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Le 32797 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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 | Solcata da cieli infiniti
l’avanzata stagione
bussa sui vetri offuscati.
L’aria dolce, primaverile,
si spande implacabile
nelle stentate ore
su un maestoso chiarore.
Affiorano nella mia mente
scordate visioni
e, nel varco d’un antro;
avverto
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L'angelo nero, in ombre
s'allunga verso sera
lascito di silenzi, d'ore pigre
infinito è, chi mi consola
la mano, è calma
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Sto cercando qualcosa di vero
in un mondo di false illusioni,
circondato dall’indifferenza
provo solo cattive emozioni!
Sto cercando una grande certezza,
ma la vita è alquanto infingarda,
non mi fido mai più della
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Scintillante
come una lama
affonda
nel ventre oscuro
del giorno morente
scardinando
le apparenze
per stanare la mia anima.
Così intima
così celata.
Stremati
per lo sforzo di Vedere
i miei occhi
indugiano ancora
sulle
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Un colpo... un tuono... due, tre... nella sera,
urlo di scoppio, né mai v'è Tempesta,
né pùr può ésserci, ella, nell'inverno,
grido di schianto, o di fucile e scherno,
che nel gèlido vento si
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Il vento
avrà timore dei miei sogni
quando la luna
calerà oltre le colline
Ed un velo di nebbia
si tingerà di buio
nessuna stella
nel crepuscolo della sera
La pioggia
si farà ancora attendere
questa luce
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In te il mondo intero
per i tuoi occhi luce
per il tuo cuore palpiti
per i tuoi nervi vento
pulviscolo immerso
in un infinito spazio
altro non sei che ...
metà ali metà radici
grido di muto dolore
che ti scuote dentro
ti lacera
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Nei riflessi la luce si trasferisce in luminosi giochi,
si nasconde e ferrea lei rinasce con convinzione,
petali di rosa morti per accendere la nuova vita.
Scaglie di vetro compongo il mio viso di mezza vita,
rifletto esperienze, parziali
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| Pagu |
18/12/2016 10:16 | 1344 |
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Percezioni
inaspettate
mi rammentano
che questa vita
vorace
che ogni giorno ci insegue
è solo un sogno
un infausto sogno
da tutti condiviso.
La sua pretesa Realtà
inchioda
la coscienza
alla croce capovolta
del Tempo e dello Spazio
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Prigioniere del silenzio,
righe nere su bianco,
attendono il sacro sangue,
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Si è stracciata la mia vita
là sugli arridi colli,
nelle crepe vertiginose
che la storia ha modellato
e, solo col vento che schiaffa
la faccia e la curva mia vita,
cerco una nuova divinità
che mi aiuti a risalire il
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Non cercatemi
fuori dalle mie nuvole
io non ci sono
più per questo mondo
Non sceglietemi
fra tante foglie morte
le strade sono vuote
quando esco a tarda notte
Amo il silenzio
e la luna troppo fredda
appena prima dell’inverno
il vento
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Ancora mi chiedo degli uomini
che non tornano
Mi chiedo degli uomini
con occhi di bottone non illesi
senza anima e senza parole
di conforto scritto e non sancito
Ancora mi chiedo degli uomini
che non tornano e se mai siano
partiti da
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Mi manca l'ambizione
e quel sinistro sguardo
di chi cerca il palcoscenico.
E' una colpa
questa semplicità di fondo
che mi induce a non brillare.
Ho il fascino
dei ciottoli di fiume
che si fa fatica a distinguere.
Mi consolido su
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Sere chiazzate di rosso
indolenti e piangenti
abbracciate alle cime
Cipressi lontani
smerigliano il nero che cala
avvolgendo i piedi di colline impassibili.
Solo un ronzio distoglie il mio volo
mi fissa dal buio, non molla le orecchie
il
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Se abito i tuoi pensieri,
dove mi porti, dove sarai?
Innumerevoli volte, ti ho viaggiato
dentro mari oscuri e in mezzo alle tue nebbie
dove sei anima mia, dove mi porti?
Scende ogni notte un velo di silenzi
copre la terra e le colline
dove dimori
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È vita fatta d'istanti che s'intersecano nel cuore
come fulgide nuvole imbiancano il cielo
e si disperdono nella compiaciuta nebbia dell'amore
per poi nell'empireo di un momento, trasformarsi in velo.
È l'alba in cui non smetto
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 | Se mi domandassi la via del ritorno
deciso e diretto saprei cosa dire:
rifai la salita e guarda le stelle
poi urla alla luna perdendoci il fiato
“E’ giunto il momento, dal fondo io torno!”
Prendendo coraggio dal petto sì gonfio
riprendi
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| L' eroe esultava in piedi; un
mezzo volto schiacciato tra
la nuova terra e
la suola della sua scarpa;
chi si accorgerà delle notti
rotte dalle urla?
Chi sentirà cadere dalla spada
la goccia di sangue, che
nei suoi sogni
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 | Tra l'antico e il nuovo
inganno il tempo
al conto delle emozioni.
Lascio oscuri stratagemmi
ubriachi d'amore
consumare il peccato altrove,
ho stelle sincere e allegre
a fronteggiare il gelo
tra le nuvole in tasca.
In sottese parole
i
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| Guardavo fuori,
laggiù,
poggiato a una finestra annerita
dal tempo
e dal tempo sottoposta
al chiudere e riaprirsi del giorno.
Non guardavo i viandanti
sopperire a se stessi ad ogni passo
né i sognatori,
vagabonde astrazioni di
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Il ricordo è una strada
che non percorri più,
ma la immagini ovunque tu vada.
Il ricordo è una stagione
di frutti acerbi
che solo ora divengono maturi.
Il ricordo è un sabato sera
che non conosce domenica,
è un
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non certo beata
gioventù
-chi può dire
cosa s’agita in un profondo fitto
di grovigli freudiani
volevi uscire da te
ti attrasse il salto nel vuoto
"non entrambi i polsi legati
un’intera nottata a fissare il soffitto
no non faccio del male
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Udite, serpi! stirpi orrende di uòmini,
fìn dove arriva il vacuo della Notte,
in queste grotte!
Racconterò il terrore delle nebbie,
le orme dei Mostri, le ombre dei Titàni,
ché sol Titàni e Mostri hanno
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Ciò che è in natura
prendetelo con garbo e gran cura
perché di sostanza si nutre.
Riflettere: l’anima la cuce
e l’intelletto ne esalta il concetto.
Essenziale è dare tutto:
poetare, cantare
far l’amore a tutte le ore.
Stare in sintonia con il
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 | Perché una speranza condivisa
Respira gioia ineccepibile;
Ogni sentimento sprigionato,
Verso il cielo s’incammina,
Attutendo ogni dolore.
Dinanzi all’anima sofferta,
Angeli misericordiosi pregano .
Smorzano le note dolenti,
Urlate dai cuori in
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Uno spillo
lento
si infilza nelle carni
lasciando
ferite sterile di dolore e sangue
è l’anima
che che nel suo silenzio
urla
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Ho raccolto
le mie ossa.
Erano flauti spezzati
erano liane pietrificate
erano solchi
in terre sperdute.
Le ho benedette
con le lacrime
di mille morenti
stelle marine.
E ho atteso
dissolte stagioni
e amori precari,
finché sotto
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Un pezzo di me
mancante,
è un crotalo aggettante,
una ripida assenza
o stazione di presenza,
densità di un rampicante vuoto
nel tempo bleso e
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Escono come aliti di vento,
di bisbigli notturni.
Ritmi d'intimi battiti
tamburellati sulle labbra,
per impregnare lo spazio
del proprio verbo sonoro,
rimangono sospese nell'aria
aspettando la mietitura,
di quell'intimo legame
come avviene
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Pensieri taciuti alla luce del sole...
Nell’attimo in cui
l’abito del giorno
si fa troppo stretto
annunciando una violenta lacerazione
estraggo gli occhi
dalla cripta dorata
ove tutto è finzione.
...ora potete spalancarvi alle
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32797 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 7441 al n° 7470.
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