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Le 70128 poesie con accompagnamento multimediale
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 | Intenso riverbero
di passione
nel delirio più prezioso
di sentirti mia
ladro
del tuo respiro sensuale
odorando
anche quello
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Ivi sordo
nella tempesta degli anni
di buie lunazioni ...
Impavido
rimango rapito
osservando lo sfondo di un infinito ...
...si fa largo
come pozzanghere del suono
Percorro quella rettilinea lungimirante ...
io vagabondo
nel caos di quell’
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Fai di me
una tenebra profonda
la più bella
di tutte le cose del mondo
Poi
torna fra qualche anno
per vedere se il tempo
ha mutato le mie rughe
In una poesia di polvere
o se le nuvole del cielo
sono rimaste ferme
nel respiro della
leggi

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Sua madre la chiamava Penelope
lei una ragazzina creativa,
viveva nel suo mondo di fiaba.
Chiusa nella sua cameretta
pensava,
scriveva,
dipingeva
tante cose faceva,
sempre in fretta.
Sua madre poveretta le diceva...
Sei come Penelope
lei
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L’indifferenza è una grande sconfitta
che diventa condanna nel silenzio.
È una tempesta silente che spezza
ogni desiderio di fratellanza.
L’isolamento diventa dolore
e si trasforma in morte prematura
mentre il tempo viene scandito lento
diventa
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Amore riposa
uragano incolmabile
di quel vaso traboccante di
lacrime sepolte
nel sopore delle notti
a corolle boccioli rosa
una luce fioca
s’intravede
dietro la porta ...
di quella sedia che dondolava
per notti intere
sotto una pendola
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Io ti guarderò
senza chiedere nulla
ti porgerò una rosa
e chiederemo scusa
Al tempo che passa
per non aver saputo
tacere quando la pioggia
cadeva sulle ombre
Io ti bacerò
con il silenzio notturno
come unico testimone
della nostra
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Il sogno di Giulia
era un lenzuolo
teso sulla luce
appena soffusa
e una carezza
portata dagli anni
sbiaditi sul silenzio
lasciato morire
Troppe parole
sono arrivate presto
per non piangere
sulle ombre
di qualche sera
passata da
leggi

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 | Siffatta fu la forza
d’un indumento semplice
ch’abbigliava l’anime
d’ignude gesta del cuore
Ch’or mi domando
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le mani saranno le stelle
negli occhi i colori del cuore
vita che si muove verso nuovi arcobaleni
una porta
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Il bagliore d’una luce
nella notte silenziosa
induce nella stanza
un’atmosfera religiosa,
devoto a una passione
radicata nel passato
forgiata nell’acciaio,
il più nobile e pregiato!
La puntina di lettura
dal calibro sottile
percorre
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Non ti dicevo
che eri bella
ma mi lasciavo
cadere nel cielo
Vicino alle ali
che nascondevi
fra i veli scuri
di lunghe notti
Non dicevo mai
che ti avrei amata
ma ti baciavo
per ore nel buio
Temevo il tempo
in cui saresti
andata via da
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Rotola il riccio
sull’asfalto liscio
incurante del pericolo
scivola piano piano
evita le ruote delle macchine
si sposta di lato
si allinea con i fratelli riccioluti
le sorelle nella scatola cinese
aspettano di scappare
purtroppo dopo la rottura
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I piccoli ciottoli
che ho raccolto
hanno sfumature
nere come i dolori
Che ho nel cuore
dopo tutte le notti
andate a morire
fra lune ignote
E nuvole d’argento
ombre sussurrate
di qualche amore
appena accennato
Gli oggetti di peltro
(qui
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Lasciatemi morire
nel mio cielo grigio
sono troppo stanco
per raccogliere fiori
Dove avete seminato
tetri semi di dolore
e sorridere col viso
quando avrei voglia
Di bestemmiare Dio
con tutta la forza
di questo cuore morto
per troppa
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Scrivere su lavagna nera
tutte le sofferenze della vita vera,
or con cancellino bianco
cancellare tutto quanto.
Uscire dalla prigione della mente
come spugna di mare
trattiene
spurga il male,
si aprirà la porta ferrea della prigione.
Non più
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Guardare al passato
non è sempre doloroso,
a volte lo è di più
evitare di farlo.
Eccomi, quindi,
a giudicare i silenzi
e le parole,
l’errore e la virtù;
per ascoltare e parlare
più di ieri
o meno di domani.
E mentre guardo
sorrido
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Ho paura
anche di piangere
in queste sere
così diverse
Dal cielo
che amavo guardare
con te che baciavi
i miei occhi
Ho timore
anche di ricordare
la luce
delle stelle spente
Dagli anni
passati ad aprire
ferite per poi
richiudere
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 | Odora di mare il tuo corpo
spiaggiato su stille d’orate
nell’emulsione ritmata dell’onda
spumeggia l’essenza dell’impatto
brulicante, sulla sabbia
concimata da quel sapore
fresco e gioioso dell’essere donna e
in quel desiderio d’immenso
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 | Autunno di nuovo.
Nella geometria delle stagioni
il tempo è un quadrante offuscato,
lancette lente si sfiorano
come tutti i movimenti
di pacifica armonia.
Scorze rugose sostengono
colori d’autunno disciolti in rossori
riverberi intensi su foglie
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Non avrai altro cuore
all’infuori di me
che aprivo la pelle
al buio del cielo
e che piangevo
le stelle al mattino
dopo ore d’amore
più lunghe del dolore.
Non avrai altro Dio
da pregare in ginocchio
sulle strade di marmo
lucidate a
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La vostra vita è stata un soffio
siete nati per soffrire
in culle irte di spine,
poveri angioletti senza colpa.
Madri, padri feroci senza cuore
quanto orrore
pianti non capiti
cercavate carezze
baci dolcezze,
avete subito botte
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Siamo distanti
molto più delle nuvole
che ci hanno visti
baciare il cielo
Siamo stati amanti
e forse nulla più
delle carezze morte
rimaste nella stanza
E ancora ricordate
in qualche sera
di quelle senza tempo
appese a un dolore
Siamo
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- Parole cancellate sul foglio –
Il tuo petrolio sulla pelle.
-Le stelle esplodono nel cielo –
Le tue nuvole sulla
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Non riuscivi
a parlarmi dei nostri fiori
mentre con lo sguardo
accarezzavi stelle
E pianeti in orbita di sale
fra lacrime mai piante
e sentieri di polvere
soffiata via
Non potevi lasciarmi
senza un ultimo bacio
o con le lune
ancora
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Un palloncino blu volava sempre più in alto nel cielo blu
era piccino una volta il palloncino
uscito fuori da un sacchettino,
la mammina di un bambino
lo gonfiò pian pianino.
Sempre più grande diventò il palloncino
soffiò soffiò la mammina
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Nell’eco vuoto d’un dipinto in stanza
lenti passi ripercorrono silenziose orme
l’ultimo miraggio di rossa luna risuona
l’appassito libro è lì a notar l’assenza.
Lacrime di pioggia a scendere copiose
i veglianti vetri di speranza son ricoperti
si
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Seguimi e non parlare
queste notti sono lunghe
per sprecare parole
e non sappiamo se domani
Saremo ancora sulla terra
o se diverremo nuvole
ombre di una vita
vissuta a metà del cielo
Guardami e non fare nulla
se non vuoi che questi
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Quando appari
rinasce il mio sorriso
quando ti guardo
resto ipnotizzato
fisso i tuoi passi
seguo le tue gambe
mi passi accanto
e faccio mio il tuo respiro.
Quando mi parli
si trasforma anche l’udito...
formo io le frasi
con le tue
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Paesaggi gelidi nel cuore
di una notte soltanto
Il fuoco nel cuore
come lumi accesi a Natale
d’Alte vibrazioni
E fuochi d’artificio a festa
a scoppiare a distanza
ritmi d’amore
come passi di danza
nel suono ... nell’ immenso ...
Tempesta
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70128 poesie pubblicate nel giorno . In questa pagina dal n° 2641 al n° 2670.
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