Il logos mi sublima,
celarmi sulle ginocchia del senso
mentre lo spazio ha inerzie d’erba
ed esodi vermigli nel gelo. Tamburi di tuono:
un varco tra le nuvole è accortezza
sul sogno della nuda terra: un magnificat di grazia.
Nella premura dei verbi
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Lia |
12/02/2026 20:07 | 162 |
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 | Ambiguo:
troppi fiati
- come veline -
appannano il vero.
I contorni rifuggono
e si smarrisce
- ignari -
il
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| Boccheggianti
come naufraghi eternamente affannati
Galleggianti
tra il mare degli impegni della quotidiana disperazione
Aggrappati
illusi di approdare nel “ breve- tronco” della settimana
Eterni
gitani vagabondi nell’immenso oceano
della
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Non mi stancherò mai
di annegare nell’immensità
dei tuoi occhi
che irradiano di gioia
il nostro sconfinato amore.
Non mi stancherò mai di ammirarli
quando riflettono la luce del sole
prima di un temporale estivo.
Non mi stancherò mai
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Immagino l’esserti accanto
ascoltando rapito il tuo canto
e le tue rime baciate
con quella gioia
che mi scorreva dentro.
Mi rivedo a te vicino
mentre cerco di seguirti
nel tuo incitamento
a trovare le giuste parole
per continuare lo
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I miei figli sono perle
nate nel silenzio profondo
di maree che solo il cuore conosce.
Li ho custoditi
nel buio caldo e vivo
dei miei dubbi e dei miei sogni
come si custodisce una luce
prima che impari a brillare.
Granelli di luce entrati
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La solitudine mi sfiora lenta,
come seta fredda sulla pelle nuda,
sa di notte fonda e di vino scuro,
respira con me, mi impara a memoria.
Il cuore oscilla, strumento a corde tese,
vibra sotto dita che non vedo più,
ogni battito è un morso
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Sono di là le donne,
nella stanza bianca
che da sulla scogliera,
dove il sole spunta
e la notte ha più stelle.
Sono di là,
in quel sussurrare lieve e molle,
nelle risate cristalline
e pianti isterici,
con le mani strette
tra le mani
e il viso
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Corro e annaspo nella notte
verso una crepa di luce.
Le strade si disfano sotto i piedi,
l’asfalto acqua nera
dove ogni passo affonda.
Il cuore, tamburo rotto,
batte a vuoto.
Mi svuoto di fiato,
di nome,
di memoria.
Divento fuga.
Lui
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Le dure parole
l’anima infiammano,
generando disappunto
e ingerenza,
dissolvendo come polvere
il seme di fratellanza.
La durezza delle parole
lo spirito esacerba,
altera la lingua
inferendo sui messaggi,
nell’anima s’accende e diventa
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Visitai con la memoria
una spiaggia di sabbia bianca,
sola, sospesa tra il mare e l’oblio,
dove l’anima si specchia nel respiro dell’acqua.
Fu per nulla, o forse per ragione,
che mi tuffai nel liquido silenzio,
nel flusso che trasforma,
che
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Copos de nieve
los árboles sin hojas
susurran_
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Agua en mis ojos
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HAISAN II
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Fiocchi di
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C’è un seme di luce
sepolto sotto l’asfalto delle paure
respira piano tra fenditure invisibili
come un segreto che rifiuta la notte.
Il mondo, a volte, è un orologio arrugginito
che misura il tempo con denti di ferro
e uomini di sale
erigono fari
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La sensibilità è un occhio d’acqua,
vede passaggi dove sembra muro,
legge il tremito sotto voci ferme
come vento nascosto tra le foglie.
È camminare con i sensi accesi,
città notturna vista dall’alto,
ogni finestra una storia che pulsa,
ogni
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Inutile continuare a gestire situazioni incomprensibili
tutto fa pensare ad errori alquanto subdoli
annullare qualsiasi passaggio consigliano
e poi fino all’infinito senza avere risposte
che possano essere d’aiuto
no no così non si va la pazienza
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 | Tu hai preso le nostre mani,
guidandoci dolcemente
attraverso il tempo,
un sentiero intrecciato di ricordi,
dove risate e sogni danzano
in sinergia.
Ogni passo, un ricordo,
ogni sguardo, una memoria,
in un abbraccio che sfida il
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| E la candida neve già si scioglie
nei campi, nei vicoli e sopra i tetti,
dove si respira ancora il silenzio.
Sornione, il sole s’attarda ad uscire,
ma qualche fiore ha rubato un suo raggio
per l’imminente e gaia primavera.
Tra di loro si
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È tutto molto strano
il passare del tempo
le gambe che esitano
il passare della sera
e le gocce sussurrate
dal mattino senza pace
che trema un momento
di luce nel perdono.
È tutto molto vago
la forza poi il deserto
non so più cosa amare
le
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Gentile, un afflato
dentro il cuor mi vive,
un affetto che mai mi lascia.
Cortesi parole
e un bacio sulla fronte
ho da donare
ai miei fratelli innocenti
che qui sul Carso
furon molto offesi.
Un abbraccio mi prende
e che ho da offrire
a
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La sensibilità è una pelle sottile,
trasparente come vetro al mattino,
ogni sguardo diventa una crepa
dove il mondo entra senza bussare.
Sento il tempo passarmi addosso
come pioggia che non sa fermarsi,
mi bagna i pensieri, li rende pesanti
e
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Sono scheggia di tempo
inerme osservo
la voragine del mondo
sfioro per caso gli attimi
e lo chiamo destino.
Cammino nell’incertezza
riempendo calici di silenzi
brindando al cielo
in cerca di un segno.
La luna mi guarda
senza giudizio né
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Impossibile cercare di mettere a posto le cose
quando tutto va a rovescio
rimandare potrebbe essere deleterio
per chi si affida al nostro operato
ordunque fare una cernita non pare indicato
per la grande mole di lavoro che rimarrebbe
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The muse is on her deathbed,
abandoned by the world.
Interests,
radical ideologies,
and internal and external
conspiracies are raping and pillaging
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Entra nel mio buio
la porta è ancora aperta
i sogni sono fuori
che attendono vergogna
le sere già sussurrano
le pelle che accalora
carezze senza tempo
e graffi sullo sguardo
che cerca di volare.
Lontano dalle lune
le finestre sono
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Ho forse ali di gabbiano,
o tal avverte il mio sentire,
che mai smetto di volare?
Forse che del ciel conquistata son,
che non smetto di sognare?
Punto i miei nudi piedi
sul suolo della Terra,
per rinsaldare
il mio peso alla natura
e ad essa la
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E muto resta il cielo al disperare
mentre la terra gode e non sa fare
altro che stare ferma ad ascoltare
questi lamenti vani chiusi a chiave
nel cuore cieco e sordo al mio latrare.
E cieca e sorda la mia mente vede
la storia del dio uomo fame e
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Luna,
dove vai luna così triste stanotte?
Aloni grigi spengono il tuo fulgore
il ruscello non sa più cantare
ai fiori tristi piange il colore.
Sorridi luna,
sorridi come allora.
Ricordi?
Ci guardavi compiaciuta
abbracciati e innamorati.
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Uno, due, tre
lievi rintocchi
di campane mute
quattro, cinque, sei
passi verso la porta
di una cantina socchiusa
sette, otto, nove
gocce di pioggia
che dalle fronde cadono giù
dieci, undici, dodici
chicchi di grano
in una mano
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Quel dì nascemmo come onde al mare,
ad arrivar con garbo ed educazione,
gentil parole ed emozioni ad emozionar cuore,
ombre funeste ad adombrar mente.
Ti chiamai adolescenza,
nascemmo con quaderno e penna
lacrime a cader su mattonelle,
quei dì
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Non temo il passo oscuro del domani
che ignoto viene e poi si rivela
la paura ne serra i vasti piani
e l’anima nel gelo suo sigilla.
Io resto, e nel silenzio delle mani
l’attesa si fa limpida e fedele
non è rinuncia, ma vigore umano
che nella
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