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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Le 8054 poesie in esclusiva dell'argomento "Sociale"
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Oggi partire
è sfida assetata d’avventura
a colmare la noia dell’occhio
con l'inganno entusiasta del nuovo.
Soccorre la certezza del ritorno
e la speranza del prossimo viaggio
schiaccia e annulla quel senso di vuoto
che precede un’altra
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 | E’ un’altra terra
l’ultima versione
del timido emigrante
da copione
che sbarca
nel suo nuovo paradiso
col piglio di chi il niente
ha condiviso.
E’ un’altra meta
frutto di una dieta
raccolta per la strada
con l’orgoglio
di chi ha tagliato i
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 | Addio mia terra
pascoli infiniti
cieli incantati
spazi tanto amati
iene e gazzelle
anime gemelle.
Addio mia terra
cuore senza vita
case di fango
rorido fandango
fiumi appassiti
campi imbastarditi.
Addio mia terra
sangue di
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Speranza
d’un sogno che sfuma,
trasborda
migranti nella terra di pace,
li scalda il sole, con il calore del cuore,
nel lembo di cielo,
dove brezza mattutina, odor di zagara,
rallegrano giorno,
che nasce e muore.
Pionieri dell’attimo
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 | Con le ali spezzate
il mio volo è negato.
Questo cuore va a fondo
condannato a scappare
contro i santi suoi pigri
senza artigli né tigri.
E che mari ritrovo
quali terre e che trame
nel mio nuovo reame?
Con le ali ormai
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Cieli di cobalto cupo
con nuvole enormi
stanno sotto il cielo
di popoli che vivono
con l'angoscia commovente
di continue bufere
tra il tuono e la polvere
respira la sete
che segue bocconi salati
in una putrida immobilità.
Niente
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Che ho da perdere?
Da dove nasce tutto questo?
Genocidi ed ingiustizie
violenze ed oppressioni
inseguire una speranza
è meglio del dolore
avete già dimenticato
quando toccava a voi
e cercavate spazio
solcando i mari
preferite
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Finalmente!
la luce della speranza accarezzata dalla brezza salta del mare,
sapendo di essere in un posto migliore,
dove la guerra non esiste.
Vedo in lontananza l'ennesimo gruppo di illusi,
illusi che pensano di trovare la felicità,
in un
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Solcano mari tempestosi
raccolti in se stessi
come feti nel grembo materno
Sentono il pulsare dell'onda
che corre impetuosa e rabbiosa
verso rive improbabili
approdi tempestosi
Guardano il sorgere del sole
come fonte di nuova vita.
Guardano
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Mi perdo su questa spiaggia
bagnata dalle lacrime mie
ed è tanta la rabbia che in me s’arrovella
nel cuore in quest’umida sabbia
io che arrivo non so da dove
perché in fretta son cresciuto
e il luogo non ho fatto in tempo a
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Amo la mia terra e la lascio.
La mia gente ho nel cuore
e non la rivedrò mai più.
Ho anche un Dio
che mi prende per mano,
ma siamo in tanti
e da tutti non arriva.
Ho un sole, una luna
e infinite altre stelle,
le sento mie: quanta
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Ora corrono parole
tardive
inconcludenti
mendaci
sui corpi freddi e bagnati
di storie sconosciute.
Era tempo
che i lampi lontani
annunciavano una tempesta
che è solo all’inizio,
quando sarà
i muri non serviranno.
Come
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Sgomento, dolore, compassione,
solidarietà, accoglienza...
parole uscite dalla bocca
di una maschera teatrale
che copre cinicamente
ipocrisia, egoismo e indifferenza
nella farsa ad atto unico
con la regia di nazioni
unite solo nel conio
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Per vivere un domani
lascio orme su sabbie infuocate
e cavalco le rie onde
che mieton le radici
con quella madre terra che
io da sempre amai
e che ora invece mi rinnega.
Per una speranza ho cambiato
le albe e i tramonti,
la lingua e la
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 | Nel nostro tempo c'è una luce
da rincorrere, da inseguire.
Nel nostro tempo
c'è una terra da conquistare
per non morire sotto un cielo di pece
per vivere... senza lacrime
ma in un brillar di stelle.
Vento
portali lontano
dai
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Su verso il mare
la spiaggia è un puzzle di voci e umori
lucidi corpi brillano in vetrine virtuali
mentre il vento racconta le loro storie,
mescolandole nell’ incontro di un attimo,
senza muri di confine ma con barriere
dettate da un colore
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I giochi del destino
a volte sono vaghi,
rincorrono aspettative
che diventan falsi allarmi.
Miriadi di concorsi
ho collezionato e spero,
ma l'attesa brucia il mio orgoglio
e non posso più tornare indietro.
Ho preso la
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Tra avite case
ormai consunte dal tempo
vecchi che hanno visto
per cent' anni o poco meno
tramontare il sole
ricordano il loro passato
di migranti.
Nella loro amata terra son ritornati
a morire
lasciando in terre lontane o in Continente
i
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Avrei voluto dare al mio bambino
un futuro di pace e tranquillità
avrei voluto dare alla mia creatura,
un sorriso di gioia e felicità.
Ed abbiamo sognato tutti e due oltre il mare
di toccare quell'orizzonte suadente,
di avere la
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 | Dall'acqua
un vocio di nude labbra
sbiadiva all'orizzonte.
Impermeabili occhi
stavano a guardare
gli strappi di una vita consumata
tra le fauci del delirio.
Solo la luna
spettatrice del mondo
udiva il grido della notte
tra i denti stretti
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Giaci lì, su quella spiaggia deserta,
dove il mare che ti aveva rapito, ti ha
restituito alla terra, come fa con le
conchiglie che da lui nascono e per lui
muoiono. Tu, piccolo Aylan, bambolotto
inanimato, gettato lì da un destino
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Se non credi
apri la valigia, nell'angolo tra il ferro
due calzini rammendati
un rivolo di cielo,
tante mani vuote
strette ad abbracci abbandonati.
Senza segni di dolore
nella terra senza pane
sotto piedi senza scarpe:
un orologio rotto
fermo
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 | L’ orologio scandisce il ritmo
di vita esasperata, sopravvivere
diventa irraggiungibile meta,
lo Scirocco asciuga lacrime
sulle coste tempestose.
Dalla natia terra
uomini stremati, salpano
tra le onde migratorie,
diventa tormento il
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Volto di solitudine
di verità celata
in pugno di mosche
dolenti occhi interrogano
che in asfittica gabbia
di scherniti sogni
voraci mani comprimono
a soddisfare sadico pasto
di corrotte menti
che di bugiarda
accoglienza si fan
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Sono io l'evoluzione
né passato né nazione.
Laureato a pieni voti
non ho santi miei devoti
e nel cielo dei rifiuti
né commesse né gli aiuti.
Segnalato dal destino
sono il seme disgraziato
e tra tutte le
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Emigrante della Terra
con la brama che mi afferra
di violare i suoi confini
tra la gente disperata
maledettamente nata.
Emigrante della vita
di una sorte intartarita
che rinnega questo tempo
la sua trama e il suo dannare
tra i veleni da
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 | Non ho che questa strada e la mia vita
un cielo vuoto e assurdo di tempeste
un desiderio immenso
per bagaglio
e la tua terra ambita
un falso abbaglio.
Non ho che questa faccia e il mio calvario
l’essere donna ad un destino avvinta
la forza di
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 | Guarda il cielo e fissa una stella
sarà la tua strada, il tuo cammino
nel sole
guarda il mare che disegna
il confine
che ti separa dai sogni
nella solitudine del dolore
con occhi profondi
a mani vuote
sfida la sorte.
Un fiume senza
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 | Abbandonato, il volto nella sabbia
la bocca aperta all’onda
salata, come il tempo morto della speranza
gli occhi chiusi
gli altri, i grandi, li hanno aperti
e guardano morire mille angeli come te.
Ti accarezza il mare
ti chiama con voce d’alga
la
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| Ti ho guardato bimbo
mentre il mare smerigliava carezze.
Ti ho guardato come le mamme
quando corrono tra i binari della morte
e non trovano più pace.
Ti ho guardato bimbo,
le onde ti strappavano le dita
e il tramonto annegava tutti i
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Niente o tutto,
un libro senza titolo,
terra senz’acqua,
identità perse oramai
nei rivoli di una vita
che maledice se stessa
Brutalmente,
s’ impreca e la fede si avvicina
come se la blasfemia fosse
viatico per nostro Signore.
Fame ed
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8054 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 2251 al n° 2280.
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