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Gli ultimi 5 iscritti: Anna Maria Antonietta Sarra - Davide Dell’Atti - Lunar library - TonyLake Sito - Patrizia1973
♦ lazzarini gabriele | |
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Le 89340 poesie dei soci sostenitori |
Sfoglio la luce di settembre
come le pagine di un libro ritrovato.
Il mosto fermenta nei pensieri
mentre l’aria s’infiltra tra le dita
come seta fresca che invita al viaggio.
Ho sfilato le mie vecchie difese
lasciando che la pelle impari di nuovo
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Si ‘a mano è puverella
è colpa ‘e sta divisa
ca è troppa strettulella
e stregne propio ‘nnante
addo ce sta cuseto
nu core ‘nfucetuto
ca sbatte jappe- jappe
pecché tene paura
ca areto attaccatura
muvennese cchiù ‘e pressa
addà pava’ ‘o ‘nteresse.
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Un’ombra lieve muove il cerchio d’oro,
un soffio antico che la mente ignora,
come una corda in un immenso coro
che vibra prima del nascer dell’ora.
È un’inclinazione che il petto asseconda,
gesto segreto che precede il passo,
come la spinta di
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Non conosco
gesto più umano
più universale di un abbraccio.
Braccia che
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Non posso neanche dire
che non mi parlate più
perché non mi avete
mai parlato
neanche quando
i fiori sono appassiti
e il colore del tramonto
copriva ogni cosa
anche le lacrime uccise.
Non posso neanche dire
che non mi amate più
perché non
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Fugge via anche l’ultimo tramonto
e nel luccichio leggo il mio racconto.
Son solo in riva al mare
e i ricordi, silente, sto ad ascoltare.
Accarezzo il momento dell’amata onda
e l’orma del passato che in essa affonda.
E fu l’alba di primavera
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Ti osservo
nuvola bianca
mi sorridi e vai
non sei mai stanca
ora che in me
vibra un sentimento
in lacrime fontane
del triste evento
l’amore vero
non toglie libertà
cura l’animo
sana ogni squilibrio
eravamo insieme
con
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Estraggo frammenti
dal crepuscolo che tace
mentre alcuni sguardi bruciano
quel che resta della pace.
Un’ombra antica consuma il domani
setaccio la sabbia
con nude, stanche mani.
Annego il silenzio
nel fondo d’un tappeto di sale
e vesto la
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chiudete le tende
è tempo di riposarsi
di accontentare l’anima
che ora brama ristorarsi
nell’agognato sonno,
orsù, serrate le finestre
al buio il cuor mio
ravvede in sé il giusto respiro
e ogni cosa attorno a me
nell’ombra diventa realtà
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 | Vale quanto un artista mascherato
In tutto in poco e in niente lestofante
Trascorre fresco vivo e penetrante
Arando giorni e ore assonnacchiato.
Luce che giova e adora il tempo andato
Simile al cielo in alto più brillante
Estate al suo finire
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Goccia a goccia il tempo si fa polline,
un’ossigenazione sotterranea
che scuote le radici addormentate.
Il giallo è un’audacia della terra,
un lampo trattenuto nel grembo delle zolle.
Guarda lo zenzero, nodo di pietra e fuoco,
che nasconde
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Oltre la poesia d’oro c’è la pace del cuore,
un’immensa gioia diffusa nel mondo.
Incandescente nella briciola dell’universo,
è il profumo dello Spirito Santo.
Oltre le fragili parole,
è il miracolo della vita:
sulla fratellanza delle
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C’è chi sceglie di essere il padre
chi invece solo un padre,
c’è chi sceglie di essere il figlio
e chi solo un figlio
c’è chi è solo uno zio
e chi è zio dentro
c’è chi è nonno con tutti gli affetti
e chi vi ci trova in amore,
sta tutto in queste
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Non è il coraggio del grido che pesa,
ma questo fango di voci vendute,
dove il dolore si fa sottomesso
e la ferita è soltanto un inganno.
C’è un grande teatro di maschere accorte,
di volti che fingono finta pietà,
mentre la notte baratta il
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Trasuderò spine
nel falò dei tuoi occhi
inferno il ricordo
decolorato d’albe.
Liquefatto il tuo nome
coltivo
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E guardo ogni mattina all’orizzonte
là dove l’onda azzurra bacia il cielo,
che di già appare limpido e sereno.
Ma al mezzodì, levando gli occhi al monte,
nuvole nere e tempestose svelo,
d’acqua foriere e vento senza freno.
E il cielo più
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Oro liquido e pietre di luce
Il giallo è un’eredità del sole,
un lampo di pensiero
che incendia il mondo.
Come polline di stelle
cade e riveste di vita
il dorso della collina.
È il sangue del mosto,
che bolle e si fa corpo
nell’oscurità della
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Stringo i denti
e sussurro le ombre
qui non ci sono desideri
da nascondere
ma solo graffi
sul cielo di Venere
che la notte conquista
fra i bordi sfumati
verso una luna nera.
Trattengo i dolori
e li libero subito,
all’improvviso
per non
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Ancor una volta ci si ritrova,
al festeggiar l’ava zia
ed in Lucullo ci s’invola,
che di pasto in abbondo è via
Di nettare divino del gaio Bacco
in risate ci si trastulla,
ché a dolce uva si dà atto
e tutto il resto s’annulla
Due bimbi
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E sul tuo volto imprimo il volto mio
specchiato nell’oceano del vago
dove i miei passi e il loro tramestio
rivelano i segreti di un gran mago.
E maschera che sei io ti ripago
coi nodi della vita e il suo passato
e sotto cielo e nubi da
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seduta sulla riva
ad occhi chiusi ascolto
il lamentoso canto del mare.
La luna imbronciata
si è vestita di grigi veli,
sembra piangere sospiri
come il mio cuore
che, solo e triste, piange
come un bimbo che ha fame.
Una carezza d’aria
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ti guardo oltre l’abbaino
e nella luce che perfora
questa penombra di me,
tutto filtra oltre il buio
e le ore si disperdono
nella silenziosità dell’anima
ti guardo e trovo ristoro
nel cielo sopra di me,
e in ogni nuvola che arriva
attraverso
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Immagini nuove o riviste
nella memoria del cervello.
Pietre di borgo, immagini illusioniste
incarnate su tela o su acquerello.
Immagini riviste come tante
in anni di storia e di cultura
scolpita ed apprezzata nell’atlante
d’un’arte antica che
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Detriti di parole
portate dalle maree
tra stigmate di pensieri
profanati di sentimento.
Ho confuso
l’isteria delle lucciole
con strilli del cuore
fossili di fango
nella palude d’ombre.
Sono porcellana fredda
plasmata fragile
dal
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C’è un evolversi nel cielo
nei labirinti delle nubi
Tanti i colori
che volgono al nero
recisi da un disegno
Un intenso folgore
illumina la terra
che finalmente attenua
quel sentimento ostile
A seguir un grande fragore
scendono le stille
in un
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Un raggio scivola acre tra i limoni
e accende l’orto di una calda voce,
mentre il profumo di millenni buoni
odora il vento che nell’aria sfreccia.
La terra è un mare di biondissimo grano,
onda di pane che bacia la sera;
le api
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Il mare dei sogni
si svela,
gioioso del cammino,
come la pace negli angoli
nel grido della vita in fiore.
Il mio mare di stelle ti pensa
nelle belle giornate all’alba,
nel carosello della passione sorride.
Il mio mare dei sogni
conosce il
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Un calcare arido ci tiene fermi
ciascuno al suo cespo di spine
mentre l’illusione delle parole
sembra colmare la crepa del muretto.
Ci parliamo di là dalla rete
ma la vita ha le sue radici
in un terreno diverso
dove la zolla s’indurisce e non
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Quando Amor vil tradimento vive,
fugge il cuor più che leso cerbiatto,
per ferita subita e fallito patto,
anche il mar ne piange in su le rive.
Riparar col dolersi è tra le inventive,
ma tradir Amor è tal iniquo atto
come al ciel firmamento
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Vorrei camminare
con chi disegna rotte sulle nubi
ma spinge i passi dentro la terra viva,
in quell’officina aperta di sguardi e desideri
dove ogni slancio si trasforma in materia scaldata dal sole.
Vorrei plasmare sponde
insieme a chi avvista
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In questa pagina dal n° 121 al n° 150.
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