La primavera del botticelli
Vincenzo Adragna
7 poesie pubblicate
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Flora tu sei l’immagine,
l’incarnazione stessa
della stagione aulica
la primavera in festa
danzi tu mentre semini
nel ninfeo fior - giardino
dove la stessa Venere
ne esercita il dominio.
Flutta la veste candida
dai mille fior tatuata
Flora tu sei rinascita
sorgente immacolata
il capo ei fiori adornano
quei fiori da giardino
dove Cupido esercita
l’amore più dolce e fino.
Figlia sei tu di Cloris
ninfa delle sorgente
che il senno fece perdere
Zefiro dio dei venti
questi brutale e discolo
gonfiandosi le gote
soffia gli arbusti e rampici
cercando quella foce.
Cerca lei invano a eludere
l’estro suo spasimante
ma dopo cede al fascino
di quell’estroso amante
poi dall’amplesso viscido
del vento della sera
la primavera germina
sensuale e più serena
Veglia e dirige Venere
al centro della scena
quasi a voler nascondere
la sua beltà suprema
sotto la bianca tunica
e il drappo rosso intanto
cela e nasconde agli uomini
le forme del suo incanto,
certo ch’io lo confesso
tal veste a lei è inusuale
lei che ha ammaliato gli uomini
col corpo suo immortale.
Mentre Cupido discolo
gioca tendendo l’arco
volando sopra Venere
sua madre al dolce incanto.
Giochi di danza e viole
corpi sinuosi al vero
tre donne astrali danzano
beltà d’amor sincero
danza sensuale e mistica
trascende all’armonia
dei fiori più molteplici
di quella verde via.
Tàlia, Aglaià ed Euflòsine
le grazie al dolce canto
alzan le mani e incrociano
a sé le dita intanto.
Musica dolce metrica
la primavera in fiore
la grazie a sé raggiungono
la luce ed il colore.
Un po’ distratto ai margini
il dio dei ladri intanto
gioca a cacciar le nuvole
col caduceo strumento
quasi che si trovasse
fuori da un tempo e luogo
incerto lui e ha raggiungere
le grazie al dolce moto.
Ermes Mercurio libero
d’Olimpo messaggero
fa che la luce filtri
su quel giardino nero
poiché le ombre filtrano
sotto quegli aranceti
la luce poi imprigionano
e in essa i giorni lieti.
Nel bosco sacro a Venere,
sotto quegli aranceti
dove la luce filtra
tra i rami un po’ incoscesi
nove figure danzano
su un prato che riflette
il movimento aulico
delle figure eccelse.
Gioia e letizia portano
le sacre Grazie al canto
Flora fiorisce gli animi
di cuori spenti al canto
mentre risorge Venere
nel nostro cuore spento
poiché per noi il domani
non ha più il firmamento
©
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L'autore
Vincenzo Adragna
Appassionato della storia locale del suo paese soprattutto delle figura della bellissima Laide e di Laura Lanza baronessa di Carini, Vincenzo Adragna, nasce a Carini il 10 Aprile 1965, diplomato in Ragioneria esercita però la professione di Operatore Socio Sanitario, sia in Veneto dove aveva lavorato per quasi 8 anni c
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