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Le 88636 poesie dei soci sostenitori |
Sono girasole ancorato nel vento
col collo teso a strappare la luce
anche quando il buio
trasforma in velo
l’oro del mio intento.
Sono l’aspro calice della carne
che regge la vampa dell’arsura
so che ogni ferina cura
muta il sangue in linfa
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È bastato un attimo
in cui tutto è cambiato
e ora piove su di noi,
la grigia nuvola ha coperto
l’azzurro del cielo, e su di noi
il buio ha gettato la sua gelida ombra
Eppure poco fa faceva caldo
e il sole dall’alto ci sorrideva,
invece piove,
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Non scavare la terra dei vicini
per cercare l’oro che ti preme il petto.
Spesso mendichiamo briciole di luce
alle finestre altrui,
mentre un incendio muto
divora le stanze del nostro abbandono.
La poesia non è un ricamo di seta,
un inchino
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Lacrime mute
di riflessi urbani
in vetrine di sguardi
metalliche apparizioni
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Quando sfiorito amor
dalle tue braccia fugge,
non lo rincorrer più d’un passo.
Amor che infinito ama,
libertà sapiente dona
e nell’amar profondo,
amor perdona.
Dal tuo petto lungi,
vari responsi colui inseguirà
nell’arduo
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Che febbrile prigione hai fabbricato
creatura ferita e senza amore
che guardi il mondo splendere fatato
e ne ricevi solo una ferita al cuore?
Tu sogni la corona di un vicario
l’oro che brilla sulla pelle altrui
ma resti come un bimbo
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Non serve andare al largo tra le sponde
cercando un verso che l’anima ristori,
se il canto già tra i muscoli si nasconde
e scava solchi ai nostri vecchi errori.
Le frasi ornate, fatte di velluto,
sono soltanto maschere di gesso;
la rima
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Il sole aumenta
il gorgheggiare delle cicale
Sorseggia l’aria
la brezza del mattino
Nuvola nella nuvola
a disegnare ignara
un tempo scandito
da luce e buio!
La fine
non sempre appare
Ricordi
nella fugacità di una foglia
Non cade a
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Ho scavato di pietra
radici profonde d’anima
nel fango sordido
di
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 | Non ho mai amato questa stanza,
questa vita stretta che indosso,
una gabbia di sbarre e distanza
in cui sono chiuso e da cui fuggir non posso.
Tu sei lì fuori, specchio del mio inverno,
e soffri nel vedermi prigioniero.
Il tuo dolore si unisce al
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Nera la notte scese sulla terra,
senza rumore, come pelle che sfiora,
venne da lui dal fondo delle ombre
con una luna nascosta nel cuore.
Donna- Notte, regina del silenzio,
disse all’uomo: «È giunto il tuo momento.
Lascia la strada, lascia il tuo
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Preziosa fontanina che emani frescura
lungo la strada sei genuina avventura,
dei tuoi zampilli dall’arsura ognun si disseta,
pregiato è il tuo liquor più della seta.
Limpida sgorga la tua acqua pura,
la tua goccia rompe la roccia più dura.
In te
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I tagli delle persiane roventi nelle ore tarde del mattino, accendono la tua schiena nuda, distesa
dopo l’amore
L’odore del tabacco penetra tra le lenzuola
Mi tieni sul petto e non ho vergogna
nessuna
Chiaro il tuo dire, oppioide il tuo sorriso
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E chesta porta nun me da’ curaggio
e resta chiusa ‘nfaccia a chiocca e core
ca sbatte forte e fa tantu rummore
speranno ca s’arape nu passaggio.
E chesta porta sape sulo ‘e freva
‘e uocchie annascunnute aret’ ’o muro
e tu ca nun me pienze e nun me
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Nel silenzio che curva la notte
miliardi di fari remoti
tracciano silenziose rotte
negli abissi di spazi devoti.
Alzo gli occhi e la mente si perde
in quel manto di freddo splendore
dove il tempo si annulla e si sperde
e la terra si fa una
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Il mare si stende come un lenzuolo di seta infinita,
tinto di turchese che sfuma in smeraldo profondo,
dove il sole del mattino accende mille diamanti liquidi
e ogni onda è un respiro di luce che danza leggera.
È un cielo capovolto che riflette se
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Luglio s’illumina d’estate accesa,
fissa la luce dorata sull’arsa terra,
firma col sole la loro forte intesa
e accoglie il calore che l’astro rinserra.
L’afa carpisce all’anima mia il riposo,
mi lascia nel cuore ansimante respiro,
sembra che in
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Marchiami
d’impronta umida
lì dove il collo s’abbandona
al cielo della tua bocca
e tutto si consuma
nell’ incenso delle tue mani
un tocco profondo
ad esplorare un desiderio
irto di stelle.
Sussurrami
l’avidità della tua voce
dentro
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E se la luna avesse anche solo una parola
da pronunciare all’ombra di un silenzio
ed anche il mare
ed anche un fiore
li’ dove è nato il sole
sole che cresce
sole che illumina
sole che vive
sole che scalda
e se la luna avesse anche solo una
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Hanno bilance d’oro tra le dita
per pesare il valore del tuo sangue
disprezzano il sudore della vita
se veste un panno che nei vicoli langue.
Aprono i salotti alla beneficenza
ma serrano le porte del quartiere
la loro è una pietà di
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Nell’estate serena il mare è un sussurro,
un velo d’azzurro che accarezza la pelle,
onde leggere come dita d’amante,
invitano al gioco, alla spensieratezza.
Bambini che ridono, castelli di sabbia,
reti di sogni gettate tra i flutti,
il sole si
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Quando arriva la fine
sei fra gli ultimi a intuirlo,
non v’è nulla di eclatante
solo una luce che si spegne
e ogni cosa di te, passa inosservata.
Qualcuno direbbe ch’è naturale
altri che in fin dei conti
te lo sei pure meritato,
tu che
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Il cielo non perdona
non ha stelle da rubare
il cielo non consente
non mente pioggia nera
sul bordo della sera
non brama i desideri
la paura del buio è notte
solo tenebra senza calore.
Il cielo non perdona
è un veleno senza pena
un respiro
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Solinga del deserto si leva la voce
chiamando i nugoli a irrigare il suolo,
rammenta alla pioggia il suo ruolo
e al cielo narra gli stenti e la sua croce.
Chiede fiumi dalla falda alla foce,
piante e nidi con uccelli in volo,
un rifugio che
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Anafora per dire ai quattro venti
in questo giorno falso e maledetto
che la mia voce roca non la senti
e meriti dormire sotto il letto.
Anafora col tono ripetuto
tra il senso e il controsenso del tuo verbo
di chi sottende muto il sostituto
che
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Il nòstos è un ordito di onde stanche
una spiga recisa che ancora sanguina sole
l’ombra di un ulivo che si allunga
e stringe il petto nudo delle attese.
Siamo corpi strappati all’ormeggio
radici esiliate che camminano sui sassi
mentre l’àlgos
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Siamo fili di seta in un telaio
che muove mani cieche nel profondo.
Il destino è un oceano di mercurio,
appare fermo, eppure ci consuma
come la ruggine mangia il ferro vecchio.
Non è un verdetto letto a voce alta,
ma il solco della ruota sulla
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Accoglimi tra le tue braccia, dolce Signore,
non resisto più, sostieni il mio tormento;
coprimi col tuo amore, eterno manto,
e cullami come un bimbo nel tuo ardore.
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Dissipa questo dolore che mi trafigge
e affonda il suo pungiglione dentro al
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 | Cosa voglio davvero,
mio sacro monte,
mentre il cuore oscilla
tra la festa e il pianto?
l’ho chiesto ai tuoi boschi,
ai vigneti d’oro, alle acque vecchie
che cullano i passi,
ma la risposta non arriva,
e il mistero rimane,
sovrano e
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| Mostraci le stelle
danza sulle ombre
e la musica sarà
un fiume in piena
verso il mare del buio
mostraci le perle
i nostri densi sogni
avranno il colore
delle albe argentate.
Mostraci le nuvole
sullo sfondo del cielo
dacci un altro
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In questa pagina dal n° 121 al n° 150.
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