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Le 70142 poesie con accompagnamento multimediale
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 | Vivo lo scorrer del tempo fugace
nascosto ai pensieri
così incomprensibile
del tempo deformato dalla nostalgia
così inestricabile
del tempo moderno
che sovente mi rende inadeguata
del tempo dedicato alle cose migliori
del tempo offerto all’
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 | Aspettami
non lasciarmi in questo angolo di notte
a risentire l’eco dei miei passi cadenzati
aspettami.
Sto ancora evaporando della tua assenza
e onde di ricordi mi urlano lontano
come latrati di cani randagi.
Difendimi
sotto questa
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 | Senza parole
ho voluto parlare al cielo,
portandolo dentro una mia poesia.
Ho voluto
toccare questo silenzio d’acqua.
Immergerne i pensieri.
Mentre
ti guardo i ricordi
accendersi nelle stagioni.
Senza parole
ho scritto tutte le voci
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Io sono qui,
con te,
a vivere la magia di un sogno
e la verità di un sorriso.
Fermo a comprendere
e comprendermi,
oltre il buio,
nella luce dell’amore
che splende sulla nostra terra,
come se null’altro esistesse,
oltre noi,
nel riflesso
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Con le mani appoggiate alla luna
cercavi di sostenere il cielo
o forse una conversazione
troppo profonda per una sera
Passata a mentire le speranze
di una rovina annunciata
ma mai completamente
trascorsa alla disperazione
Con le labbra
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E’ un peso grave che fa precipitare
dentro oscuri abissi. Annulla sforzi
decide le sorti di pensieri in boccio
traditi dai venti di bufera
E’ un dubbio noioso un nodo
a ostacolare il normale fluire d’un rio
Ristagna e marcisce. Tutto resta
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Ti sento e ti respiro, di notte,
mentre osservo il cielo.
Sento sulla pelle l’aria fresca
e un brivido mi coglie.
La luna luminosa
allontana la nebbia che
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Ti ascolto
nel silenzio delle cose scure
e non ho mai avuto
il timore di perdermi nel gioco
Ti aspetto
come non ho mai fatto
prima di fermare il battito
attraverso lo spazio infinito
Il cosmo
è un punto lontano
tracciato sulla terra e sul
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 | Mi cullo
nelle tue ombre...
guardando
il silenzio del cielo
sulle parole che aspetto
quando la luna
non
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ci ha provato la notte a sbaragliarmi la strada
anche il vento remava contro
non mi hanno aiutato gli occhi
le mani solo per darmi equilibrio
l’ombra della luna per non accecare il cuore
la voce del mare come una nenia per poterlo ammansire
il
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 | Stringo un fiore di maggio
e - nell’oblio - si apre una fessura:
la mia voce d’amore
arde - bendata - nelle tombe
di un’identità affogata.
L’alta scogliera di maggio
mi rapisce e mi lascia cadere dentro settimane di musica.
Il mare mi bacia gli
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La tenerezza
sarebbe svanita con i segreti
mai pronunciati
sulle ombre che calavano
Qualche carezza
sarebbe stata rimandata
al cuore della notte
e la luna vegliava nel buio
Sicuramente
avrei dimenticato i confini
di qualche terra
maledetta
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Ed io sono spettatore
su questo palcoscenico
ove le nuvole transitano lente.
La carezza di Dio
spettina i prati
abbozzando disegni
e s’insinua tra le fronde del bosco
aggrappato alla collina.
L’essenza di candidi grappoli
si dilata in
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Ricordo come fosse ieri quella notte di tormento,
la folgore improvvisa d’una perdita che abbacina e sconvolge.
L’alba incredula di allora, il mio sconcerto,
ritrovarmi nel naufragio alla deriva
dispersa in mare aperto.
Eppure, dopo tanti anni,
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Mi sveglio
su mondo antico
di ere abbellito,
sovrapposti anni
di civili argomentazioni.
Stralcio di nebbia
impigliato nel verde
anela il cielo
e ansimando
d’amore si disperde.
Nuoto in quel vapore
che mi somiglia alquanto
combatto tra
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 | Lento il passo stasera,
nel cielo terso
rossa la luna
sul mare sorge.
Parvenza d’un vuoto
che rimarrà per sempre,
e pago caro
sogni da te inventati.
E’ destino dicono,
polvere che ti arriva agli occhi,
mentre stropicci tra le lacrime
un
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 | Immerso fra campi di Spighe Dorate,
dove la semina, la raccolta
e la mietitura erano un Rito,
apparve al mio sguardo estasiato
l’Incanto d’un piccolo borgo...
Fatata
mi parve la scuola
a me destinata
fra occhi furbetti e decisi
a indagar la
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Cinque toni di oscurità
risuonano
fra le ore che scivolano a sera
come una condanna per chi
Respira nel buio
le promesse mancate del giorno
e le certezze del sole
portato a morire dalle illusioni
Il primo colore è il tramonto
un grado di
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 | Si saranno chiesti tutti
perché si bussa
perché si entra
nei luoghi
per una banalità.
Un pacco che
non si sa se deve partire
non si sa se deve arrivare
Non prendiamoli per stupidi!
Hanno visto gli sguardi
hanno visto le movenze
le parole
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Muove il vento ancora le nubi
Avanzando furioso per le vie
Genuflette giunchi e spettina
Grigie chiome di donne anziane
Indaffarate ad affrettar il passo
Ostacolato da raffiche più forti
Ma è primavera nell’aria e s’avverte
E sul coro consueto
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Chiara mi fu la sua immagine
abbagliò il mio viso, mi folgorò
Scelsi il suo candido aspetto
la migliore posa ai miei occhi
regalando al mio cuore
la splendida visione avuta
e continuo a seguire quello sguardo
per quel domani ancora a
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Avevi trovato dei semi scuri
ed ora nel giardino
fioriscono le ombre
che hai lasciato senza di te
Sono sbocciate le rose nere
e i petali piangono
il buio dei giorni morti
abbandonati alle loro rovine
Avevi coltivato spine di rovo
ed ora che
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Riempirsi gl’occhi di uno sguardo
che ha il folle tatto delle distanze
e il trepido abbraccio di un’attesa
Gettarsi in un intreccio d’iridi
che imbriglia e disarciona
E sentir come le palpebre
mungon stille d’autoerotismo,
per celare il
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 | Ora la mia vita,
come fossi aquilone
a un filo è legata,
ad ogni sbalzo
a te mi riporta
m’allontana e m’avvicina
ad ogni alito di vento.
Spesso la testa gira,
sembro tentennare
ma forte mi trattiene
quel filo ... non mi lascia.
A volte
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Ora dorme
e non sa del mio sorriso
io resterò in silenzio
per non turbare il mattino
Forse piange
nel segreto profondo
ma non parlerò
del nostro mondo d’amore
Di qualche errore
scritto sul buio della notte
e delle lacrime nascoste
dai
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 | Ero nel Paradiso di un ventre
e ora nel silenzio navigando
rovine vedo dall’alto dei cieli
Io sul Pianeta dell’Inferno
non cambia il mondo
Meteore son lacrime essiccate al vento
e grondante è il sangue su brava gente
che rosse ancor son le
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Paesaggi che non scordo
corrono nei tuoi occhi
di salici di onde
di vento e di oleandri
mentre ci abbandoniamo
in una bolla di vetro
esausti del giorno e del pensiero
Paesaggi che svegliano
la riva sonnolenta
lì dove i sogni decidono
di
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 | M’avvio con passo fiacco,
visitar solingo il natio loco
luogo d’infanzia e giochi.
Ancor l’asprigno odore
emana il poggio.
Sul “Monte”salgo,
la mente vola,
pensieri di memoria
dipingo colorati versi.
Elevo il guardo
all’adorato monte,
alita
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 | Si dice chiaro di luna quel sogno lontano
consegnato in silenzio a cieli selvaggi. Chimera.
E ricoprirsi di rovi barattandoli in stelle
tutt’al più scie dorate che
da dove mi trovo svaniscono leste.
Un nulla fecondo. Perpetuo alle sere
accerchiato
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 | La macchina corre sull’asfalto
il piede preme sull’acceleratore
lo stereo suona
e la musica più dolce mi rapisce.
Le mani al volante e gli occhi lì
in fondo alla strada
verso la montagna di fronte;
nuvole nere in cielo,
presagio di pioggia.
Ad un
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