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Le 23861 poesie in esclusiva dell'argomento "Impressioni"
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 | Gridava la sirena:”La valigia!...”
Finché qualcuno pare l'abbia resa;
altra di notte non mi fa dormire...
“...glio morir, voglio morir, voglio morir!...”
dell'ambulanza sembra che ripeta,
e corre all'ospedale più decisa!
Pur le
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 | Oceano: dolcezza nascosta
d'arcane promesse, troppo grande
per me il tuo palpitare di soffici spume
gravide di vento, che trascinano attimi
densi di sogni e e sopite memorie
verso quell'approdo dove nessuno
può decifrar il tuo canto, nel
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Un refolo di fumo
un condensato di tristezze che,
coglie gli ultimi battiti del giorno e,
confuso con le luci della terra,
si innalza verso il buio del silenzio.
Così è la notte,
che spiove sui miei canti stanchi,
che può
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Non amo quest'alba
schiava di rugiada gelida
corteggiante il grigio.
E il gusto di pioggia
sulla lingua
amara di
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 | erano passi a lungo meditati
appesi al filo dei panni
stesi ad asciugare
(la neve tardava ad arrivare)
sembravano chiuse tutte le finestre
nessuna luce all'orizzonte
le parole avevan messo le gambe
(ho sentito il silenzio farsi spazio)
un
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| L'abelia d'ottobre inganna il torpore
scindendo il suo fiore nel brulichio
delle chiome;
non dura il colore più di una rossa
gemmata, mezz'ombra adagiata
nel tramestio della torba.
E' un attimo speso a solcare la siepe,
velando
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| Purpureo è il ritorno
a stagliarsi nel buio.
Il denso silenzio
corposo decade
in flebili scie
di nebbiosa creazione.
Torna
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| E io
affine al bianco
giacché non curante
di altre voci
ebbi vita a ghermire
l’intima essenza.
Insultai
con la mia stoltezza
i codici
dell’ipocrisia,
l’infinita rettitudine
della sua perfidia.
Narrando
senza sofferenza
e
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| In questo dedalo di terra
appare chiara solo l’alba.
Il greto mormora come un bambino
dalla scorza dura
come se avesse i ginocchi nudi
sulle spalle il magro fagottino.
Così si specchia l’alba
addosso alle callaie
impastandole con due
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L'amore scorre in rivoli di tenerezze
che non riesco più a contenere!
Rotti gli argini
straripo...
Affondo crisalide
riemergo
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Questa terra è troppo antica
per tessere lacrime
e lasciare che il fiume
pianga le sue rive al buio
Ancora qualche notte
per soffiare via le mie risposte
e tremare contro cielo
il solo pensiero di rovina
Questa noia è troppo
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Anche i colori amici
di una stagione
mi stanno lasciando
Le loro immagini assaporano
seppia ingiallita ormai
e le età sono partite
anche se le posso ricordare
e sembrano solo mentire
sembrano solo l’errore
E s’incontrano
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In fondo a quest'imbuto
vivo, dove pareti color di mare
s'affacciano al cielo
appeso alla luce a venerare.
Qui dove l'umano disordine d'acqua
incontra la caligine dipinta dall'uomo,
nasce onirica fata
ad avvicinare le terre in unico
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Dicono che ti assomiglio
che ogni espressione ricorda te
certo...
è diversa la voce
ma è egualmente dolce
come gli abbracci che donavi
quand'io pargolo m'assopivo.
Vorrei ancora sentire la tua voce
urlare al posto tuo
e
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Non deludermi, ti prego
sei la mia unica speranza,
non deludere per la tua frivolezza.
Il tempo é tiranno
quando pensi di rimandare oltre
la realizzazione dei tuoi sogni.
Vola sul tuo aquilone
colora il mondo con i tuoi
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Ed eravamo sotto il pergolato
là dove finivano le speranze
e tra le foglie ed i tralci
guardavamo quel blu imbrunire la sera.
Mettevamo fine pensosi alle nostre
sorridenti voglie giocose
ed anche le nuvole dei nostri timori
in cielo
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Pensi, finirà questo pacato affanno dei pensieri
Questo peregrinare dell'anima per incauti sentieri
E il porsi mille domande su cosa accadrà
Del nostro prendersi e lasciarsi scivolare
Sulle onde sulle dune dentro notti mature
Tra le
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E scorrerà il mio sangue
alle finestre dell’antico dono
permeabile all’ascolto
stretta in una morsa di pianto
in seno all’anima
vincerò la mia battaglia
senza nessuna guerra.
Nell’incerto vivere
pacata, andrò verso
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La sera ch'ogni cosa cela al viso
con l'ombre sue torna tutte nere
mentre tra i rami verdi l'usignolo
ode lontano l'eco del suo canto.
Ritorno gli altri augelli hanno già fatto
entro i lor rifugi d'alberi vetusti
ove con ansia
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 | Chi sei tu
che transiti i miei pensieri,
qual scrittura svanita
in un crepuscolo malinconico?
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Chi sei,
esistenza prigioniera,
che viaggi come fugace locomotiva
attraverso i fogli variopinti della mia mente,
solcando i campi
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 | Ali nere
artigli della notte
rubano malvagie
flebile raggio di sorriso
Scintille spente
di lettere vuote,
ghermite parole
non soffian più carezze
Nel cupo dirupo
vola l'ultimo verso
offrendosi stanco
al mantello del tempo
Tace il
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Risarcire il male
quasi fosse il velo della sera
che prima ferisce
e poi graffia deserto nel suo gelo
E non pensare al nulla
se non con qualche goccia pallida
stillata a freddo dalle perle
quasi fosse il timore delle stelle
E poi ricorda
che
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scivola sull'onda
alito di vento accarezza
il molo e sulla riva
indugia spuma d'argento
come un vestito
l'acqua cristallina lambisce
la rena per defluire poi
a tratti nell'onda pigra
che la risacca
invita al largo
disturbata appena dalle
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Nel cielo della mente
scaldate dai fuochi dell’anima
sono le mie visioni.
PASSIONE che dilaga
s’accosta, si mescola
si spegne, s’accende
sul filo IDEALE della difficile creazione,
linea morbida e tesa
su cui corrono cuore e anima
in UNIONE alla
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Schiudi lo scaltro occhio luna e accogli
la danza gitana, il suo incedere di cobra
che in scatti cadenzati
si erge quasi pianto, quasi fuggiasco grido.
La notte sedotta va aprendo intime labbra,
le spine si smussano e a lei s'aprono cuori
vinti da
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L'asfalto è umido
bagnato dal mattino
la radio canta
canzoni che non so.
Scorrono immagini,
annoto sensazioni,
diario di un viaggio
che mi porta via da te.
Riappaiono ricordi
e nell'anima emozioni,
perduti sentimenti
di mille vite
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Il vento d’estate non si cura dei respiri
né dei cappelli che volano lontano
arriva rapido e infuocato
sollevando al passaggio vestiti e ricordi
portando via i giorni insieme alla polvere
giorni che rotolano a precipizio
lasciandosi dietro
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 | Che strano rumore
fa questo silenzio,
più forte di qualsiasi parola,
mai tace.
Rimbalzano i pensieri
dentro una mente
che cerca soluzioni
e mai si ferma.
Racchiusi i sogni
tra le spire del tempo
non osano più ad
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| Mi son svegliato presto stamattina
al balcone ho respirato profondamente
mi piace sentir l’aria frizzantina
e vedere il sole che sorge lentamente.
Ho scorto della città da lontano
il panorama tanto decantato
i miei occhi quasi
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| Il tempo s’imbruna
fosca è la sera
frotte d’acqua
nella ridente riviera.
La gragnola è grande
come una palla
distrugge verdure
e, imbianca la piazza.
Aguzza la vista il solitario passante
che senza ombrello si bagna le
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 | le divinità del tempo elargiscono doni
nellla stessa misura del tempo
che libra tra il maestrale
e la corte delle emoxioni
che ramifica al di la
della voglia di lasciarsi indietro
le peculiiartà elettiva
di vibrare verso
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23861 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 8971 al n° 9000.
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