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Introspezione 24 giugno 2011 · lettura 5 min · 2256 letture

Testamento

Michele Tropiano 139 poesie pubblicate
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Di quelle lunghe passeggiate lungo sentieri sconosciuti non resta che un rauco ricordo sbiadito come una tela antica appesa in un museo di muse piangenti come i soliti salici lungo sentieri sconosciuti ignoti come suoni mai emessi trasmessi nel silenzio dei venti eventi forse mai accaduti e la loro bugiarda memoria s'infrange sulle scogliere del tempo di capire tempo di amare tamponando ogni possibile dolore: quando saremo stanchi di vagare ogni sensazione si dissolverà sull'orlo del grande baratro e il vuoto catturerà i nostri ricordi rubandoli dal ripiano dei souvenir adagiato con un paio di chiodi al muro del pianto e del rimpianto del se avessi saputo se non avessi fatto tutte quelle cose di cui mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati beccati in flagranza di reato forse non punibile a norma di legge (quella legge che è uguale per tutti i morti di fame e di sete) del mondo fin ora conosciuto... ce ne saranno altri? In attesa che scoprano altri mondi forse più felici forse meno angusti prima che sia poi troppo tardi il mio testamento io qui sigillo lasciando in eredità le sole mie parole a mia madre mio padre mio fratello a tutti quelli che m'han voluto bene e a tutti gli altri che m'hanno odiato al genere umano a cui non mancherò a Darwin e la sua stramba evoluzione l'involuzione ancor più strana che rappresento con la mia parola astratta come un quadro di Kandinsky: è la mia storia la mia vita che vi lascio e ne farete poi ciò che più vi piace com'io ho fatto e continuo pur a fare impastando ogni attimo fuggente con il sangue che gronda e sprizza sregolato come un quadro di Pollock macchiando il mondo con la morte assassina d'ogni sogno vacillante barcollante come un giovane ebbro al volante della sua BMW a cento all'ora allora poi si schianta e se ne va senza nemmeno siglare testamento fra cento sogni e mille miglia che ormai non percorrerà più lungo sentieri sconosciuti... ancora? Non conoscerò il mio destino fin quando non me lo vedrò di faccia quel che vuole di me tanto io ho scritto testamento e chi mi farà strada al camposanto con i volti a lutto a tutto a niente saprà che farne della mia memoria: non piangerete per me prefìche (l'accento mi piace più così!) né voi salici né scultoree madonnine che di miracoli ne han già sentiti tanti auguri a te tanti auguri a me nell'anno duemila e undici nel mese di luglio torrido e caldo quasi il quarto di secolo io compio e mi sembra quasi ora di fare i conti anche senza l'oste senza soldi senza un briciolo di amor proprio e la dignità sotto le suole delle scarpe lucidate di tutto punto per finire nella bara il tempo ingannando anche se stesso corre a volte lento e lesto l'altre volte, perciò io scrivo scrivo e mi dilungo sperando di esser compreso un giorno. Tutt'un tratto le lunghe passeggiate s'attenuano come fumo acre al vento s'esauriscono come maestre d'asilo intente a sgridare i propri alunni o forse a violentarli luride bastarde per questo vedete il mondo non è più posto per me che sono uomo buono (forse solo quando dormo): non getto la spugna perché son curioso di sapere come va a finire questo film diretto male e interpretato ancora peggio e quando alla fine scriverò la recensione vedrete che parole dure avrò senza censura controllo condanna cuculo col culo col cazzo che mi fermerete e scusate l'espressione ma or ci vuole ci prende e ci pretende la Morte dall'alto del suo trono possente potente come Barack Obama Bill Clinton Monica Lewinsky e i suoi esami orali passati a pieni voti e vota a destra vota a sinistra la ics la metto ma solo sul mio petto scelgo me me solo me medesimo mi autogoverno e mi punisco ma mi tutelo e siglo testamento. Forse vi ho stancato e già ringrazio chi m'ha seguito fin quaggiù lungo sentieri sconosciuti alla poesia più corretta e giusta: la poesia e le mie poesie ecco questa è la mia sola eredità. (Amen)
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Poesia ispirata da "Novissimum Testamentum" di Edoardo Sanguineti

L'autore
Michele Tropiano
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Commenti (21)

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Adriana24 giugno 2011

pensavo che poesia volesse dire... una marea d' emozione, emozioni tradotte in poche parole e lasciate timidamente su di una bianca pagina, mi sbagliavo, cmq l'ho letta tutta

lady oscar24 giugno 2011

...solitamente leggo con piacere le tue poesie graffianti, caustiche, talvolta dissacranti... apprezzo il tuo stile... questo componimento non so definirlo... ti sei dilungato un po' troppo a mio avviso ...

morena27 giugno 2011

Per il mio personale gusto trovo che sia "troppo". Ci sono dei punti che mi hanno colpita più di altri, in cui l'attenzione non distoglie il pensiero... ma essendo così lunga l'emozione si perde un po! Uno stile molto particolare.

Alessio Falaschi5 luglio 2011

più che poesia un monologo poeteatrale... ma un bel monologo, su cui secondo me potresti lavorare e farne qualcosa di più ampio...

I
Il Crudo5 luglio 2011

mi è venuto un colpo di sonno... fortuna che non ero al volante!

E poi dici a me che non so cosa siano i sonetti... informati cosa si intende per poesia moderna... Se ti ritieni così intelligente e presuntuoso, come mai non lo hai colto? Avrai studi classici, ma io sono laureata in lingue e conosco i Sonetti, quelli veri... Buona serata, bel presuntuoso... Ti seguirò ancora, se non altro hai trovato qualcuno che si ritiene intelligente quanto e più di te

Amara6 luglio 2011

...ci sono tornata... trovo sia un bel lavoro... anche se non molto originale... qualche tagliuzzata (piccola) l'avrei data... ma nel complesso mi piace... Sanguineti (che credevo non ti piacesse)... mi pare ti abbia ispirato bene...

V
Valter7 luglio 2011

Se tu vedessi dove vivo... L'ultimo piano? Hai ragione, ma quella è un'aspirazione che a 67 anni non posso più permettermi, comunque grazie del generoso commento e ti invio un amichevole abbraccio, Valter

Rossi Alessio8 luglio 2011

Sicuramente il lessico è ricercato e il testo ben studiato... Forse un po' troppo lungo, ma a mio parere la scelta è stata voluta. L'ho trovato per certi versi molto interessante, per altri molto noioso. Nel complesso devo dire che mi è piaciuto, e lo conservo per rileggerlo successivamente, magari con un po' più d'attenzione, per capire se mi sia sfuggito qualcosa.

EnzoL14 luglio 2011

lo trovo un testo sicuramente particolare e ho cercato rileggendolo di capire il motivo di cosi tanti versi... e concetti... ho notato che leggendolo velocemente rimangono impresse talune cose che emergono più significative di altre... era forse una cosa voluta? creare come un fiume su cui lasciarsi andare per assorbire dei concetti particolari? se è cosi credo che sia geniale...

Mimmo Mariano15 luglio 2011

Tristissima, sicuramente avrà un significato. Un solo appunto: la fragranza non è di reato. Quella è la flagranza! .

La trovo noiosa e troppo lunga e di poetico non ha proprio niente, ma forse sarò io che non capisco visto che sei tu l'esperto

L
Luisa Dorni27 luglio 2011

Una "lungaggine" di poesia in cui ti sei avventurato per perderti immediatamente. Non so cosa volevi scrivere e cosa volevi comunicare al lettore, ma secondo me non ci sei riuscito. Ho letto la tua biografia e forse dovresti sistemare qualcosa perché in questi versi non ci vedo niente di poetico e nulla che metta in risalto la tua preparazione che così tanto hai decantato. Di "banale" (termine che abbonda nei tuoi commenti fatti ad altri autori), c'è sin troppo!

Luigi Arcopinto1 agosto 2011

La trovo un testo asettico e privo d'emozione, oltre ad essere tremendamente lunga e noiosa... Beh ma io che ne so, sei tu l'esperto! Anche se di solito dietro ad una critica distruttiva, che costituisce in pratica la maggior parte dei commenti che fai ad altri autori, si nasconde l'incapacità da parte del lettore nello sforzarsi di capire ciò che l'autore tenta di esprimere attraverso i propri versi... PS. L'intelligenza è un dono comune a tutti gli esseri umani (siamo tutti uguali), con la differenza che c'è chi decide di metterla a frutto e chi no...

Tony Kospan6 agosto 2011

Bell'eredità... ma in verità penso che insieme alle tue poesie... lascerai... il tuo mondo di pensieri... riflessioni... dipinto con i versi colorati dal tuo Io più profondo. Un ex studente tanti anni fa del De Sanctis e del Tasso...

c
cristina biga11 agosto 2011

Solitamente non amo le poesie molto lunghe, ma sinceramente devo dire (ed è la prima che leggo di questo autore) che non riuscivo a smettere di leggerla e lo riletta per assaporarne tutti gli aspetti che sono tanti... forse non sarà così poetica, smielata ma è così vera e sentita... io la trovo bellissima leggerò altri testi ma come inizio devo dire grande davvero... (ed io non sono laureata ma vado a cuore e anima)

Rossella Gallucci12 agosto 2011

Non è facile commentare questa poesia. Provo a dire ciò che mi ha trasmesso, ma mi ripropongo di rileggerla più attentamente (l'ho letta 2 volte). Di solito non amo le poesie troppo lunghe, ma questa mi ha preso particolarmente. Mi piace molto il ritmo, forse dato dalle allitterazioni, dalle assonanze (nn credo siano buttate lì per caso). Sembra un monologo dell'autore con se stesso, quando da un pensiero si passa ad un altro e poi ad un altro ancora, quasi senza una logica, ma invece poi i concetti sono tutti legati l'uno all'altro e la logica c'è. Di certo non l'ho trovata noiosa.

il tuo eccelso esprimerti nel divino poetare, mi impedisce su questa splendida di poterla commentare... ma accetta col cuore di dirti che è un capolavoro... autentico splendore...è...bellissima... COMPLIMENTI

h
hy ju2 settembre 2011

Quale eredità migliore si può lasciare a chi rimane dopo la nostra morte? Non fa una grinza, la penso come te. Arguta, frizzante, con un pizzico di sarcasmo: un buon cocktail.

Alessandro Spirito1 febbraio 2012

Un testo teatrale più che poetico. Ha ritmo incalzante. I giochi di parole, il tono confidenziale la rendono originale nell'assieme. L'ho letta più volte e non mi è passata la voglia di rileggerla. Mi trova concorde Alessio Falaschi: è un incipit per qualcosa su cui tu puoi lavorare.

p
paolo corinto tiberio2 febbraio 2012

mi piace questo "dire"... e Sanguineti fa miracoli, se ai suoi testi ti sei ispirato... qualche sforbiciatina, così, per lasciar scritto solo l'essenziale... finalmente ce l'hai fatta a riproporla!