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♦ Mario Bugli | |
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Le 23912 poesie in esclusiva dell'argomento "Impressioni"
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Luce...
luce...
luce...
oltre la luce e l'ombra,
profondo input per rivisitare
storie, nell'umano naufragare.
Oltre l'ombra la luce
per irradiarti di nuovo tepore,
raggio corposo
in alba e dì radioso.
Senza paura e
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Fertili pendii ammantati di viti
e fruttuosi ulivi al rifiorir del sole.
Degne parole d’amore invadono il cuore
Rigogliosi germogliano gli annunciati frutti
e, simile al sole
ascoso nel cuore
un cantico d’amore.
Frutti assaporati,
tramonti
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dopo la notte il giorno
dopo il buio la luce
petali che crescon con le stelle
foglie che al mattino
salutano la luna
fiori
che dalla mente
prendon vita
s'arrrampicano
con la forza di un gigante
lungo astratti confini di cielo
hanno il
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Midesa |
10/07/2012 08:51 | 4410 |
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afasia d'un amore
spento di notti
svuotate di lacrime
arido inverno
d'un cuore di spine
sciolte di strepiti
sfiniti di bambino
vertigine d'un
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Fra gli sguardi
Orma impressa
D'un udire
Tra frammenti e lettere
Intrise sulle spazzole
Che graffiano il suono
Rimpallo
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Del silenzio,
siete per le orecchie
il ronzio straziante dell'aria quiete.
Come il vento sibilate
E v'infiltrate dalle fessure
e dalle finestre semi chiuse
e d'un vile falso amore quasi
ad'un simile approccio
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Stupido fiocco di luce
sputato dal sole morente
già alla deriva,
sei un istante bastardo
di sogni disperati,
dispersi.
Un sasso
nello stagno mascherato di blu,
uno schizzo di tempo
nel giorno che chiamano vita.
E mentre raccolgo stille di
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Il tempo corre senza fretta
e mi lascia la quiete in regalo.
Il vento pizzica il silenzio
mentre ricalco di altri passi le orme.
Percepisco il moto delle onde,
un'onda che arriva, un'onda se né va.
Cosi ritaglio l'orizzonte
e né
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Guardando l'ampolla qualcosa si muove,
riflesso sul vetro bagnato dall'acqua,
vedo me stesso con gli occhi socchiusi,
le nari allargate, il mento appuntito,
la fronte depressa, la bocca di un bimbo.
Distorsione! E' un effetto mi sento
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Di notte è uscita
Dal sogno è partita
Scivola presto
Nel mio immaginario
Scrivi qualcosa
Nel mio diario
Spendi umorismo
E poesia d'amore
In cerca di sogni e
D'illusioni d'autore
Fa che la storia si ripeta presto
Fa che
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Pieno di parole
Se mi rimane un grammo di amore
E' un girasole di sorrisi
L'aria da consumare
E sono qui
Uno specchio che si guarda
Come se bastasse la meraviglia
Come se l'avessi in tasca
E se mi rimane blu da vedere
Tanto da seminare e
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 | Leggero soffia il vento
nel sol che splende
cade ricchezza d'oro
dal cielo di fluttuanti steli
sono semi imbionditi
dal sol leone sulla collina
che dapprima era come smeraldi
E tu che splendi
su filigrana rovente
io come incanto
il
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Una foglia diventa cristallo
due raggi gli steli e le piume
il soffice vento disseta
parole perdute.
L'acqua azzurrina poi tace
per gli infidi lidi selvaggi
tesse soltando due gocce
che vibrano pace.
L'alba straluce possente
silvestre
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 | Vorrei un giorno rinascere
Anemone rosa
tra le tue mani
Candido di pensieri
m'addolcirei dormendo
Conquisterei come
Vela ardente
Nella tua meta solitaria
Ti doneri
Un mio sorriso
E fiori d'arancio
Fra la capigliatura
Diadema
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| Come un film in bianco e nero
passano i ricordi sul nastro,
momenti vissuti e non esistiti
viaggi tra le nuvole dei desideri
valzer negli olocausti della mente,
tramonti di speranze assopite
parole che han solcato i Pirenei,
con la voglia di non
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| Antiche fronde
scosse dal tenue vento
s'arricciano in foglie
volteggianti nel perso aere
Ritrovo d'anziani
sotto l'ombra secolare
che raccontano storie
al fremito del fogliame
Le piante ascoltano
immobili statuarie
da secoli
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 | Sono incubi
quelli che
precedono le mie notti,
dove il futuro imbastito,
d'umanità latente
- risorge -
fievole ed insicuro,
ai primi raggi
d'un sole demoniaco.
Nel suo gelo sfioriscono,
begonie d'ombra
dai colori
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| EnzoL |
08/07/2012 19:31 | 2288 |
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 | Quando avvolge il freddo questa angusta altana
di cemento eretta a postazion di sentinella, si
raggela nelle vene il sangue e del calor si spegne
anche l'ultima fiammella.
Nell'impietosa notte senza luna, fucile in spalla,
ombra non vedo alcuna
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| Il bullone è tirato
Ma il rubinetto perde
La sciarpa è di lana
Quella che fa i pallini
Il rumore è del filo di perle
Che sbattono sul lavandino
Per poter andare avanti
È necessario strappare il ticket
Mettersi
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 | Snodami dai tuoi lacci scuri
Fermami in librar di parola
Ho movimento sonante
Tra le dita dal sapore aspro
Che trattine il tuo aroma
Bruno evocare d'altra parte
Aculeo germogliato
Fra grette strette di giardino
Tangibile appena
In queste
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| rosseggia e riflette
il bagliore di fuoco
sul profilo del monte
incendia le immobili fronde
la calura ora scende
sulla pelle sudata
è sospesa la luna
in questa notte calda
dove i profumi
inebriano lo spirito
e sulla lastra traspare
la
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| Presto, il cuore lo sa,
prima del Sole allo Zenit
presto sarà tardi
e le parole cadranno al suolo
acerbe,
frutti immaturi sradicati
dalla tempesta di vento.
C'è chi nasce all'ombra
di un naturale riparo
e chi la sorte espose
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| Acqua di colonia,
esotico ribes,
roseti e ciliegi
raccontati da progeniti...
ricami e coperte
tenere creature
rifugiati in un'essenza arcaica.
Storie fuggenti,
tesori nascosti
Ventagli intagliati tra rami scoscesi.
Cerco tra rami e foglie
le
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 | ho indossato un abito color arancio
l'ho raccolto dal ramo più alto
non c'era attesa nell'indossarlo
ero sospesa nel silenzio di un tempo infinito
nel quale avrei donato un sorriso
ho camminato a piedi nudi sui sassi bianchi ardenti
non
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| *
...quel cielo
dag' occhi
amato, inseguito...
più volte soltanto
osservato...
*
è azzurro intenso
immenso, distante
e ancora più forte ti attira...
*
E' nel
momento in cui
dubiti di volare...
*
Che perdi per
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| Declina verso il mare la collina
e sfoggia oggi la sua migliore veste
arbusti minuti
e verdi piante cresciute grandi.
Deposte le preoccupazioni
ormai curvo e col crine bianco
m'attardo davanti un bicchiere
d'ambrata malvasia
a goder di
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| Cura il sasso e
Centotre acini intorno
Alla tua voce
Un sillabar da nulla
Se miro lo sguardo
Alle stagioni ardenti
Soli appesi come lumi
E frutti rossi
E mi disperdo in una speranza
Che distende gl'occhi silenti
Ne faccio fiori di campo
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| Le donne a lavare panni
sulle pietre dure del fiume
e i serpenti a scegliere
gli occhi del sapone.
Le camicie nere
al parco
garrivano alle gambe
di quelle donne
con la loro inutilità
di sonagli e pomodori marci.
La più
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 | forse
meritavo di più d'un compìto thè
al limone
e della tua santa benedizione
spruzzata così
senza troppo pensare
forse meritavi di più
di banali parole
buttate su un selciato
d'impronte da
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 | ostinata la schiena
e il labbro sghembo
per disgusto astioso
fino alla punta dei capelli
tic tac le scarpe nuove
nel sole di mezzogiorno
i tuoi bianchi polpacci
depilati malamente
il pomeriggio in sottoscala
silenzio neanche una parola
solo
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| hy ju |
06/07/2012 17:35 | 1860 |
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| O lira tu che con flebile voce
le selve e i rivi di tua grazia allieti,
fatal membranza ti mostri e gl'inquieti
spirti dell'alba distendi agli Dei
dormienti ancora su'i ceppi di Norna
che gli alti fati discerne per rune;
e tu arpa molle,
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23912 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 13921 al n° 13950.
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