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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Le 8054 poesie in esclusiva dell'argomento "Sociale"
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 | Come falena ti aggiri nel buio
i sogni appesi al filo di un respiro
le ali spezzate a combattere il tempo,
questo tempo
che è scivolato via dalle tue dita
come polvere di notte.
Forse un giorno ti rivedrò
vestito di luce
svolazzare sulle ali del
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| La strada è un concetto multiforme
a volte è preciso oppure vago
nel concreto accetta infinite orme
simbolo di incontro anche di svago
sterrata lastricata o cementata
nella miglior forma anche asfaltata
è per tutti un bel transito di vita
in
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Volan piume di Angeli nel cielo del Signore,
soavi e armoniche preghiere,
tuffo al cuore e viscere a strappar vita.
Polvere nell’aria a divenir occhi di pietra.
Anime volate in Paradiso, cemento ad inghiottir cemento
ad innalzar montagne di
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Stanno come fichi maturi
sul grande albero
con i corvi che li vanno a beccare
i corvi e tutti gli uccelli
e le vespe che li bucano
che li torturano.
Nessuno che vada a prenderli
stanno in attesa al sole
stanno i fichi maturi
tra l’erba alta e
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lui -il "cornuto"
che continua a lavorarci contro-
lo vedemmo nelle case della morte
col fumo della carne bruciata
lo riconoscemmo nella "bestia"
umana
dopo gli anni orrendi oggi
un museo: in mostra scarpe
valigie occhiali e
una montagna
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Odor di vacanza
salsedine e aria fresca
le cicale son in fermento
profumo di mare
giochi all’aria aperta
e tuffi d’allegria
L’atmosfera magica ha sgretolato la sua bella favola
resta un guardar dall’ altra parte
le farfalle svolazzarono con le
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Baschi d’invidia fra i capelli
cumuli acerbi
polvere d’odio
avrà avuto un sussulto
delicatamente infinito
gli occhi di plastiche
i cortili azzurri
un
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C’è lo spasmo della fame.
Altrove il rigurgito dell’abbondanza
C’è l’acqua putrida nelle crepe.
Altrove bottiglie semivuote
abbandonate per un’altra piena
C’è una vela ferma al largo
e un’eco senza voce
di chi ha sepolto speranze in mare
C’è
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 | Al mondo uguali; ormai non si transige!
Rousseau lo propugnò con Marx e Cristo,
persino l’epulon fingendo abbozza
e chiesa con i suoi profitti a mezzo.
L’ugual dunque acquisito? Niente affatto!
Ché raro d’umil prole vien dottore
né aiuta a
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Un altro giorno di furia al confine con la Siria,
una preghiera a singhiozzi si propaga nel buio
tra le urla di terrore di chi ha perso tutto, anche se stesso.
Macabri souvenir disseminati in distese di macerie
tra mine inesplose pronte a ferire.
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Tornò l’erba perché torna sempre l’erba
dopo che i barbari distruggono la civiltà
arriva sempre l’erba.
I libri ingialliti sotto le biglioteche
le rane sui bordi della palude
e le canne alte a chiudere la strada.
Perché finisce sempre
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Gioie e riconoscimenti
avrebbe meritato
da un fato rigoroso...
un compito impietoso
verso un’anima
assai sensibile e delicata.
Occasioni e fortuna
per sollevare disgrazie
ereditate dal passato...
ha designato col nascere
un’irta via da
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Bambini senza ricordo
con i giorni scritti dopo
che una cicogna
ha dimenticato di volare
Giochi senza una meta
con un regalo
arrivato troppo tardi
per il giorno del compleanno
Eppure i fiori sono sbocciati
a primavera ed il tramonto
ha
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Il silenzio dei poeti
echeggia sulle vie del degrado
mentre vermi putrescenti
escono allo scoperto.
Il ministro della paura
con il suo compagno di avventura
portano il Paese verso Russia
il degrado è il lusso degli idioti.
Il silenzio dei
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È triste destino
di gente che fugge
da guerra perversa
che lotta, che spera
nel mondo più bello,
un peso nel cuore.
La vita è tormento
per chi è senza stelle.
Se segui una nuvola
l’onda ti travolge
con un grido muto
aspetti la
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Riconosco quella danza ad ogni passo
e la premura nel tesser le lodi di chi
s’invidia o ancor più si teme
Il discorso si distanzia dal nucleo
per orizzonti sempre più lontani:
è mossa inutile che l’intelletto altrui trascura...
Conosco la
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Arrivarono
ed avevano doppia pelle
Lupo fuori
e coniglio dentro.
Arrivarono
ed avevano nomi
scritti su fogli d’ombra
e che nell’ombra svanirono.
Portarono via con se
figli e pianti di madri
e strinsero il loro bavaglio
intriso di
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Seminavamo.
Sperando di raccogliere amore.
In condizioni normali,
dopo aver bruciato le foglie
come la fenice
saremo risorti.
Ma giunse l’inverno,
e dopo la pioggia copiosa
l’acqua ristagnava.
I violati silenzi,
non evocavano più
il suono
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Come balene arenate.
Sbuffiamo odio e rabbia
sulla spiaggia della vita,
abbiamo consumato marijuana pubblicitaria,
ci siamo venduti l’anima per una tavoletta di cioccolata.
Ora sbuffiamo arenati sul nulla
come delfini e balene in agonia alla ricerca
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Ripescate sul fondale
le trovi ovunque...
Separate dall’ammasso limaccioso
e lanciate in aria come monete
Sono pezze ricucite sugli strappi
rattoppi con filo grossolano. Nero su bianco.
Stipate nei cassetti come armi
pronte ad esplodere
per
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Viali spogli
partono dal centro
dove un rumore di passi
riecheggia da lontano
soffuso e sminuzzato
nel silenzio rarefatto
dell’asfalto consumato,
poi irrompe all’improvviso
ululando e schiamazzando
una schiera di giovinastri allampanati
che
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Non offuscare la democrazia
unica luce viva
che nazione conserva
unico amore che rileva la pace .
Attiva la mente
verso eterno calore
indossa tunica del tricolore
portala verso l’aurora futura.
Non calpestare il cuore
che t’ha generato
ma
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Hanno aperto le danze i due ballerini
volteggianti corpi sinuosi in pista.
Mente e piedi di animi affini
panacea trascendentale creata da esperto alchimista.
Ritmo musicale, vestiti con brillantini
tirate e poi inarcanti sapienti movenze
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 | Ogni sera tiriamo fuori la nostra coscienza,
floscia come un orologio di Dalì,
e la poggiamo sulla sedia,
assieme agli abiti smessi.
Capita che distrattamente
dal nostro giaciglio la osserviamo:
piccole macchie indelebili,
qualche ombra
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| Luglio, oggi nel campo di grano
più non muove e non fatica il mietitor:
solo un ricordo la falce e il sudore
della fronte e giunge ottobre, più
nella risaia dei giovani garzoni il taglio
secco netto del riso recidere le spighe,
non più canti e
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| Sono partiti a migliaia
sono arrivati la metà
il mare li accoglie pietoso
il dolore non ha parità
Chi li accoglie e li aiuta
chi non li vuole vicino
segregati in sudici lager
senza sapere il destino
Una apocalittica visione
il mondo pare
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| no non ha senso questo tempo
frantumato fra le dita
-c’inseguono le lancette di kronos
i bambini giocano all’ikea
e non nei prati
i genitori hanno tempo solo per loro
cosa pensa -se pensa- quel pesce che agonizza
soffocato dalla plastica? che
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Come sono buoni i poeti
quando parlano di censimento
e inneggiano al più equo
Patria, Famiglia e Chiesa
e tutto quest’ olio solare
sulla pelle bianca.
Come sono buoni i poeti
quando parlano d’ineguaglianze
e sognano il prato
conforme al
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Siete come virus
discesi sulla terra per consumarla
e diffondere il male
tra le nuvole con un vento nero
Siete come protozoi dell’ombra
e la terra vi rifiuta
aprendosi per ghermirvi
tra i suoi sassi duri come pietra
Il mare è pieno
dei vostri
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L’ultimo gol
Lamenti di madri come guaiti di cani feriti.
Terra battuta impregnata di lacrime e sangue.
Imprecano i vecchi, agitando incerti pugni verso le alture,
dai cui anfratti partono scie letali.
Giocano i bimbi del piccolo villaggio,
come
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Nel cuore della notte
per le vie del centro.
Le strade della città
affollate di giovani.
Si attardano, a gruppi,
con in mano calici di vino
a scaldare i loro animi
infreddoliti.
Il loro chiacchierare,
ora spensierato,
le incertezze del loro
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8054 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 991 al n° 1020.
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