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Impressioni
Le 31810 poesie pubblicate sull'argomento 'Impressioni' Poesie sulle impressioni |
Fuori da qui
il ricamo delle sere
fiori di cotone le tue parole
agghindate per la notte
Perdute le luci colorate
fra le tante promesse
che giocavano con la pelle
e con le stelle morte
Qui dentro
un muro chiuso e fuori il tempo
che scorre fra
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E bussa l’autunno alla mia porta
mostrando inconsuete fattezze
non l'aspettavo - un oramai di troppo -
cosa inventerò nelle serate a venire
a discolpa d'un imbroglio antico
cosa ne sarà di un forse diventato oggi
di labbra che
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È freddo qua dentro
quanto basta a conservare quell'alimento chiamato vita
però senza cristalli di ghiaccio per piacere
quelli a poco servono, se non per raffreddare il mezzo bicchiere
che come vedete, di emozioni ben pocche ne
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 | Quell’ansia che mi scuote
- che tu non sai – è come quando
il ciel s’ottenebra d’un tratto
e senti gli animali inquieti
e di lontano, il guaire che sale
i fianchi d’una collina
E io sono tutto il peso della notte
spenta sulla terra
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 | Parla il vento, dei suoi tanti viaggi
delle terre sfiorate poi sbattute
dei suoni alieni di ferri arrugginiti,
di arcobaleni mai nati.
Racconta il vento dei dispersi semi
dell’aridità su cui mai attecchirono.
Dei fiumi, del pelo d’acqua
i
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| ho stritolato il mio inferno in un rivolo d'angelici infiniti
demoni d'un buio svenuto di stelle
graffiate nudità che suonano violini d'un mare addormentato
sono caduto carponi d'una lacrima ferita
lentissimo respiro malato di occhi
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 | Tradimento di visioni
opere di letto
ipossia che non ti aspetti
accondiscendenza
ai limiti del pianto...
Ride il maestrale
svolazza nel lenzuolo
finita la pazienza
ed il vento che funesto incanta
turpi rifiuti dona all'amore
che
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Ascolto la melodia del vento.
E' intenso contatto sulla pelle.
Ascolto il cigolio dei miei pensieri
nell'aere vaganti
erranti
incessanti.
E' il canto della Terra.
Inebriante sensazione d'eternità
senza barriere
senza confini
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Piccoli zoccoli avanzano
solo il ticchettio è compagno
negli occhi lo sconforto
bocconcino da rifiutare
permane quel sentire
pitturando ogni dì
silenziose vallate
eco risuona stordisce
per la mano
accattivante mignolino
elargisce
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 | C'è grigiore intorno sotto il sole
tutto sempre più sfumato senza colore,
per te uomo del fare non c'è stagione
le regole dell'inciucio insabbiano la ragione,
e messo nel mezzo sei foglia mossa dal vento
on- divaga presenza
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| Respira il tempo
l'argento dei capelli,
lontane acque velano
trasparenze incontrate
sopra profondità di luce.
Rincorro l'onda altra onda
e altra ancora,
sorgendo e poi morendo
per ritornare sempre diverso
e sempre uguale.
Lasciando
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| Il fine agosto stende le sue luci
ancora incerte sopra le colline
mentre Firenze inizia a risvegliarsi
dal riposo notturno lentamente.
Si accende qualche lume ai casolari
dei dintorni ove gente mattiniera
si prepara al lavoro giornaliero
e
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| Inutile
niente sembra più attrarre
ogni sforzo è vano
per dare un tocco speciale a quel sorriso
miriadi le sensazioni
rimangono in sospeso
una ad una
si aggrappano al niente
pietra pomice
accarezza scorticando
azione ormai in disuso
febbre
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| Sopra quelle monetine
da un centesimo, ogni giorno
ti rivedo, mio Castello
del geniale Federico.
Cattedrale spoglia e pura,
dalla
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| Con la tua Musa e le parole
tu ti appresti a disegnare
un mondo limpido e migliore,
altre volte a tratteggiare
il nostro atavico dolore
Nel raziocinio ti destreggi
impagabile e sagace,
pur de’ sogni e di chimere
tu sei la fonte
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| Un nome solo ripescato in me
continua la sua vita
il suo modo di essere
semplice e puntuale
con tutto e tutti
con il
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| il sole estenua le pietre
che difendono il castello
e il girotondo ripete la nenia
del gioco di sabbia
cantano i bimbi
e l'aria che trema
moltiplica le voci
ma l'infinito ritorno
d'improvviso si scioglie in un pianto
scirocco trascina
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 | Mare libera i ricordi
affolla i destini
non transige l’eco
da sponda a sponda
ma ammira silente
la bellezza del tragitto.
Cresce il vento
in
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Io sento ancora il mare
oltre quei dolci colli
e seguo, l'istinto di un fanciullo
come chi non sa che dire
qui siedo alla mia ombra
- Quando, finì quel gioco? -
Una conchiglia e un sasso
nel patto tra mare e terra
fummo forse figli
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 | E mai che si vantino conquiste
nell'esprimere il miracolo d'un fiore
o che s'accorcino inumidite le distanze
se non è ricordo solitario
quel che vero amore
è in divenire silenzio universale...
Occhi pospongono colori
senno
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 | E cado sfinita
nel travaglio dei pensieri
ogni volta che è notte,
ed è sempre notte tra i fitti
rami accecati dal sole
dove s’arrestano lacerate ali.
Cado nell’inutile cerchio di parole,
illusione della corsa su una giostra
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| In questa notte
scura e piena di presagi
aspetto l'alba
a schiarire d'incanto,
come nelle
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E solitario
si perde il senso della presenza
con segnali vuoti
sconosciuti
o smarriti nel limbo
della coscienza
che spinge a comprendere
cose incomprensibili
di oggi e di ieri.
Restano i limiti e la volontà
fermi alla soglia della
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Fuggiaschi nella propria esistenza
tra onde e sentieri sconosciuti,
cercano la terra promessa,
paradiso di vane
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Acqua di ruggine sul viso
riga le guance
poi si disperde nell'infinito.
Purifica il cuore
lava i ricordi bagnati dalla pioggia,
scivola via senza rumore.
Eternità prigioniera
di un sogno di donna,
il tempo simula un orologio fermo
che
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Mondi paralleli
tra ragione ed emozione
raggi di sole e luce artificiale
armonia della natura e freddezza di rigidi
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Acri odori
intrisi di polvere e seccume
impastati da piogge che d'arsura sfiorano la terra
Già ruggini coltri
han celato verdi e radici
seppur del caldo ancor si sente il sapore
Corron d'intorno di fretta le ultime vacanze dovute
non
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Non trattiene il nulla
l'onda che si ritrae
lascia il suo suono, è nuovo
orma di mille vite, è ripida frontiera
va e viene e culla, - e sogna -
L'ala curva delle vele
mi attraversa silenziosa
ma qui, ogni distanza
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La roccia è inconsapevole
nulla intorno la riguarda
invidio quel suo stare immobile - vagamente superfluo
non sa di noi
per sempre accartocciati ai nostri soliloqui
impegnati a sparare sentenze all’oscuro di qualunque ragione
con gli
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Rumore nel silenzio
cui non posso sottrarmi
quasi la sofferenza fosse un pegno
di giorni dorati e lenti
come un fiume al
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31810 poesie pubblicate sull'argomento Impressioni.
In questa pagina dal n° 9031 al n° 9060.
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