi lupi, con tanta brama,
sottrassero il frutto
dell'altrui sudore,
e la sua ragion di vita.

Percosso da un'amara sorte
e nel corpo vinto,
or l'anima sua, libera veleggia
seguendo il proprio istinto:
scolpir, ad arte, suo grande amore,
il vero volto del Signore.

...e noi,
gli amici di un remoto tempo
a rimirar col naso in su
il gran portento:
Angelo, divin cesellator
col suo scalpello,
candido come colomba,
mite come agnello.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 06/08/2011 20:29 1 4107| Racconto su 'Lupi e agnelli '

Nirvana

Introspezione
Nirvana
Troppe volte i tuoi occhi hanno pianto
e troppe volte hai versato inutili lacrime,
Madre!

Io naufraga in un mare di solitudine,
tu carezzevole come un'amante generosa;
a nulla valsero le tue parole, i tuoi gesti.

Or che sei morta tace la tua voce roca,
mentre io sono ghiaccio nel mio nirvana,
sull'immobile giardino del nulla.

Niente più occhi, per non vedere,
niente più orecchi, per non sentire,
niente più cuore, per non soffrire.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 30/07/2011 04:29 1 3964| Racconto su 'sul giardino del nulla'

Dei cani e dei padroni

Sociale
Dei cani e dei padroni
Questa è la storia vera
di due bravi cagnetti,
che vissero amati e felici
ma un tempo negletti.
Due animali adorabili e buoni,
quantunque l'affare più grosso,
l'abbiano fatto i loro padroni,
in cambio d'un osso.

"Dimmi tu chi sei, dimmi cosa fai,
dimmi con chi stai,
vieni più vicino!
Quanti anni hai, dimmi come stai,
se felice sei,
sei un bel cagnino!
Dimmi, dimmi come stai,
se qualcuno pensa a te
o hai smarrito forse il cammino?".

DICI A ME?
"SI', A TE, PARLAMI DI TE!"

<<Sai com'è triste dormire s'un prato
quando di sera ti senti solo e perduto...
ma non m'importa morire a due anni,
se sei disperato è com'avere cent'anni.
Sai com'è bello avere un padrone
e non esser randagio senza ragione.
Lui m'ha lasciato solo nel campo,
io mi sono accucciato senza un lamento.
Non posso inver dire d'esser contento,
però qui l'aspetto e qui mi ci pianto...>>

"Non restare lì, corri via da qui,
su fuggiamo via,
non restare lì, vieni con me di là,
non fare una follia,
non restare qui, corri con me di là,
vieni a casa mia,
non restare qui, vieni con me di là,
staremo in compagnia...

Là troverai
chi ti vorrà bene e non ti lascerà mai,
sono bravi padroni
e finiranno i tuoi guai, vedrai!
Là troverai
un tetto e cibo sicuro,
non ti pentirai mai,
lo giuro, lo giuro.
E per quel che ci resta
ancora a campare
avremo tanto affetto
e amore e amore..."

CORRO, CORRO, SONO FELICE, ASPETTAMI!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 23/07/2011 08:05 1 4416| Racconto su 'La crudeltà verso gli animali'

Cento spade per Damocle!

Sociale
Cento spade per Damocle!
Con gli occhi iniettati di sangue
il tribuno del popolo incitava folle
narcotizzate dal fallace verbo,
scatenando ridde di sentimenti turpi
in cui s'annidò il più feroce spregio.
Ma ordunque, quanto giovò saper
che chi s'impadronì di verdi messi
or giace sotto un cumulo
d'esiliata terra?
A nulla valse l'esperienza amara,
né le reputazioni annientate
da quello stillicidio avverso
che, come acido asprigno,
al Gran Cetaceo lisca corrose
ed al Ghin, il tacco e il cuore.
Ancor oggi, i semi dell'odio,
trasportati dal turbinio
di deliranti lemmi,
germogliano su incombenti
ed affilate lame, che,
mai toccate in sorte
al giustizier astioso,
s'abbattono sull'umil
e smarrito gregge,
uccidendo della libertà
il pensiero e il buon ricordo.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 25/06/2011 03:00 1 4287| Racconto su 'Incitanti all’odio'

Qualcosa di più!

Donne
Qualcosa di più!
Visione celeste,
splendente iride
sull'arcobaleno,
talvolta
disgustosa arpia
simile alla tenebra.
Tu porta del cielo
ed antro dell'inferno,
del firmamento
fulgida stella,
tuo è il regno
su questa terra,
che il perfido uomo
immaginava sol suo.
...e tu, figlia di eva,
desiderio oscuro
e signora della notte.
C'e' chi ti adora,
chi ti disprezza,
chi vorrebbe rubarti
piu' d'una carezza,
ma, angelo o demone
donna o madonna,
certo non sei,
solo l'alzar d'una gonna!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 11/06/2011 00:11 5778| Racconto su 'Il regno delle donne'

Notti di panico

Fantasia
Notti di panico
Tintinnavano i vetri delle finestre
pel vento gelido che s'insinuava
fra le fessure fino a lambire il viso.
Certe notti, orrende streghe,
dal bitorzoluto becco
e dalle mani che sembravano artigli,
s'accovacciavano sotto il mio letto,
dando inizio al loro sabba infernale,
fra bisbiglii e incomprensibili mugolii.

Una notte apparve, come riflessa
s'uno specchio sbiadito dal tempo,
l'immagine di una defunta zia che,
con sguardo folle e allucinato,
m'intimava di fare silenzio,
posando il suo ossuto dito
sulle sottili labbra esangui,
mentre tenui fiammelle agonizzanti
guizzavano nell'aere cupo.

Durante l'infanzia mi chiedevo spesso
il significato di quelle inquietanti visioni,
arrovellandomi, inutilmente, il cervello,
in cerca di una risposta vana.
Solo nell'età adulta realizzai il legame fra
AMPLESSO - PECCATO - PAURA.
Avevo assistito, nel dormiveglia,
alle effusioni amorose dei miei genitori
che, coi loro soffocati fremiti di piacere
e il sobbalzar ritmico del letto,
avevano acceso le mie fantasie
unitamente alle mie paure di bambino,
suggestionato da favole malefiche
di orchi assassini e di lupi mannari.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 28/05/2011 00:35 4169| Racconto su 'Quando la notte bussa alle finestre'

Felicità cercando io vo'

Riflessioni
Felicità cercando io vo'
FELICITA' E'
il giocar gioioso d'un bambino,
lo sguardo ebete d'un cretino,
l'ineffabil fede del rabbino,
la forza del destino.

E'
la barba bianca d'un vecchio,
l'acqua dentro il secchio,
il ronzar d'un apparecchio,
la tua immagine allo specchio.

FELICITA' E'
la tua donna in amore,
il passar delle ore,
la raccolta delle more,
il canto delle suore.

E'
il giulivo solfeggiare,
l'anatra a starnazzare,
il camino a fumare,
l'onda a spumeggiare.

FELICITA' E'
il sole al suo apparire,
il leon e il suo ruggire,
la chiocciola dal lento ire,
il fuoco a illanguidire.

E'
la cicala a frinire,
la formica a lavorare,
il prete a benedire,
l'asino a ragliare.

FELICITA' E'
il suo vestito alla moda,
la sua coscia tosta e soda,
l'udir della sua voce,
il suo canto doce doce.

E'
il tintinnio dei soldi sudati,
il silenzio di quelli immeritati,
il soldato con le ghette e le giberne,
il prender lucciole per lanterne.

FELICITA' E'
il sentirsi come Bubù de Montparnasse
e andar per la campagna a tutto gas.
E'
pensare d'esser valoroso come Mitridate,
e di fronte al nemico darsela a gambe levate.

Sai tu dove sta il segreto della felicità?
...Nel viver, forse, d'anacoreta e sentirsi gran poeta?
...O, forse, sognare quel giorno fatato
che inneggia all'amore di un dì mai sperato?

NO! DELLA FELICITA' IL SEGRETO
sta nel voler credere ad un giorno lieto e splendente
che t'appaga di tutto ma che per altri è niente;
sta nel viver in un mondo gaudioso e beota
che ti rende felice ma un poco più idiota!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 21/05/2011 00:04 4041| Racconto su 'Il segreto della felicità'

L'uomo che venne dal mare

Natura
L'uomo che venne dal mare
Germoglio fu
dell'immenso mare
che deriva pose
l'anima sua vicino al sole,
ma questi alla sorgente
bramò tornare
e nello sfidar
la forza del creatore
lo volle circumnavigare
in cerca di nuovi siti
su cui approdare,
in un gioco a non finire
di terra cielo e mare
sempre a scoprire.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 14/05/2011 00:10 4 5686| Racconto su 'La forza del mare'

Donne di casa nostra (come eravamo)

Donne
Quando ancor i grilli all'imbrunire
e le lucciole di sera
erano fra i miei pensieri,
m'acquattavo
sotto quel grande tavolo in cucina.
Lì stavo bene col mio cagnino.
Sembrava che le scarpe argillose di mio padre
guardassero quelle lustre di mia madre,
riflettendo il loro concitato dialogare:
lui con la barba non fatta,
lei sapientemente truccata.
Poi, una sera
con fermezza mi ordinarono
di sedermi a tavola con loro.
Mi sentivo sradicata dal mio riparo
ed anche il cagnetto nella sua cuccia
dava segni d'insofferenza.
Negli anni a venire
le cose non cambiarono molto.
Ogni volta che mi ritagliavo uno spazio,
marito, figli e parenti mi richiamavano
alla loro realtà, l'una fatta di possesso,
l'altra di richieste sempre più pressanti.
Or che son vecchia e sola
e il terremoto ha distrutto la mia casa,
il Comune m'ha messo sotto una tenda
e regalato un cagnetto affettuoso.
Mi sembra d'esser tornata bambina...
questa volta resterò qui sotto
e nessuno mi verrà a cercare!
Donne di casa nostra (come eravamo)Racconto in esclusiva
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Club ScrivereCarlo Fracassi 30/04/2011 12:33 2 5999| Racconto su 'Su ogni mio infranto rifugio'

Il trionfo della morte

Sociale
Bevvero a goccia a goccia
tanto di quel velen sottile
che al trionfar di Morte
certa e senza scampo,
parve come affrancar
le impure spoglie
da tal fetore stanco.
Il trionfo della morte
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Club ScrivereCarlo Fracassi 09/04/2011 19:56 2 4591| Racconto su 'Quando i gas velenosi non basteranno più.'

Colpevole!

Riflessioni
Colpevole!
Complici del silenzio
sono quelle bocche cucite.
Complici del silenzio
sono quelle colate di cemento
ingoianti urla d'aiuto
soffocate nella strozza.
Complici del silenzio
sono i tuoi silenzi,
affilati e mortali
come lame di coltello,

...e tu sei lì che hai visto e taciuto.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 02/04/2011 00:03 5 4490| Racconto su 'Complici del silenzio'

Deguello

Ribellione
Deguello
Quel giorno che gettasti
la spugna sul quadrato,
quel malaugurato giorno
non l'ho più dimenticato.
Salvasti l'uomo ma non
l'anima sua ch'è rimasta
imprigionata fra le corde
di quel maledetto ring,
a contare gl'interminabili
secondi della sua disfatta.
Meglio e più dolce morire
che soccombere per
interposto giudice
della tua vita.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 27/03/2011 20:01 1 4113| Racconto su 'L'abbandono'

Stringiamoci a coorte!

Riflessioni
Stringiamoci a coorte!
All'ombra del fronzuto fusto,
nella calura estiva
del solatio dolce paese,
ancor mi vedo lì bambino,
sotto quell'arbusto,
con lo sguardo dritto e fiero
a fantasticar di glorie,
alle prese col mio pensiero.

I tanti amici avrebber voluto
allietar le mie giornate
ed esser anche lor felici
della mia compagnia e,
come nel paese dei balocchi,
trascorrer il tempo nostro in allegria.
Era l'Italia dei marmocchi,
scampati all'ingiustizia della guerra,
uniti tutti sotto l'unica bandiera
di una ritrovata Italia,
che ci teneva a balia,
facendone di sé ostentazione,
con novella e sana Costituzione.
Pensavo, allordunque, alla maestra,
lesta e pia,
che, ognunque giorno,
nell'intonar "l'Italia s'è desta",
teneva stretta stretta nella destra,
come per scaramanzia,
il tricolore dell'Italia mia.

Erano gli anni in cui
la bianca colomba
volava a San Giusto,
a pregar, con l'animo mesto,
il ritorno del perduto amor
all'Italia separata,
ma che ritorni presto
alla Patria sua adorata.
Piansero ogn'or le mule,
fra le più belle,
come tante stelle
accorse dal ciel,
sulle piazze in parata.

Ma poi, improvvisamente,
fra quella frescura
il sonno mi vinse,
e senza tema, né paura,
"l'elmo di Scipio"
la testa mi cinse teneramente,
pareva udir accanto,
della cara gente,
il disperato pianto.

Se penso
a quel tempo lontano,
quando cantando
l'Inno d'Italia,
ci tenevamo per mano,
non mi sento più stanco
su 'sto vecchio divano,
dove è soltanto torpore
e voglia di piangere un po'.

Felici eravamo
nella nostra incoscienza,
beati quei tempi
della nostra innocenza!
Trieste tornò
vessillo d'amore
ma oggi m'assilla
una spina nel cuore:
"Sulla ferma pupilla
del giovin insorto,
la vecchia zia Milla
mi dice invano ch'è morto
nel nome d'Italia,
perch'oggi l'erede
l'unione sparpaglia
e del cuore di Patria
ne ha fatto frattaglia".

Uniamoci, dunque,
per render pariglia,
e quantunque
non più giovani e forti,
non siamo, né sordi, né morti,
al grido d'Italia
che chiama i suoi figli a raccolta.
Riuniamoci a coorte
ancora una volta!
La spada sul fianco,
la spina nel cuore,
combatteremo
la nostra battaglia
di pace e d'onore;
sarà la sfida più bella,
la sfida più ardita,
sorretti dall'amore di Patria,
per un'Italia più unita.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 15/03/2011 07:38 2 4502

Le urla del silenzio

Impressioni
Le urla del silenzio
Orbo come una notte senza stelle,
greve come un macigno,
lacerante come urla
soffocate dagli abissi del furore.
E' naufrago il silenzio,
sull'ultimo lembo di terra,
esegeta dell'intimo pianto.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 19/02/2011 03:09 4 4324| Racconto su 'Silenzio'

Amanti per sempre!

Amore
Amanti per sempre!
Cogliere lo sguardo tuo
nell'estasi amorosa
è ciò che io ricordo
sopra ogni cosa.

Fra le braccia mie
stringevo al petto
frammenti di stelle,
fra le più fulgide,
fra le più belle.

Istanti
che sapevano d'eterno
ma tu non t'accorgesti
che dentro di te
era già inverno,
perché in cuor tuo
alitava
di primavera il vento
e non t'avvedesti
che era giunto alla fine
del nostro amore, il tempo.

E l'estasi, di quell'attimo fuggente
ti recise come un fiore,
mentre batteva,
forte forte, il cuore.

Un cuore
che ti colpì all'improvviso
e che ci colse impreparati,
ma ne immortalò il sorriso.
Fu quel sorriso che ci riservò la sorte,
amanti per sempre, in vita e in morte.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 12/02/2011 11:47 2 7194| Racconto su 'Gli istanti più belli'

Guardami!

Introspezione
Guardami!
Se guarderai nel profondo
degli occhi miei,
ci vedrai quello che la vita
mi ha riservato
ma se in tanta tristezza
lo splendore ci hai trovato,
significa che nonostante il dolore
ho tanto amato.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 15/01/2011 00:20 2 4258| Racconto su 'Lo specchio della vita'

Zona d'ombra

Impressioni
Zona d'ombra
In un'accozzaglia di suoni e voci
e sfolgorio di luci,
nel recondito silenzio d'un cono d'ombra,
l'anima,
raggomitolata nel suo limbo,
si pasce della propria solitudine.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 09/01/2011 11:03 3 4624| Racconto su 'Anima di creta'

Respiro d'amore

Riflessioni
Respiro d'amore
Là, dove senza confini
s'è smarrito il tempo,
corre e si perde
il mio pensiero,
in bramosia d'amore
col suo caldo respiro.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 01/01/2011 08:05 1 3927| Racconto su 'Dove si perde il pensiero'

La chiave del cuore

Festivita'
La chiave del cuore
Buon Natale
a tutti quelli
del congiuntivo
all'italiana.

Buon Natale
all'ubriaco
e alla puttana,
Buon Natale
ai barboni,
ai cialtroni,
ai bambini cattivi
e a quelli buoni.

Buon Natale
pure ai lenoni,
ai politici sbruffoni,
ai lestofanti,
ai parolai
impenitenti,
a chi ha perduto
i denti.
A quelli
sempre presenti
ed agli assenti.

Buon Natale
pure ai dementi,
Buon Natale
alle genti
del mondo intero,
Buon Natale
al creolo,
al bianco,
al giallo
e al nero.

Buon Natale
al cristiano,
al buddista
e al musulmano,
al rabbino
e all'africano,
al cinese
e al portoricano.

Buon Natale
a chi
non crede
e nuove luci in ciel
non ne vede.

Buon Natale
a chi
non ha mai avuto,
a chi
nella buona stella
ha mai creduto,
a chi
non ha mai gioito,
a chi
ci ha lasciato,
a chi
non ci ha amato.

Buon Natale
a chi
oggi è
solo e disperato,
a chi
da tutti
è dimenticato.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 25/12/2010 00:32 1 4264| Racconto su 'In cielo v'è una luce nuova'

La mia normalità

Amicizia
La mia normalità
La tua diversità caro amico
non ti ha impedito d'essere un grande.
Tu giornalista, poeta e scrittore,
candidato al Nobel per la poesia, vedi
le opere tue, lette nei Paesi della speranza.

La mia normalità, mio mentore,
non ha mai conosciuto nulla di ciò.
Molti baratterebbero volentieri
la loro indifferenziata normalità
con la tua eclettica diversità.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 28/11/2010 11:50 3 6041| Racconto su 'La tua diversità'

Una storia Fantastica!

Famiglia
Una storia Fantastica!  Nel ricostruire la storia del casato
ho scovato vecchie parentele
avvolte in intricate ragnatele
e neglette ai più della famiglia;
insomma, un vero parapiglia.

C'era chi dei nonni, il nome aveva
dimenticato o perfino mai saputo,
adducendo a pretesto che i lor padri
prodighi non furon d'informazioni
e bisognava star tutti zitti e boni.

Nonostante 'ste premesse poco lusinghiere
mi son tosto gettato a capofitto nel paniere.
Ho trovato, riesumato, ricucito e recuperato
ciò che alfine riaffiorava dal nobile casato,
dando voce a chi pure non si era mai udito.

Le lor vicende d'un fiato ho raccontato:
d'amor segreti, omini d'arte o d'abigeato;
esistenze illustri o ignote e senza gloria,
ma che celavan, tutte, la più fantastica e vera storia.
La più seducente, la più ardita; l'amore per la vita!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 30/10/2010 00:02 1 4366| Racconto su 'Coltivare i valori'

In vino veritas!

Fantasia
In vino veritas!
S'io fossi una gazzella correrei
S'io fossi un pesce nuoterei
S'io fossi una farfalla volerei
S'io fossi una lacrima
un Lacryma Christi, io sarei,
perché sono quel che sono
e nel vino affogherei!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 23/10/2010 00:17 4584| Racconto su 'Se fossi una lacrima'

Vivere giorno per giorno

Riflessioni
Vivere giorno per giorno
I dottori alla nascita di mio fratello,
di dieci mesi e di sei chili,
dissero a mia madre
che non avrebbe avuto altri figli.
Ma dopo dodici anni io nacqui,
non atteso, temuto e non voluto.
Anche mio fratello rimase per sempre
choccato da quell'improvvisa intrusione.

Mia madre, dopo tanti tentativi d'aborto
falliti nel pianto della rassegnazione,
attese titubante una bimba ed io la delusi.
Odiava i contadini perché
durante la guerra comprò un chilo d'olio
da un bifolco per farmi le pappine
e questi volle in cambio una branda,
un materasso, un cuscino ed una coperta di lana.

Fino a sei anni fui allevato come una bambina,
coi boccoli, il grembiulino, le bambole,
le cucine economiche ed i pentolini da cucina.
Nel mio quartiere c'erano tanti figli di nessuno,
figli della guerra, infelici, prepotenti, aggressivi
che ogni giorno si battevano per la sopravvivenza,
senza mai un sorriso, una parola dolce, una carezza.
Confrontarsi con loro fu doloroso, amaro e difficile.

Fui ingozzato di principi cristiani, falsi ed ipocriti
come quelli dei politici che conobbi più tardi.
Forse se non fosse stato così non sarei quello che sono:
un uomo segnato ma sereno, che ha combattuto e sofferto,
vivo dentro e fuori, fiero delle scalate che ha dovuto affrontare
e delle vette che ha raggiunto, nella consapevolezza che
la vita è un bene prezioso, ma che non ti viene mai regalato;
te lo devi conquistare, giorno per giorno, perché nulla
t'appartiene se non il tuo cuore, la tua mente, la tua anima.
Ma il mondo può essere tuo se ti va di farne parte.
Sali su questa giostra e gira, gira, gira fino a quando la musica
non sarà finita e senza mai chiederti cosa sarà di te domani.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 04/09/2010 00:44 3 4194| Racconto su 'Qualcosa di me (Ognuno parli di se stesso)'

L'avvoltoio

Donne
L'avvoltoio
Nel crederti amore
t'ha donato
il suo giovane cuore.
Tu come avvoltoio
hai esibito
i brandelli della sua carne
agli amici del bar.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 08/08/2010 20:20 3 8297| Racconto su 'Donna violata nella sua essenza'

Dei delitti e delle penne!

Satira
Dei delitti e delle penne!
Chi ha detto che il delitto non paga?
C'è tanta brava gente, brava brava,
che ha fatto grandi affari, scambiando
er due de coppe con l'asse de denari,
e il poveraccio che mai rimane indenne
ci lascia più che spesso anche le penne.

C'è chi ha rubato una fortuna,
ma di notti in prigione manco una;
c'è poi chi ha rubato una pera
e s'è fatto tre anni de galera.
E' sempre stato così:
quest'andazzo è da quel dì!

C'è chi ha stuprato e ammazzato,
ma poi è diventato ricco e blasonato
con le memorie che ha pubblicato,
mentre in isolamento forzato,
han cacciato chi, invece, s'è macchiato
d'abigeato e 'na pecora ha rubato.

Mi pare notizia di ieri, che quattro tangentisti
e faccendieri l'han beccati con le mani nei panieri,
ma la procedura d'arresto era viziata nella forma,
e, nell'attesa der novo testo de riforma,
il processo non s'ha da fare;
onde per cui, li dovranno pure scarcerare.

C'è poi un concusso, poverino,
che pe' ottener un piccolo favore de mijoni
ha scucito al concussor centomila dollaroni!
Ma guarda che tapino... pure me cojoni?
In 'sta cazzata, non ci stanno tutti e due
con le man nella frittata?

Beh! Sai che te dico?
Che pe' famme la giornata
t'ammazzo moje, socera e cognata
...Tho! T'accoppo pure la zia,
così me fanno lo sconto pe' pazzia
ed esco fra du annetti in libertà condizzionata.

Ce faccio pure io, permetti?
Tu che dichi?
Me metto parimenti io in 'st'ammucchiata?
Tanto, la giustizia è per tutti eguale in 'st'insalata
e se m'aresteno e in prigione me buttano drento per la porta,
t'esco fòra accompagnato e riverito dalla scorta!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 02/08/2010 08:56 4 3639

Coito ergo sum!

Riflessioni
Coito ergo sum!
Ciò che distingue l'uomo
dal resto del creato,
lo voglio proprio dire:
è la consapevolezza
d'essere al mondo,
quella d'esser nato;

però la forza del pensiero
di cui è dotato
dev'essere un meccanismo
logoro, vecchio,
ed alquanto consumato,

perché verrebbe da pensare
che l'uomo nel meditar fosse sano:
COGITO ERGO SUM,
se questi nell'agir non si comportasse
in modo inverso e strano:
COITO ERGO SUM.

A chi non sconfinfera
questo brutto andazzo,
dico che la colpa è
d'aver perso per strada
'sta G del cazzo!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 31/07/2010 00:06 3 4962| Racconto su 'Il mio sassolino nella scarpa'

Nuova cultura mediale?

Ribellione
Nuova cultura mediale?
Ma che importa
se il governo s'avvita su se stesso,
se sono in aumento i delitti di sesso
e se neppure esiste un'opposizione;
l'importante è fare informazione
col polipetto sempre in televisione.
Per questo ci battiamo e scioperiamo!

Ogni giorno i mass media
ce ne servano una porzione:
questo sì che fa opinione!
Non c'è TV o pregevole Testata
che la notizia non l'abbia riportata
ed anch'io, senza spina, né cervello
son caduto nel malefico tranello.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 24/07/2010 00:01 4205| Racconto su 'Io non ci sto'

I ricordi sbiadiscono ma non svaniscono

Fantasia
I ricordi sbiadiscono ma non svaniscono
Quando sarò sul letto di morte
non ci sarà nessun Dio vendicativo
che vorrà punire i miei misfatti
e nemmeno un Dio buono
che vorrà premiare le mie opere.

Quando sarò sul letto di morte
sarò faccia a faccia con me stesso,
con la mia vita passata,
come davanti a uno specchio...
e mi assolverò o mi condannerò
a seconda dei codici culturali
che mi furono impartiti.

Il giorno del mio funerale
sarà solo un accessorio
a compimento d'un'antica usanza.
Il giorno del mio funerale
non cercatemi fra Voi.
Cercatemi dentro di Voi,
fra i Vostri ricordi,
fra le pieghe dolci del cuore.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 17/07/2010 00:22 6 4229| Racconto su 'Il giorno del mio  funerale'

Bello anch'io... No tu no!

Sociale
Bello anch'io... No tu no!
E' pleonastico affermare
che ciò ch'è bello è bello
ed è inutil sindacare
che trattasi sol di retaggio culturale,
nell'assegnar alle cose
significato socialmente condiviso.

La percezion del bello è naturale
e il brutto è brutto ed è normale.

Ma per attenuar l'orrenda sorte
del brutto in quanto tale,
l'eufemismo aiuta
e fa men male,
mitigando il significato letterale.

E così il sordo è non udente,
il cieco è non vedente.
Il muto è non sonoro?
Certo è, che se dico
"un ladro onesto"
è un ossimòro!

E' il rispetto alla persona
che ci unisce in comunione
e non la paura del diverso,
edulcorata con eufemismi
d'ignobile finzione.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 10/07/2010 00:01 5 4077| Racconto su 'La paura del diverso'

Dio s'è chiamato fuori!

Impressioni
Dio s'è chiamato fuori!
Il nostro Dio è il Dio vero,
ci batteremo per questo
con tutto il nostro vigore
e se necessario ricorreremo alle armi,
affinché gli uomini in errore
pieghino il capo, obbedienti
alla volontà suprema del nostro Dio.
Che il bene prevalga sul male
e scacci via le tenebre.
I nemici di Dio non prevarranno,
useremo ogni mezzo per sterminarli
e il mondo sarà più pulito,
più libero, più vero, più giusto.
Gott mit uns!

Combatteremo la nostra jihad
per la sottomissione degli infedeli,
senza limiti di tempo e spazio.
Il potere spirituale e temporale
saranno restituiti nelle mani di Dio.
Noi saremo gli umili e fedeli custodi
delle messi che da Lui provengono
e che a Lui dovranno ritornare.
In nome e a fianco del nostro Dio
combatteremo fino all'estremo
sacrificio delle nostre vite,
molti cadranno ma non morranno.
Allah è grande!

...e l'uomo si fece bestia
e la bestia si fece dio...
Un dio in cui dimorava
nulla di divino, nulla di umano,
ma solo la sete di predominio
dell'uomo sull'uomo,
esercitato con arrogante
e coercitivo potere blasfemo.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 03/07/2010 00:17 7 4520| Racconto su 'Guerre di religione'

La fata del bosco

Fiabe
La fata del bosco
Nell'acquietar del bosco
m'addentrai all'imbrunire
nello strano sembrar
che qualcun me seguisse
nel mio ire
e a poco a poco
parvemi sentire
flebil sussurro
che cominciai a udire.

"Tu pellegrin del bosco,
che i segreti vuoi carpire,
fuor dal sentier dovrai tu gire,
perché il suol che tu calpesti
può cambiar il tuo destino
se non ascolterai la voce
del tuo cuor ancor bambino".

Via dal tracciato feci il gran passo
e con stupor vidi, oh me lasso!
Voragine che sotto ai piedi miei
s'apriva a un tir di sasso.

Dimmi, chi tu sei che m'hai salvato?

"Io son colei che hai evocato
e che nei sogni tuoi di ragazzino
a te fu, ognor, sempre vicino".

Fata del bosco o pura illusione?
Io di quel dì che la scampai
non mi detti mai ragione.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 26/06/2010 13:48 3 4732| Racconto su 'La fata del bosco'

Un amore celato

Amore
Un amore celato
Il mio amore lo tengo in un cassetto
fra lettere scritte col mio sangue
e sogni mai svelati.
Il mio amore è lì che aspetta
d'essere scoperto un giorno per caso,
rovistando fra le cianfrusaglie
di un padre che seppe tacere
ma volle rendere postuma giustizia
ad un sentimento soffocato.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 06/03/2010 19:34 8 7173| Racconto su 'Il posto dell'amore'

Canto di sirena

Riflessioni
Canto di sirena
Mare, amante impetuoso
che avvolgi e travolgi
con la forza del tuo moto,
tu, che innalzi e lasci cadere,
tu, che sommergi e togli il fiato,
tu, che sferzi e mugghi nell'amplesso,
tu, che risucchi e inondi con fiori di spuma.

Tu mare che t'intenerisci ed accarezzi,
tu, che culli col tuo fremere inquieto,
tu, misterioso amante che celi segreti,
tu, che lambisci il mio corpo nelle calde notti di luna,
tu, che mescoli il mio pianto al tuo sapore,
tu, che m'abbandoni sulla riva dopo notte di lussuria,
fammi sentire il tuo dolce richiamo,
perché io ritorni ogni sera ad amarti in segreto!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 13/02/2010 10:48 5 4055| Racconto su 'Il rumore del mare'

La colt di Pecos Bill (come eravamo)

Sociale
La colt di Pecos Bill (come eravamo)
Ogni giorno andando a scuola
mi fermavo, spiccicando il naso,
su quella vetrinetta del tabaccaio:
una pistola da cow boy
di lucente argento
stava lì in bella mostra.

Ci voleva un capitale per comprarla!
Ogni giorno la tenevo d'occhio
e mi sembrava sempre più risplendere.
Soldo su soldo misi da parte la somma
occorrente e intanto s'era fatta primavera.

Finalmente entrai in negozio e chiesi
di quella pistola ch'era in vetrina, visto che
al suo posto c'era una bambola di pezza.
"L'abbiamo venduta proprio stamattina"
Mi rispose la tabaccaia.

Qualcuno più fortunato era riuscito
a risparmiare più velocemente di me.
Rimasi sempre con quel desiderio mai appagato:
la colt di "Pecos Bill".
Quando oggi chiedo a mio nipote
cosa desidera in regalo, la sua risposta
è sempre la stessa: "Nonno, non lo so".
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Club ScrivereCarlo Fracassi 31/01/2010 19:17 5 5317| Racconto su 'Fili di consumismo.'

Sognare è come vivere!

Impressioni
Sognare è come vivere!
Nello sguardo tuo
corre il pensiero
su lontani orizzonti
e ad occhi aperti
sogni sconfinati cieli
che ti parlano di me.

Sussurro di vento
al calar della sera,
preludio d'estasi
ti sfiora i capelli,
nel sentirti mia
in sinfonia d'amore!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 16/01/2010 18:58 8 4355| Racconto su 'Ad occhi aperti'

Il primo Natale (come eravamo)

Riflessioni
Il primo Natale (come eravamo)
Il primo Natale che io ricordi
è di quella sera quando mio padre
piantò in un vaso di terracotta
un ramoscello di pino.
Mia madre legò
qualche mandarino in qua e in là
con uno spago, poi spense la luce
ed accese una candela di sego.

Mentre su quegli agrumi,
ai miei occhi ci brillava il sole,
alla base del vaso apparve
un piccolo paperino
che trotterellava sul pavimento.
Rimasi incantato da quella magia.

I miei genitori
mi diedero un bacio
e ci avviammo in camera da letto.
Nel coricarmi fra loro, mia madre disse:
"Questa notte nasce Gesù!"
Insieme a loro recitai una breve preghiera
e stringendomi al petto quel paperino
m'addormentai felice, pensando che fosse
il più bel giorno della mia vita.

Sono passati più di dodici lustri e ad ogni
Natale mi ritornano, ancor nitide, quelle immagini:
vedo una giovane coppia sorridente che tiene
per mano un bimbo con tanta gioia nel cuore
e con gli occhi ben spalancati sulle meraviglie
del mondo, tutte da scoprire e vivere ancora.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 19/12/2009 01:26 3 4863| Racconto su 'Natale dell'infanzia'

Memento mori

Uomini
Memento mori
Tu uomo che or sei ormai giunto all'imbrunire
Pensi ai misfatti tuoi, del tuo fare e del tuo dire.
Guardi le stelle che son ultima speranza e
preghi per una benigna sorte senz'arroganza,
affinché non sia greve il tuo soffrire
nell'abbracciar la morte senza patire.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 21/11/2009 22:40 6 4399| Racconto su 'Non è mai troppo tardi'

Te lo dò io il presente!

Introspezione
Te lo dò io il presente!Cos'è il mio presente?
Forse tutto, forse niente.
Come avere nostalgia
se la vita sfugge via?
Non mi torna il conto
e nulla in mente.
Nel presente d'oggi,
per quanto io sfoggi,
non trovo proprio niente
d'elegante e conveniente,
se non di star bene
con me stesso.
Sì è vero lo confesso,
provar nostalgia adesso
mi par proprio da fesso,
meglio guardar in faccia
il sole che il suo riflesso!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 05/04/2009 18:38 4 3547| Racconto su 'Nostalgia del presente'



Carlo Fracassi
Carlo Fracassi Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico.
Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa.
Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere la mira giusta!
Amanti della natura e degli animali, io e la mia compagna desideriamo dedicare un pensiero per il nostro cane, rimasto per sempre nei nostri cuori, unitamente alle persone più care.
Addio Chicco,
dolce compagno della nostra vita.
I tuoi salti festosi
hanno reso lieti e sereni
i nostri giorni vicino a te,
piccola mite creatura.
Il tuo languido sguardo,
il tuo tenero musino
in cerca di carezze mai lesinate…
è così che ci sei rimasto nel cuore
coi tuoi balzi di gioia,
ora sospesi, per sempre, fra terra e cielo.
Continueremo ad amarti
come tu ci hai amato.

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