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Le 38016 poesie in esclusiva dell'argomento "Riflessioni"
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Bramo cercar ristoro,
assorto e senza meta,
vago silente tra viali
adornati di fiori,
bramo decifrar epigrafe,
anelo carpir dolori
di eterni sguardi
su gelidi maioliche.
Il giorno raggela
il cielo cupo di nuvole
intrise d’acqua,
il vento
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Il Nilo ha il colore dei millenni
allungato da sangue e sudore.
Non una barca ha cullato amanti
attraversandone i flutti
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La notte scorsa
un tuono forte
ha svegliato
chi dormiva.
La pioggia cadeva
forte a scrosci e
si poteva dalle
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Anche la demenza, il vecchio ricorda,
di ammassi e pianti sui volti santi,
di libertà privati, l’umanità non scorda
quel grido di lamento e il loro canti.
Facile è il domani, non può dimenticare
ora, tutto tace, anche il silenzio dei campi,
mentre
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Questo sguardo mi rende colto,
e, con il tuo sentimento
combatto dentro.
Un palpito quotidiano
imprigiona i tuoi pensieri
e la potenza dell'anima
ne assolve ogni speranza.
Potente, tutto è potente.
In mezzo al cammino,
si accende questo
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Oggi é sole sul monte e nel cortile,
e io sono il meriggio di me stesso,
corro a ritroso e mi ritrovo spesso
bagnato dell'ardore giovanile.
Confuso dentro il candido piacere,
lontano da ogni umana cattiveria,
avvolto nell'ingenua mia
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É antica questa terra
calpestata da Sicani
poi da Elimi e Siculi venuti dal mare
e poi ...
e poi da tanti altri ancora
ed ognuno
ha lasciato qualcosa di sé...
Ed io ne ho preso a piene mani
ne ho gustato i frutti
ed ora anch'io
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 | Non c'è occhio che vuole la sua parte
è fibra di vento che s'innalza.
Scossa,
nella riscossa di un tempo che non dice,
sfogliando la vita prende la mano.
Una carezza forse l'occasione.
Una corazza la strada incompiuta.
O,
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| La fuliggine dei giorni cancellati con un dito
non riesce a sovvertire i ricordi
annidati sui rami come passeri in attesa
[ma l’ultima pagina è stata strappata]
sto parlando a te
che non sei mai andato via
il sole di ghiaccio abortiva
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| Luccicar vorrei
veder le stelle
nel cuor degli
Uomini ribelli,
per illuminarli
alla ragione
e cambiar
musica e canzone.
Fargli capir
che la vita è sacra
e non si può
spezzare con il fuoco
per allietar
anime deviate
che vivon
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Può costare caro sai l’amore
il sole, troppo acceso
brucerà le viti ed i grani
in questa assidua esposizione
dal mare alle nuvole e poi giù,
di nuovo a terra.
Indolente a questa voce
innocente e superstite
sarò il cigolio cantilenante
alle
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La fatica di un sorriso
è quella di chi aspetta
prima di appendere una giacca
alla sedia del dubbio
quando una statua di gesso
è confinata nella pioggia
ha il peso del destino
ma non ha più paure
ha forse senso
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Ogni tanto veleggiando si può ben dire
che la mia voce dell'ardire fonde l'eco
e tu, che osi udire, lo fai per non morire
Apro aprile sprovvisto di sole
splende il silenzio nel suo bagliore,
vaglio così, ciò ch'egli
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 | E non rimane
che averti vicino
accarezzare il tuo viso
tenerti per mano
con delicatezza
per non svegliare le fitte
che ti fanno patire.
Ascoltare
il tuo vagheggiare
come fossi un bambino
sussurrarti parole
che tu non comprendi
ma con
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il lupo non era poi cosí spaventoso
fuori dal bosco di cappuccetto rosso
cede la maschera
l'impalcatura sormontata dalla paura
allentata la morsa si distendono nervi
scioglie lacrime ritrovata cura
é un macchinista davvero
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 | Se io fossi qui comunque non ci sarei.
Un filtro audio,
che rischiara un frastuono,
non fa perdere un dubbio.
Come se nulla fosse cambiato,
o come aver smesso di fumare.
E se anche io fossi qui,
fessura sottile che si corica al sole
tra
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I dolori son mostri
con denti taglienti,
per sfuggire
ripensi agli amori
che dormono
tra allegre serate,
in notti stellate
che
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resisto a questa silenziosa lotta
tra la mente e il cuore
insisto sul sistema valido
ripercorrere la strada dei ricordi
ho perso le parole
per descriverli
come una patina ingiallita sulla cornea
ammuffite immagini
fotografie sbiadite
restano i
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Risacca nostalgica questo mio contemplare -
icone e tratteggi, forme e pulsioni,
passioni in pigmento:
ho capito che nell'emergere
vita dalle forme dei colori
è anima trascrivi- attimi
che veicola emozioni
non ancora calcolate.
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Più del vento è l’illusione
una vendemmia di brividi
la mano che ha passato le carte
stringe innocui
i chicchi di melograno
faccio fatica ad imparare
e a girare lo sguardo
quando in me non riescono
ad appassire i
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Vento
tra rami spogli degli alberi
uragano diventi.
Geme l'Universo!
Uomo
simile ad un gigante
hai disseccato i fiori,
ora argini ogni diluvio.
Uomo
incapace e affannato
dapprima impietoso egoista
ora piangi con la testa reclinata
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M'appare magico il volo tuo
un lieve folar che nasconde agli occhi miei
la magnificenza dei disegni tuoi
che scrivi nel cielo come fossero scie di tinta
Seduto all'ombra di me stesso
ti guardo planare per la gioia della mia anima,
sei come
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Oltre il sole che muore laggiù,
in un orizzonte opacizzato
da nubi che celano l’esistere,
ci sarà una speranza, forse,
che aleggia, non vista da questa parte.
Amareggiato da falsi intenti,
il cuore s’affida all’irreale.
Svanite in
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Cos’è questo bisogno,
e la paura
di mirare al cuore
delle cose o le persone.
Poco più in là e nulla,
può ferire.
Vestirsi impersonale
e poi colpire
sicuri di vedere
tutti senza sangue raggelare.
È questo in
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Ecco intensa voglia,
puntualmente si presenta
desiderio di piacere
perpetrato nelle membra.
Nasce, cresce e muore
senza trovar riscontro vero,
asseconda il momento
un goder che incalza e par che appaghi.
L’estasi è oltre al piacere
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Un dolce alito,
garbata foglia
ha spinto dentro
allorché aperto l’uscio.
Quel rifugio
vita non le ridà
anche se al calore
domestico... s’intenerisce.
Armonico colore
dà luce nuova
a grigia dimora
da troppo senza cure .
A volte -
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Ti sfida a rimanere
l’abbraccio trattenuto
è sufficiente scrivere
soltanto tredici note
poi il ticchettio interrompe
in lucida cadenza sui vetri
sul letto del tuo pomeriggio
infili a fatica le calze
odi il giorno
nel sospiro di
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Il segreto delle tue notti
non era mai stato rivelato
ed io continuavo a credere
che saresti tornata ancora
Vestita d'argento come la luna
che ogni mese scioglieva
i suoi respiri nel cielo scuro
ammantata nel buio spazio
Il ritmo delle tue
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"Son gambe che non camminano"
Si vive morendo
nell’arco di un istante
son due estranei occhi
Lo stesso tempo
sarà una gratis commedia
il suo nome qualunque esso sia
indispensabile legge ugual per tutti
Vacillerà la sorpresa
nell’
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Ti passa davanti lasciandoti un indifferente saluto,
lo guardi con sguardo perplesso,
ti avvicini a lui come posseduto,
ti esce tutto il male represso.
Lo vedi cadere a terra sperduto,
umide cattiverie gli riversi addosso.
Questo rimane un
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| Alan |
26/10/2015 18:40| 1129 |
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Come folata di vento, s’insinua il tempo che sembra
non trascorrere mai, mentre di nascosto resta furtivo
al suo posto.
Avanza leggero senza farsi percepire, ci lascia
specchiare con delicatezza, non ci fa accorgere di segni
impalpabili, di
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38016 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 10771 al n° 10800.
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