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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Le 70144 poesie con accompagnamento multimediale
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Del mio sorriso
fatevi pure una risata e pulitevi la bocca e l’anima
prima di giudicare
spogliatevi davanti a voi stessi
da pregiudizi, maligni vizi e provate
a mettere le mie scarpe, i miei vestiti, le mie rughe
accessori d’anima e corpo
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Ti porterò una rosa bianca
del colore della neve.
Una lacrima silente dal tocco lieve
ti dirà quanto il tuo abbraccio mi manca.
Ti porterò una rosa
la più bella del mio giardino.
Ogni petalo diverrà un ricordo
che mi parlerà di te
nella
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esco sull’uscio di casa
e mi fissano punti di stelle
un gatto attraversa con sincero sospetto
il prisma lucente che lancia obliquamente l’interno
e punta i suoi punti tremendi sui baluginanti riflessi
di lenti che inforco
e mi interroga il
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 | E’ freddo fuori
un’aria frizzantina m’avvolge,
mi abbraccio da sola
per darmi un po’ calore.
L’aria è un po’ grigia
ma il mare è sempre azzurro
come il mio cielo d’anima,
che tu pennelli e fai risplendere.
E mi colori il cuore
sfumandolo con
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E’ qui che il cuore batte sul passato
segnato con le impronte di un bambino
dove una mano antica ha seminato
col sangue di un cantore pellegrino.
E’ qui che il cuore non ha mai scordato
sapendo di trovare sul cammino
il fuoco che nessuno ha
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Lentamente
vediamo il grigio della valle
trasformarsi in timore
e voliamo via
Finché non ci vedi restare
per poco
sulla terra che scivola
nell’ombra della sera
Dolcemente
chiediamo una nuvola
carica di pioggia
per bere le gocce della
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 | Mi accorsi di te
in una torrida giornata
di Maggio.
Rosa rossa
di rugiada irrorata.
Superba t’ergevi
tra selvaggi cespugli,
un dolce profumo
emanavi.
Ti vidi, ti colsi
e ti chiesi perdono...
Passati sono gli anni,
i cieli di stelle
e le
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 | In un sogno,
respiro i miei giorni
il lento vagare degli anni
nel silenzio che si scolora
al ricordo d’un pianto ...
Ripenso al cielo,
nel bianco suo bagliore,
alla brezza,
nel soffio di un istante,
a quel tuffo dentro
che mai potrò
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 | Dall’oggi al domani
tutto perdetti:
.
casa
lavoro
marito
figli
affetti.
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Perdetti tutto.
.
Anche il nome.
.
Tutto mi fu strappato
come indumento sporco
lacerato.
.
- Dall’oggi al domani...
Nuda.-
...
Così mi ritrovai.
Senza capelli
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| Triste |
28/01/2010 16:51 | 1644 |
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 | -Caro Diario,
ti scrivo questi miei brevi pensieri,
guardando alla finestra,
ora che c’è il coprifuoco.
Ci dicono
di levar le scarpe,
e parlar sottovoce.
Non posso uscir,
ne’ andare a scuola.
Mia sorella
mi guarda,
ed io non ho
che lei,
e
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I primi fiocchi
Respiro di
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 | Il treno del ricordo viaggia nella notte
sul binario della nostalgia
nell’inverno di una donna
fra amarezza e illusioni interrotte
sulla tratta a me cara, in segrete ore.
Il treno del ricordo
ha un unico passeggero
col suo bagaglio di silenzio e
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Erano le sostanze divise in parti uguali
il cucchiaio di bocca in bocca a scandire pause e ritmo
Gli amori edificati nella mente scarabocchiati sul foglio
e sulle mani. Persi nelle parole: scogli ed argine. Mare
Inconsapevole d’immenso. Sul muro
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la sigaretta tirò gli sbuffi di un pomeriggio di pioggia
viso raggrinzito di un cancro vestito di notte
giorni di un’anarchia che regalava vomiti di bellezza
nota di una chitarra gonfia dei rantoli degli ultimi
popolo di creature uccise dalle stelle
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Ricordati di me
amore mio
ricorda, lo squillante gorgoglio del fiume
e noi due distesi sulla coperta a quadri
piccoli e abbracciati sotto i pioppi giganteschi.
Torna presto
amore mio
alle finestre aperte, spalancate al sole chiaro
dove il suono
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E mi rapì l’aurora
riverberando
in un raggio di primo mattino
ricordi sbiaditi
che un tempo nostalgico
ha conservato in sé.
Antiche immagini
accendono
nel tremulo tepore d’un respiro
una fulgida emozione
e mentre nello sguardo
di
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 | Tutti i miei sogni sono svaniti come fumo
Di quel che ho vissuto e amato
mi restano solo nembi
che minacciano il pallido sole.
Ad Auschwitz, l’aria gelida
colpisce impietosa
i rami nudi del viale
Il nulla inghiotte l’Anima-
Il mondo
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| Jibi |
27/01/2018 10:20| 933 |
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Loro vengono di sera
con i cani
quando calano le ombre
e sentono i respiri
Di chi nasconde il cuore
dentro ai confini
di una stanza buia
senza più calore
Loro hanno le armi
ed il passo greve
della maledizione
nelle notti senza luna
Ora
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è
questa malinconia
un soffermarsi
estatico
un sentimento
invisibile
un frantumarsi
del tempo
in ripida caduta
un
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Forse un giorno avrò passo più lieve
non sentirò le zolle né il peso sul capo
d’un drappo spesso nero talvolta colorato
Sarà il momento a mutare il tono alle tinte
- allegro o mesto - e il vento a dirimere le mete
e non farò testamento alcuno.
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E grida: “Andiamo ai campi!”
e sparge sangue a fiumi con la croce
intenta a rivoltare il mondo intero
propagandando il falso per il vero.
E si trasforma in giuda
e aduna i suoi fratelli il re caino
per seminare morte in quell’ostello
racchiuso
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Ti posasti,
lieve,
sul prato,
Piuma.
Eri
stata rosea, paffuta
come guancia
di un bambino,
lieve.
Cantavi
note a Primavera,
a sera,
ed udivi
il canto di tua madre.
Ti dissero:" Cammina",
Piuma.
Salisti
un giorno
su
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Tutto si colora di ricordi
paesaggi tra spente fiammelle
angoli sperduti ai suoi bordi
tra i silenzi intorno a menzionare.
Nelle fredde notti... il vuoto
nessuna luce a riscaldare
anche le stelle paiono emigrare,
nessun accarezzo, né voce
di
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Quannu u suli s’ammuccia
u picciriddu chianci
a speranza sa stuta
e lu munnu cìecu se ne futte...
a cuscienza nun mutta.
Sappoia n’capu l’occhi
sciddica fino intra lu cori
’u duluri ranni che trase nell’ossa
duluri che feddia i carni
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Emozione repentina
gonfia il cuore.
Inaspettate
s’affacciano
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Senza la luce
potevo viaggiare
dal cuore al cielo
ma con la luna
Restavo fermo
per ore a respirare
quel che restava
di una notte opaca
Fatta per sognare
ad occhi aperti
nel puro silenzio
dettato dalle stelle
Con il buio
mi sentivo a
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Signore della vita e della morte
che mesto guardi dalla Croce.
Ascolta la mia supplica
nella deriva delle ore.
Ti giunga dall’abisso la mia voce.
Signore del viandante
che arranca sulla tenebrosa via
dalla corona di spine desolata,
mitiga
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 | La Mantellina rossa sulle spalle
stesso bosco stessa nonna.
Il cacciatore è sempre lì
a curare le sue trappole
a distendere i suoi lacci
a lucidare il suo fucile.
Innamorato della DONNA
ormai cresciuta in altezza
favola dopo favola
è li
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 | Mi domando
di quale nostalgia odori quest’aria un po’ vecchia.
Di quale festa
le luci lontane illuminano il ballo.
Tocca a loro, mi pare
rammentarci chi siamo.
Leggere e distanti, sature d’echi
sotto questa quercia che goccia dal ramo
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Viento ‘e terra viento ‘e mare
chistu core mio scumpare
dint’e suonne timmurate
cu ddoje mane accalurate
‘nfaccia ‘o cielo ‘e chesta vita
ca nun saie si è sbanita
ca s’ammesca c’a tempesta
e se mette a fa’ ‘a maesta
c’a futezza d’a miseria
merca
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70144 poesie pubblicate nel giorno . In questa pagina dal n° 6241 al n° 6270.
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