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Le 70142 poesie con accompagnamento multimediale
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 | Non è la casa che ci ha vissuto questa vita
noi abbiamo vissuto altre case, altre.
Perché una vita non ci basta.
C’era odore di poesia anche allora.
Abbiamo acceso e spento il fuoco;
ci siamo dati senza portarci via.
Ma qualcosa è rimasto
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| Là dove
più non si distingue
tra la sottile
struttura del sogno
e la quotidiana apparenza
sincere promesse
ci scambiamo
amori
che arriviamo persino a negare
o affannosamente
ricercare
nei lunghi anni dell’Oblio
dolcemente
si
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Un giorno ti dissi
di non dare importanza
alle troppe parole
che pronunciamo a metà
E ai pochi tramonti
osservati nel cielo
di stagioni che vanno a morire
prima che sia estate
Un giorno ricorderai
di avere danzato
un requiem vicino alle
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Nella notte al gusto acerbo d’un nuovo mattino
mi parla
mi racconta
questo vento
Soffia gelido
esaltando recondite paure che vigorose s’avvinghiano
muoiono rami fiori che già di primavera di gemme vestivano
Non muta
s’accende il sentore d’un
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bisogna nascere pittori
per comprendere
soltanto la solitudine
ha il pennello per disegnare i contorni di se stessi
bisogna nascere pittori
per coprire il nero
con tutti gli altri colori
bisogna nascere pittori
per vedere oltre
sotto la pelle
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 | Conosco le risposte
ne sento le vibrazioni
indifferenza totale per la fine
illusione di un essere non umano
solo fango marcio idealmente formato
cadde dal piedistallo e una pozza fetida divenne.
Adieu illusioni lontane
il giorno veloce ha
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Imbroglio di luci e ombre
a celare tagli dentro l’anima
tracce di sangue e lividi
a marchiare la pelle.
Non si dimentica
il volto della violenza
e quelle mani ansiose
di spezzarti le ossa
seppellendo la dignitá
nella fossa della
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Se pioveva
cercavo di respirare
le prime gocce della strada
almeno fino a sera
E ti aspettavo
dove la piazza incontrava
le vetrine più buie
sempre alla stessa ora
Con il cielo a far da testimone
al silenzio delle parole
tenute a rovina
sul
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 | Il tuo amico Lillo cerca disperatamente di rianimarti
e mordicchiando con delicatezza le tue zampe inerti
spera in un segno di vita, in un tuo possibile ritorno,
come quando ti portammo a casa sedici mesi fa,
credendoti, già allora, in fin di
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Sento
rumori incandescenti...
Ascolto
il battito distratto
che annaspa dentro
gallerie nascoste.
Voce
troppo soffocata
non parla
non sorride... né balla.
Urlano divagazioni
senza senso
sillabe disarmoniche...
inutili parole!
Confusione
di
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Quella pianta gentile di fusto
dalle foglie sottili
un velo di "green"
lasciata senz’acqua
e al raggio cocente
o nella tormenta
è viva
Resiste allo sguardo
di chi s’aspettava
di vederla appassire
disadorna di fiori
imputridita...
Quella
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E allora, figlia del vento,
porto in me tutti colori del mondo
e la luce rigenerante dell’estate.
Nel procedere quotidiano
mi levo di dosso la polvere grigia
di sterili giornate.
Coltivo un nuovo sogno
nell’uliveto del mio cuore
stringendo
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Plasmate
dalla tenacia della Vita
tra le pieghe profonde della Terra
appassionatamente
s’insinuano.
All’ombra
di milioni di rami
accolgono
inestricabili piste.
Invisibili
all’occhio della mente
per l’istinto
che in me
ancora
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Ora il giorno era la pagina
di un libro mai aperto
e rimandavo il pensiero
fino alla sera
Per poi perdere ogni cosa
stanco della luce
che inseguiva le nuvole
nel vuoto del tempo
Ora il mio regno
era un oceano di silenzio
uno scritto
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mi tocca con il tuo sguardo la luna
le parole vagabondano
dove il silenzio non ha trovato già rifugio
l’aria mi nega un respiro
dove saresti fonte a cui beve l’anima
dietro ad un grande mantello nero
le tue mani
si offre una lacrima
per ritrovare
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T’affacci o vento con graziosa danza
a raccontar col soffio tuo l’amor più bello
tra le masse ad ascendere di calda aria
con la brezza a sfiorar falde di cappello
d’alisei a sorvolar felice esistenza.
All’aprir di crisalide nuova vita si genera,
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Sotto la pelle
ho il demone dell’ombra
che scava le pietre
della mia assenza
Nello sguardo le rune
antiche del buio
appena svanito nell’alba
pronunciata a dolore
E non temo la notte
invasa dal sangue infetto
sulle rovine dei
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Un fiume carsico che attraversa l’anima
è il dolore.
Bramosia di vivere, colori fulgidi di passione
e segreta inquietudine
scaturiscono da una sorgente invisibile
all’ombra delle ore.
Come il canto all’aurora dell’assiolo
è il vivere schivo del
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Andare oltre la melma
Anche se temo l’affondo
e il fischio sulle rotaie, perenne
di partenze vissute - in disparte –
Andare oltre i gradini
Anche se temo le grandi altezze
ed occhi ad illuminare la vetta
di mondi sognati – agli estremi
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Dopotutto qui
paralizzato stelo.
Corrotto dal gelo interminabile
giocoliere d’amore inesauribile.
Tenuto fermo
da qualche fiore sparso
qua e là su campi morti.
Manca il sole
o troppo forte abbaglia
in questa pelle attempata dagli
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L’ora del fiume
non conosce il tuo nome
e rimango solo
ad ascoltare le ombre
Fra la sera e il tramonto
c’è solo la luce
che muore nel giorno
segnato dal cielo
L’ora del buio
non trema nel vento
non respira
i rimorsi del nulla
Fra la
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All’aurora ti cerco
perché ho sete di te
come la terra deserta
arida e senz’acqua
Leggero il tuo respiro
un vento di collina
alle mie spalle.
Con il bisogno
d’abbracciarti
ferma è la mano
nella mano dell’amore.
A te mi stringo
e sono
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Inevitabile follia
di bella giovinezza
tu sì che fuggi la melancolia.
Nel tuo crescendo di gioia
ricco di spensieratezza
mai giorno invano
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Spenta l’arsura dei gesti
resta il soffio di quest’alba
che di te m’inchiostra
Tu, voce affilata
che cuce e scuce all’infinito
le mie spighe
Spenta la luna
sarò per te tiepida luce,
libeccio e pioggia fina fina
Ce ne sarà
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 | Questa notte
chiudi gli occhi e sogna
libera la fantasia e vola...
le tue labbra
diventeranno protagoniste
di una dolce danza
passi felpati
di segrete voglie inconfessabili
- non esiste vergogna
se la passione consola -
Chinati sul fuoco
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Piove, sul rivolo d’acqua fino al tombino,
va la minuscola chiatta di carta,
una gioia gli occhi del bambino,
che sorride mentre la scorta;
Torno con un volo, ai giorni di quella stagione,
giocavamo insieme io e capelli rossi d’Irlanda,
due occhi
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Uscivo dal cuore
per poche ore dopo la sera
e nessuno sapeva
e nessuno ascoltava il tuo nome
Ora non ricordo
ora non ricordo più quel colore
e la pioggia che scioglieva
le strade a tarda notte
Rientravo nel tempo
che scorreva le nuvole
ed il
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Il sole brucia la terra
profuma di erba tagliata
crescono fiordalisi e papaveri
i miei occhi
cambiano colore spesso
sull’altare grondano canti per te
sei nata all’alba
di una bella giornata di primavera
un’onda profumata di colori
respiro
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Vorrei averti tra le braccia per sentire il tuo calore
e vestire con la lingua la tua pelle bianca e spoglia
fino ai gemiti violenti di un amplesso senza amore
e alle lacrime più dolci nella notte che germoglia.
Penetrare nel profondo del tuo corpo
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Talvolta le serate si animano...
mentre vago nella spiaggia per ore;
quando immagino d’averti per mano
e disincaglio i segreti del cuore.
Qualora s’addormentasse il mare, alita
nella notte, bisbiglia col suo verso;
qualche sparsa conchiglia
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70142 poesie pubblicate nel giorno . In questa pagina dal n° 5521 al n° 5550.
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