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Le 8054 poesie in esclusiva dell'argomento "Sociale"
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No no non è il mondo sommerso
che implora che di dolore grida
la felicità la gioia l’amore paion
sol sotto la terrestre crosta
lì esser e con timor lì albergare
guerre violenze stupri cattiverie
palesemente ove guardi
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Solo, immobile,
innanzi alla tua maestà,
bieco mare,
raduno le poche amiche onde
rimaste al mio servigio:
l’ultima sfida dei remi
fu vinta dal prodigio.
Il musicare di onde lente
si frana nell’ aria del mattino,
e ti osservo, deserto
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Dalle viscere della terra
pianto di torpore s’erge,
respiro arranca scrutando
un ultimo raggio
davanti ai suoi occhi
là dove sotto un arido campo
di una natura rigogliosa un tempo,
Un mare sommerso di scorie penetra la vita.
Giace
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 | Arrivano i giorni di tempesta
per te vecchio prestatore d'opra,
ti han messo ignudo nel tritacarne
e tutto il tuo sudore finito nella polvere,
i bamboccioni del vapore son di mente corta
solo il tweet oggi per loro impegna la memoria.
Non si
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| Salgo la scala dell'indifferenza
dove sdraiati a terra
si rotolano uomini abbandonati,
non rientrano nei conti dei grandi,
impossibile tenerli per mano.
Fuori,
suonano le campane del Cristo,
l'aria si riempie di festa,
pure il colle è
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Sto qui
con il mio amico
votato a farmi festa
alla stazione appeso
a questa vita pesta.
E’ lui
che mi governa
adesso va di moda
donandomi la forza
con la sua calda coda.
E vivo
e affido al cielo
i giorni miei spezzati
i danni e le
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D'improvviso compare
un velo di solitudine
che tutto ottenebra
nella notte,
nei pensieri.
Sono grida di tristezza.
Grida,
grida i miei sogni,
tienili stretti,
ora che nessuno ascolta,
ora che risuonano,
irrefrenabili,
i lamenti.
Che mi
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Dov'è?
Quella luce e la terra promessa?
Dov'è?
Smarrita negli occhi
di fragili parole
perse
in aquiloni senza vento
fra ombre senza volto
alla deriva
dell'incoscienza
dove un grido coraggioso
soffocato
fra insenature
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Sempre austera
si desta le mia angoscia
essa tra le ombre
analizza... corrode
portandomi sull'orlo dell’instabilità
dove la mia realtà
viene sbriciolata e coperta dalla nebbia
dove tutti i verbi diventano muti
mentre le
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Cieche e mute urla d'anime perse in baratri
bruciano le ferite di corpi contusi stuprati
dall'ira dell'uomo avida di poteri
occulti dall'insensatezza
tacita coscienza
si macchiano di vile contegno
come fuggire al tal sopruso?
annaspano tra
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 | Nel cuore ho un bruco
no pare un buco.
Di chi la colpa
se mi riduco
a fare un passo
uno alla volta
per quella svolta
che gioca a dadi
con il destino
di un moscerino?
Il cuore è strano
no forse ariano
rabbioso aborto
figlio di un
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| Vedo persone in fila per mangiare
fuori le mense delle chiese aperte
occhi svuotati e braccia conserte
elemosinare anche la dignità
Vedo persone dormire sui cartoni
agli angoli delle periferie deserte
scialli di stelle fare da
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Nel ritmo lento che
l’alba fonde, dentro
un accordo di ombre
vibra la vita nel suo
tono minore.
Si nascondono le stelle
avverse che richiamano
dolore, tra quelle voci
sommesse di umanità
inaridita.
Nei silenzi cantano
i ruscelli una
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È tutto chiaro che tutto accade
senza speranza
ed in fondo tutto è chiaro
che le parole espresse
non immaginano dolore
ed è parlando che maschero
dispiacere a rinnovare
artifici riprovevoli
che non portano a niente
e si
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Come uomo di brevi parole
secco lungo men del normale
il suo nome- Febbraio il corto-
mai chiamarlo sei tu bisestile?
Ti darebbe dolori oppure bile
Piacendo a chi a fine mese
salta la cena senza più spese
spera mangi al prossimo quello
che
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Sei lì per strada
riverso in un angolo,
un groviglio di stracci,
non tendi nemmeno la mano
non chiedi nulla
e avresti bisogno di tutto,
hai fame, il freddo ti tormenta
più dei tuoi pensieri.
Chi sei?
Qual è la tua pena
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 | Ascolto il canto
di una rondine in volo
e singhiozzi di fame
nelle urla del cielo
Lontana
è la culla del nido
Smarrita la patria
Dov'è l'anima del giorno
la preghiera della pace
l'offerta della vita?
Forse
nella
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Potenti in cravatta e completo
sommersi da carte non lette
tsunami di parole studiate
annegate il popolo
ci lasciate in fase apnoica.
Come Poseidone
ci mescolate col tridente
ridendo a cavalcioni del cavallino
o dell'auto blu
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Guardo fuori dalla finestra
e nel turbinio della burrasca
grida il vento, poi l'acqua
lontani i soffi tiepidi di Zefiro
lontano il canto del mare
che più non risuona
tra la spuma raggiante
dell'onda
nei morsi del vento
il cielo
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E mentre un fiore dentro si distrugge
io grido al mondo l’ansia che mi sfugge
cercando nella voglia che ho di dare
il fuoco che controlla il tuo bruciare.
E mentre gli urli fuori sono gioia
io grido al mondo il frutto della noia
contando il
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Ho vissuto il dolore,
mi ha colpito il male,
con oscuro terrore.
Mi sono allontanato
dal mio amato mare.
Anni bui,
senza amore,
sono stati,
mai si sono fermati,
nessuno ascoltava
capiva
la mia sofferenza.
Un grido si elevava
al ciel
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 | Epopea del quotidiano,
fatica e freddo
-d'annegare in pinte di birra
e da scaldare con tè bollente.
Addosso un maglione
che se fossi affogato
m'avrebbero riconosciuto
e la porta del cottage
rossa come il sangue
perché la
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E con le mani stanche
e senza gioco
col tempo che mi sfrutta
e paga poco
ferita dentro il petto
e dalla vita
consumo i giorni miei
e queste dita...
E con le mani stanche
di bambina
io lego la mia sorte
a una regina
che fiera del suo
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Il vuoto, la solitudine,
anestesia del tempo
di annodati pensieri,
il battere su incudine con afona voce
alla ricerca del passato, di ieri.
Mestizia
al raggio di sole incombente,
nudità dell’essere... sola
violentata
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Accolse
il tuo ventre
il mio dolore,
non remi in mano
che vigor m’arrese,
né opulenza alcuna
a foraggiar il giusto
tuo propeller,
per l’intero scarno
indi,
t’isso la vela
e alla deriva,
fiacco, m’adagio
e, molle, indugio
brezza
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Spiaggiano continuamente
interi gruppi di balene
senza più l’orientamento
dovuto all'umano inquinamento.
I mari avvelenati
non lasciano speranze
mentre l’uomo non ascolta
e non s'avvede.
Muore sempre più sovente
quel
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Voglio sapere,
è un mio diritto!
Non mi posso rassegnare,
no, non sto zitto.
Ci sono origini
che vanno ricercate
richiedono indagini,
domande delicate.
Sol'chi è stato abbandonato
può davvero capire
il vuoto
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puzza d'amianto che stronca i tuoi occhi che chiedevano sogni
pagine d'un paese ferito d'un buio senza voce
quante lapidi urlano questa strage d'innocenti senza erode
respiro di madri cucite di rabbia nascosta
respiro di padri che sputano
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 | Un euro su dammi
che fo colazione!
Un euro, signori,
ché anch'io avrei fame!
“Un euro prego..."
davanti a vetrine,
e alcuno che dice:
“Ma va' a lavorare!”
“trovassi, ci andrei!...”
Poi liscia una spalla:
“Amico, il
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Arrossisce la neve
al tuo sguardo innocente
cuore di bambina
ferma
dietro la finestra sul mondo .
Rincorri orme d’ altri cuccioli
segui i voli d’altre ali
respirando petali profumati
che il vento porta fino a te
E la sera ringrazi quel
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Forse
un giorno
vinceremo
ad armi levate
i silenzi dei nostri anni.
Ci alzeremo
in piedi
e urleremo parole fredde
e urleremo vittorie.
Alzeremo la voce
e combatteremo la morte
e combatteremo
la vita.
Forse
un giorno
firmeremo
il nostro
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8054 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 2581 al n° 2610.
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