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Che il Sol mi pesa
trafitto alla scultura d'abete
intravedendo anima che in cor d'attesa
logorerà finché non ridesti sete,
il principio che natur trovò
si scaglia al suolo per mia espressione
se anch'Egli d'amor tremò!
Sia quest'eco fragile conclusione.
Cacciati da luoghi ove son creduti
fiori immobili soffocando dal dolore
che li trovammo accanto ormai perduti,
da chi volle tratteggiar splendore,
e così m'appare nonostante gl'occhi
abbian pianto per le luci attorno
ciò che alla ragione ferocemente tocchi.
Non v'è chi maggior confonda la timidezza del giorno.
Ascolta, non potremo trascrivere quei versi
né inginocchiarci se pronunciassero di quei canti
ma resteremo finché oseranno il protrarsi
del piacere così selvaggio come il fiato degli amanti.
Conobbi il ciel al tuo indicare,
ma s'avessi saputo che l'abbandonarti
in quell'istante concedette gran male
rifiutarmi avrei quell'infinito che l'immenso è qui a forgiarti.
Parla, spiegami l'avvenire del tuo riso
l'energia dei pensieri materia nel mio palmo
pesanti e decisivi da concedere al tuo viso
un rispetto gioioso e calmo,
un odor che promisi alla mia morte
or gela sulle tue gote
è il giacinto che arrancando su tale sorte
sibilò tra i diversi volti come nostre note.
Capimmo che l'astro ci conserva
per tentare al puro sguardo
di lasciar al terreno sol forza che serva
a reclamar le dita senza apparir codardo,
pervade chioma l'onde dei cigni neri
che il lago stringe come schiavi
l'amor nonostante l'ali nei tuoi pensieri
l'inchioda a celebre forma che fiera spiavi,
conservo sul corpo il sapore di ogni creazione
il delitto che ci ridusse a morte
l'inferno sostanza d'ogni tentazione
paradiso esilio per inumana sorte.
Tu che indugi a premere le mie labbra di gemma
invadi ansiose vene versando il frutto
detestando il mio inerme che sul dilemma:
"perdere una vita ritrovando tutto."
Gioia di vento tra i cigli
allungare ombre di femminili stelle
s'avverte quel seno nei docili figli
restituir la vita è tra le creazioni più belle.
Luce nascosta sulla pelle
ciò che attorno spinge è tuo permesso e pace
ci ferimmo entrambi accecando stelle
mi salvò la notte che sussurra e tace. | 

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