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Gli ultimi 5 iscritti: Anna Maria Antonietta Sarra - Davide Dell’Atti - Lunar library - TonyLake Sito - Patrizia1973 |
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Le 73899 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Antica resto,
nell’animo silente
e stanco.
Se dimenticassi un giorno
Il tuo profumo,
ci sarebbero i colori
della sera e le tempeste
che implacabili si abbattono
e si smorzano
in manciate di battiti di cuore.
Antica resto e resisto
tra il
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 | Le pareti, i soffitti, le porte
e le finestre che compongono il mio paese,
sono diventati un sarcofago
di memorie che vogliono mettere a tacere.
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Muta tomba dove germogliano sussurri;
voci che prima gridavano
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Appestato ed infestato
nella melma si è infangato
manomesso dalla luna
con le stelle e lì si aduna
quelle piccole e meschine
reputandosi regine
dentro e fuori l’universo
con il tempo in nulla immerso.
Infestata od appestata
alla noia
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Se nel dimenticar dimenticassi,
rimarrei in bilico fra viver e morire,
ed appesa fra anima e cuore in
turbolenza astrale vagherei
inerte in solitudine
e di silenzi avvolgerei la vita.
Se dimenticassi l’indimenticabile
colmerei l’anima di vuoti e
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E ora cosa fai continui o vai a fare delle belle girate
il tempo ancora lo permette
acquista quel famoso biglietto e sfruttalo al massimo
si vive una volta sola
quante volte lo hai sentito ripetere
non sono bugie
forza non
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Salire sempre più su nello sconfinato cielo blu
su nuvola viola dondolarsi sempre più
voglia di precipitare giù
come meteora infuocata
lanciata da mano divina,
su mondo sconfinato.
Aria depressa sferza lenta
trattiene il calore del sole
toglie
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 | S’è levata la cenere
di tanti fuochi,
cenere sparsa copre
di notte il giorno,
ridotte ad ombre
immense foreste perse.
Si sciolgono ghiacciai eterni
scricchiolii, fratture
per le alte temperature,
alterati gli inverni.
Progresso di
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| Pensieri della notte di chi vive lontano,
telaio dei ricordi, il capitale umano
delle persone care, volti, suoni e carezze,
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| Girovagavano nudi, senza pace,
da una stanza all’altra
per la nostra vergogna.
Entrando non si capiva,
ma osservando con scrupolo
quello che appariva diventava evidente.
Donne, uomini,
camminavano a piedi nudi
o con due scarpe destre
o due
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Sovente mi perdo
ove sogni posso toccare
nei versi d’una poesia
cui l’alma
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Non potevi cancellare
i nostri giorni come fossero
una macchia sul cielo
scura fra le nubi di un sogno
Non potevi andartene
dopo le lettere d’amore
scritte con la mia calligrafia
e spargere semi di polvere
Non sarebbe stato corretto
anche per
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Oh! Domani
insieme penseremo
ed insieme cammineremo.
E se tu, passassi silenzioso e
solitario e, non verresti
nel cuor a far rumore,
saremmo evanescenti fantasmi,
ad attimi fugaci ed inesplorati voli,
saremmo un vuoto da colmare fra languidi
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Guardasti nei venti
stringendomi la mano,
mi dicesti a domani
amore mio,
poi una nuvola candida
ti rapì e nel vento
mi sognai di cercarti.
Eri più forte del sogno,
sentivo i tuoi sospiri,
salivo e scendevo
nel tuo morbido corpo.
Stordito dal
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Lo so che non ti ho mai detto
parole di fuoco vestite d’oro
lo so che non ho mai adorato
la luna mentre la notte scura
Disegnava il mare d’argento
nei riflessi di cuore perduto
e che ancora attendi carezze
dalle mani timide di buio
Lo so che
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La notte mi stende
sentieri colmi di amore,
ed io passo dopo passo
salgo in cerca di te,
ti trovo sulla luna
che vai in cerca di stelle,
come una cometta, ti colgo
e ti porto sulle alture
su l’ultimo colle dell’infinito
e là, mi sento un
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I sogni non finiscono
dicevi
e non volevi togliere
le ragnatele
Dal soffitto grigio
come le nuvole
del tuo cielo ribelle
ai tanti amori
Il dolore resta sempre
sussurravi
e ancora non conoscevi
il male del mondo
E la morte nel mare
a
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Siamo così tra mirti e zaffiri, poi
nel corteo di sandali folli. A stormi.
Ascoltatori di nuvole e forme, voi
che di vaganti richiami a ricami di rotte
e di assoluti suoni è l’intruso vuoto.
Si vive, qui, con impronte leggere
su spazi di più
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Lia |
28/08/2020 20:58 | 885 |
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Depresso so’ depresso
tutta ‘a vita sempe ‘o stesso
notte e juorno dint’o cesso!
‘A colpa nun è ‘a mia! E’ ‘a malatia
ca m’ha pigliato ‘a capa e ‘a purcaria
‘a trovo dinto e fora ‘a fauzaria
ca venne accatta e spara ‘a litania.
Depresso so’
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Incredibile il viaggiare:
ora insieme, poi distanti.
Domani più ricchi
del nostro vivere.
Ora vi cerco
nelle stanze vuote,
nei letti rifatti.
L’ordine nasconde
quell’interiore disordine,
nutrimento del sentimento.
Linfa al nostro crescere,
ma
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Vascelli salparono d’ignoto,
ove d’attesi approdi, l’epiloghi.
Ostentate deiezioni, d’autogenesi,
d’avulsa ratio all’atto ultimo, s’ordirono,
distratti da sciabordii diafani.
Sepolcri partorirono rigurgiti,
laddove nulla, d’Egli, s’ebbe.
Mai,
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Il soffitto nero
di questa stanza
non ha la luce
del cielo notturno
Mi chiama
ogni giorno ancora
per dirmi
di non uscire mai
E di contare tutti
i miei dolori
fermi sulla pelle
ad aspettare
Le pareti grigie
di questa casa
sembrano
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Lago ad ampiezza di
palude e cigni ed anatre a
costeggiar le sponde.
Pensieri a tela di iuta e cresta di velluto,
emblema in lucente sfavallio d’amore.
Un fiordaliso dal color rubino,
ad incorniciar l’ombroso lago.
Anima solerte e fantasiosa
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Ti oggi portato per quel desiderio
richiesto ad un tuo lontano passato
che dici mi dice la mente, presto
presto ritorna al presente
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Dai dai ci sei arrivata ed ora cosa aspetti
non sarà un volere troppo cerca di contenerti
a volte l’eccesso nuoce
centellina ogni piccolezza
inizia a creare nuovi colori
il cuore è imprevedibile
amico perenne aiuterà in tal senso
egoismo non
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Sapevo
che saresti stata
la sposa di nessuno
e nelle tue lacrime
Tutto era già scritto
anche il dolore
del mare e della luna
anche la pioggia nera
Che accarezzava
le tue ciglia stanche
di sentire parole
senza più una meta
Sapevo
che
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Abbonda il vino
dove attorno alle tavole
esplode l? amore
e gli occhi danno
una luce nuova,
la speranza si fa viva, forte,
e si vede il domani
che aspetta giorni di festa.
Il vecchio, felice
sorseggia da quel nettare,
ricco di ricordi e
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Oggi non cancella dalla mente l?aurora
gli incubi neri che insonne agitato
han fatto della notte questo sonno
che ancora
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Bisognava pure arrivare a cento
seppur nel cuore ne straripano altrettante
ben celate agli occhi di chi
non si vergognerebbe ad inquinare
un tira e molla con fatica da tempo si pone
uscirne integri non è stata cosa da poco
soddisfazione ancora
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Sostando
sul ciglio di quell’amore,
immenso e contraddittorio,
al limitare di una notte scura,
scorgo finalmente un’alba.
Pensieri e parole tra noi
come lame sono passati
a ferire il cuore,
legame non reciso,
isola legata alla terraferma
da
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Con mani fra capelli
poi accarezzarti il viso
baciarti la fronte
contemplarne sorriso ...
sentirei paradiso!
Si baciami di più ancora,
tuo bacio per me
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Sono solo quello
che non se n’è andato
quando il fiume
devastava le rive
E la notte più scura
sembrava invadere tutto
anche gli sguardi
e le nuvole dell’alba
Sono quello
che ti ha tenuto la mano
mentre le parole
ferivano la tua pelle
E
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73899 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 15541 al n° 15570.
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