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♦ Luigi Ederle ♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Le 70134 poesie con accompagnamento multimediale
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E il caso gioca sempre la sua parte
nel favorirci o sacrificare gli occhi
nell’ora che segna attese consuetudini.
E il sorriso mi racconterà del tuo giorno
di itinerari e mete già raggiunte
o un tuo cipiglio riassumerà sventure
che tu celi,
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La pioggia di novembre
rende desolato il respiro
scendono fredde
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Il cielo sorride
anche se si copre di nuvole grigie,
il cielo mi guarda
anche se piange e s’incupa
e come rondini in volo in un cielo d’estate,
un bacio stellare
mi sfiora le labbra.
Sogno o son desta?,
che importa...
vorrei chiudere gli occhi
e
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uno spiraglio di luce
nei miei giorni,
nelle mie notti insonni
e nel buio
vedevo te
sogno di una vita .
Ho bisogno del tuo bene,
non mi lasciare,
ho bisogno del tuo amore,
mi hai lasciata sola
troppo tempo,
tanto tempo
senza il tuo
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L’essenza
della mia città
ha la purezza
e la trasparenza
di un diamante.
Tutto è muto...
Sola la luna
come guardia silente
nel cielo
di preziosa luce
argenta i tuoi tesori.
Oltre il silenzio
che t’assale
e l’alta marea
che
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In principio
erano solo parole
gettate per strada
dove la luce creava
Disagi ed attese
fatte per restare qui
e poi andare via
all’improvviso
Alla fine
le poche carezze
conquistarono spazio
fra uno sguardo
E una catena tesa
proprio dove
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Quante volte
avrei voluto dirti
che adoravo guardarti
quando camminavi
E che amavo sfiorarti
mentre serravi le ciglia
quasi la luce
ti offendesse il viso
Con i suoi raggi
senza pietà per la sera
e per le ombre
che il cielo spargeva
Poco
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Attraverso
i tuoi occhi
che
mai
hanno smesso di sognare
il sogno
che insieme sognavate
non sperare
di cogliere
ancora
della Vita
la Bellezza e il Mistero.
Perché
ad ogni istante
senza accorgertene
in nome
di quell’attaccamento
che
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In fondo questa nebbia giova
ché il sol più splende più a nudo
mette ogni magagna.
Il cuor nel limbo almeno spera
che
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Sono sicuro
che sarai felice senza di me
senza le mie parole
troppe per una sola sera
Sono certo
che non ti mancheranno
i miei silenzi
fatti per la cenere del mattino
E troverai
qualcuno che amerà viaggiare
non solo con la mente
ma con il
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 | Sciuga Venezia
le tue lagrime millenarie
con l’acqua sei nata
con l’acqua morirai
i pali che ti sorreggono
marci ormai
sprofondano giorno dopo giorno
oh San Marco
io sono un miscredente
non accetti più preghiere
bagnata inesorabilmente
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Ecco ora un raggio dopo tanta pioggia
cercare sui muri piccole fessure
e il vento s’alza e mi sferza il viso
acceso nelle tinte per la frescura.
Qualche passante ha già il cappello
in testa, il dì dinanzi un semplice gilè.
Mi meraviglia sul capo,
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Ricordi quante volte
ti ho detto di non sfiorare
la fine delle cose
ma il loro inizio
Perché il mattino
è più puro della notte
ed ha la curiosità
del vento in cerca di luce
Ricordi tutte le volte
che ti ho raccontato
di quante stelle ho
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Forse ha lieve il passo
sol chi l’anima conduce
per altri lidi, più ameni,
dove la pace impera
lungi da terreni bisogni
e da quel bene o ritenuto tale,
oppio dell’umano intelletto,
polvere al tramonto ultimo.
Altra é la luce...
che a molti
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Non aver paura
se le parole escono dal cuore
è perché il desiderio
si fa sempre
più forte.
Se ti fa piangere e tremare,
è amore che bussa al tuo cuore.
Inutile negarlo,
inutile nasconderlo .
Lasciati andare al sentimento
lascia che io raccolga
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Schiocchi baci
al cardamomo,
sul limite dei tuoi dubbi,
riflettendo a voce roca,
i pensieri singhiozzati
nuovo swing.
Divori sorrisi agrumati
e vitamine,
con la medesima disinvoltura;
mentre il sole bussa
all’uscio d’un progetto
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Ormai è troppo tardi
anche per ricordare
e fra queste pozzanghere
non trovo più i tuoi occhi
Di un colore indefinito
forse troppo scuro
per riflettere i pensieri
e disegnare sogni
Ormai è sempre presto
per dire nuove parole
e pronunciare
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E’ grigia l’alba e il vento prima lieve
s’adira e muove le nuvole nel cielo,
vacilla una foglia sopra il ramo
cade nella terra nera poco lontano.
Tristi pensieri, sopiti a sera,
tornano vivi al sorgere del giorno
e la malinconia presto
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 | Una leggera brezza gioca coi miei capelli
mentre distrattamente
guardo verso la montagna tra barbagli di sole.
Ti penso ma tu non ci sei
e sussurro un “ti amo” che va via col vento.
Si sciolgono i ricordi ma poi mi rendo sorda
ad ogni stimolo, ad
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Volge al tempo dei ricordi
il grande intenso amore tuo
sospiri al vento nell’ancor oggi
ad ammirar la nostra fortuna.
Nostalgica si orienta la luna
accarezza i nostri baci
e si eleva il profumo
sulla strada del nostro destino.
Bello
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Quando mi guardavi
e fuori c’erano le stelle
pensavo spesso
a quando non saremmo
Più stati insieme
e forse qualche volta
tu mi avresti pensato
tra le pieghe di un sogno
Quando mi hai lasciato
e nel cielo tremava l’alba
sentivo già
il vuoto
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 | So l’invidia!
So segreta ammirazione
e nell’umana stagione
de sé stessi
’n’infelice affermazione.
Chi de voi è mijore
me suscita,
’a disparità è n’ingiustizia
che escrude ‘a vera amicizia.
M’attacco a donne e omini,
ma l’omini armeno
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Restare inerti
spenti
non provare amore
dolcezza
dolore
avere il cuore chiuso come pietra,
Che maledizione!
Restare fermi come statua
senza aprire le braccia
il cuore,
all’amore.
Immobili stare
osservare l’onda agitata del mare
aspettare
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E’ sul gong di un ultimo round
che ti parlo d’amore,
quando è tardi e la mestizia è un velo negli occhi
ed io ho già pianto decenni di solitudine.
Perché l’amore è come la guerra
ha necessità impellenti
e non conosce mezze misure.
Torno su
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 | Erano così
imperturbabili le venature
fredde incise
nel marmo,
ed il tuo volto nudo
che si posava
su di esso.
Ti guardavo
trattenere la luce nelle mani
e la calma
delle labbra che tentavano
di sentirsi libere,
nella malinconia
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| Plumbee
erano le nuvole
fredda e umida
la terra.
Vagava
il mio sguardo
alla ricerca dell’azzurro del cielo
della calda
luce del sole
perchè
il ricordo dell’Estate
portavo con me.
Era
l’assenza d’amore
a plasmare
quegli edifici
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Scorro le ore
quasi fossero un battito d’ali
di un insetto prigioniero
in un cielo nemico
E attendo i giorni
con le loro sere d’argento
per piangere una speranza
o un dolore senza colori
Graffio i muri
con le unghie levigate
dal passaggio
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Prenditi tutto il tempo
che le nubi concederanno
a queste sere di tardo autunno
io sarò qui con i miei dolori
Attenderò tre lune
prima di respirare nuovi sogni
lentamente, come il mare
quando il vento latita nel cielo
E la nostalgia incide
le
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Galleggia nell’aria
ne è colmo il cielo
il silenzio che sento.
Dentro di me fa rumore,
un rumore assordante
che sembro quasi temere.
Non ha il colore del prato
non ha la luce dell’anima
ne la tranquillità ovattata
del cuore...
E’
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I sogni sembravano
nati dal mare
in quelle sere scure
quando il sole muore
Velocemente
dietro alle spesse nubi
portate dal vento
verso la pioggia nera
Le carezze sorgevano
appena prima dell’alba
quando i tuoi occhi
stanchi di morire
Si
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