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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Le 6688 poesie in esclusiva dell'argomento "Donne"
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 | Mi tengo stretta a te
arrotolata a riccio
e come in un capriccio
ho voglia sai di te.
Nei giochi dei perché
al labbro tuo rossiccio
baciandolo m’arriccio
mordendoti finché
il fuoco tuo mi invita
a stringermi così
al nodo
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Ti penso, candore immenso e ardo
no, non solo pel dolce osso,
comunque mai posso,
ti guardo e se non ti posso
il labbro mi mordo.
E per sognarti ancora, oltre dormo.
Ti ripenso adagio
vedo, del labbro la ferita
così di nuovo
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| Wilobi |
13/02/2016 03:58 | 5723|  |
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 | Te diré mi nombre, la voz de mi esencia y mi credo,
y tú no sabrás quién soy, pues la verdad te es ciega.
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Te hablaré de sueños, de ilusiones que el tiempo ledo
me dio, y tú no sabrás qué son, pues el alma se te niega.
.
Adornaré con flores la voz
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Mendicante d'approvazione
così spesso mi sento
con te a cui ogni rilievo va stretto,
avida giovinezza cieca
la modestia non contempla,
e in una commedia sempre uguale
m'arresta come donna sconfitta.
Con quanta presunzione
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 | Occhi con pupille languide
piene di velata malinconia
e quella ruga silenziosa lì’
proprio sopra la guancia
a segnare il tempo trascorso
che mai più tornerà indietro
sguardo di chi ha già visto
troppi occhi chiusi o
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Piangevi la sera
e non ho mai capito
se le nuvole sapessero
delle tue lacrime
O se anche il cielo
fosse un segreto
stretto fra i capelli
che scendevano folti
Cantavi una melodia
la canzone delle pietre
e la strada nascondeva
il buio della
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 | intrecci vene oltre il distacco delle distanze
acque reflue in questo continuo navigare
fra le vertebre non hai che silenzi
e t’ingravidi solo di semi sterili.
non si accecano i tuoi occhi
tutto tramonta oltre i ricordi e sono balocchi le
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| Jibi |
05/02/2016 14:00 | 2537 |
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| Delle donne belle s'accorgon tutti
quelle brutte nessun le nota
neanche a distinguer cavedano da trota.
A volte son vittime di farabutti
che a truffare il loro cuore timido
perdono denaro e prendon qualche livido.
Navigano sempre in torbidi
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| d'azzurro vestivi i sogni
e per gioco contavi le stelle
ora, non sei più bambina
la fiaba è volata, il principe è fuggito
e un nero mantello t' avvolge
per lui,
sei terra da rivoltare
e con la vanga ti sconvolge il cuore
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Che lei sia libera
di fare luce
con le sue lanterne
per appartarsi
in qualche spicchio di luna.
Forse
con una donna
non serve dividere corone
meglio farsi esuli insieme
navigare con lei
approdare su placide sabbie
dove lei è
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Percorrono il tuo corpo
frammenti d'emozione
solchi profondi
labirinti intrecciati
da fiumi di lacrime
colline che convergono sul cuore
sul capo tuo
argentea esperienza
dal quale nutrirsi
come stilla d'oro
farne tesoro
armoniche
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 | La donna è una farfalla dalle ali colorate.
Vola piano dentro al bosco dell'umano.
Porta pollini di fiori,
porta gioia con amore dentro ai cuori.
E' la madre di ogni uomo
è la sposa naturale.
E' l'incanto della vita
è la
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lei, lei, lei
lei è il soffio
del cuore mio
travolto dalla bellezza
che anima
ogni mio istante
lei, lei, lei
lei è fiore del campo
preziosa gemma
ai miei occhi
pregnante d' amore
senza lei nulla può
lei, lei,
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 | Era l'ultima casa, più oltre solo il mare.
Una casetta sbilenca, una corda tesa,
un telo sdrucito quale distintivo,
unico confine al sole.
Vi abitava lei con un gatto ozioso
e di notte vendeva a chi lo chiedeva
un'ora d'amore.
Fosse
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Cosa avrà mai la regina
sull’ali delle rughe
Son rigoli funesti
fra pieghe di piume
- innocenti –
Son tempi vissuti
su aghi di ghiaccio
Son brandelli di pelle
su tegole spuntate
Cosa mai avrà la regina
incastonato
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Ascolto un tintinnio
in lontananza
un tamburello che scuote
le pietre del selciato
sono i tuoi tacchi
il mio risveglio mattutino
quando in via San Vincenzo
l’aroma di focaccia e di brioche
avvolge le narici dei viandanti
la musica che svela
la
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Decennale persecutio di malvagia madama
schernitrice della sua luminosa aura.
Ha rantolato e scavato nel buio
atteso in silenzio serrata nel suo confino,
subito l’onta di immeritati macigni
e inusitati funerei giorni.
Ha sanguinato in
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tu come me
inseguii con gli occhi il giorno
come gli aquiloni librati
sull'oceano di ricordi
e provai a sognare cieli aperti
nelle distese ardite e risalite
per non morire adesso
tu come me
inseguii le comete di Orione
come se
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Non conosco di te che il tuo viso,
schizzo lieve di donna su una pagina virtuale.
Solo un volto stampato su una fotografia,
sguardo d’occhi vivaci riflessi in dolci nostalgie
come di brume autunnali al settentrione.
E il fiero sorriso di
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e nel nascer fosti nube
e poi mare in burrasca
e come onda frangesti riva
che divenne sospiro
e nell 'oceano di parole
mi venne a cercare l'amore
su ali di farfalle
mi sorrise come una bimba
davanti ad un gelato di fragola
e mi prese
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Sorte funesta a contornar vita,
tradito amor in
folle cantar su rio, e
sentenziare bramosa pena,
solerte musa
ad ispirar tragedia a corte.
Ti rinnegò l’amore che bramasti,
invano incidere sul cuore,
plagiata e disillusa.
Oscura ombra a
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 | Amala senza parsimonia
lei che ha scritto pagine indelebili
sul tuo diario e ogni dì colora,
estasi di un attimo o di una vita
meraviglia che fiorisce fra le dita
nel rispetto di un corpo e una storia.
Troppo dolore si fa avanti
nel
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Sii forte
nell’udir scoppiare il cuore.
Forte come il vento
che smuove le onde
in un sol momento.
La roccia al passar
della grandine,
la canna che s’abbassa
e non si rompe,
il seme calpestato
ma rinasce rigoglio.
Risolleva lo sguardo
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scuotono gl inquieti pensieri
la brezza ribelle
che s 'alza dal mare
con la forza di Poseidone
soffiando come il mulino di Cervantes
fino alle radici dell 'anima
vibrano le chiome
affacciati ai trent'anni di vita
dove tutto rimane
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Smarrita nella miopia del suo splendore
spessi occhiali e mani piccole
vortici di trame di brughiere e nembi parigini
fate d’inchiostro e demoni stampati.
Precoce presagio di intuizioni mature
lungimiranti visioni introspettive
totalmente
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Chissà cosa pensi?
Aggroviglio di matassa i pensieri,
striscianti vipere avvelenate,
stanca bruma e nuvole a scendere dal cielo.
Passato ad appartenere al tempo,
giochi di memoria in placido sentire.
Chissà cosa pensi?
Sul viso fantasmi a divenire
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Mia donna, e car'amica,
dai aiuto sostanziale
pel valore ch'equivale
al tuo stimolo di vita.
Quel che apprezzo io di te
è sicuro la schiettezza,
che ti viene con scaltrezza,
ma, è una sberla su di me!
Ciò che credi,
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E il padrone aveva più appartamenti
che peli nel naso flaccido
e tanti appartamenti
quante le maledizioni sul culo.
E lei non sapeva che santi pregare
con i suoi figli quasi grandi
e un marito senza lavoro.
Quel cielo grigio piombo
e i
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Disse piano
nel fragore dei presenti
parole cocenti
scaraventate al cielo
con un fil di voce,
fremente in viso
ma ormai rassegnata
Triste e scarmigliata
udiva urla
nel tormento del suo cuore,
lacrime amare
le sgorgavano copiose
rigando
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Vivevi in un limbo dove fiori di luce
erano i pensieri e la speranza di verde
dipingeva le smeraldine acque
di un mare che ai tuoi mattini
lavava l'insonnia delle notti
E la quiete intorno così palpabile
non era scossa ancora da mormorii
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 | Par manchi in confronto ...
mentre invece abbonda:
ed è più forte dentro!
Però, non capisco:
se par che interessi ...
rifiuta se ti offri!
Mai dice che vuole ...
né l'esperienza giova:
ché un'altra
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6688 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 1801 al n° 1830.
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