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♦ rita damonte | |
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Luglio 2026 |
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Le 32811 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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E' il ritratto di una sera
che se ne va
prima che i colori
si spengano al buio
Ci sono giorni
che finiscono senza colori
altri che urlano vita
sembra quasi che
non vogliano mai finire
Ma è tempo solo tempo
a noi rimane il
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 | Talora fragile e spenta
gravata di vita trascorsa
-con il timone guasto-
di ogni risorsa priva.
Immobile in un angolo sto
estremo rifugio della mente.
-Polveroso strumento rugginoso -
Talora fluttuo morbida
tra il plancton di un mare
quasi
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Circonvoluzioni nella testa e nella pancia
l’una è l’eco dell’altra.
Mi scuote i visceri il suo pensiero.
A volte si muore per futili motivi:
una telefonata che non arriva
un volume alto
il rifiuto per un parcheggio di pace.
Non c’è giustizia
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Ho questo dolore dentro
mi prende
schiacciando certezze
un treno veloce su binari in bilico
supera distanze e chiude occhi
lasciando gola e lingua secca
La voce,
stanca e flebile,
oltrepassa il tuo sentire che non ascolta
Solo il mio
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insonne
gli occhi chiusi
le orbite stanche
e il desiderio
di vendere cara la pelle
affittasi anima
per una seconda vita
quella già
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È tra paesaggi confusi ad arte
che in disordine i ricordi si posano
nelle mie mani un tempo vuote
restando aggrappati quasi al bordo
nello sfilacciare colori ai sogni
divenuti ora pacate litanie in lontananza...
alla mia flebile
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Dopo la pioggia
stavo fermo ad aspettare
quasi il tempo fosse amore
per i gesti senza storia
Una foglia
con le gocce nere appese
ed il cuore che cercava
qualche ombra ancora viva
Qui non c'è posto
per le ultime illusioni
e per il
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Trascorsi
sotto volte stellate
ponendo domande
all'infinito muto
ascoltando
null'altro
che il respiro del mare.
Mentre
onde e sirene
languidi danzanti,
incanti di stelle
assopiscono
i miei mutevoli
pensieri
di risposte
ancora.
orfani
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Inconscio
alchimia del cervello
sogno metafisico
quadro dell’anima
inconscio
un bacio sul ruscello
le tue carezze
sono bambino perdonami
inconscio
il grigio di una nuvola
tempesta di ricordi
raccoglievi fragole
inconscio
mi prendi per
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In filo d’ordito di terra bagnata coperta
di sogni finemente tramati, m’aggrada
ritrovar radici di tempi remoti.
Far riaffiorare ricami di vita, in tenui colori
rubati a fiori appena sbocciati, a spicchi
d’aurore da poco nate, sogni tramati
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Il molo di Chichiriviche e pellicani cechi
la tua bocca che narra storie di mare
fantasmi masturbati dalle onde.
Le fregate che rubano il pesce
il maschio sui rami delle mangrovie
accetto il mio dolore senza lamenti.
Il fantasma cieco del
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Timidi rigurgiti di primavera
nel cinguettio mattutino del sole
Quella bruma che sale
come un fumo indigesto
ha il ricordo dell’inverno
e del tempo che non si ferma
Nel cielo quasi bianco
un pastello d’azzurro
si incontra laggiù
dove
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 | Mentre torna l'aurora
è stretto il vestito cucito alla pelle
dalla crisalide esce alle stelle.
Scivola libera
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| Ripenso a questa vita
guardandomi allo specchio che non mi vede
mentre il profumo di muschio bianco
si diffonde nella stanza
Vedo la pioggia dalla finestra chiusa
scende molestando fiori che sulle aiuole dei giardini
dormono aspettando la
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 | Ma quale poeta del cazzo,
io scrivo perché sono stronzo;
e poi sono pure vigliacco:
io scrivo, cosi non affronto.
Vorrei non avere più il tempo
d’ immergermi dentro i meandri
di questa mente di merda
che mente ogni volta che pensa.
Vorrei
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Scandagliare il fondale dell’anima, ricercare
valori affogati nel tempo, rinvenire in barlumi
di luce filtrata forme d’ ombre inespresse,
cancellate.
Tra le acque del Lete liberar l’urlo silente
di un oblio sconfinato, reminiscente.
Perdersi
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 | Rubo tempo alla notte
per placare l’anima,
dipanare pensieri, socchiudere
occhi asciutti, brucianti.
M’attardo, non voglio incontrare
quel cuscino d’indifferenza
che aspetta
per pungermi ancora.
Dubbio, incertezza, silenzio
turbano sempre
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| La luce
lambiva i margini del mondo
ed il Tempo
sembrava placare
i suoi battiti ossessivi.
Un occhio immenso
abbracciava
distanze
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| Cercami ancora tra le pieghe
e gli esausti grovigli
ci ho perso dentro l'orizzonte
e i bei tramonti d'autunno.
Parole ne ho poche da dire
meglio dimenticare a quanto ne so
meglio sarebbe tacere, magari dormire.
Al riparo dai sogni s'
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 | Vestita di nebbia
ti incammini per
mondi sconosciuti,
sigaretta tra le dita
il fumo si confonde
con la notte.
Vestita di nebbia
ti allontani dai miei
sogni,
ed una cruda realtà
si fa strada
nella mia mente.
Vestita di
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 | Il pungente mattino
spalanca le finestre
ad un sole svogliato
oltre l'azzurro orizzonte,
linee velate di nuvole.
Neve sulle alture
città fumose, strade
come curvi artigli
tra ammassi di case.
Tracima il mio cuore
quasi simile
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| Passi leggeri, felpati, passi che non fanno rumore
passi
Passi di gatto che annusa la sua coda
passi
Passi di tacchi, lunghi, sottili, tacchi di donna
passi
Cammino dove il mio rumore esplode
con saliva acida
esplode
Aspetto
seduto sul
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| Sono visione silente,
fantasma che batte gli orologi del tempo,
e sgranando ore ormai consumate
affondo nei ricordi
che imprigionano i minuti
come anelli d’ombra.
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MELANCOLÍA
Soy visión callada,
fantasma que pulsa los relojes del tiempo,
y
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Ricordo
lo sguardo,
che rivestiva
il tuo esser uomo
nel tempo
che amavi donarti...
Ora triste,
con nostalgia
nutri i
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 | Parlando con l'aurora
le ho chiesto una magia
un'alba che sorrida
una carezza del vento soave e fresca
un bacio dal Mondo
con labbra saline e brucianti d'amore!
Sono solitaria
vivo nel bosco dei sogni
assorta riscopro musiche d'altri
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| Nel fondo
del fondo delle cose
c’è
un grido strozzato
un dolore rappreso
coacervo
di ogni umano dolore
nera voragine al confine della vita
funesta contrada
sotto un cielo
squarciato da una paura
che
non conosce conforto.
Tra le sue vie
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eppure muoio
questa morte arriva in punta di piedi
in un giorno qualsiasi
mi prende dalle spalle con mano fredda
come una vigliacca
formicoli gelidi le sue dita
costringono il sangue a salire su
su in cima al respiro
mi soffoca
mi
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scivola nel buio
della coscienza
sapore acre di metallo
doppia lama nella notte
amore - odio
pulviscolo di cenere
il dubbio resta
nella testa
domanda - risposta
cede al sospetto
l'incanto di occhi pieni
di sentimento
respiro fragile
fiato
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 | Dentro i palmi chiusi
trattengo la mia fragilità
e quando io li apro,
lei resta lì, immobile,
a guardare il mondo.
I sogni che dentro
ci son racchiusi
son fermi ad aspettare
quell'attimo fuggente
per innalzarsi,
spiegare le ali
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| Perderò perdendomi ciò che persi
lascerò che siano solo versi
nuove parole o vecchi ricordi
fogli bianchi privi di bordi
tastiere con tasti impressi in memoria
e come per magia si rinnova la storia...
Entrerò ancora una
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| Balla
una danza di stella
un petalo piccolino nell’aria si trastulla
balla
un tango di malinconia ma qualunque
qualunque cosa sia mi sta volando addosso
rabbrividisce il sangue in eclisse oscura
troppi
davvero troppi i numeri dispari
che mi
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32811 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 11221 al n° 11250.
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