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Le 32786 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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Si cela polvere oltre la scia di luce
ed oltre l’alito a sospinger le foglie
lì dove d’ogni desiderio
non resta che cenere
Si svela polvere dove muta il colore
e delle ali è l’impronta ed il chiodo
di quell’ultima volta – che non ricordi -
le
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Quando
il Sole
del monte
oltrepassa la cima
un’altra estate si preannuncia
di un’altra vita
ciclicamente
il bisogno si risveglia.
Quel Sussurro
inesplicabile
che come una benedizione
nelle calde sere ogni cosa trasfigura
al percorso
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Ho imparato l’arte
per metterla da parte
e consegnare pochi versi
a un archivio inesistente.
Ho imparato che l’amore
gira a vuoto su se stesso
e ribalta ogni momento
in cui splendevano carezze
divenute senza tregua
certezze di cartone
che
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Dentro di me
un mare in tempesta
un oceano senza fine
dove annegare
e perdermi...
dentro di me
un cielo più nero
del fumo del treno
sul vecchio ponte
di ferro...
lì
danzano i miei demoni
e le mie tenebre...
di stelle si nutrono
la mia
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C’è un senso nelle cose che fugge
un istante di lucida follia,
dura poco, come un’ombra
una forma senza volto, repentina
è in queste cose che trovo la poesia
dove nessuno cerca e mai verrà a cercare
è come un attimo di grazia, un luogo
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E’ tempo sì di riempire quel vuoto
inutile lasciare solo il piatto
assordante invito incita alla riscossa
uno due e tre
un lampo si scatena
scintille si posano ovunque
gocce di sangue macchiano
con quel calore che solo l’amore sa
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 | Quando gli anni
ti sfuggono dalle dita,
come la sabbia del mare
dentro a un pugno,
ti rendi conto che la vita
non è altro che una farfalla
dentro una rete bucata
che cerca invano
la sospirata uscita
Ti disperi senza tregua
per mantenerti a
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| Quintessenza
di una specie avvinta
ma non doma
qualcosa in me
rifiuta
ogni preconfezionato destino.
Aspirazione
profonda
che il germe del desiderio
o del rimpianto
mai
distrattamente nutre
perché
alle istanze del rinnovamento
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| Da quando vivo
come si è chiusa la mia vita
come chiudere un ombrello
sogno canto rido e piango
ti cerco nella carta igienica
mi butto giù mi butto su
voci si rincorrono nella notte
parlano di un Dio simpatico
poi correre disperato
strappare la
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Ci si accorge d’essere ancora sul trampolino.
Cambiato il panorama le tinte tenui di ieri
ora già cupe. Qualche petalo nel suo volo
breve al suolo. Un uccellino sparuto
sul silenzio immane. Solo una lieve fenditura...
Il sogno, più savio, ora è
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Pietose scuse,
accampate,
come tende sgangherate
in campi di erba gramigna.
Scuse che scivolano
sui bordi affilati dell’intelligenza,
che precipitano
dal sottile filo della boria.
Equilibristi su trampoli di paglia,
arrancano in campi di sabbia
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 | E’ un dialetto
un gesticolare verbale
fra segno e materia
Un pendolo oscilla
confonde ai miei occhi
il colore e l’insonnia
Un sonno
Un sogno
camminando sull’acqua
disegno strani animali
dalla coda mozzata
Non voglio resuscitare
in un
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| Mi riparo, smarrito
da angoscianti certezze,
e da folli insipienze.
Apro e chiudo
l’uscio della coscienza;
ripongo stupidità
e feroci superbie dell’ego,
schiera d’orrori
e quotidianità.
Libero, salgo l’empireo
a intercettar pensieri,
e
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Nessun giorno potrà cominciare
senza la nitida alba.
Accopagna l’aurora ...
sorriso del sole, gocciolante
d’amorosi risvegli.
La mente, al riparo d’ogni male,
depone pensieri sulle piume
di ali a volare,
mentre braccia stesi al vento,
toccano
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Dopo il meriggio vòlano sì bassi
i pàsseri- cantori di campagna,
che fan ritorno ai sacri e terrei nidi,
e che qua e là si appòggiano su’ l’erbe
vicìn la mia finestra
e che fùggono via quando la lesta
mano per rimiràrli
la tenda scosta.
Come
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Non è difficile capire
l’aria del mattino
quando si è felici
e il gelo sembra una carezza
Non è facile comprendere
il dolore più forte
se ogni cosa sembra vuota
nel calore della sera
Io prendo i miei giorni
e li getto via
quasi fossero
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Frastuono che rimbomba nella testa
sotto un attacco di bombardamento
come se fosse un turbine in tempesta...
disturbo senza alcun attenuamento...
subendo mi disturba e mi fa male,
desidero un mediano nella mente,
pensiero di un attività
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solo nei tuoi occhi
riscopro me stesso
dove mi rifletto
al calare della notte
quando le ombre si fan più nere
ti aspetterò accanto
al mio cuore che geme
cercando il volto
velato dalle lacrime
per amarci alla follia
senza nascondersi
dietro alle
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Appena una luce lontana
piccola flebile speranza recisa!
Poi un misterioso brivido
percorre il volto,
scivola su due occhi annebbiati!
Anche quel barlume
era di breve percorso!
Silenzio attorno,
tutto si consuma...
svanisce.
La notte
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Girovaghi
nella continua ricerca dell’anima,
nell’introspezione,
soccombere è facile.
Non vi è allontanamento
dall’unico sito ove spaziare
è strabiliante
pur se insidie in agguato.
Il rinsavire,
più saldo,
renderà il proseguimento del
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Quante scelte in questo percorso
quante salite e discese.
Troppe curve
e cartelli di sosta inaspettati.
Alte montagne con strade ripide,
ogni tanto si sorpassa
ma ci si ritrova al punto di partenza,
guardo dal cruscotto e
nella nebbia si
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Le ombre della città
sono più scure
quando hai vissuto
ogni giorno uguale
Prima del mattino
e anche durante
le lunghe notti
insonni di veleno
Il vento di campagna
è più freddo
ed ha i colori nudi
del mare arreso
Al dolore
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Iridescente sguardo
che mira
oltre la montagna
ove il sole
nasce e tramonta.
Non v’è costrutto
che possa
circoncidere l’idea
né castrare l’anima
tra barcollanti ruderi.
Fiorirà il germoglio
tra i rovi spinosi
e scioglierà catene
per
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Il vento è orrendo in tra’ le fronde oscure.
Ei avvolge le radure,
e ogni ombra copre, e per sempre! in eterno.
E ìstiga le päure,
e i fiòr calpesta appena... appena nati.
Provoca le mie cure:
gli avversi Fati.
Il vento è una rondinella che
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Hai letto nei miei occhi
l’angosciosa solitudine
di un oggi senza domani.
Mi hai sorriso
qual delicato animo nel dire ...
Aspetta
ogni giorno che nasce
aspetta
ogni giorno che muore
dona al tuo respiro
la gioia di un sereno
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Si insinua,
leggero e sibilante,
sussurra,
non voglio ascoltare.
Impugna
il suo magico flauto,
mi segue suonando,
incurante del mio tormento.
Gira intorno,
mi spinge e mi solleva,
adagio bisbiglia
-tu lo sai bene, cara-
La notte è
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Nefasto l’anelare dei tuoi bordi
che costernano l’ambizioso palato della pelle.
Una cupola di bastioni sommersa nell’ambra
di un amore intrepido di desideri,
scolpisce il delizioso adone del delirio
che abita nella profondità dei tuoi occhi.
Alito
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Lucèa la Notte in torva e indarna quiete.
E io udìa la Luna cantàr tra le fronde
del biancospino.
Così mi avvicinài con muta bocca,
e le dicevo
"Càntami del mio Destino!".
Oh Notte! Oh Notte!...
Allòr ella mi volse un’alba ciocca
d’in su’ i
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Inutile spulciare quello che balza davanti agli occhi
niente più esiste
nella scatola di latta
un perdersi per la strada
in quel vicolo dove nel tempo
altro ha preso il sopravvento
caramelle ed amaretti
si divincolano nel petto
una battaglia
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Come solfa, come nenia o lamento
ciò che sorge e che sgorga profondo...
come onda dilaga e sconquassa
per cozzar con quel fare violento.
E’ fragore, è tsunami che irrompe alla mente...
e messi in fila come branco d’ovini
vanno mesti i pensieri in
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| Vivì |
24/07/2017 09:29 | 2104 |
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Se queste povere ombre
avessero smesso
di dare i loro frutti neri
io non mi sentirei così morto
Così debole
anche per pensare
una sola carezza evaporata
fra le braccia di qualche strega
Se queste antiche nuvole
fossero state spazzate
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32786 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 5191 al n° 5220.
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