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♦ Anna Grazia Di Martino | |
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Giugno 2026 |
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Le 87271 poesie dei soci sostenitori |
Continui nella mia mente
come un chiaro giorno di primavera.
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Non come ricordo,
ma come luce che si posa
su questa terra che è l’anima mia,
e la ricopre
di fiori selvatici,
di colori intensi
che non cessano.
.
Colori che sognano,
che mi
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Nessuno saprà
del mio male segreto
i dolori del sangue
e le tante rovine
tenute a conflitto
in un volo di seme
che non trova la terra
data in pegno
per riscattare l’amore.
Nessuno vorrà
sussurrare carezze
e me ne andrò
nel silenzio del
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La percepisco impavida e rapace
con l’urlo appena giunto al suo sentire
tra i semi pigri e il vento da imbandire
né astuto né corsiero né mendace.
La fiuto e la pretendo pertinace
sedotta del suo mondo da scoprire
rapita dall’incanto del fiorire
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 | Ci sono parole che scivolano via,
mi calmano mentre mi bruciano dentro.
È un fuoco che consola e consuma,
una pace che dura un respiro.
Poi resta il silenzio,
la quiete che profuma di fumo,
la rabbia che dorme accanto a me
con gli occhi ancora
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| Soli come foglie nel vento, nasciamo
frammenti di luce in un cielo sconosciuto.
Tra corpi e voci camminiamo
ma nessuno può portare il nostro passo
nessuno può respirare i nostri pensieri.
Eppure, in questa marea di volti
il cuore trova il suo
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| Vanno in fila i santoni
verso l’oblio della sera
e nulla nascondono di sé,
in cerca vanno di quel credo
che ora sfugge alla ragione
del loro cammino...
la neve di novembre
ora scende copiosa
sui sentieri pieni di arbusti
oramai disseccati
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Pioggia di missili e tempesta di droni
odio e dissidio come emozioni,
colpire adulti e bambini non è vera gloria,
ma la guerra su tutti annovera vittoria.
Al suolo rasi sono case e ospedali,
chiese, giardini e scuole,
non son più reali neppure i
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Briose sensazioni ad effluvi ricordi
cromatiche misture a far sussultar cuore.
Argenteo ed azzurro orizzonte,
diamantato mantello ad ammantar cielo,
rami di peschi ad infiorar sguardo,
pensier e sorrisi in gentil parole.
Ridemmo a volger occhi in
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Il mondo irrompe come vento d’ombra,
senza bussare alla fragile porta;
negli occhi altrui si accende un chiarore
che porta in sé la notte e la sua scorta.
Le voci scorrono come acqua scura,
cariche d’eco, di cenere e guerra;
restano certi silenzi
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Andremo a morire tutti su un orto, con i piedi dritti e il capo storto
Andremo a morire come il messia, senza ladroni senza Maria
Arriveremo su in Paradiso con la speranza di un sorriso
siamo passati dal Purgatorio tanti all’inferno, un
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Ricordi si arrampicano sui muri per mettersi in salvo
sono vignette che si reputano salvavita
in un mondo che sa parlare solo di distruzione
cuori infranti sgorgano calde lacrime
frutto di una vita fatta di memorie
pietre preziose da tenere ben
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 | Perché non strappi, anima mia,
quella benda imbevuta del sangue
delle tue vecchie croci?
è un sudario che puzza
di fango e memoria,
mentre il peccato quel cane
che morde il fianco ancora
ferisce il centro esatto
del tuo battito.
Tergi quel
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| S’apre l’immenso,
e il guardo si smarrisce là dove
il mare al ciel si fa fratello;
una striscia di rosa il blu lambisce,
mentre sorge dal flutto il dì novello.
Non v’è più riva che il pensier finisce,
né scoglio che s’opponga al suo suggello;
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Mi dico grazie per l’ora di veglia,
mentre il mondo correva via lesto,
dietro sorrisi di gesso e di fango
celando un mare che esplode nel gesto.
Ho imparato l’abbraccio alla carne,
quando la notte si fa più profonda
e il cuore vibra di corde
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Parlami sempre
non lasciare che il cuore
se ne vada da qui
e incidi la nostalgia
col fuoco sulla pelle
che trema ancora
per tutte le cose non dette
e per le primavere accese
senza fiori da cogliere.
Guardami sempre
fino all’ultimo
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Avvolta in un velo di luce sottile,
sfioro un bocciolo tra le mani,
tu amore mio
crudele e cieco,
resti accanto, ignaro,
mentre la tenerezza che emano
si posa come rugiada sul tuo cuore.
In quel momento, ogni respiro è beatitudine,
ogni sorriso
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Danza nel buio oh silente hotaru
alla ricerca degli affetti perduti
destinati a viver in quei ponti
che allacciano la vita al dopo
ondeggia ora come lucciola nei prati
dove animi speranzosi incarnano
quel simbolo di una resistenza
agli oblii
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Raccontare è sciogliere l’anima
come cera viva sotto il respiro del tempo
è lasciare che le parole fioriscano
come petali sospesi su acque immortali.
È un telaio invisibile
dove fili di luce e memoria si intrecciano
tra rive lontane di cuori
che
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Ricomincia a perdermi
nel punto esatto
in cui la sera si slaccia dal cielo
e cade
come una pelle stanca.
La sedia vuota
non resta—
deriva.
Ha memoria di corpi,
di assenze sedute male,
di pensieri che inciampano
e si fanno
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Si spezza il tempo in schegge di rumore,
come un riflesso sopra un vetro antico;
passa la guerra e morde ogni fiore,
mentre il silenzio si fa nemico.
Le donne stanche non fanno ritorno,
restano vuote le stanze del cuore;
cerchiamo un
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È stato poco il tempo
ma forse il necessario
per guardare insieme il mare
che prosciugava le attese.
È stato poco il tempo
tu che il tempo
non lo hai mai considerato
ed io invece che affogavo
in quel mare di pianto
che mi chiedeva la
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Gira lo sguardo
nuovamente pronto a vivere sofferenza
non è un optional
bensì qualcosa di tremendo da non augurare
ovunque si giri la frittata
piccolezze fanno la loro comparsa
il tuorlo non è capace di trattenere
considerando che
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Ho cucito la pelle col filo rosso della mia resistenza,
ogni strappo un ricamo di ferro e di luce,
trincee sulla schiena segnano la mia esistenza,
perché nel corpo la guerra alla fine conduce.
Tra lenzuola bianche e muri muti di ospedali,
la notte
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Un giorno aspetterò
le luci del mattino
e la notte sembrerà
un ricordo che muore
delle nostre paure
portate via dal vento
con la pioggia nera
inghiottita dalla terra.
Un giorno incontrerò
i tuoi passati amori
e mi chiederò perché
ci è stato
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Scruta lotta e scava,
il virgulto del bianco fior di neve,
il terreno reso duro dal gelo,
tenace il freddo affronta
e nell’impresa vince.
Delicata potente vita
simile a lacrima bianca,
che in animo custodisce
quel primo tenero
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Vanno gli storni per terra e mare
volando incontro al loro destino...
Volano in stormi veloci nel vento
e nulla li ferma, nemmeno il freddo
che inizia a fischiare dietro le ali,
creando figure in volo
che mutano in curiose forme
così come in
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Nel petto un nodo di spine antiche cresce,
radici nere che il tempo non scioglie,
eppure il perdono è vento che preme
e piano sposta il peso delle colpe.
Come fiume che torna al proprio mare
dopo aver scavato gole di dolore,
così l’anima, stanca
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Non siamo fantasmi nelle vostre stanze
né voci spente d’un megafono rotto
siamo il battito che non si piega
quando il silenzio viene imposto.
Ci avete dato nomi stretti
vestiti cuciti con paura e controllo
ma sotto la pelle cresce il fuoco
e non
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C’è chi tira di qua chi tira di là
non sai più come comportare
è un bel problema sì
metti in moto tutti i tuoi neuroni
chissà un aiuto potrebbe arrivare
prima di lasciare le briglie
e magari fare una brutta figura
sino ad oggi niente ha mai
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Indottrinati avanzano, ciechi di fede,
credendo di colpire il loro nemico;
ma negano la ragione quando è riforma
e avanzano, ignari, verso l’abisso.
Non vedono che il prezzo è sempre immenso
quando l’idea soppianta il vivo giudizio
e il dogma
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87271 poesie pubblicate sull'argomento .
In questa pagina dal n° 121 al n° 150.
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