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Le 23859 poesie in esclusiva dell'argomento "Impressioni"
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investita
da folate sferzanti
discese le tenebre
sull'anima buia
divenuto deserto tutt'intorno
m'appello a tutte le mie risorse
e avvinghiata
ad un appiglio rimasto
-dentro me stessa-
in mezzo ad una tempesta
che speravo dimenticata
che
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Il grigior di cielo
ch’assedia ogni cosa,
nell’animo, è nero.
Lo sento,
calar mesto
su coltri sgualcite,
il vuoto che, apatico,
opprime
l’interno di
queste, a me,
avvezze mura
or pregne soltanto
di clinico tanfo.
Nel tronfio
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Brandello di quiete,
scampato
alla pioggia
delle ore in permanente
stato di agitazione,
accompagna
la madre,
la moglie, la lavoratrice
fin sopra il divano
del fiato tirato.
Solo un attimo
isolato,
per poi rilanciarsi
di
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Stanche stanze vuote
s'affacciano sul mondo
senza un che da rimarcare
mentre il fiume, sai,
si snoda lungo fronde
smosse dal vento
nel costante pullulare
delle luci intermittenti,
indifferentemente
accese spente accese,
dentro il grande via
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Di lontano ne scorgo or l’albe cime,
possenti e portentose, e al ciel sublime
di pallido ghiacciar e tetra avvinta
di nevi pinta
una vetta si balza, ed è ‘l Cervino
e l’elvetico sta gentil cammino,
come una chioma or d’un Mostro che
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Canovacci stantii, tolleranze occultate
nei precordi dell'animo sfrondato;
si fa sera.
Tra un rivolo di sale, e impegni
ai piantoni di strada.
Tu sai che le gocce in un secchio
abiurano l'immenso vagare;
sonnecchiano rimosse dai
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 | a volte
è tutto cosi magico
dietro ad un bacio rubato
una carezza sollevata dal vento
un abbraccio che mi strinse il cuore
senza mai lasciarlo un attimo
a volte
credo che il mondo
sia in sintonia con quello che sento
senza compromessi ne
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| danza tuono scalzo d'un demonio di follia
lacrima d'una chiusa di anime che pregano resistenza
anarchico sole che disegni cappi d'infinite pietà
t'ho ucciso amore di stelle scolorate d'umanità
libertà dolcissima di
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 | Mi sveglio preoccupato
data la notte tarda
in ascolto è il mio silenzio
il cielo batte alla finestra
vuole entrare.
Lento prepotente ritmo
si scatenano le acque
il tetto vogliono violare
ma dura poco:
d'una farfalla il battito.
La pace
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Furore di Libeccio
frusti inquiete chiome,
ossigeno tra volute.
Aizzi ciocche incatenate alle ragioni e sciolte
alle estremità delle follie annodate
tra i capelli e gli ostinati lacci delle mie scarpe
lacere.
Smaniose di
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 | Bisogna saper vivere
scandagliare la forma
senza pietà
estinguere la quotidianità
restare quanto tutti fuggono.
Spezzare, ricomporre
e saper gettare nella polvere
entrare in crisi ed uscirne
con la pelle bollente
bruciare nel
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 | Che ne è
del tempo che fu,
che se ne è andato
e non ritorna?
Che ne è
dei giorni d’attesa
d’un anima
rimasta sola
sulla soglia del tempo
e che ricorda
la pioggia discesa,
dispersa e ritornata
alla terra, al
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| Tenerezze
invogliano a partecipare
a quel convivio
dove un pizzico di buonumore
riesce a distrarre
affinché si possano alleggerire
situazioni ormai al limite
spade arrugginite volteggiano
guidate da un vento improvviso
capace di portare con
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| Un rudere si giace e in sulla brina
d’intorno la risaja
infinita s’estende, e presso un’aïa
sen sta ferina.
Allora da lontano un cane abbaja,
e quei che s’avvicina
tristo ei n’avverte o al dolor lo destina
in voce gaja;
e un giorno qui
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| Attimi sospesi
Forse istanti?
Un continuo misurarsi
In metrici passi
E, quindi: Avanti.
Senza mai voltarsi.
Indifferenti alle attese altrui,
Scansarsi senza affannarsi,
Evitare di incontrarsi
E sempre accomiatarsi
Tra stucchevoli sguardi
Che
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Briosi tifano partita del cuore,
tredici Angeli van oltre l’oblio,
grida di gioia libran come foglie,
armonia rallegra spazio lugubre.
Son freschi fiori, rallegran natura,
ma tornado violento,
al vento li spazza,
cadono a terra, mitraglia falcia,
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Dì loro
che non conoscevo il tuo nome
e che ogni mattina
conservavo le ombre del cielo
Riferisci il peccato
ma non il dolore delle notti
di quel nostro vagare
fra le gocce dei pomeriggi ignoti
Dì loro
che non ho mai giurato
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 | Vieni con me all’Isola Madre,
pugno di terra sull’azzurro frangente
del Verbano, lussuriosa carezza
cullante flora e fauna da paesi lontani
in brada miscellanea ridente
Ginkgo biloba e fagiani,
pappagalli e ibischi, pavoni e azalee
nel giardino
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 | Sulla soglia dell’orizzonte
il tramonto s’è addormentato
e sull’arenile regna il silenzio,
anche la risacca ha smesso di sputare
e più non s’ode il mare
né respirano le onde
che pigramente lambiscono la riva.
In questi frangenti;
nel profondo
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Il profumo del bosco
ha cento minuti contati.
E' l’universo, in cui si scioglie l’estate
e resta il suo lindo sorriso.
Il cuore si lascia cullare,
e gli antichi sapori
sparsi fra le dure brughiere
si fanno come sane preghiere
per le foglie del
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 | Un sincero bacio
da vecchi amici,
una tremante carezza
a sfiorar la guancia
per sussurare direttamente al cuore
quello che le labbra
non riescono a dire,
quello che non può finire.
Un irreale silenzio ci abbraccia
in questo temuto
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 | Rientro per consuetudine
più che per mancanza.
L'onda dei giorni cadenzati
da tiepidi soli e crepuscoli
si fa forma ombreggiata.
Siffatto accade a lasciar
per strada il pathos d'amore
spunta agli occhi e nel cuore
a dar anima a
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Credi in un'entità
che governa l'Universo
pensi che distruggerà
tutto ciò che sarà terso,
credi che non esista
colui che governa il mondo
che ha creato razza mista
trasformando il quadro in tondo
credi
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Luna decembrina, vezzosa sei
intenta a rimirarti in quieto torrente;
buio sconfiggi, per poco,
di nero inchiostro attenuato.
Diafane le colline,
d’alabastro i fianchi,
l’ombra permane al limitar del vedo orizzonte;
come insetto
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Poesia che d'aria respira
nelle oniriche immagini,
tra gli anelli di fumo e di seta,
spinte dall'onda del vento.
Poesia che di fuoco arde e brucia,
tra le vene accese
e nel cobalto di Rosa scucite.
Sulla scia di miele e di spuma,
tra le Vele
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Ali ripiegate
che attendono un nuovo cielo
le nuvole ed un volo
che non tema mai lamento
Sogni un po' sbiaditi
che preghino una pioggia
la goccia di profumo che mancava
per tradire ancora un'alba
Respiri rimandati
per oltrepassare il
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Pullula nell'aria terrore,
oscura il tempo ansia... paura,
cellula fanatica sparge morte,
come uragano la quiete frantuma.
Spezza filo d’amore al sorger del sole,
violenza ferisce luce dell’anima,
pensiero s’intorbidisce
come fiume in
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 | fronde amare
sbuffano come treni
negli aperti solchi
di malinconie adombrate
dalle espressioni assorte
dove mi confinai tra le pieghe del deserto
veleggiando con il maestrale
ricoperto di cenere sul mio viso
solcai chimere
come lenzuoli stesi
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Per i miei occhi
- E per chi vegliò oltre Orione sgargiante
battesimi pagani imbevono le Ammiccanti
del vicolo sterrato e meno caro
Che le comunioni son pagate e succhiate
oscenamente ad insultare il proprio Voto:
corda vibrante d’arpa
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 | Onde
senza apparente meta
che
danzano e schiumano,
frangono, disperdono,
colano di fragore,
fagocitano di colore
con
sabbie di vento ed acqua
su dipinto astratto.
Discinto manto
di lunghi silenzi adorna,
è
un moto di musica
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Immagino
pensieri, trovarsi ieri
nei colori della vita
pesanti e in salita
gustare la marea
copre ogni cosa vera
formare quei silenzi
parole senza sole
riscaldare con le nuvole
gli inverni dei miei versi.
Immagino
parlare a chi non
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23859 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 8371 al n° 8400.
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