Ancora
Ancora, se le vene che traversano i muri non scaldassero la casa e tu non fossi più un sorriso ma scaglie legg&eg…
Marcello Comitini nasce nel 1945 a Catania dove compie gli studi classici e si laurea in Giurisprudenza. Dopo alcuni anni di insegnamento nelle scuole pubbliche, nel 1974 si specializza nell’analisi dei flussi lavorativi delle Aziende di Credito. Nel 1973 pubblica la raccolta di poesie “Un ubriaco è morto” con l’editore Misuraca di Cefalù. Nel 1977 traduce l’opera di Fernand Pelloutier “L’Arte e la Rivolta” pubblicata ne “Lo sciopero generale e l’organizzazione del proletariato” dello stesso autore. Nel 1978 propone all’editore Pellicanolibri di Catania e pubblica per la prima volta in Italia il libro Panico del drammaturgo spagnolo Arrabal scritto in collaborazione con Alexander Jodorowsky. Nel 1980 inizia a tradurre Les Fleures du Mal di Ch. Baudelaire, traduzione che procede molto lentamente a causa degli impegni lavorativi. Nel 1990 si trasferisce a Roma e nel 2003, abbandonato il lavoro di analista, si dedica agli aspetti organizzativi di un noto teatro romano frequentato da Corrado Guzzanti, Serena Dandini (direttrice artistica del teatro), Ascanio Celestini, Nicola Piovani. Di carattere schivo e taciturno e privo della benché minima stima di se stesso (del suo primo libro ha distrutto le copie in suo possesso) non si è mai proposto per la pubblicazione delle sue poesie né della traduzione dei Fleurs e non ha mai partecipato a concorsi. Su istigazione di amici nel 2011 ha pubblicato la raccolta di poesie "Formule dell'anima" con la "stamperia della RCS ilmiolibro.it"
Ancora, se le vene che traversano i muri non scaldassero la casa e tu non fossi più un sorriso ma scaglie legg&eg…
È buio. Una falena bianca palpita silenziosa tra le dita, freme, si posa sulle palpebre chiude con le sue ali le …
Poggio il mio viso sulle mani radici contorte e inariditi rami di un passato che mi fiorisce alle spalle. Falangi delle
Quando la luna ambigua si consuma dietro nuvole opache l'ora gemella aspetto della mia assenza. Ed è un esile lum…
Sul mare come tenebra cieco d'orizzonti la barca soffocata da nuvole e da nebbia porta il mio corpo e il cuore a tanta s…
Spesso nei giorni fermi dell’estate leggero vento tocca vele aguzze le sospinge allegre verso l’infinito d’un mare calmo…
Senza dolore vivono gli ulivi nella pallida ombra di sé stessi e i rami torcono senza lamenti verso il
Dietro la lastra impolverata che smorza i colorati bagliori della strada, il manichino in posa immobile, assoluto, vuoto
Il primo giorno dell’anno ha il sapore strano della domenica giunta per caso con l’aria gonfia di sonno. L’alba
Il fantasma della pioggia vela l’orizzonte e un vento caldo che stordisce lo trasporta innanzi ai nostri occhi. Ci vol…
Cammino con il passo della vita per le strade sbilenche che percorre. Seguo il profumo che lascia alle sue spalle, a pie…
Guardalo. Attorcigliate al tronco dalle fibre a nudo come braccia la terra ha ritirato la sua linfa. Guardalo. Non della…
In fondo all'orizzonte dove la luna ieri è sorta sopra il mare e le stelle accanto erano accese per una sera lumi…
A dita spalancate tocca il vento le crespe onde e sulla spiaggia il mare s'estingue in spume luminose d'aria. Teso e
Una sedia vuota sulla pietra bianca deserto immaginato di neve e di abbandono e le tue mani fredde posate sul ventre le …
La notte lacerata dai bagliori dei fanali alta sulla città con il mio stesso passo vicino a ogni lampione zoppica…
Nella stanza dei tuoi sogni e delle tue solitudini dove celebri il rito dei piaceri e degli incubi e insegni al tuo corp…
Sono la foglia rimasta al ramo mentre muto piove il silenzio del cielo e nelle strade brillano i fanali a specchio dell’…
Il giorno raggrinzito dopo una notte al buio distende le sue braccia lungo strade e strade dove passano uomini (nessuno …
E’ nato ieri un bimbo azzurro e calmo come mare che bagna silenziose spiagge e tenui ali di gabbiano in volo. E gi&agrav…
Nella profondità marina dello specchio senza limiti o confini d’orizzonte soffuse d’una tenue luce
Quando per le scale il profumo di minestra si spande nel mio lento sostare sui gradini a fianco mi accompagna un ragazzo
Sono forse io che siedo alla finestra sempre più buia nel farsi della sera, ombra evocata dal silenzio angusto ne…
Non ho sentito nulla. Avevo quattro anni. Solo sentivo il fiato dolce delle capre piovermi lieve e caldo sulle spalle nu…
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