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♦ rita damonte | |
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Luglio 2026 |
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Le 23882 poesie in esclusiva dell'argomento "Impressioni"
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leggere una pagina smilza di poesia
quando il sole che fermava il cuore non lo fermi più
urlo il sogno che disobbedisce parole che vendono bestemmie
sfogli le pagine scolpite dalla pace delle donne
l’abbraccio della madre tiene la sicurezza
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cullano le pagine scavate di poesie sbandate
in una giornata di gelo ho preso la depressione
ho bevuto il caffè con un goccio di promazina
ho avuto paura senza la stretta di mio padre
ho parlato da solo quando ragionavo con il cuore
calma con la
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Amena terra tra colli e pianure
dove vivere e sognare avventure,
flusso di torrente che scorre leggero,
gente che col cuore ama davvero.
Amata diletta terra mia
dove in infanzia mi colse poesia.
Dolci rilievi d’agrumi e d’ulivi
sotto il sole
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Il cuore è un vetro steso sulla sabbia,
calpestato dai passi del destino,
che non conosce tregua nella rabbia
del suo cammino instabile e bambino.
È un fiume in piena che non trova il mare,
argine rotto da un’antica piena;
un brivido che
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Il cosmo pulsa di giganti di fuoco
abbraccia galassie sperdute nel buio
e stende il suo velo dove il tempo è un gioco
fino ai confini più remoti del mondo.
Eppure quel vuoto che mette spavento
costellato di astri e di nubi lucenti
si flette e si
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Intenso miracolo d’umiltà,
scintilla d’un tramonto bruciato di cenere,
verso d’un immenso d’elogio stretto di angelo,
chiusa di una storia liquida di bellezza,
l’incenso guarda i piccoli fiori che vivono nelle nuvole lontane,
vita di una poesia
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Nel petto batte un mare senza sponde,
un’onda antica che non trova posa,
mentre il pensiero tra le pieghe asconde
una speranza fragile e preziosa.
È dolce il male della nostalgia,
come un tramonto che riscalda il viso;
una ferita
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Perdimi
se non mi hai mai trovato
perdimi nel cuore
o scioglimi
in un vento di fiume
troppo leggero
per ritrovare il mare
o la terra
che scivola verso la sera.
Trovami
solo per vedermi svanire
per sempre
in un mare di dolore
che non
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Vaghi castelli incantati
senza re né regine né fate,
son i discorsi di chi al vero è negato
e infondatezza e presunzione respira.
Come sterili piante dal cavo fusto
e riarso fogliame son le loro convinzioni,
carenti di linfa di sacro
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Un granello di sabbia
un dolce incontro
il mio piccolo canto
un gran sostegno
capace di creare un nuovo regno
col vento dentro il petto e tra le mani
con note addizionate
te compresa
venuta bene armata in mia difesa.
Un granello di
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Quando l’ardente sole
gradevolmente perverrà
all’apice del monte,
di armonia brillerà
l’azzurro del cielo.
La quiete m’invaderà
nel profondo,
e in me dissiperà
afflizioni e rancori
in un istante.
L’animo mio berrà
l’energia dell’astro
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Sulla terrazza
assapori brezza serale
...è solo un modo per dimenticare
Arranchi in tendenzioso torto
qualcosa è andato storto
In questa
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Destati anima mia
dal rischiar incauta fallacia
come chi affida i suoi progetti
al vento,
più che vegliar sulle sensazioni
e modular il corso delle emozioni.
Integrità e imperizia
rendono lo spirito inconsapevole
delle imprevedibili cadute
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Soffia la danza nel tremito delle stelle,
si sono scolorati i fiori dell’inverno,
apre la porta dell’immensa goccia della luna,
vibra il quadro della solitudine fusa dalla canzone del madrigale,
Estinta la notte rotta dalle lacrime del
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Tranquilla sera, viale nel silenzio,
alberi neri vanno a sfiorar nubi
celate in basso da incerti chiarori.
Le foglie scure dormono, e raggi
di luci filtrano da stanze intorno.
Pallida luna si leva, lampioni
viola, nell’aria gemme scintillanti,
come
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Il ciel luminoso di Giugno
s’intinge nell’oro degli astri del mattino,
tra fasci di raggi d’alba in pugno
il brillar di Venere è a noi più vicino.
Nella limpida notte le vampe ardenti
del rosso Marte e dell’Erculea costellazione
sfoggiano i lor
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La mia lingua non è una sola voce:
è un confine che cambia quando parlo,
una casa che a volte si allontana
proprio mentre provo ad abitarlo.
Ci sono parole che non passano,
restano ferme sulla soglia stretta;
altre invece scivolano leggere,
ma
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chi tace sfiora il vento della neve,
riempimi dei sogni rosa della solitudine,
sussurra il silenzio cosmico del mare,
sento il respiro del coraggio del sole,
maledico la bruttura della malattia,
scrivo il verso dello splendore della luna
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C’è un orizzonte chiuso tra le mura,
dove il respiro si fa canto e rima,
un’oasi antica, limpida e sicura,
che non conobbe alcun rigore prima.
Svanisce fuori il mormorio del fango,
l’obbligo vano di restare in ombra;
qui la parola danza nel suo
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Custodi ciechi di un’antica aurora,
i semi sono nodi nel silenzio;
mentre la sabbia il tempo suo divora,
essi filtrano il sole come incenso.
Sono piccole navi senza vela,
ferme nel porto d’una duna scura;
ogni guscio è un segreto che si
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Venere lucente di Giove innamorata
lo scorge brillante all’orizzonte,
ben decisa s’appressa ridente trafelata
e l’attende sull’ellissi sopra il ponte.
Scorto l’ardor della dea armoniosa,
Giove d’amor non si scompiglia
e nei Gemelli s’impronta in
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Parla il rumore della strada asfaltata,
giunge la notte e cade la goccia pallida della luna,
vivono le foglie rossastre dei salici nei respiri del libeccio.
Riempimi di silenzio che parla di astri,
sognami punto esclamativo del cielo.
Rintocca la
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I raggi il sole asconde dietro i monti
e un po’ s’allunga l’ombra della sera,
quando il grillo il suo canto intona assolo.
Nella mia mente s’aprono orizzonti,
ove m’appare una stagione nera,
poi l’incubo scompare, e mi consolo.
Ed or m’è dolce
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Tra queste mura il tempo si fa lento,
un porto chiuso al vento dell’inganno;
qui non arriva il gelido lamento
di chi ai pensieri miei donava affanno.
Sulla carta si srotola il sentiero,
libero finalmente dal timore;
ritrova luce il
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Se la mano non accoglie, si svuota,
se il grembo non ascolta, si perde,
se la mente non crea, si fa ombra.
Sento quasi timore a tessere versi,
come un vestito troppo leggero
per l’inverno dei miei anni.
Eppure, profonda,
una bambina ancora
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Un varco s’apre dove il tempo tace,
tra fogli bianchi e polvere di stelle,
cerca l’ingegno la sua vera pace
nello spazio segreto della pelle.
Non serve reggia o trono di velluto,
ma un breve regno fatto di silenzio,
dove il
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Seduti sul trono della consapevolezza
ci specchiamo in acque troppo calme
misurando l’evoluzione altrui
col metro rigido del nostro ego sacro.
Bassa vibrazione, sussurriamo
voltando le spalle al primo accenno di tempesta
mentre fuggiamo l’umano
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Nel petto si spalanca una voragine muta
dove il giorno si spegne e non fa rumore,
l’inferno non urla, ma ti chiama e ti aiuta
a scendere scalzo sul tuo stesso dolore.
Le scale sono vene, pulsano di piombo,
ogni gradino un nome che hai sepolto
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poesia che struscia la strada della pietraia,
morde l’azzurro del cielo.
Pietà che dorme nella valle del tramonto,
stilla la litania dell’arcobaleno.
Parla il muto silenzio delle stelle.
Sussurra un filo di neve che canta le nuvole,
verso
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Un canto antico s’eleva
fra d’edera i profumi
e lento s’inerpica
fr’antiche vestigia
sospese nel tempo
È ora meriggio,
il cauto Sol s’infrange
fra l’avite mura,
ancor risuonanti
d’antichi splendori
Danzano nella mente
nobili pensieri
d’un
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Il vuoto si è fatto specchio di luce
un’alchimia sovrana che trasmuta
il grande silenzio del mondo
nel pane fragrante della terra matura.
L’essenza non è più segreto sepolto
ma linfa d’oro che pulsa profonda
nelle vene segrete del bosco;
è
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23882 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 31 al n° 60.
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