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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Gli ultimi 5 iscritti: Patrizia1973 - Donato Caione - Benedetto - albero95 - annalisabacciocchi |
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Le 5113 poesie in esclusiva dell'argomento "Morte"
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Quando arriverà
quel giorno
vorrei poter dare del lei alla morte,
sorpresa e distaccata
dal suo arrivo,
ché se le dessi del tu
vorrebbe dire
che siamo state pericolosamente
e dolorosamente vicine
da vecchia data,
amiche di sfuggita
tirata per i
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Vi narrerò la storia d’una bella
fanciulla catanese: Gammazita
che per la sua virtù diede la vita,
morendo intonsa e pura, da pulcella.
Correva quasi quel milletrecento,
quel tempo tanto oscuro, sì crudele;
il vivere difficile, cruento.
Ed
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La tua nascita è stata
la festa del cuore,
la tua vita è corsa
fra la gente
che ti amava e amavi,
il tuo sorriso, sempre
per me era un’alba nuova,
ora, la tua morte,
per noi tutti
improvvisa e silenziosa,
porta verdi ricordi
che coprono di
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Corre veloce la macchina
c’è una sposa a casa che aspetta
e un figlio che in grembo già scalcia.
Rovente è la strada al tramonto
è duro il lavoro ogni giorno
e corri
hai voglia di quiete e d’amore
ma il sonno d’un tratto ti
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 | Stella,
anima scodinzolina,
Ho per te cercato invano
qualcuno che ti porgesse la sua mano.
Sei nata sotto una cattiva stella
Ma non volevi arrenderti.
Sorridevi mentre rincorrevi il sole.
Hai strappato giorni al tempo,
rovistando cibo nel
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Sono il Principe sconosciuto
che non ha taciuto le sue ombre
e vaga da un tramonto all’altro
ma non sa cogliere il sole
Sono la notte di luna nera
dimenticata senza una ragione
dietro alle nuvole d’inverno
quando la pioggia ha un altro
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quando una persona se ne va
il cielo d’un tratto si scolora
l’aria diventa pesante
grigio lo sguardo
mentre un macigno ci abbatte
su un asfalto rovente
e lui s’incammina sui ricordi
già così distante
come da catapulta scagliato in un istante
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Non ti ascolto più
mentre dentro urli più forte.
Quel giorno ho gettato il seme
nella terra fertile e con occhi
ambiziosi rimiravo
il tuo primo germoglio.
Passato il primo inverno
il tuo stelo più robusto
e le tue piccole foglie
a scandire i
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Nuvole plumbee divampano
nell’azzurro cielo,
un vento freddo chiude la porta al cuore,
gela l’ultimo battito, l’ultimo respiro
al calar del buio negli spazi infiniti.
Si spegne la vita del poeta favarese
"u zì Totò Sciortino",
ma... il suo
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uno strano profumo
non so cosa sia,
un silenzio saturo di malinconia
la rassegnazione
unica consolazione
inerme nel letto
spogliato di tutto
nessuna forza
nessuna reazione
tutto è lontano
tutto è sfuocato
resta solo quel sottile fiato
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E poi... un giorno,
solo un numero che ronza
per finire ammazzato
come un insetto
tra le pale d’un ventilatore
ti domandi ancora il senso
d’un silenzio nato sul finir del giorno
quando avevi in mente la luce
e invece hai ascoltato parole buie
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Non piangete,
non versate inutili lacrime
suoi miei brandelli di carne
che, pellegrini nel viaggio della vita,
tornano alla terra.
Hanno fatto il loro corso.
Dal seme, al fiore, al frutto.
Mi riporrerete sul "necessario affare" di
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La morte è la fine della bellezza
per questo io spingo
le mie ossessioni al limite
sempre di notte
Quando nessuno può sentire
il pianto fra le ombre
o il lamento della pelle
tirata allo spasimo per il dolore
Il buio è la fine del giorno
e
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Non so perché
ci siamo lasciati a settembre
proprio mentre il cielo
esalava i suoi colori ambrati
E le ombre
più lunghe del tramonto
toccavano l’orizzonte
con i loro respiri d’autunno
Non so come mai
non ho più guardato il mare
senza sentire
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Il giorno dopo
erano sbocciati i fiori di elleboro
ed i petali neri
coloravano di buio le rive
Lungo il fiume
erano rimasti i corvi
in attesa di qualche morte
tenuta segreta dalla primavera
Io ti avevo sussurrato un dubbio
ma tu non
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Non so dove tu sia ora
e se fra le pieghe del mare
sia rimasto qualcosa
del tuo profumo di vaniglia
Non so se il vento
si sia dimenticato di portare via
le impronte dei nostri passi
sulla spiaggia dove ti stringevo
Ma qualche volta
mi scopro
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La polvere era scesa all’improvviso
sui filari abbandonati
e sui desideri intrapresi
per durare una stagione d’amore
Aveva ricoperto ogni cosa
anche i nostri sorrisi
lasciati in un angolo a decantare
nuvole di cielo venute da fuori
Il silenzio
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Siamo morti tante volte
quando le labbra si sono strette
per un ultimo bacio
mentre il cielo schiariva
Nei mattini d’estate
e la strada tremava fra le nubi
prima di una tempesta
resa vana dalla pioggia
Siamo morti nelle notti
lunghe e
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Io ti avevo scelta
perché non sapevo
coltivare semi di stella
nella mia notte oscura
E respiravo le ombre
più malate nel gioco
di qualche nuvola nera
prima del temporale
Io ti avevo amata
per non dover scegliere
tra le gocce di pioggia
che
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Così,
con occhi azzurri
vigilavi l’infinito,
laddove la tua mano importante
curava i capelli argentei.
Persino il viso,
ricorda le ultime rughe
della tua freschezza
dissolversi in un sorriso;
lassù con te si incammineranno.
Confidiamo nel
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Se avessimo compreso
il lento ondeggiare
del tempo della sera
forse non avremmo perduto
La dolcezza delle carezze
promesse dall’estate
e poi negate nel vago
ricordo delle ombre
Se avessimo sussurrato
più parole alla notte
il mattino non
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Tua figlia mi ha detto
che hai fatto di testa tua,
non volevi più disturbare.
Poi non so come e perché
ti sia venuta questa idea.
Ho capito: tu ne hai viste tante
di queste situazioni,
di promesse, mai mantenute.
Nella tua esistenza,
nella tua
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Incontriamoci nel buio
e forse troverò le parole
per descriverti l’alba
e le carezze che non ho avuto
Vediamoci domani sera
quando la fretta del giorno
muore senza fare ritorno
con il suo tramonto di luce
Incontriamoci fra le ombre
e forse
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Non parlo mai di te...
solo dentro quei versi
che non leggerai mai
perché più di un oceano
affoga le mie parole.
Non sogno mai di te
solo quando resuscito il tuo volto
nel pensiero in delirio
una febbre a picchi che brucia da anni.
Scrivo
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Una distrazione,
la vita,
afferra la coda a un sogno
e la strappa via
disperdendola
come polvere remota.
Si annida
nelle ore di ombra,
sbuffa, annaspa, rantola
tra un’attesa e un tremito
poi si accartoccia
mentre cede il passo
a un
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Italia |
20/06/2019 13:06 | 2088 |
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Spremi le lune dai sassi
e resta nel vuoto
della sera tirata a lucido
per la fine delle stelle
Qui nel silenzio
non c’è mai posto
per le parole pronunciate
senza una lacrima
La pioggia sfiora
appena la terra
con le sue gocce di mare
rubate
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Quattro stracci
sul pavimento,
coriandoli di foto
Ecco cosa resta
d’una vita,
di un’anima,
di sentimenti e angosce.
Esposta indegnamente
nella falsa pietà
di viscidi ipocriti,
a mò di trofeo,
a mò di monito
contro chi osa
sognare di
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Qualcuna è tornata
quando la notte si è sciolta
e sono rimaste nuvole
che il vento aveva dimenticato
Qualcuno si è stupito
che la pioggia abbia bagnato
ancora la terra
con le sue gocce di dolore
E che i semi dell’indifferenza
abbiano
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Seppelitemi
dove sorge il sole
nella terra che germoglia il dolore.
Seppellitemi
nel ventre di mia madre
e che senta il sapore
del sangue di mio padre.
Seppellitemi
nelle rocce del cielo
dove gli Angeli
sono un concerto di
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Quando verrai
poggiando la tua fredda mano
sul mio cuore,
forse non ricorderò più chi ero
e chi sono,
chiuderò l’immagine
sulla vita
e ne respirerò il lato
più profondo
forse quando arriverai
donandomi
un sorriso di pace
ti sarò grata
per
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Nel mattino di una nuova primavera,
mentre il sonno lascia il cammino
alla luce di un nuovo vagare,
fiorisce quello che noi non sappiamo.
Sigillo permanete è il ricordo,
le lacrime intagliano il tuo sorriso
sul mio cuore,
il giorno che nessuno
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5113 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 961 al n° 990.
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