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Le 6688 poesie in esclusiva dell'argomento "Donne"
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Cullami in un mare di pensieri dove
l’oggi era ieri, dove il domani rimane
impigliato in anse bucate, rattoppate.
Dai voce a bocche afone stanche di urlare
in un mondo abitato da piatte figure, senza
occhi per vedere, senza notti per
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Nel vento movenza
d’impercettibili colori
intensi sapori...
l’anima tua
L’essenza della forza tua
è l’amore
scolpita roccia
d’indelebili emozioni che...
vestono la vita tua
Qual dono prezioso
tra rovi e spine
d’anime
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e, aspettando che la signora venga
anche se il più lontano possibile
metto in ordine le cose passate in riga
dal primo amore all'ultimo degli incontri, e
la rossa era bella ma troppo esuberante,
la bionda accondiscendente ma poco
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 | Il mio uomo è fatto di tenera dolcezza
come un pesco a primavera
Sakura del mio cuore!
Il mio uomo sa guardare nel mio cuore
sa tenere le mie mani
sa scaldarmi l'animo ghiacciato...
Il mio uomo usa le braccia per tenermi nel suo
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Meraviglianti
lucertolose al sole agostiano
glutei da nontiscordardime
affanni da defluire
bimbi d'accudire
bronzee come castagne buone
sorrisi da dispensare
occhiacci d'ammattire
costumi gialli ocra
occhiali da sognare
adipe in più
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Rimaneva seduta per ore in attesa di un segno!
Aveva un disperato bisogno di cose, persone, emozioni...
che le sapessero lasciare un segno.
Iniziava la sua giornata facendosi il segno della croce!
In questo modo si difendeva e scongiurava la sua
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Come l’ araba fenice,
risorgo da cupe vampe
ed intingo le piume lucenti
nell'inchiostro vivace
delle mie lacrime stanche,
da un infausto fremito atterrite
ma dal rauco gemito non oppresse,
come stille di rugiada fresche
che inumidiscono la
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 | Donna cannone
dal cuore di panna,
a dieta d'emozioni
in cerchi di fuoco,
zoppicante,
tra frustranti
domatori pensieri.
Dalla proboscide del tempo,
sotto doccia del nulla
sguardo d'essenza,
un pesce fuor d'acqua.
Gusto
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| Rohara |
10/08/2013 23:17 | 2792 |
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| In procinto della prima mestruazione
mi resi conto che possedevo tra le gambe
un frutto che ha il sapore del potere.
Con il colore acceso del menarca mi segnai gli zigomi
e dichiarai guerra all'universo fallico...
soggetto ad eccitazione
per un
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| Tra le sue fauci
dimoravano silenzi
che assordavano
più di un treno in corsa.
Era disincantata.
Spavaldamente sessuale.
Per alcuni libera.
Per i tanti puttana.
Era il ritratto di un caos pacato.
Non dispensava amore!
Non lo
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 | Donne che scrivono
vistosa eccezione
lo fanno
con commovente dedizione
tra quelle quattro mura
scrivono e allargano
lo spazio privato del cuore
le donne scrivono per le donne
e si fanno portavoce
del disagio femminile.
Coperte dal silenzio
a
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Rosetta ora non c’è
è nel tuffo dell’onda
nella sua fontana
nei silenziosi passi
dove tutto riconduce a te.
È nel canto delle allodole
e nelle foglie dei limoni
nell’ombra della palma
nella vela e nel sogno
e nell’orgoglio
delle sue pinne
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mi riconosco in te
tanto da far male alle membra
carne della carne, colpo e frusta ambidestri
mi riconosco nella sillaba
ch’esce di spinta -non- ferire
tu bionda io mora
tu saggia io puerile
linee, che nessuna luce tralascia
-perdona
la luce
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Eccolo!
Avanza!
Lui è il re della sconcezza.
Arriva come un guerriero ballerino...
mi salta sulla schiena
spezzandomi le ossa.
Sono indecisa.
Lo fermo con il pianto?
O gli spacco il cuore con un coltello?
Ma poi arriva il caldo porpora che
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Spesso si dice: "E’ stata la bellezza
a farmi innamorare di costei,
a far perdere a me la sicurezza
delle mie azioni e dei pensieri miei. "
Se però si va in fondo, brillantezza
che ricopre quei tratti di colei
che al nostro cuore dona
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non è lo specchio il tuo riflesso
ma gli occhi dell'uomo che ama
sorvola i chili di troppo
i capelli bianchi colora
tra i tramonti della vita
che consuma l'immagine di te
prima fanciulla poi madre
comunque bella
nel desiderio prendi
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 | A - fa caldo
Ti adombra, ma non ti fa ombra,
il silenzioso canto del flauto.
Meglio una musica ribelle
un tum- tum ritmato
a cadenza settenaria
No,
meglio un’ Armida Ballarin
come in Comune senso del pudore.
Una nota si immerge,
l’altra
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| Giovane bella
leggeva sul muro seduta
e non guardava la strada
attenta, minuta
nel corpo di bianco vestita.
Di tanto in tanto
gli occhi alzava e a gesti
pareva insegnasse
o rispondesse
a invisibili scolari.
Tremendo il cielo
di nubi si
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| "Più tardi!"
Diceva sempre lei.
E lo diceva fumando la sua pipa
in quell'attimo basato
sull'inconsapevolezza del dopo.
Per lei era sempre tutto meritevole
dei suoi "più tardi!"
E nella sua pipa stipava il tentativo
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| Appariva vergine
con le orme da uomo.
Libera!
Folle!
Come lo schianto di mille acute dissonanze.
Sulla pelle l'oscuro succo della terra
e negli occhi gli indecifrabili morsi del vento.
Non si concedeva mai!
Era disperata e vincente!
La fonte dei
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 | Che delizia guardarla
ingenua e gentile
piccola donna ancora bambina
e fu lì che incontro l'amato carnefice...
Lei piccola ma donna
lei dai ricci capelli
lei amabile e amorevole
lei la vittima da gustare...
Occhi teneri ancor
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Nella leggerezza di un volo,
in una carezza del vento,
nel petalo di un fiore che cade,
in un sospiro a bassa voce,
quando neanche uno sguardo
ti cerca ...
Attraverserai
la violenza,
come un guado
dove l’acqua travolge.
Un torrente
segue
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Il suo corpo
si trascinava di amplesso in amplesso!
Sulle note di un'agghiacciante musica
relegata nel suo cuore.
Si dava alle labbra
come una coppa di champagne...
ma per concedersi
esigeva l'oscurità.
Nel buio profondo
che trafigge la
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 | Il giorno allegro e colorato salì
nacque solitario da un mondo oscuro
gioioso volea portare
amore e dolcezza!
Viva la giovine donna
sorrideva all'area mattutina
le mani candide svolazzavano come farfalle
sui fiori che ardevano
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Non ti muovere
resta così
immobile beltà d'un tempo lieto,
almeno un attimo
rimani
esattamente come sei
e non quale sei stata
icona, al prezzo d'un respiro pieno e breve,
mai abbastanza
quando la vita è il tuo
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In lei vi era un colore di fondo.
Era sempre tutto così bianco!
Se ne stava seduta per ore
nei fondali dell'anonimo colore.
Lì il frastuono del silenzio
diveniva un pezzo di se stessa...
Tanto da non poterne più fare a
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Ti donerò il perlato cielo
o lampo
che fai splendere il cuore
sul manto della solitudine.
Come il vento d’autunno
sboccerò
le tue petali
che sei la luce del giorno!
Quando arcobaleno
si baciava col cielo
apparsi tu
assettata
di estasi
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del vento che riempie le sottane
si mangia le imposte delle case più vecchie
giù al porto
del faro che di notte origlia
le navi a largo
della maniglia d'ottone bruno -boom boom-
alla porta un tappeto turkmeno
rosso
-non si
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Amava e s'accoppiava con fatidico distacco.
Salvaguardava il suo regale egoismo
e non ne provava mai vergogna.
Si spalancava alla vita!
All'amore!
Al dolore!
Come un rigido ombrello.
Ne poteva sentire gli odori!
Ma li rifiutava sulla
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Ti sei salvata
dalla cruda violenza
da parole che ti avrebbero ucciso
dal buio dei suoi soprusi
hai capito per tempo,
o forse è stata solo fortuna,
merito di quei tradimenti
che non hai sopportato
Ti sei salvata
dalla frustrazione di
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| India |
01/08/2013 09:27 | 3820 |
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Piango
ascolto penso
volgo di timore angosciata
l'orecchio ad infauste verità
ordite ad infierir
che animale non può
sull'essere donna
madre figlia sorella
ma donna
d'occhi lustri guardo fiocchi rosa
per domani
il
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6688 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3181 al n° 3210.
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