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Le 70134 poesie con accompagnamento multimediale
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Semplicemente
non ero abbastanza forte
per sentire i tuoi respiri
quando tornavo
Dai miei viaggi senza meta
e nelle carezze
cercavo solo le ombre
per oscurare il cielo
Curiosamente
non ti ho mai dimenticata
e se tornerai
fra i miei pensieri
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E se io non potessi più lasciarti indizi
di questo mio vivere esagitato
o il puzzle scomposto dei pensieri
travolti da risonanze di memorie...
Se tu non passassi incolume
nelle mille sfumature di fuoco
e nei flussi d’acqua improvvisi...
Se noi
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La liturgia della luce
comprendeva i riti del gesto
la corda stretta
attorno ai polsi sfregiati
E l’attesa del vespro
che avrebbe condotto
al tuo sacrificio
di sangue e di pelle viva
La liturgia del buio
sarebbe partita dal silenzio
con
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Avrebbe voluto la mia bocca dire
dell’amore fragile e lontano
e l’anima levarsi in aria come colomba
vincere l’oscurità, gli occhi fissi ad una pallida luna
ma il mio pensiero era già migrato altrove...
Un angelo mi ha detto “ è presto
per
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 | Primo giorno di scuola
occhi smarriti e sfiniti
si aspetta non si sa cosa
mi siedo dove capita
guardo fuori la montagna
girano voci sulle sue grotte
piene di pensatori
ecco spiegata la location
della nostra scuola di valle
svelato finalmente il
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(Se non ci sarai più)
Me lo dirà il vento
appena le nubi faranno spazio
e la luce del tramonto
sfiorerà la terra
Con una sinfonia dorata
resa tetra
dalle ombre della sera
in un coro di stella
Me lo sussurrerà la pietra
levigata sulle
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Fra i funghi del bosco sei il nobile signore
vestito di bianco,
porti il cappello marroncino
come una corona,
questo ti dona.
Ti porgi agli altri funghi con eleganza
odi l’arroganza.
Tra le foglie ti celi
non vuoi farti cogliere,
il profumo tuo
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Laggiù la Terra trema
di orrore e sangue
Vi sta un Angelo piangente
lasciando cadere le Sue perle di Luce
le Sue pupille d’Amore
cadono nel sottovuoto
dell’animo umano
Nel marciume d’una soffitta di uova vomitate
cadono
Ma quel lerciume
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Qui la vita scorre
ferma nel tempo che l’avvolge.
Dove il mare stempera d’azzurro il verde
chiamato al vento.
Avanzo, intrappolata allo smeraldo
e sabbie antiche che
non permettono alla voce il suo rumore.
Certo scorre
il tempo che ricerco di
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Non ricordo
le nuvole oltremare
che sfioravano la pelle
bagnata dai baci
Non rammento
le labbra appena colte
rosse di sorpresa
la lingua appesa ai sogni
E le favole di ieri
graffiate dalle unghie
di qualche fata nuda
abbandonata dal
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Sopravvivo
alla morte
di parole d’amore
e di gesti;
restano
sillabati brandelli
dal dolore.
Rovisto
tra pensieri distratti
per ridargli fulgore;
li serbo
in teche di cristallo
e brucio loro
grani
di incenso e riflessione.
Poi
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In de la tejia semo prigionieri
ricoperti de neve bianca besciamella,
lì fiocchi de mozzarella ce coprono la bòccia.
Guazzetto de pommidori rossi come er sangue
in de la tejia curre.
Semo sordati cannelloni
forti boni,
core de ciccia trita in de
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Quando sei ritornata
io non sapevo
se accarezzarti o mandarti via
perché il buio si era aperto
Ed ero stato troppo male
per abbracciarti ancora
e dimenticare i giorni
che avevano ferito il vento
Quando mi hai parlato
io non ascoltavo
e
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Ululavo alla luna
che silenziosa brillava nel cielo,
più dell’umane abbraccia,
che dolore scavavano nel corpo e nel cuore.
Scuro era il destino,
come il sacco ch’avvolse
il mio spirito imprigionato, dalla cattiveria che non conosce bene,
che
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Pulsioni prese in un vortice
sono frammenti
di un desiderio sublimato.
Si passano stadi celeri mutevoli
impercettibili allo specchio
attraverso eclissi e lune nuove.
Riecheggi di intimità scordate.
Al vaglio essenze antiche
sospingendo i sogni
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Quando sei andata via
avevo polvere
sulle pareti un po’ sporche
e luce nelle cantine
Dove nascondevo conflitti
e mattine in trionfo
verso le stelle
accese per caso al ritorno
Quando te ne sei andata
ho spento le nuvole
e rifatto il
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Tu sei la sola
che si è inginocchiata
a pregare le ombre
davanti al mio altare
Ed il marmo nero
era lucido
della tua saliva
spesa per adorare
I centimetri di pelle
lasciati dalle carezze
più nascoste
nude più del mare
Tu sei la
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Indicibili
sono.
Alle memorie
di un altro essere
che in un mondo parallelo
dimori
e
per uno strano appuntamento
con me
suo gemello nel Sentire
magicamente
condivida
ascrivere potrei.
Sono lì
sospese
tra la perplessità della
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 | Mute le voci nell’aria stasera
non nuove stelle né comete
solo uno spento sole
nel mio cuore ancora.
Nell’incerta alternanza
ci sto provando,
errante nel buio vado cercando
ma è difficile trovare
un nuovo amore accanto.
Sfoglio “M’ama non
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Vorrei poter dire di questa gioia
così effimera così vivida
ma la voce risulta muta
e le parole sono fallaci.
V’è un limite oltre il quale
esse non sanno andare.
So che il pensiero è in festa
tra voli e danze crea
artifici
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Vulimmu fari li cristiani seri?
sempri ca ni lamintammu
ru suli e ru jornu
chistu nun mi piaci
chistu nun fa pì mia
e st’autru vistitu è strittu e longu
mai cuntenti
eppuri avemu l’acqua e avemu lu focu
mancanu sulu i rinari...
maliritti
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Del cielo, gli occhi hanno ammirato l’azzurro,
della terra hanno gioito del suo fiorire,
della vita hanno adorato ogni respiro, ogni sussurro,
della morte non hanno mai avuto timore.
Occhi che non hanno più avuto lacrime,
che non hanno saputo più
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Nessuno deve parlare
quando ti spogli delle emozioni
e resti senza respiro
fra le rovine di queste sere
Nessuno deve sapere
quanto hai pianto
prima di strisciare nel vento
in cerca di qualche carezza
Ed è solo la verità
della neve prima
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Il tempo
prato ricco di fiori
con stormi d’uccelli
torri e terra sassosa,
piante di rose
il rumore del mare
con qualche conchiglia .
La vita è pagina scritta
senza si possa fare una scelta,
una stanza priva di mura,
con la luna per
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Ammazza che bona che te sei fatta Carolì.
Me so messa a dieta Teresì
Hai fatto bè, quanti chili hai calato?
N’a cifra
come hai fatto?
Basta strigne la cinta
pè allargasse ce vò n’anticchia
a strignese bène.
Ce crèdo io nun ce la faccio a nun
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La chioma sa della vicinanza delle radici
eppure si dirige verso il cielo
mentre altri intrecci, irti e nodosi,
s’estendono nel terreno.
Anche noi sappiamo del nostro ardire.
Ma siamo agli antipodi o su vie parallele.
Il pensiero è un ponte
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Sono felice che esistiate
creature della notte
vi sento respirare
la stessa aria delle streghe
Sono contento di ascoltare
l’ululato fra le stelle
e il vento malato
che ha portato morte ad est
Le parole mai tremate
ed un velo nero steso
sulla
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Andiamo talvolta via d’impulso.
Torniamo, rivisitando i luoghi dei misfatti...
per rimediare a piccoli dettagli,
omissioni, negligenze, magagne.
Viviamo curiosi di vedere
come tutto muta nel rimanere uguale.
In un vortice di foglie, trainati
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E’ dura la sfida della partita con la vita,
battaglie infinite.
Siamo tutti pedoni sulla scacchiera,
trappole celate nelle valli amate
maligni intrighi,
malvagi castighi.
Lottare sempre per vincere la partita
anche se cola il sangue dalla
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Le gondole
come donne in parcheggio
le onde calme della laguna
le addormentano
Sotto una luna dai mille petali
si addormentano per due ore
poi si dipingono di rossetto
e veletta nera sugli occhi
Salgono sulla prima Gondola
e se ne vanno
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70134 poesie pubblicate nel giorno . In questa pagina dal n° 3661 al n° 3690.
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