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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Le 32789 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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Dolore e sconforto
all’imbrunir dell’anima
mentre arranco lentamente
nei vicoli ciechi della mente.
Raccolgo pietre erose dal tempo,
immagini sbiadite dal pianto,
foglie ingiallite dal vento...
le conservo, le osservo, le tasto.
Un viaggio
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Nudità che non rende accalappia ogni senso
lasciando nell’intimo una chiocciola
dove seppur con fatica arrampicarsi
ore minuti secondi tamburellano
risuonando come una sveglia
inoperose mani si scontrano
valutando ad oltranza quanto ancora
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Viva, come una giornata di vento
la radura dal sorriso sanguigno.
Scrivo poesie ed ultimatum
ai miei ghirigori interiori.
Ho chiesto loro foglie d’autunno
e l’arcobaleno di quando m’amavi.
Troverò sui sentieri castagne
e il fumo che dilapida
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Sputando il pensiero di un breve cordoglio
sfiorito nel buio dei sogni immaturi
maledico il candore disteso sul foglio
assetato di sangue dai rivoli oscuri.
Invoco qualcuno che osserva e non vede
lungo un sentiero di versi abortiti
ignaro dei
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Anche dentro questo spazio
così freddo così fermo
che ci lascia senza fiato
Sappi solo che la notte
non si scorda
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In loco deserto e silenzioso
talora il mio pudico canto affido,
per ascoltar di Zefiro quel soffio
ch’al core è nutrimento ed alla mente.
E il profumo assaporo di rugiada
mentre l’erba calpesto a piedi nudi,
come solea sovente da bambino
nel
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Abbandonato nel rimestio di me,
lascio che una lama di luce
scavi tra le ombre
e i pensieri sbiaditi dal tempo.
Con maestria,
questo sprazzo di vita eterna
rischiara le vette della mia anima,
pendici corrose dai venti,
imbiancate dalle nevi
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Senti i rintocchi
con ognuno una parte di loro si materializza
lasciando una scia dove catapultarsi
cercando di rivivere quelle sensazioni
persino addobbate da tormenti
quando piccola vedevi
facendo finta di non sentire
sì proprio
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Il mio eremo non ha porte,
non ha finestre,
è buio,
eppure riluce.
Il mio eremo
è musica
è gioia
è pianto,
è più di quanto possa dire.
Il mio eremo è mio,
mi nutre,
mi disseta,
mi svilisce,
mi consuma...
Il mio eremo
mi ascolta,
non
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Ritorna la tempesta
in quest’io che non tollera
l’inquietudine dei ricordi;
svanisce ogni minimo sentimento,
intrappolato nell’apatia degli eventi
dove il giorno e la notte
si alternano continuamente.
Attimi di mestizia che riemergono
in
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 | Vorrei essere gatto
con passo felpato camminare deciso
sui bordi al baratro di sette vite
randagio e rosso al pelo
fra i tetti a leccarmi le ferite
ho detto gatto
sdraiato al davanzale
lasciandovi passare
senza degnar di sguardo
le vostre
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| Non esiste cibo che faccia l’occhiolino dove trovare ristoro
profumi sembrano aver preso la littorina
il vuoto si estende ovunque
lasciando tracce più che comprensibili
un vero dilemma continuare questa vita
ove è finita quella volontà
che sempre
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| Che importa se ogni cosa va a rotoli
niente ha più quel minimo di soddisfazione
che un tempo faceva brillare il cuore
un vero attentato che ad oltranza vorresti rivivere
cosa resta in questo mondo
quando tutto assume il colore della pece
una
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C’è un piacere vivo sai in questo canto
un mattino semplice, lì lì per nascere.
E’ di sosta, sublime un po’ offuscata
dalle nebbie il primo sole, un lembo in lontananza.
Un solletico di resina d’abete bianco
tutto intorno al verde umido,
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Come fare a resuscitare quel desiderio d’aria pura
e trovare una via d’uscita a quanto oggi si propone
non basta la volontà
occorre ben altro onde allontanare quel sentire che affoga
quel lanternino non riesce ad illuminare ogni anfratto
dicono che
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come la volta celeste
s’immilla di presenze il sogno
in questa moltitudine
la tua
cerca il non rassegnato cuore
ma è beffarda sequenza
come seguissi
la velocità d’un treno
forse la tua figura è sepolta
in fondo al pozzo dei
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Sfioro la liscia superficie intuita
fra specchio e sogno.
Doppio respiro, su e giù,
ed esistere è questo?
Sovente l’alternare al camminare
soli
solo la compagnia di un cielo lontano
o una promessa di tutto
esaurisce fino all’estremo tentare
e
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Nella casa del cuore
dove trema il silenzio
raddolcito dalle luci serali
le ombre eleganti sul muro
s’interrogano su noi, senza bocca né voce.
Un telaio che schiocca ricordi
prima di giacere
svanisce, nell’oro d’amore.
Un passo d’arte questa
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È così assordante
l’eco del tuo respiro
un coltello e un sospiro
che taglia l’aria satura
di silenzi e vuoti
vibranti
sugli stessi accordi
accompagnati
da un velo di cipria
voce muta
su pensieri di morte.
Spiaccicata mosca
al
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Come una maschera sul viso
la nebbia cala fitta sul colle
Sul primo, il lume degli occhi non vedi
Sull’altro, più non distingui
le case spente da quelle accese
E forse con l’avanzare del giorno
- all’alba svezzato -
a terra cadrà lacrimante
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Arriverà sì arriverà quel coriandolo
un alito di vento capace di sollevare il morale quando
all’improvviso quel qualcosa
farà di tutto onde accelerare il battito
non sentirti pronta
il peggio è sempre in agguato
un capitombolo da
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 | Sono la nuda terra
mi cinge tutt’intorno
la corona dei monti
mi dà riparo la siepe
Il forte raggio dissolve
il velo gravido di pioggia
M’è carezza il piede
leggero che mi sfiora
ma al vivere m’addestra
il passo greve e il tonfo e
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Stanco...
sono stanco di sognare
di sospirare aggrappandomi alla speranza
stanco di aspettare
mentre inutilmente cerco la mia strada.
Provo a volare
provo a cambiare passo
ma diventano sorde anche le gambe...
ho perso il comando
l’ombra mi
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Un’altra tegola si abbatte
come fare per non offendere
ma è proprio necessario
capisco che il tutto doveva avvenire
in un angolino la speranza aveva altre mire
come sarà possibile sorridere alla vita
in mezzo a tanti respiri
solo loro potranno
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Respiro riflessi
di un sogno
oltre il declivio
che mi porterebbe
a sprofondare
cadendo
sopra acuminati pensieri
oltre le parole
che non hanno importanza .
Tocco
la vera essenza dell’esistere
oltre me
dove si ubriaca il
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Io che resto qui, distesa
sotto questo cielo che brulica di stelle.
Senza segni di fatica o visioni strane
solo l’aria scura, verde, delle colline.
Gli occhi di luna, brillano lontano:
sulle gote fresche quasi per dispetto
pizzica un cespuglio di
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Cuore infranto
da una vecchia ferita
sempre aperta, mai guarita.
Sei convinta che l’amore
è soltanto un fallimento,
un volo senza ali a tradimento,
un sentimento ricreato
che ogni essere ne è impreparato.
Il gelo affila la lama...
Con
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Ti ritrovo assorta
anima muta e sorda
ad ogni mia domanda
Tu non ascolti gli urli
che invano ti rivolgo
e il vento se li porta
Né profferisci verbo
al cuore mio che gronda
di sangue e di sudore
Ma in viso tu mi guardi
col far di chi non
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Ho un traguardo irraggiungibile nel palmo della mano
che richiudo con violenza per sfogare la mia rabbia
lungo un’arida battigia tra le nuvole e l’arcano
dove un languido ricordo traccia un solco nella sabbia.
Sento l’eco del silenzio nell’abisso
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Tendre toutefois,
tendre malgré toi,
tendre autour de la soie,
là où l’araignée ne voit
que des filets de proies.
Tendre par choix,
tendre dans mes émois,
tendre au cœur de la poix,
dans un monde parfois,
sans foi, ni loi.
Tendre à demi-
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Nel buio del silenzio si cela l’impossibile
sgretolandosi piccoli frammenti
si adagiano là dove il sentire rifrulla
abbeverandosi di quel nettare
capace d’illuminare ogni frangente
particolarità alquanto sibillina
da far scivolare tra le
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32789 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 5851 al n° 5880.
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