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Le 70138 poesie con accompagnamento multimediale
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Ti porto lontano
come fa ogni alito di vento
come un aeroplano nella nebbia del
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 | Mi arriva un soffio di vento
sa di te, dei tuoi respiri.
Io sono qui... accanto,
nella tua ombra
tanto amata,
pronta per una carezza
per un sorriso.
Stendo la
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come una finestra il tempo
affacciata su di noi
un tuono rompe il cielo
ogni goccia un ricordo
ascoltare
e poi sentire
guardare non è vedere
stringersi su
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Quante volte
tra cielo
e terra
come foglia ho volteggiato
affidando
al vento
le mie spoglie mortali.
Cosi tante
che di stagione
in stagione
un soffice tappeto
hanno creato.
Come
crepitanti vestigia
che
attraverso i millenni
la
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Non sono stato io
a maledire il cielo
è questa falce di luna
che ha portato il buio
Oltre le colline oscure
dove i boschi piangono
dopo che il vento
ha spazzato via ogni cosa
Non è stato il mio respiro
a gelare la pelle
ma la pioggia
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Affanno inutile seminar il terreno di mine
o far crescere boccioli tra rovi di spine
Periranno soffocati per assenza di luce e di brina
Muovo sollevata dal suolo sopra un filo invisibile...
Passi leggeri simulano un vibrare di ali
Non vi sono
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Scende come me talvolta a sera
incerta la visuale come passi
nei pensieri meno chiari ad ieri
le case qua e là un po’ sfuocate
sono tra le chiome imprigionate
uggiose di coperte grige nere
le colline pregano un silenzio
di soffici distanze
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 | Cade il silenzio
mentre una pioggia
scroscia e canta
la sua canzone,
ma or che confuso
il silenzio tace,
fluttua il fiume
stracolmo
ed impetuoso,
arde senza fuoco,
brucia senza bruciare
ricolmo di pioggia,
una goccia ed altre
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Il mondo cambia
ma noi restiamo uguali
e la fine del tempo
è solo un sogno
Claudia la tua pelle
è rimasta così bianca
perché il sole
non ti ha mai baciata
Claudia i tuoi capelli
hanno il profumo
dei frutti d’inferno
colti mentre il
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Andrò via da obbligati silenzi
e fiumi di parole
straripando su terre straniere
Nulla qui m’appartiene
la terra dove cammino
e le rose del giardino
E il mare spesso m’insidia
con capricci e moine
Amo questo vivere ad ostacoli
e prendo
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Cosa fare dei loro sorrisi
che dire a quei brulichii di prati
al gioco della campana
disegnato di bianco lungo l’asfalto del tempo?
Con quanta astuzia ancora
inganneremo i sogni, l’allegria l’essenza
imbottita da un sonno sprezzante.
Noi.
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Come fosse
attraverso
setacci
sempre più sottili
che
la pula
dal grano dividono
qualcosa
nei recessi della mente
instancabilmente
vaglia
il frutto del mio esperire
ma a tal punto
che
di tutto ciò che vibra
attorno a
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Non sarò mai padre
e camminerò da solo
perché avevo troppo da fare
sul bordo dell’ombra
Non sarò mai amato
e guarderò i tramonti
di novembre come se fossero
la morte del sole
Vivrò nel silenzio
e scolpirò le mie parole
nella roccia
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Interminabili giorni di silenzi
pensieri roventi piroettano
in giochi acrobatici decisi
ad annullare il tempo fermo
dove le attese si vestono di nuova speranza
un limbo che ci esalta poi al culmine
l’euforia si placa scivolando verso altra meta
i
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E non c’è dolore
da sopportare per sempre,
né gioia da vivere in eterno.
C’è una vita narrata
e una immaginata,
c’è un sogno da sognare
e una felicità vissuta,
c’è un limite senza regole
e una regola per ogni limite.
Quando il mattino apre ai
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Antica ti poni al passaggio
biancore levigato al sole posto
Sterrate di cammini polverosi
sbirciano di chiassosi bimbi il rincorrere
tra i profumi della natura
al canto di uccelli operosi
coi pensieri lontano a sospingere
lá dove ogni sogno
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eri dentro di me
a dare un colore al silenzio
a togliere un senso alle parole
eri dentro di me
ad ascoltare il rumore dei pensieri
a fermare il vento con le mani
eri dentro di me
a leggere sogni a memoria
senza guardarli neanche
eri dentro di
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Midesa |
11/11/2018 08:56 | 2267 |
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Quando cercheremo la luna
sarà troppo presto
per arrenderci al buio
e chiuderemo tutto di fuori
Resteremo da soli
quando le ombre avvolgono
ogni cosa
che non sia perdono
Quando arriverà il mattino
sarà troppo tardi
per avere dalla luce
le
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Posato sul pensiero
e la fantasia
la gentilezza di quelle
foglie d’autunno
lusinga quell’istante
dal volto assopito
dal tuo spirito.
Lamine d’autunno
come drappi scaldano
il cuore riverbero
eccitato dalle vestigia tue.
Autunno fra nebbiosità
e
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Ogni cosa qui passa per il numero perfetto
e si moltiplica in riflessi nella lente _poco profonda_
Tra opacità e trasparenze si creano simmetrie
acrobazie tra gli occhi e il pensiero
Un gioco intermittente di colori tra luce ed ombre
opto per il
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Pensarti, abbazia di Kylemore
coi tuoi sbuffi di verde
che non avevo mai visto
e la selvaggia roccia, grigia.
Sognarti, bianca arenaria
bella custode di una storia d’amore
che finì, e qui trova memoria
fra il lago, il monte e la dura
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 | Un cumulo di parole
sospese alla voce
afone di incertezze, perse
lasciate cadere, dimenticate al tempo
sillabe tracciate su foglio bianco
bucherellate di amore, fragili
impresse a fuoco nell’anima.
Era novembre a lasciare
il bianco manto di
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Dolci parole creano un miraggio
in un deserto ho perduto il coraggio.
Nel silenzio ho trovato il tuo sorriso
e anche ogni lacrima del tuo bel viso.
Sei abbarbicato alle vecchie radici
vuoi curare le tue cicatrici
non ti sfiora lo struggente
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Fantasie
illusioni
o vane speranze
ai nostri occhi
oramai
appaiono
tutte quelle possibilità
che
naturali sarebbero
se al di fuori dei Campi
liberi
potessimo nascere
crescere
e morire
per poi
ancora rinascere
nel segno
della
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Ci sono giorni che corrono da soli
nella sensazione che tutto è compiuto
Addormentate speranze e fatiche,
si sta come sul ramo come sul muro
come sull’orlo d’un precipizio,
in un tempo che non ha albe e tramonti
Si sta nell’apparente quiete
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Nel buio che attornia il celato volto
l’abbraccio della edificata notte fonda
nell’insieme tra le ombre sprofonda
ciò che più vorrebbe apparir... il sorriso.
Occhi velanti postati in essere tolto
là ove la vista venir manca
tutto omertoso al fin
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 | Nella semplicità di gesti
troppe volte dati per scontati...
Quando due cuori si accolgo
l’un l’altro tacendo,
e silenti emozioni
tessono vissuti
desiderosi di un eros
da appagare in fretta.
Dita che scorrono
lente su volti che narrano storie
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Fiori a Dicembre
per chi non sa ascoltare
il sole che tramonta
senza mai morire
Di nostalgia
o di altre malattie
che l’inverno conserva
per le anime deboli
Germogli da cogliere
che non diventeranno
mai frutto
né colore per le foglie
Che
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Guardo dinanzi la stanza piena
d’arredi ed oggetti di libri di scaffali
L’ordine atavico ormai inosservato
Lo spazio dentro e tutt’intorno
le cose che non muovo
se non per disfarmene o per bisogno
Guardo il silenzio come si può guardare
qualcosa
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Mi hai condotto qui togliendomi il fiato
nello stupore svettante tra il ferro della torre.
Già che, da queste parti
la Senna narra sensazioni umane
avanza, pietosamente bella
nel dì novembrino, baciando rami e foglie
effondendo tutto il corpo
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70138 poesie pubblicate nel giorno . In questa pagina dal n° 4861 al n° 4890.
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