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Sociale
Le 12250 poesie pubblicate sull'argomento 'Sociale' Poesie sociali |
Ho sempre
comminato nelle mie scarpe,
senza mai salire
sul carro del vincitore
e non sai dei miei dolori vissuti,
delle mille storie ascoltate.
Prova a camminare
sulle mie impronte,
scoprirai un diverso modo di vivere,
le facce da marciapiede,
I sogni
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| Mavec |
03/04/2015 19:09| 699 |
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ad un uomo in agonia
oggi si
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Sofferta la terra
accelera il passo d’una primavera
spaccata da un sole nefasto
che lascia passare dei raggi mortali.
Lacerato han l’ozono
e seppur cade benefica pioggia,
scendendo, raccoglie i veleni nell'aria
che uccidon la fauna e la
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 | Io sono qui per te
tra le vie del giorno
in un sogno lontano,
in un piccolo ricordo,
sussurro l'oro del cielo
e l'ira del fuoco
al tuo senno.
Padroni, pedoni e servitori
abbandonano e rinnegano
anima e cuore mentre
leggera striscia
la crisi
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| Fil78 |
02/04/2015 16:03| 1130 |
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 | dischiudendo le ali nel vento
cedi alle angosce centripete
che conducono a stelle di sale
veleggiando nel blu solitario
hai acceso i tuoi occhi
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| Jibi |
02/04/2014 18:05 | 2340 |
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| Camminano lesti
per non farsi acciuffare
dalla tempesta che incombe
sulle loro teste.
Ridono spavaldi.
Ma non potranno fingere
di piangere quando
verranno scoperti
i loro segreti
- affari per loro -
che puzzano di catrame
per i signori della
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 | Scaraventato all’ improvviso in questa nuova realtà,
sto qua,
a rovistare vecchi pezzi di me,
per vedere se c’è qualcosa ancora di utile,
da portare con me,
in questo mondo disabile...
inabile...
diversamente visibile...
E trovo un
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Ho un mondo dentro
che non ti appartiene
e vive di silenzi, solitudini.
Un mondo fatto di rumori muti
che giacciono sul fondo del bicchiere.
Un mondo pieno di autorevolezza
che pende dalle labbra del capire.
Un mondo fiero che non vuol
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Sangue nero
da deserto a deserto
da sabbia a polvere
da raucedini a sputi
le nostre custodie lamierate
rotolanti
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Vicolo buio tra vicoli bui che fanno ghetto,
ragazzo triste tra ragazzi tristi senza rispetto,
bidone che rotola sospinto da vento crudele
che passa e ripassa sulle vite di questa Babele,
scende la notte a ricoprire ogni speranza
a soffocare
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Anche dio s’inginocchiò libero
sulla solitudine del giorno
quando, all’improvviso piovve silenzio
una vita bianca
su secoli assenti.
Senza motivo, scrisse
una poesia cattiva
su albe bagnate di sangue
sciolse; le mura del potere su cieli e mari
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 | Si sfarinano oggi le essenze dei valori
chi poggia il culo sulla sedia buona
da rivoluzionario non fa più una piega,
in teoria regge saldo il timone
ma quanta acqua a bordo imbarca
e la ciurma è repressa nell'ingiustizia e nei
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Vorrei più cielo
e terra
ed ancor prati
e laghi, e mari
ancor più
immensità d'eterno,
rimasugli
d'immaginario.
Vorrei più cielo
e terra
per ogni fruscio nel vento
per ogni lamento di padri,
ed ogni lacrima
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Le rondini non sono affatto pigre
ma, quando esauste, alcune più non migrano!
Non muovono le menti,
ferme, inchiodate a consumate sponde
a mondare detriti
portati dai rigurgiti dell’onde
e a lambire momenti .
Ma incombono le nubi e l’ombre
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Miracolati passi,
s'incamminano ogni giorno
inanellando speranze,
sogni, certezze e sbuffi
di soffio mentre col fiato
ti sposti la frangetta,
senza fretta
rincorrono mollette
che rotolano giù
dai capelli ai pensieri,
mani che riprendono
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Vorrei poterti cantare come prima,
ma la scienza ha rotto l'incanto,
che estasiava il poeta tanto,
da portarlo dall'imo
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Mi creo un altro mondo
da potere curare.
Le visite confondo,
con torbide visiere che
enunciano impotenza;
lei non è nessuno.
Imposto una parola,
l'articolo avvinghiato
al verbo Contatore.
Fin qui qualcosa smuovo;
bandiere
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Parole spente,
nel singhiozzo di vita
rotte, da urla disperate
nell'onda gelida della morte.
Impossibili d'arrivare,
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Porro di geografia
dorme su sassi e macigni
solleticato da voci
radunano il tempo
lo giocano a indovini
arbitrati dalla
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Il dono della vita
anelito ad abbracciare
un'illusione
ascosa nel tempo.
Soffre nulla chiedendo
di rinascer nell'attesa
sognando una speranza
l'anima morente
A frenare battito convulso
d'un cuore esagitato
ascolta della notte l'ultimo
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La sento su di me
quella tua mano
così decisa a darmi la morte,
è forte in te
l’arroganza del
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Oggi non sono più il migliore amico,
ma solo un patrigno ed un nemico.
Così mi vedi, figlio mio,
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“O Dameta, visto che facciamo tutti e due
la stessa strada e abbiamo il tempo in comune
e visto che sei buono, tu a soffiare
nelle ance con precisione e io a dire versi,
perché non ci fermiamo e onoriamo Talia?
Guarda, lì è uno
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C’è in loro, oggi
qualcosa che rende particolare questo momento
e riesce a gemmare le passate emozioni
in limpide stille di pianto
mentre a mani tese, stanno ad aspettare quel magro aiuto
che tarda sempre ad arrivare
eppure lo viviamo
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In tanto pallido ingorgo
l’impavido suono sovente
s’ammucchia nel traffico ingordo;
s’arrotola il tutto. La gente
mi
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In un cielo ammantato di nuvole
scoprire un angolo di sereno semmai
e regalarlo agl'ultimi, ai poveri
ché quelli, non l'hanno visto mai.
Poi,
affacciare l'anima sul precipizio del mondo,
orecchie ad ascoltar la retorica
di un discorso
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No grazie non bevo
nemmeno fumo più vecchio
e i tuoi occhi sono di vetro ormai.
Quante sono le mie mani vecchio?
Ricordi ancora cosa voglio dire?
Solo un tremito di pianto
e qualche dente in meno
giallo di nicotina.
Non ci sono
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Tratteggiano versetti con gli artigli
e ci ricacciano in era glaciale;
se disturba la satira i chirurghi
danno mandato ai più teneri insetti.
Barbuti e bradi che labili e gretti
sovente si improvvisano tëurghi;
ma nella misera armata
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 | Solo il tempo veglia sul nostro affanno
in questo limbo di altezzosa indifferenza,
troppi bypass alla nostra coscienza
e nel vortice dell'insano approdo
solo apatia e indifferenza trovi sulla via,
misera figura lanci dardi assassini senza
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 | Come vecchia scolpita di rughe
ti sei arresa e ti lasci ferire
dal passare del tempo, la veste,
che fu un tempo fiorente di stucchi
e di nobili stemmi, hai cadente.
Accogliesti vibranti passioni
e riempisti i tuoi giorni di giochi
dell'infanzia,
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12250 poesie pubblicate sull'argomento Sociale.
In questa pagina dal n° 3661 al n° 3690.
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