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Le 23867 poesie in esclusiva dell'argomento "Impressioni"
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 | Prima ancora dell’anno domini
sulle spalle grava l’umanità
sete d’Adamo ed Eva
il frutto proibito dell’inganno
zanne d’un Dio malefico
il serpente che ancora morde
come pure chi nacque re
che il reame sul dorso aveva
a discapito del
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| Il sole taglia in due la strada,
come succede dentro certi sogni.
Io, nella parte chiara,
faccio un’ombra breve,
assorbo il caldo e aspetto
con le scarpe incollate al lastricato.
Di fronte a me, nel nero,
c’è la fermata del diciotto
con
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Nel fiume del futuro
corre via il mio treno
e, dove porta non so...
come un lenzuolo di seta
che accarezza la pelle
rincorro desideri mai spenti
che sanno cantare...
mentre la mente sfoltisce
i contrasti della mia fantasia
vedo sfumare i
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 | Imprigionate
stelle
su orme cadenti
di opere nere,
come le orme
ch'appongo
al mio
attuale
tramontare.
Non so cosa
si cela dietro
il liquido viso
di una lacrima:
se scende
è perché ha un suo
naturale senso
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 | Sulle spalle ho la sete
Mi sono legato mani e piedi
In bocca ho un pugnale
La tua certezza saccente
sarà la corda che ci lega
Il mio volo liberatorio
il pugnale che la lacererà
Il mio sforzo mascellare
l'occasione persa
Non
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Nel grido stridulo di un'aria di tempesta
cerco di ricomporre
tasselli di un puzzle scomposto
là dove ossequiate certezze
soccombono
recise da un vento di bora.
Piange il tempo su sanguinanti ferite
che dai suoi rami grondano in lenta
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 | S'io fossi
una farfalla
volerei sui fiori più belli,
per portare il nettare
della Bellezza
agli occhi
degli uomini.
Se fossi
un gattino
sarei felice del mio mondo.
Ma la sete ch'io porto
sulle mie spalle, è d'assoluto...
E
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 | all'occorrenza invento parole
versi efficaci contenuti universali
s'oppone all'istante caotico miscuglio
sbuffa da bocche a latere
fumi ammalianti e soavi
carezzano le menzogne
sogni e desideri mai espressi
all'abbraccio di un coniglio
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Vado cercando il mio cuore
nel giardino che raccoglie le
stelle cadenti, i petali dei fiori
recisi.
Vado cercando la mia anima
in quel luogo ora inerte, che
fu dimora di api e farfalle.
Un tempo quel luogo era
perfetto, brillava di caldo
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Ho perduto, tra le infinite stelle
l’antica traccia del mio vissuto.
Corro all’indietro, sul nastro del tempo
ritrovo la scintilla che innescò il
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 | Un mormorio di lunghi giorni
Lascia, solo, il pendio del colle
Straziato, sull'erta
Che attorciglia i nudi sentieri
Il cuore, va
Va ancora, sul passo
Del silenzio
Riflesso nel rio giù, nella valle
D'azzurro si riveste
E
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L’umidità dell’aria scivola leggera, sfiorando
lo spogliarsi lento dei verdi già appassiti
nell’addio ai rami di una selva che rintocca
Adagio, una lacrima, di un usignolo perso
fra le nuvole del cielo in agonia di pioggia
tintinnio oscuro di una
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Festa di borgata
È festa nel borgo
e gli anni son passati
quelli che stavano in balcone
sono andati o son diventati
bianchi come cera.
Tutto come acqua
sotto i ponti scorre e va
e ciò che era
altro è divenuto
come la
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perle di cielo
le stelle liquefatte
da un rimpianto (D)
Vista da fuori la tenebra mentiva
ogni stella che non fosse amore
e follie di cuore da dare al fato
in pegno di un rimpianto morto
La luna era una luce straniera,
vestiva argento per non
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 | La grande confusione
Per far scoppiare la pace.
A chilometri di distanza
Sboccia un bagliore arcobaleno
Come un fluido notturno nel cielo...
"Illumina alcuni millenni nella sua minima espansione di una prigione massima nel tempo"
E si
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tra i rami
come nodi che aspettano
alla mattina
il susseguirsi di cinguettii
rincorrere di luci
latrati lontani:
sentore di neve
e di passi
che non hanno eco
al limitare del bosco
solitarie, le case
semplici
del fiato che ci
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Cos’è che rianima spente emozioni?
è scossa orgasmica,
è un impulso elettrico?
cos’è che ridà vita a giorni nati morti
figli di un’ordinaria condizione
definita umana
il tempo dorme cullato dal soffice
candore
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La nebbia immerge del verno l’effigie,
e ‘l ciel del vespero ghiaccia, e le meste
orme di brina pell’orride e grigie
fosche svaniscono, ed ombre funeste
s’alzan, e viene sì tosto la Notte -
oblio di nebbie con voce di strige -
e tetre
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Laddove il Mare d’Adria si restringe,
e la bora sbuffando l’aëre imbruna,
sorge l’Istria che invadente si spinge
a sud verso la Dalmata Laguna,
mentre a nord intorno a un golfo si stringe.
Lì Trieste fondò la sua fortuna,
e
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 | L'emozione è un filo d'erba
fluttuante
freme, si piega
annuncia tempeste
lavacri di lacrime come
piogge dilavanti
alle fragili radici
S'accende di un riflesso di sole
brilla con diamantino bagliore
solfeggia violini in una sinfonia di
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Tornando per la via aspra e sassosa
nel mezzo del dolce calar del Sole
ch'ispira 'l m'intelletto a scriver prosa.
Ch'infonde nel mi cor gentil parole,
per tutto ch'intorno a me circonda;
lo che m'ausilia e lo che mi duole.
Cammin dove
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Ho sognato...
un lungo viale
alberi che piangono rugiada
il vento nei respiri dei rami
che canta come un lupo
e la luna guardiana della notte...
Foglie ingiallite
che scricchiolano sotto i miei piedi
nella bruma della
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lacrime inconsapevoli
salgono dall'anima
toccata da vibrazioni
del vivere di te
di te
che suoni le mie mani
tra bianchi e neri
di geniali vite
in lucidi legni
dorati coni
e corde d'archi
carezze su capelli tesi
eccitano
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sorrisi falsi
spirati con la luna
e col suo gelo (D)
Temo il silenzio dei giorni lieti,
la nuvola in attesa di colpire
respiri e speranze immobili,
inermi nel loro lento incedere
Tremo il giorno ed i suoi passi,
la luce che ritorna per
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un freddo tramonto d'autunno
mi rapisce improvviso
mentre un delicato ricordo
riaffiora dal profondo della mente
lenta la notte si avvicina all'anima
avvolgendo ogni cosa nel suo silenzio
spazio colmo di quiete
dove i sogni volano
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 | Mi entri...
E' un'emozione quando sorge il sole
Un forte giorno con Dio.
Chi provoca un addio, provoca il dolore o provoca l'amore.
Il Brivido si dissolve tra il freddo
Del terrore.
Ed io ho fame del piacere della mia donna
Ho fame della sua
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 | per quanto angusto lo spazio di questa stanza
esso può contenere un animo intero
vederlo piangere, soffrire e risorgere ogni istante
al mattino dietro l'alba del nuovo giorno
alla luce del sole sorge il bello
del brutto non ha
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| Luci nel quartiere
suffuse all'imbrunire
s'accendono rare
focolai di storie
finite o mai iniziate.
Ormai le stelle
gocce preziose
sono arrivate
a coricare il giorno.
Gorgoglia il sottofondo
rombo di motori
ribollire inquieto
del concerto
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| La sete che divora la sete
Innesto di corpi nell’orizzonte
Che la lingua di terra congiunge al mare
La sete che appaga la
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| E passano i giorni
come mute sfortune.
Le conosco,
come conosco il ghiaccio
di parole sputate.
.
Lingua malevola
vestita di ruggine
esiliando sogni,
duplicando croci,
.
quale ombra nefasta
nascosta tra i fauni,
vilipendendo il cammino
di un
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 | Assetata poesia
rincorri ogni istante
rimani a me distante
lasci,
carezze e gemme andate,
e nelle mancate rime
un gemito mi opprime,
e resti vita
sete sulle spalle
nel tempo a valle
ricopre voli
in uno sguardo ascritto.
Ed è
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23867 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 10561 al n° 10590.
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