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♦ Michele Serri | |
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Giugno 2026 |
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Lento cammina il matto:
consuma in volti antichi
il suo ciglio ammaliato
che cinge allucinato
ostentamente.
La carta si fa parlare
sul tavolo
levigato dalla polvere:
nulla avrà conseguenza,
spensierata non amerà
la turpe penna
che giace disarmonica
nel buio della sua teca.
Scemo,
ballonzola il capo
sogghignando mostra
i rilevanti dentoni
mentre acerbe note
di musica classica
invadono la quiete
arcaica dell'incubo.
Mentre belle plumerie
invadono il tutto
con deliziose note floreali
fruttate e fragranti
aromi pungenti
amabili e penetranti
rinnovano la gioia dell'essere
il tartaro della dannazione totale
disordina ogni equilibrio
dove il cardine della menzogna
crea un'ansia patogena
Lento cammina il matto:
consuma in volti antichi
il suo ciglio ammaliato
che cinge allucinato
ostentamente.
Talora attribuiamo
effimere considerazioni
a pentimenti insistenti
cosicché il matto
disattento della sua malattia
prese il vecchio coltello dalla madia
e pose fine all'inventario
delle sue lacune
mentre rideva sgraziosamente
sistemava il colletto della camicia
e la luce all'angolo bramava verità
e le note classiche tintinnavano lealtà
e le plumerie spruzzavano olezzi agrumati
e il silenzio osservava elementi neutri
Lento cammina il matto:
consuma in volti antichi
il suo ciglio ammaliato
che cinge allucinato
ostentamente. | 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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