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Le 23868 poesie in esclusiva dell'argomento "Impressioni"
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 | Cosa penso della vita?
Qualcosa può risplendere
qualcuno può avvicinarsi a noi
La vita origina
e può risplendere per poi fingere di giocare dietro l’angolo e a passo svelto
ma la vita è spesso storta
Quando
una lista
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| selvaggio dolore pianto d'uno spurgo di lacrime
deliro morte e morte d'un sorriso ucciso di singhiozzi avariati
summa d'un silenzio inghiottito d'un formicolio d'estate
orsa maggiore d'un collasso spento di noi
croce violata d'un inverno di
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il seme morto
rifiuta questa luce
e prega ancora (D)
Mattini chiari senza pace né calore
sulla terra che non vuole luce
e giura le sue ombre in volo
con il vento a far da coro scuro
Zolle che nascondono semi morti
quasi a vergogna del
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 | Lusinga accennata il suo sguardo
le si posa indiscreto sul seno
Lei si sorprende arrossire,
eppure da tempo ha afferrato il gioco
del gatto col topo.
Sorseggia il suo corpo,
lo degusta come vino d'annata
senza fretta scende con l'occhio,
le
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 | A volte tra le nebbie
della mente un riflesso
si mostra e parla
in ciò che non si vorrebbe.
Ed esso s’impone
senza pregiudizi,
si mostra prepotente
in atteggiamenti non voluti.
Sfaccettature
intravviste appena
di caratteri
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 | scorgo nell'iride il verso, l'onda, il gatto
affondo maneggiando all'infinito tra palline colorate, idrogenate
utilizzo incommensurabilmente lo stesso ritmo, batte sempre sulla seconda sillaba
ad- occhio festuca e pizzico tra l'odore acidulo del
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Il segreto, dicevi
è guardare tutto da una certa distanza
solo così hai davvero scelta, dicevi
mentre il tempo non aspetta
ha un suo disegno anche se appena abbozzato
Lasciarsi assorbire da un particolare
c'è un gioco di
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Nelle voci si sente il ritmo
sommesso
sincopato
è il tempo
l’usato oggi
tra filari d’occupanti
assiepati
si mostra
ai cambiamenti
con la ruggine degli anni
sonnecchia
affine alla nebbia che staziona
tra i vicoli e la piazza
una
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Si è versato quel recipiente
lasciando una traccia
pulviscolo in un mondo
ove la falsità divampa
incredulità ribrezzo
con contorno di patate bollenti
indigesta portata
scodinzolano conigli
non s’ode bisbiglio
tutto violentemente
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Le luci che non hai mai dimenticato
avevano i colori dei mattini chiari
germogliati al tremare del vento
quando il sole ricamava l'orizzonte
Ed un ritocco che scandiva il giorno
fra le rive appena scure di silenzio
in un gesto per non
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ed è così che ci si confonde
tra i rami rigogliosi a primavera
nei grigi che l'inverno dipinge
scultori della vita siamo
tutt'altro che complicata specie
belli, terribilmente assenti a tratti
così come si dà la caccia
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 | Vecchia fontana
in quest'angolo abbandonata
eri tesoro
d'acqua zampillante
e pesci rossi.
Sei d'edera coronata
Ricordi i verdi anni
e solo foglie secche
fanno eco
al tuo richiamo.
Un uccello smarrito
planando ti sfiora
in cerca di
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Il giorno ha troppa luce
e un’ombra stanca che si riflette
sul vetro della mia finestra
origliando il rumore delle strade
e gli sbadigli delle nuvole
Sbiancando nell’acido disamore
tutte le trame dell’anima
consunte fragili tele
desuete e
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Osservo incredulo
quelle righe
ogni giorno sempre più tremanti
e quel suo trascinarsi lento,
avviluppato dal morbo
che crudele sale lento.
E il tempo,
trascinato nello sguardo
sempre più si spegne
impietosamente,
dimentico
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Se cambiasse direzione
il mio senso di persuasione.
Via dalle strade sempre uguali
inbalsamate e a strati neri.
Un cenno stravagante
arrotolato nell'etere
dentro l'anima dell'acqua,
imprigionato in una bottiglia,
mi viene a cercare.
Il
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 | M'abbiglio del far del giorno
come veste di trina pregiata.
Mascalzone nelle sua avvenenza
imprevisto come melodia a non dar eco
l'intonazione è stridula le mani congiurano
al centro dell'abbraccio del sonno
un intreccio delle ore
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| Ai pensieri non ci bada più la testa.
E' il tatto che perde i sensi
per i piedi affogati nel ghiaccio.
L’olfatto tappato
dalle misture di pioggia e polveri,
l’udito reso labirintico
da frasi dolci
che come cerume
giacciono comode per
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Si va' e diffondi quel che sai
Ovunque tu vada
Si va via dall'oggi
La vocale è qui e comincia l’opera
Uomo Italiano e del Mondo
Chi sa mai cosa finisce oltre la vita?
L’alfabeto non è una leggenda
Attraversa gli spruzzi delle onde
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 | Siamo così diversi
eppure ti amo Vienna
sei sobria, efficace
e piena di cultura
Quando cammino
lungo le tue strade
penso a ciò
che avrei voluto essere
e non soffro di nostalgia
ma di curiosità
di possederti tutta
Mi
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 | Scrosci di pioggia
come echi lontani
danzano note
d'autunno.
Brumose sere
in strade deserte
dove auto scivolano
in ovattati suoni.
Son belli gli alberi
così colorati
ancora di foglie
vestiti
le caldarroste
da tenere in tasca
a
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Sboccio anche oggi con te
tra carezze e sorrisi
tra la gente che indifferente
se ne sta nel proprio angolo di vita
con te
per amarti
e respirare il tuo intenso sapore
per sentire ancora
le stagioni sulla pelle
per avvertire
quella
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 | Tra candide nuvole
che profunano di inverno
il passo è come se volesse rallentare
mirando alberi dipinti d'oro
su questa lunga strada
candidi gigli che silenziosi
sembra la vogliano persino salutare.
L'inverno è ormai alle
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 | Fu solo un pallido sospiro,
e poi la notte fiottò
tra ruscelli di lacrime;
Fu solo qualche parola
spesa distrattamente dal cuore
forse solo per noia
e poi fu di nuovo gelo.
Lucida agonia
tra rami polverosi
e assetate
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Terzo millennio...
Le condizioni per sopravvivere
Le casualità da tempo non più visibili all’uomo
Le proposte si assottigliano
L’infinito è un basso- cielo
E il tuo profilo è lungo il tempo e lontano si oscura
Ma
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 | Taggami
laddove io
con te ho sorriso.
Come uccelli carpiati
a sfogliare il mondo
nelle sue pagine scritte
clikka su un volto
che ha ritrovato gioia
tra i prefissi del tempo
un’immagine
o un’album totale
di congiunte
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 | Ho smarrito il mio sogno;
Non so quando ciò accadde,
mi prude la testa, ebbene,
Oh Dulcinea mi sento perduto.
Ho smarrito il mio sogno ...
Ho la pelle che trema,
come bimbo sto in pena
davanti all'infinito.
Ho smarrito il mio
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| E’ l’attesa di ciò che non ha nome
Che spaventa che chiude il delirio
Dei pensieri dentro un cerchio
E resti immobile in una rete
Che sai appiglio per risalire
E trappola dove ogni speranza muore
E resti con brevi sillabe stonate
Che si
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| Gallinella, gallinella,
dove corri, dove vai?
L’empia caccia ti vuol fella,
tu l’ignori, e non lo sai?
S’ode ‘l tòno d’un fucile,
questi ‘l cielo va a ferir.
T’ha colpito ‘l cor, la bile,
non ti resta che morir!
Bel ranocchio, bel
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| Foglie croccanti che scrocchiano
Al tocco lieve del gaudente piede
Invitano a gustarsi un sorso di colori.
Rapiti sono gli sguardi!
Albeggiano in una nuova primavera
Quando gli alberi tinteggiano i cieli
Indugianti in tonalità
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lune svogliate
promesse spose al nulla
sul cielo aperto (D)
I vetri rotti filtravano la luce a pezzi
con i colori sporchi del giorno in attesa
di un ricamo alla stanchezza,
timida brezza su un sogno sfumato
Nessuno sapeva se quel cielo
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Lo sguardo finisce lì, lungo il crinale,
dove le foglie spente, gocciolano noia.
Il suono s’affretta a raggiungermi.
Sembra che il gioco s’apra al giorno
come un profondo amore nuovo.
Gioco... il suono mi diverte tanto,
mi da l’ebbrezza
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23868 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 10711 al n° 10740.
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