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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Le 70133 poesie con accompagnamento multimediale
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Me ne sono andato
con qualche granello di polvere
e con le mani addormentate
dalle troppe carezze
E sono rimasto in silenzio
per giorni e giorni
senza ascoltare il vento
che mi parlava ancora di te
Mi sono vergognato
per non aver pronunciato
leggi

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 | Di là della sciarpa
questa sera che aggiungo
al mio tempo riassunto,
di momenti raccolti
come a caso fra i passi
dov’è,
perso,
antico il mio mondo.
Circospetto,
pensoso,
roteando nel freddo.
Poi lucine che pungono
emergono agli
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Dall’enorme masso di marmo
con mazza e scalpello
grande maestria
delineasti la pietà
la statua più bella della terra,
dolce vergine dolente
con suo figlio Gesù
morto fra le braccia.
Artista unico nel suo genere
carattere ardito,
della
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Ti scrivo ancora
perché non amo lasciare
pagine vuote
fra le mie ombre di carta
Ti piango ancora
perché so che c’è sempre
un tramonto
che non abbiamo visto
Prima di qualche notte
e prima di qualche mare
da naufragare
fra le lacrime di
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La pelle mi è gradita
solo a piccoli spicchi
e se spremendo il cuore
ritroverò l’uva dei sogni
Allora saprò di amarti
- magari a tratti -
come la nebbia quando
accarezza la terra
Al mattino e solo allora
prima di svanire
nella luce del
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 | In un libro impolverato e di oro ornato
ho trovato un racconto d’amor
La Vita si svolgeva in un Tempo d’Eternità
la sorgente era il cuore
la Verità che nasceva!
Un giorno datato 25 Dicembre
appave nell’Universo senza pensarci
ogni dove le luci
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Sotto albe rosate
paradisiache isole verdeggianti,
vorrei destarmi.
Camminare vicino
bianche onde spumose del mare,
senza bagnarmi i piedi.
Sentire il vento penetrare nei miei capelli
alitare sulla pelle
sussurrare all’orecchio
dolci
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Mi hai regalato il silenzio
avvolto in un lembo
di seta graffiata
dal vento di questi giorni
E nel cielo c’è appena
il tempo di qualche nuvola
sparita improvvisamente
prima del tramonto
Mi hai donato il buio
incartato con l’amore
di qualche
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Quando
il giorno sulla Terra
volge alla fine
e
il sonno della mia coscienza
al sogno
stancamente
lascia il posto
tra
quei giardini odorosi
che
questo mondo
ad infiniti altri collegano
risvegliarmi
vorrei.
Là
dove
il limpido fiume
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No, non siamo mai stati insieme
neanche quando
mi dicevi parole di miele
e le stelle mi parlavano di te
No, non ci siamo mai amati
anche se le notti
non finivano all’alba
ma con le tue labbra dischiuse
E se mi prendevi per mano
la strada si
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Voglia
di abbracci
trasformati in pazzia,
punti esclamativi
di una vita
di pane masticato
alla periferia
dell’impero.
Confusione
tra fuochi e spari
tra un amore e il furore,
felicità di scarto
cantata
negli anfratti del porto.
Scatole
leggi

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I notturni che si amano
si incontrano senza fretta
mentre la seta nera
scivola giù dolcemente
I notturni che si amano
non hanno vergogna
di baciarsi per strada
mentre la gente sfodera
Sguardi di sdegno
per quelle lingue intrecciate
e per le
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Cade silenziosa tra le fronde
supina si pone al suo arrivo
par schiaffeggiare quell’inerme ramo
nell’insinuo leggiadro e felino.
Par lacrima scesa dal cielo
cristalli di luce a bagnare il viso
lembi di cercata speme
tra le foglie a sigillar gli
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Se sei quella che stavo aspettando
allora saprai già
che non amo il mattino
e la sua fretta piena di luce
Se avrai voglia di amarmi
allora non avrai parole
da pronunciare nel giorno
ed attenderai il buio della notte
Per spendere carezze
e
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Non d’ improvviso ma d’impeto
l’incalzare del tempo
mi spinge all’ultima meta
e muto il girar del Sole
m’accompagna
con monotona cadenza.
Le melodie a cui prestavo orecchie sorde
incalzano il mio animo,
dolci compagne dell’ultima rupe
da cui
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Se nessuna parola
potrà scalfire le tue nuvole
proverò con i gesti
e forse con il vento
Che soffia la pioggia
di un’altra stagione d’amore
calda come il destino
che ci tiene legati
Se nessuna ombra
potrà velare i tuoi sguardi
proverò con la
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Stai per giungere
anno nuovo
ti stiamo aspettando
con in dosso il vestito della festa
il cappellino sulla testa,
la trombetta.
Manca poco
in ansia siamo,
allegri ti attendiamo.
Sarà una notte luminosa
miliardi di fuochi
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Lievi
memorie
di un’altra età
fluttuano nell’anima
come
variopinte
bandiere tibetane.
Lembi
sfuggenti
del Suo
prezioso
mantello di stelle
che
inutilmente
la mia mano
cercherà di afferrare.
Il sole
ancora non s’era levato
ma
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Non si vede nulla
oltre il confine dell’ombra
che il bosco disegna
dopo il tramonto del cuore
Non si sente niente
non il ricordo dei tuoi respiri
non il calore delle carezze
perdute dietro alle nuvole
Qualche volta immagino
di attraversare il
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 | Le prime rondini allora
giungevano sfinite a dirmi
ch’era arrivata primavera.
Era pieno di voli il mio tetto, di gridi
d’un via vai per preparare i nidi.
Ridevano le primule nel prato gialle,
svolazzavano le farfalle
sui fiori, si, sembra
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 | E se di sera, sola,
senza orologio,
la luna piena ti illumina,
e tu raccatti,
sospesa nel vuoto,
quei momenti,
ti lega lì la tenerezza.
E le nuvole sfumano
e annaspi.
Tu che hai di me
non cose,
(che non potevo darti),
solo parole e
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Sto bene da solo
senza troppe parole
svanite in un volo
di cenere e polvere
Sono libero nel buio
della mia stanza vuota
con le ombre nere
che segnano il tempo
Non so dove sei andata
forse in qualche cielo
più chiaro del mio
pieno di nuvole
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Avanza la notte buia
senza il suono del respiro,
in questo tempo senza parole,
in questa speranza senza più amore.
Scie di solitudine guidano passi stanchi,
anime perdute scuotono l’istante,
la verità sorniona attende
la nostalgia non spera più
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Ti ho tenuto un posto
nel mio buio
qui dove il cielo è scuro
ed il tempo scorre
Lentamente
mentre le stagioni perdono
i loro colori
fra la pioggia ed il veleno
Ti ho tenuto la mano
nel silenzio eterno
con le nuvole
sbiadite dal vento del
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Ricordo indelebile
scritto nella mente e nel cuore
meraviglioso momento
ancor ti avevo nel mio grembo,
tu sgambettavi
ed io sorridevo,
pensando al lieto evento.
Quella mattina
il cielo era ancora scuro
nel freddo Dicembre
avvolta nel
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Quella
strana
inclinazione interiore
che
mentre parlo
l’eco delle mie parole mi fa percepire
quell’urgenza immotivata
che
mentre cammino per le strade
ad affrettare il passo
mi spinge
segni inconfondibili
della mia
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Dio è in questa casa
ma resta in silenzio
a contare la polvere
depositata sui mobili
Non ha molto da fare
tiene la mano a chi
ha poco tempo da dare
alle rive del fiume
E agli antichi dolori
ormai dimenticati
dal tempo e dalle
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 | Il Paese
lacero e morente
questa sorte
non comprende.
L’umana viltà
irrompe
mischiando
il passato efferato
all’odierno esecrato.
Riformista o conformista
ignari serventi incapaci
annotati in un’unica lista.
Dietro le quinte
è il Potere.
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C’è aria di festa nel mondo
Natale è per tutti,
un giorno d’amore.
Chi ha nel cuore un dolore
vive gioia e disperazione.
Davanti al presepe
prega il signore
spina dolente,
dal cuore tolga.
Sorga un’alba di pace
in questo mondo
raggio di
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Seduta a visitare
i passati remoti,
visioni e incanti
nel suo volto confuso,
e romanzi di vita
come impietosi segni
di pensieri al sembiante.
Lieta
si finge
struggente nostalgia,
figlia d’un rimpianto,
madre
di un disinganno,
e
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70133 poesie pubblicate nel giorno . In questa pagina dal n° 3361 al n° 3390.
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