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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Gli ultimi 5 iscritti: Anna Maria Antonietta Sarra - Davide Dell’Atti - Lunar library - TonyLake Sito - Patrizia1973
♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Settembre 2026 |
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Le 73897 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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"Mia mano tua àncora sarà
quando il mare ti sommergerà"
lessi sul muro d’una scuola
mentre nasceva l’aurora.
Emozioni in trasparenza
profumate d’adolescenza
eternità riflessi
ove tal immenso in essi.
Poesia d’incanto
più d’Amore in
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In questo giorno di gelo
i petali se ne vanno,
raggiungeranno il cielo,
ma brillanti rimarranno.
Mentre gli steli sfioriti
soli, dal triste asporto,
or brulli ed appassiti,
son corpi a suolo morto.
Grosse gocce stan piovendo
da confonderne la
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Non hai scelto
la veste bianca per morire
tu, povera Vestale
senza più una Dea
Non hai pregato sottovoce
per chiedere amore
quando la sera negava
le semplici parole
Eri vicina al mare
e lontana da noi
che amavamo ogni cosa
di te
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E’ quello che mi porto addosso
che lascia impronte
tormentate nel buio
Ho soffocato i tempi sospesi
estremi
come le notti insonni
Il nulla evapora
tra lacrime e lenzuola
in quel riverbero di pensieri
- solo invocati -
E’caldo questo
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 | Verrà quel giorno
che le nuvole nel cielo
si apriranno, lasciando
vedere il Tuo Volto.
E ci stupiremo, vedendo
che sei
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| Due ne sono passate stamani
non potrai neanche prenderle per la coda
inutile scervellarsi sono volate via
come nuvole la direzione del vento hanno seguito
mai e poi mai planeranno di nuovo qui
ove ogni interesse sembra estraneo
si sguinzagliano
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Non ti ho mai portata
sulle rive del perdono
dove le parole
non hanno valore
Gli antichi ricordi
hanno perso il colore
dei cieli al tramonto
e il rosso dei sogni accesi
Non ti ho mai accarezzata
con il mio cuore morto
di troppe
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E quando a prima sera, nei giardini,
se ne vanno i ragazzi innamorati,
profuma di verbena e d’innocenza
quell’amore verde - così fanciullo -
e tremano nel vento i giuramenti
fra i riverberi d’una luna incerta.
Ha labbra di corallo e mani calde,
e
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Songo piatte vacante
‘a lota affatturata d’a zuzzimma
aunita c’a miseria e c’a genimma
‘e chesta vita sorda e miettennante.
Simmo piatte vacante
cusute c’a scaienza e c’a ruzzimma
speruta ‘ncoppa’ a carta ‘e fa’ na rimma
gente ‘mperrata spasa e
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Sereno, tranquillo e bellissimo
è il mio amore per te,
anche se arriva la sera
nulla mi viene meno,
non mi serve una luna
che passeggia guardandoci,
le tue sussurrate parole
colmano ogni mio desiderio.
Tutti i giorni si fanno
una catena
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Mi attende un viaggio,
di cui non serberò nulla
non la sua mano di figlio
non i passi senza paura di mia madre
fame, sete, o altro.
Nel tempo senza fine, forse
sarò solo respiro,
musica innocente
forse suonerò l’arpa eolica
o sarò una oscura
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Caro amico mio.
Mi dicevi che la vita
è l’immensa follia del tempo,
la menzogna dello spazio,
l’illusione dell’attesa.
Ma la vita è anche
l’affanno del mare sul molo,
l’ala di un gabbiano nel sole,
le immobili vele sul
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Ovunque sarò
saranno per Te
gli occhi miei
che
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Mi affaccio
a quest’assurda finestra
del virtuale
Sorrido con voi
Altro non potrei,
amareggiata
annego nella vacuità
di tutta quella marea
Di falsi
sorrisi e disdegno
sempre forzatamente
esasperati
dall’umanità
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Meno male che esiste la scrittura
quel rifugio che non tradisce
poter stendere un velo su ogni problema
è quanto più desideriamo
non è un voler dare un calcio
ma cercare di trovare conforto quando
non riusciamo a far comprendere
piccolezze
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Profumava di fiori la mia terra,
e, sui monti, il candore delle nevi
illuminava il cielo, coi colori
d’arcobaleno affascinante e puro.
Ed ora, tetra è l’aria fino al cielo,
il garrir di rondini più non s’ode,
e di bimbi non c’è più il gran
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 | Piace la voce dolce
e non la grave
ma contrarie voci
fanno un suon soave
e diversi colori
fan bellezza nuova,
nel nero il bianco
la sua grazia
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Respira il mio sogno
fammi risentire
i battiti del suo cuore sul mio ...
Portami
dove il blu del cielo bacia il mare,
cullami
nel sospiro di conchiglie.
Fammi volare sulle ali del vento
dove la luna nasconde
sospiri d’amore
tra cirri
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Non posso certo
oggi perdermi
tra i vicoli e i carrugi
che traversavano
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Di favole e desideri
s’incanta il tuo cielo
e trasmuta l’anima
In trasognate speranze.
Semi vagamente sparsi
tra l’incedere di nuvole
che a tratti bagnano
quel che resta dei pensieri.
Il buio trasluce
all’imbrunire dei tuoi cieli
e vacuo appare
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Noi siamo i demoni
che non negano una carezza
e che vi prendono la mano
quando il dolore soffia
Noi siamo i mostri
che non volgono lo sguardo
dall’altra parte
mentre il mondo giudica
E sputa parole di fuoco
perché non sei come gli altri
che
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Preferisco dormire
immergermi in quel pianeta
dove non c’è niente da dire
dove la luna è sottile
non chiede ragione
e non si muore di questo sentire.
E invece rimango qui
a percorrere la strada che opprime
tra il canto e le iene
e risposte non
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Il sole,
tempio silenzioso
della luce,
illumina la natura
che sonnecchia.
Dopo una notte
d’insonnia
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Tra le fronde dove riposa il vento
l’allodola ha acceso il suo canto.
Il cielo un asfalto di pece.
Nell’alba nebbiosa che non colora
I riflessi grigiastri del mare
la terra si è addormentata.
Ti chiamo nel silenzio disciolto
nel
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Torna nell’oscurità della notte
quella felicità ormai andata
un vero copia incolla rivissuto senza intoppi
sospiri al risveglio fanno comprendere
quanto è rimasto dentro quattro mura
in quel rendersi conto che niente tornerà
solo assaporare nel
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Mentre il mondo ha ignorato
Tu ostinata a scioperar
nel sol modo potuto fare
morendo poi di fame.
Avvocata non dei potenti
stupratori mafiosi arroganti
ma dei giusti innocenti
lor diritti negati ai quattro venti!
Morta per l’imparzialità di
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Tornerei qui
dove s’infrange l’onda
dove estate è oramai solo una parola
Qui
Dove mare e sabbia
sono il chiaroscuro,
il grigio vivace del vento
Tornerei
per perdermi nel silenzio,
per incantarmi nella risacca
pigra ed inquieta
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Sei l’unica
che stavo aspettando
in queste lunghe notti
passate senza parole
A bere veleni
appena versati
sulle mie ciglia stanche
di guardare ombre
Sei la sola
con cui coglierei stelle
appena accese al mattino
quando la notte sogna
Una
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Antica resto,
nell’animo silente
e stanco.
Se dimenticassi un giorno
Il tuo profumo,
ci sarebbero i colori
della sera e le tempeste
che implacabili si abbattono
e si smorzano
in manciate di battiti di cuore.
Antica resto e resisto
tra il
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 | Le pareti, i soffitti, le porte
e le finestre che compongono il mio paese,
sono diventati un sarcofago
di memorie che vogliono mettere a tacere.
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Muta tomba dove germogliano sussurri;
voci che prima gridavano
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Appestato ed infestato
nella melma si è infangato
manomesso dalla luna
con le stelle e lì si aduna
quelle piccole e meschine
reputandosi regine
dentro e fuori l’universo
con il tempo in nulla immerso.
Infestata od appestata
alla noia
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73897 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 15511 al n° 15540.
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