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| «La misura del susseguirsi di allegorie che possono valere per ogni esistenza è lo sgomento personale che porto quì, perché le parole, anche quando non hanno pretesa di essere poesia devono saper valere per disegnarsi il proprio profilo e guardarlo a debita distanza per riuscire a sostanziarne i contorni, ciò che ai più rimane estraneo, perché ciascuno la propria vita la vive nel modo che più gli è congeniale. Conta, comunque, la cifra del desiderio di volersi ritrovare dentro le parole.» |
| Inserita il 15/04/2016 |
Si dovrebbe saper restare per il tempo necessario;
fino a quando l'abitudine non sa più bastare.
Trovare il coraggio di scelte che sappiano deviare
anche solo un discorso quando non vale,
se non come un rimbombo,
un rimbombo di tamburi lontani, lontani...
Senza più disputa
e una spaventosa freddezza.
Trovare la forza di affacciarsi sul bordo della strada
e dietro i mille travestimenti scorgere il volto vero
della propria solitudine.
Farsi largo, poi, fino a che non rimanga
il luminoso spazio sulla strada
e l'aria piena di promesse.
Occorre svoltare l'angolo della dimenticanza
per recuperare la memoria di sè
in un'alba scalza con le vesti scarmigliate,
ma il passo fermo...
Fino al prossimo inciampo.
Chè l'inciampo è fermarsi,
mai oltre l'abitudine del restare
e mai solo per curarsi le ferite
di lingue sbucciate.
Se non sanno più modulare
quel suono che valga all'idem perso
nel così sia del disicanto. | 

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| Anna62 |
23/05/2015 15:41 | 1933 |
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