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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Gli ultimi 5 iscritti: Anna Maria Antonietta Sarra - Davide Dell’Atti - Lunar library - TonyLake Sito - Patrizia1973
♦ Luigi Ederle | |
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Le 73962 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Fingo di non sapere
che il prezzo
di queste ombre
potrebbe essere il cielo
o il sorriso
sacrificato per sempre
a un’altra luna
coperta da un velo
troppo nero per la luce.
Temo di non sentire
le carezze scorrere
perché la pelle
è vecchia
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Cuore in fermento
agita a fiamma i suoi antri,
si scuote e salta
e nel petto si ribalta.
Cuor che per amor
vive tormento,
cuore penante
che dentro si ripiega
e si strugge,
lontano lo sguardo fissa
e senza posa scruta
e la via
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Sono girasole ancorato nel vento
col collo teso a strappare la luce
anche quando il buio
trasforma in velo
l’oro del mio intento.
Sono l’aspro calice della carne
che regge la vampa dell’arsura
so che ogni ferina cura
muta il sangue in linfa
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cinque anni fa mi legarono per il suicidio
nel silenzio sarà pace con trenta gocce di promazina
sono uscito dall’ospedale nel fumo di una danza
sono aggrappato alla mia piccola stretta casa
ho provato a mettere il coraggio davanti ai miei no
è dura
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È bastato un attimo
in cui tutto è cambiato
e ora piove su di noi,
la grigia nuvola ha coperto
l’azzurro del cielo, e su di noi
il buio ha gettato la sua gelida ombra
Eppure poco fa faceva caldo
e il sole dall’alto ci sorrideva,
invece piove,
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Non scavare la terra dei vicini
per cercare l’oro che ti preme il petto.
Spesso mendichiamo briciole di luce
alle finestre altrui,
mentre un incendio muto
divora le stanze del nostro abbandono.
La poesia non è un ricamo di seta,
un inchino
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Lacrime mute
di riflessi urbani
in vetrine di sguardi
metalliche apparizioni
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Quando sfiorito amor
dalle tue braccia fugge,
non lo rincorrer più d’un passo.
Amor che infinito ama,
libertà sapiente dona
e nell’amar profondo,
amor perdona.
Dal tuo petto lungi,
vari responsi colui inseguirà
nell’arduo
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Le sorgenti della luce
nate nell’universo
cercano un prato,
in una gioia sconosciuta,
un lampo dal basso
sale fin lassù,
un canto nuovo
sfuggito dalla festa
dell’uomo del campo,
esplode nei colori tutti,
che si preparano
per la parata
mentre
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Che febbrile prigione hai fabbricato
creatura ferita e senza amore
che guardi il mondo splendere fatato
e ne ricevi solo una ferita al cuore?
Tu sogni la corona di un vicario
l’oro che brilla sulla pelle altrui
ma resti come un bimbo
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Non serve andare al largo tra le sponde
cercando un verso che l’anima ristori,
se il canto già tra i muscoli si nasconde
e scava solchi ai nostri vecchi errori.
Le frasi ornate, fatte di velluto,
sono soltanto maschere di gesso;
la rima
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Il sole aumenta
il gorgheggiare delle cicale
Sorseggia l’aria
la brezza del mattino
Nuvola nella nuvola
a disegnare ignara
un tempo scandito
da luce e buio!
La fine
non sempre appare
Ricordi
nella fugacità di una foglia
Non cade a
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Ho scavato di pietra
radici profonde d’anima
nel fango sordido
di
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 | Non ho mai amato questa stanza,
questa vita stretta che indosso,
una gabbia di sbarre e distanza
in cui sono chiuso e da cui fuggir non posso.
Tu sei lì fuori, specchio del mio inverno,
e soffri nel vedermi prigioniero.
Il tuo dolore si unisce al
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Nera la notte scese sulla terra,
senza rumore, come pelle che sfiora,
venne da lui dal fondo delle ombre
con una luna nascosta nel cuore.
Donna- Notte, regina del silenzio,
disse all’uomo: «È giunto il tuo momento.
Lascia la strada, lascia il tuo
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Preziosa fontanina che emani frescura
lungo la strada sei genuina avventura,
dei tuoi zampilli dall’arsura ognun si disseta,
pregiato è il tuo liquor più della seta.
Limpida sgorga la tua acqua pura,
la tua goccia rompe la roccia più dura.
In te
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I tagli delle persiane roventi nelle ore tarde del mattino, accendono la tua schiena nuda, distesa
dopo l’amore
L’odore del tabacco penetra tra le lenzuola
Mi tieni sul petto e non ho vergogna
nessuna
Chiaro il tuo dire, oppioide il tuo sorriso
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E chesta porta nun me da’ curaggio
e resta chiusa ‘nfaccia a chiocca e core
ca sbatte forte e fa tantu rummore
speranno ca s’arape nu passaggio.
E chesta porta sape sulo ‘e freva
‘e uocchie annascunnute aret’ ’o muro
e tu ca nun me pienze e nun me
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accettiamo la malattia nella comunità psichiatrica
l’infinito apre la porta verde del paradiso
nel silenzio miagola il tuono delle nuvole
il fiore sappiamo riconoscere il dolore del violino
il richiamo dell’umanità vibra la libertà
comincia a fare
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Nel silenzio che curva la notte
miliardi di fari remoti
tracciano silenziose rotte
negli abissi di spazi devoti.
Alzo gli occhi e la mente si perde
in quel manto di freddo splendore
dove il tempo si annulla e si sperde
e la terra si fa una
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Il mare si stende come un lenzuolo di seta infinita,
tinto di turchese che sfuma in smeraldo profondo,
dove il sole del mattino accende mille diamanti liquidi
e ogni onda è un respiro di luce che danza leggera.
È un cielo capovolto che riflette se
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Luglio s’illumina d’estate accesa,
fissa la luce dorata sull’arsa terra,
firma col sole la loro forte intesa
e accoglie il calore che l’astro rinserra.
L’afa carpisce all’anima mia il riposo,
mi lascia nel cuore ansimante respiro,
sembra che in
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quanti sono i bambini insultati nel cielo
dove siamo arrivati una volta tra le povere ossute anime di Gaza
l’umanità è perduta da sola nel freddo della neve
un giorno insensato arrestarono il piccolo Liam
l’hanno chiamato terrorista un insulto della
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E se la luna avesse anche solo una parola
da pronunciare all’ombra di un silenzio
ed anche il mare
ed anche un fiore
li’ dove è nato il sole
sole che cresce
sole che illumina
sole che vive
sole che scalda
e se la luna avesse anche solo una
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Hanno bilance d’oro tra le dita
per pesare il valore del tuo sangue
disprezzano il sudore della vita
se veste un panno che nei vicoli langue.
Aprono i salotti alla beneficenza
ma serrano le porte del quartiere
la loro è una pietà di
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Nell’estate serena il mare è un sussurro,
un velo d’azzurro che accarezza la pelle,
onde leggere come dita d’amante,
invitano al gioco, alla spensieratezza.
Bambini che ridono, castelli di sabbia,
reti di sogni gettate tra i flutti,
il sole si
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Quando arriva la fine
sei fra gli ultimi a intuirlo,
non v’è nulla di eclatante
solo una luce che si spegne
e ogni cosa di te, passa inosservata.
Qualcuno direbbe ch’è naturale
altri che in fin dei conti
te lo sei pure meritato,
tu che
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Il cielo non perdona
non ha stelle da rubare
il cielo non consente
non mente pioggia nera
sul bordo della sera
non brama i desideri
la paura del buio è notte
solo tenebra senza calore.
Il cielo non perdona
è un veleno senza pena
un respiro
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Solinga del deserto si leva la voce
chiamando i nugoli a irrigare il suolo,
rammenta alla pioggia il suo ruolo
e al cielo narra gli stenti e la sua croce.
Chiede fiumi dalla falda alla foce,
piante e nidi con uccelli in volo,
un rifugio che
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meraviglia del silenzio che pilota il vento dell’aurora
profuma l’umanità che suono il tuono delle candele
sgocciola lo splendore che cuce le nuvole lontane
meravigliosa pioggia spezzato dal violino
ho sentito l’umanità aprirsi a sole che
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Anafora per dire ai quattro venti
in questo giorno falso e maledetto
che la mia voce roca non la senti
e meriti dormire sotto il letto.
Anafora col tono ripetuto
tra il senso e il controsenso del tuo verbo
di chi sottende muto il sostituto
che
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73962 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 571 al n° 600.
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