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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Le 73224 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Pensier volanti
a giunger disinvolti e riflettenti,
piume ad ondeggiar nel cielo.
Volar ad anima fiorita
e raccoglier mazzolini di viole,
dolci rimembranze e
umor a ripeter dinamiche parole.
Poesia ad incider pensiero
tempo a maturar
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Non vive l’anima di soli pesi,
di calcoli precisi e giorni uguali,
di passi stanchi e di doveri appesi
al muro grigio dei dettagli feriali.
Esige il tempo di una tregua accesa,
un assoluto e limpido dono,
in cui la mente cede la sua resa
e le
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Sfiorare l’infinito
Ti muovi
tra stanze spente
che odorano di ferro e respiro ristagnato.
Ogni passo è nodo in gola,
ogni ombra una sutura che tira.
Non c’è eco,
solo il fruscio dei vestiti
che grattano ossa invisibili.
Qualcosa ti segue
tra
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Se d’animo non trovo successo,
allor eccedo in eccesso,
non in probo mi ritrovo
in me stesso
Ma scaricar debbo
tal accidiosi tormenti
e bontà divina
mi ponga man lo stesso
In tal speranza ancor credo,
anco s’ancor non mi ben ravvedo
in
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sveglia l’amore brucia là dentro,
guardo i tuoi occhi spezzati dal fiore,
Vortice di baci che respirano sulla tua bocca.
Piangerò la tua lontananza tu che urli il tuo addio,
bevo il mio caffè amaro del mio silenzio,
Sento l’estate passata delle
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Scende l’obliqua danza del bagnato,
lava le tracce dell’antico gelo;
io sono un campo stanco e dissodato
sotto un sipario grigio teso in cielo.
In questo tempo che non ha dimora
tra il fango denso e il gocciolio costante,
io sono
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Alza la vela Erato e dammi fiato
in questa corsa folle strumentale
a oriente del tuo mondo passionale
anche se affronti un caso disperato.
Apri le ali e sfida in ogni lato
le colonne di Ercole e il banale
sia fuori che di dentro esistenziale
col
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E guardo il libero cielo
nel parco ancora silente,
ove una rondine vola
lambendo l’acqua quieta
del picciol sinuoso lago.
Una libellula danza
elegante e leggera,
sfrecciando nei volteggi
con l’ali iridescenti.
Gode estasiato il bambino
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Rosso vermiglio di sangue rappreso,
nuvole nere, veloci tempeste,
il cielo brucia la terra impazzita:
voglia d’uccidere, di dare e amare
di dolci abbracci, feroci violenze.
Piange la terra che il sole condanna
giusta vendetta di crimini
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Davanti la finestra di ferro
cammino sulla riva.
Sassi a coprir le mie orme.
Da lontano il vento
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S’accende il buio in un riflesso d’oro,
mentre la neve brucia tra le dita;
custodisco un immenso e vano tesoro
nella ferita aperta della vita.
Sale un silenzio che rimbomba forte,
come un oceano chiuso in un granello;
danza la vita ai
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Le corde
sono già strette
segnano la pelle
come il morso
che non ho dato
alle ombre
rimaste fuori,
lontane dal cuore.
Il metallo
teme il freddo
perché la tenebra
sente il respiro
diventare peccato
lentamente
quasi il cielo
avesse
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C’è una domanda che ritorna
quando il rumore delle notizie svanisce,
quando i nomi scorrono in fretta
e il giorno dopo ne reclama altri:
che cosa resta?
Resta una fotografia, forse:
un frammento di luce, sottratto alla polvere,
una voce che ha
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vola il gigante sopra l’azzurro di tutti i secoli,
squillano le parole che rimbombano nell’amore puro,
i personaggi di Shakespeare meravigliano nello stupore,
il mondo inglese glorifica il coraggio dell’uomo
si sente l’ostia spezzata del male
ombra
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Alle prime luci
dell’alba
solo t’incammini
a passo lento
senza incontrar nessuno
se non la tua ombra
ti specchi
sui palazzi a fianco
del marciapiede
e t’avvicini poi a quel cancello
che sai per certo
ch’è aperto alla vita,
nessuno lo
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Ricerca, l’ansimante anima del mondo,
la sorgente che disseta e non dele,
che irrora e vivifica del profondo,
che fortifica ed eleva dello spirito le vele.
Esiste fuori dal tempo e da ogni agonia
uno spazio dell’anima dove dimora coscienza,
è un
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 | Quando sarà consumato anche il silenzio
allora baciami e non avrò paura
che la notte si sciolga e ci riveli al mondo
come amanti che siamo, o figli di sventura.
Baciami e terrò il fiato sospeso
per ascoltare il tuo respiro,
vorrò sentire dove
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 | Ho visto mille volte
le luci del mattino
e ora sono stanco,
lasciatemi andare.
Ho salito scale
e sceso gradini,
incontrato l’uomo nero e la donna dentro me.
Guardo ora verso il cielo,
lo stesso che ha accolto
la madre di tutte le mie morti.
Il
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| Se il bel tempo attraversa il tuo cuore,
il tuo slancio di vita
si eleva
e il fuori da te rende bello
perché un sole
che punta i suoi raggi
dal dentro
...
cambia per te
del giorno
il grigiore
e gli effetti
- d’intorno -
con le
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| Se un mal offusca
e di tramonto par vivere,
che’l buio è di rapina
ed alba non sorge,
allor vita par meschina
ed in penombra
ci s’arreca,
ché nulla par dispare
E quantunque si cerchi,
par che qualcosa sfugga
ed in vizioso cerchio
ci si
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È uno scavare d’ombre
in questo cielo preparato a festa
lungo la strada delle stelle in oro
perdute a trasformare in melodramma
la misera storiella di paese
di un vago cantastorie
e le pretese
calate dentro il petto con il mare
con l’onde che si
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Sebastian respira
l’aria gelida del mattino.
Nevica.
Il freddo insiste
sul volto,
e il vento,
tagliente,
lo chiama.
Si stringe nel cappotto,
affretta il passo,
ma non è l’inverno
a inseguirlo.
È altro:
una memoria senza forma
che
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Vorrei esserti canto
nell’inquietudine del mondo
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I continenti slittano, lenti,
come un pensiero che cede.
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Nel ventre del treno
occhi senza nome
custodiscono la stessa crepa.
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Il ferro respira,
trattiene silenzi.
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Qualcuno accusa,
un dito nel vuoto,
ma il colpevole si dissolve
tra le
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Raccontami
di quando la luce
comincia
a tradire il mare
e le prime ombre
della sera
accarezzano le onde
come in sogno
nel vento d’estate.
Ricordami
che ci baciavamo
quando
eravamo in amore
come i gatti
che di notte bramano
strade
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Ancora mi sorridi viso caro,
l’anima mia trova per te conforto.
E gli occhi tuoi sono dolce allegria
e serena, rapiscono il mio cuore.
Mi ritrovo lassù in nubi d’oro,
passo più in alto di cime innevate,
volo su vasti mari sconfinati,
respiro
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Se sei un sogno non mi abbandonare
restami accanto
mentre conto le stelle
tra le vie del cuore
se sei un sogno sussurrami parole
che io possa ricordare
quando il mio sguardo vuoto ti cercherà
per riempir nuove dimore
se sei un sogno
sulle note
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Di stanche fatiche
mai proni,
orsù il lavoro mai stoni,
che memore è d’antiche
memorie di sudore sudato
Si levi il cappello
in segn di saluto
il passante ch’osserva
tal spron di lavoro,
che omaggi d’inchino
Un cuore pulsante
alla società
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cammino a piedi nudi,
ridendo una goccia di promazina,
bevendo un caffè,
con una zolletta di lacrime,
palpita la forza energica
del silenzio nascosto.
Il mio io fragile,
brucia nella fiamma del cielo,
stanotte è per te,
cuore di una radice,
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Nuvole
a scrivere su rocce accartocciate
accarezzate e poi gettate
Cielo
a singhiozzar su rime solitarie
plauso esaltato
da un grido consumato
Luna
dona lacrime riflesse
tra spaccature invecchiate
dentro rughe logorate
Eppur canta il
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Nel cielo di Maggio la Terra s’inchina
seguendo l’ellissi nel moto fecondo,
la danza degli astri il pianeta trascina,
mentre l’ellittica abbraccia il mondo.
Apre Maggio i battenti dei suoi splendori,
con la brillante “Boreale Luna” opposta al
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73224 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 541 al n° 570.
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