Non parlate dei poeti
senza prima, avere attraversato
i loro sogni, le loro paure.
Non parlate dei poeti
come non si parla dei sogni
perché svaniscono, come loro
il poeta che visse di notte
moriva, di una nostalgia all’alba
come se il giorno non
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Guardavo tre cavalli sulla spiaggia,
correvano veloci in faccia al mare,
le zampe sollevavano la sabbia ...,
sembrava si volessero sfidare!
Il primo era un vero purosangue
aveva un bel mantello tutto bianco,
nel mentre l’altro, con un certo
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Si srotola l’asfalto sotto i piedi,
macino chilometri e chilometri,
guardo l’orologio mentre il tempo...
...scorre
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Mani sapienti d’esperienza
mani operose e piene di pazienza,
non temono il freddo,
non temono il gelo,
caldo o umido
si
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 | Eroi protagonisti di un mondo virtuale
allacciato a turbe di sdegno imperante.
Vocifera il detto conclamante
il pensiero d’unanime opinione
sovrastante il singolo marginale.
Vuoi tu,
per coscienza edotta,
vuoi per influsso di bislacche
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| So di parole che rompono l’aria
quando il fiato scrive inchiostro
e i margini del foglio sono azzurri
come le vene ai polsi, e il cielo.
Schiude finestre la parola, s’imperla
e si frantuma al suono sulle dita
senza il frastuono della voce, solo
il
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 | Gelatina di inutili sogni
congiunge l’ebbrezza del giorno alle fredde albe.
Emerge il passo ribelle,
si illude di riprendersi quel flutto di vita.
Rose insanguinate inondano il fiume.
Mancanze in piedi sulla terra
spargono vuoti, ormai,
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S’infrangono albe
tra rami spogli
che non fioriranno.
Veleno scorre
seccando l’ultima goccia
di speranza
sgozzata agli angoli
della bocca asciutta.
Ride l’aria
in una notte bastarda
dove puoi sentire
il tuo respiro
morirti dentro...
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Nel modo d’arcano è la tua mano al foglio
nell’oscillanza tra innato e sostegno, il segno
distendi
così nudo, l’afflato ad oltranza, negli occhi che avevi
e d’anima, i sottintesi, fatto il flusso.
E poi rinasci
dalle ombre di rose e rovi sul
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Lia |
05/03/2018 21:24 | 1140 |
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Un bacio fra le lacrime, e un sorriso,
dietro la porta che dà sul silenzio,
e la cucina si traduce in tempio,
qualcosa che conduce al paradiso.
Ricordi quante volte e quanti baci?
Rileggo il rapimento e l’indeciso
approccio, poi l’occhiata ed il
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Che luogo strano è il regno della poesia,
è un mondo fatto di splendide rose
ricamato e mescolato con aculei sottili.
Cavalli di Troia colmi e offuscati
dalla diffidenza e la vana mania,
fino ad amarti ed abilmente ignorarti.
Poi, per cosa...
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come stagni evaporati, sconnessi
camminiamo, claudicanti,
mentre lottiamo, soli,
nell’inerme attesa di una sconfitta.
E mentre gli altri tentano, invano,
di vìolare la loro solitudine,
tu accarezzi quel sole, che si ritrae,
perché nulla
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Tutti vollero sedere alla tavola dei vincitori
i venditori di indulgenze
gli anarchici perdenti
i ladri e gli assassini
persino due ricchi e due cretini.
Portarono cibo alla tavola dei vincitori
e brindarono tutti ai nuovi allori
Ma quando
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I supereroi? Gente normale...
quando rientrano fanno le scale,
lavano i denti al mattino e alla sera,
indossan le calze, la canottiera...
Molti combattono in un ospedale,
sfidan dolori e resistono al male,
certi son medici, altri infermieri
e hanno
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A cosa serve piangere,
se domani tutto sarà dimenticato.
Resteranno solo i tuoi occhi appesi al cielo,
ed un battito d’ali... leggero, dipinto nel vento.
A cosa serve piangere,
se questa pioggia cancellerà ogni lacrima,
perché tutto è così
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É breve ormai quel che resta
sono solo manciate senza problemi
avvitamento in caduta libera
al centro del tappeto.
E poi...?
E poi sarà tutto silenzio
con voi tutti intorno.
Smunti i visi
intrappolati dal dolore
o semplicemente
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 | Ogni volta, nel pieno della notte,
quando mi stendo
e incrocio le braccia al petto,
come in ideale abbraccio,
sento scivolare qualcosa
dalla testa al cuore
che si stringe e si riscalda
e quel calore si estende un po’ dovunque.
E’ una sensazione
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| Il battaglio
della campana è stanco
di batter sempre
la stessa canzone
e ha deciso
di tornare al banco
in cerca di una
nuova emozione.
Ma le campane
son tutte le stesse,
son tutte vecchie
e non danno più gusto
per questo il battaglio
li
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Ti ho chiesto, Dio,
per chi amo la rinascita.
Mi hai dato lo scandalo ligneo della croce
per vedere nell’aurora una luce
oltre la burrasca di questa vita.
Mi ha raggiunto il vento
portandomi i ricordi in struggente sinfonia
per dar tregua al mio
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 | Attenta a guardar del mare l’onde,
passa la vita, nuvole fra le dita
sfiorano nell’attesa le sponde,
e vedere leggere una poesia, di me vestita,
è l’ombra del poeta a ricamar il pensiero,
vecchie strade rotte di cammino guerriero.
Ascolta la
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 | Riposto in me, è il tuo silenzio amico
posato come neve, che si scioglie
scivoliamo, nelle ombre della sera
ognuno con un suo silenzio, una sua morte
siamo come i fiori, che si girano alla terra
e le chiedono del seme, del senso
della pioggia che
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| Affermano da sempre gli studiosi
che il nostro caro e maltrattato mondo
appare assai schiacciato nei due poli
e, quindi, non risulta affatto tondo!
Di conseguenza resta assai espanso
ai lati con rigonfio all’equatore,
la sua sfericità non è
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Stringe la notte le stelle in pugno
lacrime di luna imbiancano la pelle
mentre dietro la collina le chiome nude
si piegano alla neve che scende giù.
Tutto appare come senza domani
eppure è nel giorno che viviamo
tra prati in fiore e nel sole che
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All’uomo si addice
ciò che gli antichi greci
chiamavano aretè
e in seguito i Romani
denominarono virtus
poi infine chiamata virtù.
La capacità di far bene le cose
compiendo il proprio dovere.
La virtus romana, la virtù dell’eroe
con la sua
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Anche trovarti per un solo istante,
dilata il respiro della sera,
e io rivedo il tempo e la chimera
che vissi come può l’ingenuo amante.
Richiamo accenni a semplici momenti,
figure nebulose e lampi accesi
di quella estate in cui restammo appesi
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 | Inutile tentare
son sempre lì i ricordi,
impressi nell’anima per sempre.
Dimenticare, smemorare...
è tutta un’utopia,
son briciole d’amore
che mai cancellerò...
vorrei poterlo fare
ma ora, mio malgrado,
lacrime amare scorrono
e sotto la pelle
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| Di te e di me
e di sacrale tepore, dico
iato d’interne e toniche fibrille.
- dal ramo chissà se cade un usignolo
quando su calme piume frastuona la neve
che coerenza non ha di caldo fiocco -
Così
su quella mia rossa tempia di Febbraio
scesero
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Lia |
01/03/2018 21:27 | 1222 |
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| Scriverò un sonetto sulla neve
che ho trovato stamani in alti strati,
adesso scende giù dal cielo lieve
ma stanotte i suoi muscoli ha mostrati
e un tale fatto gran rilievo chiede
per i media a tal fatto ora impegnati,
nei comuni ogni sindaco
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 | Rallenta,
non cambiare corsia,
solo rallenta.
Le tue labbra combaciano,
i tuoi incisivi sfregano.
Quella musica in testa ormai la riconosci.
Il fandango procede
con andamento crescente.
Rallenta.
Sciogli le nocche bianche
e distendi la
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| Un tempo si moriva di vecchiaia
o vittime di qualche malattia,
di guerre, di conquiste o di confini,
oppure per orrenda carestia.
Ma oggi son cambiate tante cose,
si muore in vari modi: per suicidi
dovuti a dei fattori personali
o spesso per
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