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Le 70133 poesie con accompagnamento multimediale
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Che forse l’azzurro
fosse caduto dal cielo
non saprei dire onestamente.
Che forse il cielo
avesse pianto pigmenti sanguinei, contornando l’universo
instaurando così l’eclissi del sole: probabile.
Quello che posso dire
è, che ogni giorno l’aurora
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Sarai come le altre
che mi hanno lasciato sogni
solo per spegnere
le stelle al mattino
Mi darai qualche bacio
per poi pentirti
e soffiare il vento dell’addio
prima che il tramonto
Dia le sue carezze alla sera
e prima che giunga
la notte con
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Troppe volte
ho calcato
i sentieri della mente
perdendo
ogni speranza
all’approssimarsi della Notte.
Sopraffatto
dalla complessità della Vita
che
in sterili discordanze
inesorabilmente
si mutava.
Come
non chiedersi
allora
cosa avrebbe
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Il buio ha dimenticato
ma non io
e sarò il corvo nero
sulla tua spalla levigata
Dall’ombra dei sogni
e sarò la tua ira
forgiata dal dolore
del tempo inesorabile
Il buio ti ha accarezzata
ma non io
ed ancora tremo
il primo graffio di
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Vaga
la tua idea
di sedurre la luna
e pena
quello sguardo di pietra,
contorno
dei tuoi occhi di freddo.
Chi ricorda
nel rivivere i giorni,
quanto patire
è stato prezzo
di volontà d’amare
contro i venti
e il cielo?
E quale sogno
s’è
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Lasciami chiudere la finestra
ho esposto il drappo nero
e troppe foglie morte
sulle mensole del mio male
Lasciami andare via
sulla pelle ho ancora ferite
e l’aria tesa dell’inverno
non aiuta a guarire il respiro
Vivo ancora di queste
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Follemente intona ritornello d’amore
scivola dolcemente sui bimari della vita
ogni attimo sorseggia la gioia infinita
senza ostacoli, tentennamenti e livore.
Nel cielo che circonda mai grigiore
fragranza all’apparir di celestiale vestita
postilla
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alberi spogli
vestiti solo di semplicità
dai rami radi
come le parole che uscivano dalla bocca
resistenti alle apparenze
le incontri camminando un giorno qualunque
mentre dentro il freddo impera
e con un po’ di tepore
ti scaldano l’anima
aria di
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Se lui sapesse
dei nostri desideri
che fanno gridare le ombre
se lui sospettasse
Se lui avesse visto
le tue ali aperte nel buio
e il tuo sudore
di Venere colare nel lago
Forse queste lune
non sarebbero così chiare
nel cielo d’inverno
che
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Come fosse
il profumo
di gelsomini in fiore
inebriato
ci cammino attraverso
altre volte invece
inquieto
fuggo via.
A simiglianza
di
colori su una tavolozza
pronti
a dar vita
alle più audaci
creazioni dell’intento
nell’Etere
che
come
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Mi svegliavo lentamente
solo per sentirti parlare
e non importava
quanto lunga fosse stata
La notte che finiva
in un velo di cenere
appena disegnato dalle stelle
di un mattino sempre uguale
Mi trascinavo dolcemente
nel giorno acceso
da
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Brivido caldo sento
quando ti sto accanto
goccia di ghiaccio si scioglie,
sul corpo spoglio.
Brucia la pelle
grido rabbioso,
dalla bocca esce.
Tremar mentre
una lacrima lucente
dagli occhi scende
a placar il dolore
che grava sul
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 | La speme arde nel cor
la sento come fosse folata
sembra facile e veloce
l’ora dell’amour
vorrei volare e danzar
l’emozione canta!
Farmi bella nel cor
farmi bella nella pelle
tutto cambia e si manifesta
e dir t’amo
e dir vorrei
è un meraviglioso
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Sguardo di ghiaccio
occhi penetranti
perle lucenti,
taglienti come coltelli.
Mi uccidi con i tuoi baci
densi di torbide voglie,
t’amo perdutamente
uomo intrigante,
desidero
il calore della tua pelle.
Mi fai volare
nel cielo immenso
sulle
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Questa è la casa
che ho dimenticato
fra gli ulivi
col canto d’Ottobre
Questi sono i colori
di una terra malata
dove il cielo tremava
per un temporale
E il mare scuro
assetato d’amore
non ha che la pioggia
da attendere ora
Oltre il vento
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Di caduta in caduta
mi rialzo
come un marinaio sulla prua di una nave
scampata al fortunale.
Un gabbiano segue la scia
con indomita pazienza
e il suo grido taglia il silenzio
nella solitudine del mare.
Aspetto di udire la notte
immensa e
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Prendi gli avanzi
di questo buio che ci sgretola
e prega il mio nome
perché me ne possa andare
Togli le schegge
da questa pelle che invecchia
e ricorda il mio sogno
di averti oltre il cielo di cenere
Che ci divideva
a dispetto di ogni cosa
e
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Nel vento sul mare
la nave andava,
l’onda d’amor
nel cor pulsava
si espandeva
forte infuocata
a bruciar la pelle,
nell’infinito sentimento.
Tristezza
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Ed era come il cielo a settembre
il legno antico
vicino alla roggia
e le nuvole d’oro nel fiume
Ed era come la pelle d’estate
calda quando le mani
accarezzano l’ombra
e il sole non brucia più luce
Ma buio di stella
resa oscura dalle tue
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Poche parole
ma forti...
semplici ma da farmi sorridere.
sincere come un tempo
illusioni si ma non delusioni
Non ho chiesto altro
non chiedo niente
se non si sente niente
non chiedo se non mi si da spontaneamente
Mi sento una mendicante
un po’
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E’ qui che ti amo,
su queste rive spoglie d’ossigeno
tra l’gorgoglio sabbioso delle onde,
che graffiano i nostri passi vitrei
...nel freddo.
E’ qui che ti amo,
dove il tempo trascorso assieme
si fa peccato, nel reticente preludio,
in cui
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Chissà se ora
avrai trovato il mare
fra le tigri di carta
che amavi ritagliare
E se la strada
sarà meno scura
con tutte quelle luci
che avrai acceso
Io ho trovato
le parole che non sapevo
pronunciare fra le righe
di luna sdrucita
Chissà
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Sorridi
acerba melagrana
e affronti le tempeste
mentre le scrivo
tra giornate di sole
e serate
di nero maestrale.
Semplice
come svaghi
pensieri e vita
sviluppando
riflessi di colore
e parole
che avvolgi,
infinitesimali,
fra esplosioni
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Questo amore
naviga cieli sconosciuti
lasciando soffici carezze
come stelle perse nell’infinito
viaggia sulle onde del mare
sfiorandole appena
leggero come piume
che si muovono all’unisono
trascina attimi di felicità
oltre il
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Lo so
che non mi hai mai amato
e che quando mi dicevi
parole di miele
Pensavi a qualcos’altro
forse a una casa
con il calore del fuoco
e i soprammobili in ordine
Lo so
che non mi volevi veramente
e che tutti quei tramonti
sono andati
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sorridi
danza l’aria intorno ai tuoi occhi
scrivendo a piene mani la pagina di un giorno che rimane
mi guardi
ti incontro vicino a dove si ferma il cuore
e poi parli
se avesse il giorno sempre le tue parole
non esisterebbe la notte
cala il
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Non ricordo più il sapore
troppo tempo,
ricordo il calore,
l’intensità,
l’amore, la gioia nell’averli,
i sotterfugi per poterli dare.
Non ricordo il sapore,
vorrei riviverli ancora
provare le stesse emozioni
del lontano calore,
il suo
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si sa,
il tempo si sincronizza
sempre, con il tempo
del nostro battito,
correndo vola
rallenta se si è felici o tristi
e si ferma morendo o
trovandosi a vivere,
in un momento
in cui si è lì,
dove davvero
vorremmo stare.
Forse non pensiamo
che
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Astruse
filosofie
dell’apparenza
spacciate
per Conoscenza
da
deliranti sacerdoti
di oscure fedi
o
da arroganti profeti
di una pseudo scienza
precipitano
il Mondo
nell’oblio
della Quintessenza.
Che sia
il preludio
a una fine
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Perché mi guardate tutti
come se fossi un vecchio
perduto fra i ricordi
quando il mio cuore trema
Nelle sere fredde dell’inverno
e non ha che calore da dare
alle nuvole sciolte
in amore d’inverno nero
Perché mi parlate tutti
senza ascoltare
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70133 poesie pubblicate nel giorno . In questa pagina dal n° 3331 al n° 3360.
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