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Le 7958 poesie in esclusiva dell'argomento "Natura"
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Tra un sasso e l'altro
tremulo il ruscello
canta il suo verso.
Stanchi steli si curvan
da fresca carezza
baciati.
Specchiansi le corolle
nell'acqua cristallina
e dall'onda chiara
si lascian lambire.
Gocce rutilanti di luce
incontrano
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Accennato è il sentiero
or dissolto nelle foglie...
specchio incerto di un autunno
che assopito si distoglie.
E' la luce del tramonto
che accarezza dolcemente
è il profumo di corteccia
che si infonde nella mente.
I riflessi tra
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E la dolce primavera,
dopo il freddo inverno
e le spaventevoli tormente,
a passi di danza
s'avvicina,
con le sue piogge,
i suoi tepidi venti
e il suo vivificante calore.
S'affaccia la timida lucertola
a respirar la natura incantata
e
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Sfavillano lenti i boccioli
sul trono di un'albero in fiore,
al comando di un respiro di vento
salutano la bianca nuvola.
Aprile già sveglio passeggia
dove l'onda più larga si fa
e un'esercito di foglie saluta
nell'ulular di un
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Canta da’i campi ‘l murmure
del pio ruscel che scorre,
fischia in sul ciel la rondine
ai rialzi d’una torre;
e i balestrucci danzano
tra ‘l vento e ‘l fresco umor.
Soffia da terra l’istrice...
un roseo pesco in fiore,
e i beccaccin si
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Da me a te, piove.
Senza voce,
continuano a cadere
lacrime comunicative.
Sembrano scintille
nell'impatto con l'asfalto,
questi sputi maligni
di demoni in fiore.
Da me a te, smette,
piove, smette e mi riflette
l'ansia dell'essere,
sulla
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Pensavo fosse primavera e
già il mio sguardo cercava le rose,
invece ancora vedo nel cielo, solo
il merlo dall'occhio nero.
Nivei i monti, l'azzurro coperto da un
cupo manto. Geme un angelo dalle ali
d'oro, cade la pioggia e si alza
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 | Respira ansimando
a notte fonda
l’alto Novembre
intriso di caligine
sciogliendo impronte
sulla fangosa strada.
Canterò nel prologo
e suonerò il fagotto,
sorprenderò la luna
che girovagando poserà
i raggi su spogli cespugli.
Ventata d’aria
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Avrai nuovi orizzonti
nel riflesso scuro del cielo,
limpida traccia lasciata
al suono dei giorni gentili
che scivolano lenti
per poi tremare fra le onde
Sarai l'attesa di un germoglio
liberato dal vento a valle
quando il tempo
disegna nuvole
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Stendo le mani sul mare immenso
per far passare il tempo,
la rena oltraggiata di apparenze
e d’assembrate ginestre,
guarda divertite innocenze
tra venti selvaggi
che muovono l’onde
laddove messaggeri divini
vagano verso il fondo
d’un breve
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La notte è come il mare
in quiete niente appare
se immersi c’è la vita
che nel dì pare sparita
Creature che godono il giubilo del buio
e il mistero profondo è nero
in cui l’uomo ne fa vita
alla luce della sua ombra
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Giù lacrime di cielo
tra ombrosi monti smeraldini
a ricolmar ruscelli che rapidamente
scivolano rumorosi
ad ingorgar le aree della sorgente.
Echeggian
come canti di monti le cascate
ed infrangon la noia del silenzio
tra lisci ciottoli e
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Fuenlabrada è babele odierna.
Dalle torri di cemento
echeggiano tutte le lingue del mondo
e nell’hinterland avvengono miracoli
mentre le madri russe, arabe, cinesi
spingono nel parco i passeggini dei loro bambini.
Fuenlabrada è
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 | Oh Ninfa
delle stagioni
Dischiudesti la
finestra del tempo
Al Bosco
Risvegliasti canti
gaudiosi
profumi estatici
Tiepide carezze
venti sibillini
animarono la vita
Il primo bagliore
intesse
ricami d'oro
Su rami
in
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 | Risvegli d'anime, lo schiudersi dei fiori:
ciglia di seta che s'aprono
sul velluto d'un letto mutato di colore.
Come l'Amore,
quando si desta su un tappeto di Speranza.
E volge lo sguardo su trasparenze argentee di rugiada
che sciolgono
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| Tra gli alberi saltellano, cantano,
mare forte profumo inebria
cure felice batte in armonia
sereno, il sole splende
il fiume lento scende tra le sue sponde
rondini corrono felici
si fermano sotto le cornici,
terra or calda lasci giovani
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| Lungo i dorsi
di quei boschi
ecco i faggi non longevi
assai alti e consistenti
le cui fronde fitte, fitte
le frescure generose
danno sempre al viandante
che con passo regolare
or la cima vuol conquistare.
Su di essa c’è piantata
una croce
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Morbide dune di vento
dolci fremiti sulla pelle del mondo
verde linfa d'aria s'espande
nel cielo infinito
ora pascolo di cumuli e nembi
ora prato celeste del sole
poi fontana improvvisa di gocce
mille baci alla terra
che splende di
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Fasce di pini
dalle fronde vibranti
in un fiato di resina
e brezza marina.
Alle spalle imprecisi
i monti distanti
azzurrognole gobbe
nel serpeggiar d'orizzonte.
L' Adriatico specchia
quelle onde gemelle
ed è un'eco
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 | All'alba s'è schiuso un giovane fiore,
sono esplosi i suoi colori,
raggiunti da un pallido Sole
e colti negli splendidi e incantati mattini
I fitti raggi d'un sublime turchese
han dipinto il cielo ed il mare
e con essi la mia
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| Vola per una giornata
la variopinta farfalla
si posa sulla rosa
e dolcemente riposa.
Sul corbezzolo in fiore
volteggia sulla frasca
con pudore e candore;
succhia il nettare dal fiore
parla al cuore
col suo colore.
Vita breve ma intensa
ed
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 | l'ombre épaisse
fuit...
Dans la lumière
et dans le bruit
s'éveillent la nature
et tout son univers.
« Bonjour
monsieur le Printemps,
que vous êtes beau
que vous me rendez gai »
dit l'oisillon
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Tutto incalza nell'aria
il sole si rifrange,
sulle foglie che ingombrano il sentiero
il passero stupito inizia il giorno
nel canto che culla i silenzi,
e tu... viola nascosta
che taci sotto l'ultima neve?
Il ramo del melo è ingemmato
sul
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E infine, dopo pioggia
neve e vento, pare che
giunga a noi la primavera.
Intorno brilla ancora muta
nera terra e stenta il verde
a fare capolino.
Ma sopra un albero si posa
un uccello e con nel becco
uno sterpo s'accinge, dolce
a costruire
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Muoiono schiacciate sull'asfalto corroso
le nostre coscienze vuote
i nostri odori di ferro
le nostre menzogne celate
su giacche di benpensanti
che ignari
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Le primule in fiore
son nascoste dal candore
della neve che, a sorpresa,
nella notte è discesa.
Pur la rosa non sbaglia
l'ora della sua sveglia.
Le timide viole
non sono le sole
ad uscire fuori
coi loro colori,
nei boschi, nei prati,
di
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Quando il pensiero vola
sensazione sublime accarezza
un tuffo nel piccante
si scontra improvviso
abbozzando quel respiro
che sempre aleggia intorno
variopinte maculate ali
sbattono salutando
carpendo sguardo
attonito sussurra un grazie
a
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Splendori sul tetto del mondo
immensi doni, creazione divina
armonie dell'universo!
Immersa nell'infinito
incanto della natura.
La creazione m'avvolge;
il sole ardente divampa
fra nuvole trasparenti
sfolgora:
su alte vette e cime
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Inchiodato al luogo errato dell'appuntamento
si piega alla vita
sperando che il cielo gl'inaridisca il cuore...
così è l'Albero trafitto nella sabbia
come uno sposo che ha sbagliato l'altare
e attende dall'oriente la sua
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Come selva che si desta
la mia anima,
al sorto brusio che dentro cresce,
da nuovi pensieri,
da un lieve piovere chiarificatore,
dopo un'arsa interiore solitudine,
come farfalla si libera lo spirito,
scopre gemme a guardarsi intorno
in attesa di
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Senti la sua carezza lisciarti il viso
corre sui monti, portando nevischio.
Plana leggero sui fiumi e sui mari,
spinge le nubi, non pensa a domani.
Giulivo rincorre foglie ed insetti,
farfalle ed affini: giochi prediletti.
Le fronde degli alberi
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7958 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 4171 al n° 4200.
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