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Le 37986 poesie in esclusiva dell'argomento "Riflessioni"
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Un alito di vento,
non più schiavo
di un pingue lamento,
soffonde lascivo...
di garbate tinte
le tante
venule sparse
in foglie ormai arse!
Che fu,
del volatile sforzo
di accennar sorrisi,
ove bastò il tintinnio
di un pianto...
per
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 | Onda su onda... frange
scoglio dell’anima.
Spiaggia deserta
conchiglia d’indelebili tracce
parla di solitudine e immane
amarezza.
Orgoglio ferito spruzza grigiore
e il silenzio si veste di ruggito
e dolore.
Inchiostro del mare
trasborda letto
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| E’ sola, smette i panni sulla roccia,
si tuffa, e si concede al desiderio
del mare che la ingoia; il refrigerio
mi giunge fin qua sopra, goccia a goccia.
Il corpo flette morbido e nasconde
nel verde tremolio della marina
il gemito dell’aria
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| Ho fatto l’ITI
non ho studiato
grecali miti
ma tecniche di ferro
e vari elettroliti
didattica caserma
di virilità totalitaria e bruta
latenza atemporale e ferma
per la personalità
vessata da una tuta;
quel blu meccanico
come una pelle
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| Io che avevo ancora denti di latte
e qualche cicatrice dentro al cuore
lontana dalle voci sempre udite
e dai blocchi dei silenzi minacciosi
Io, che dormivo nel dormitorio
(che brutta parola!)
e mangiavo nei refettorio
(che brutta parola!)
io che
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| India |
02/08/2018 10:09| 716 |
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Il giorno lentamente va...
abitiamo come una lacrima
il tempo ...
Quante ferite nascoste
cadono davanti a noi.
Quante domande ci attendono.
Quanti volti con lo sguardo teso
superano le risposte.
Noi siamo qui...
avvolti dalle invisibili
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Fermo
senza di meglio da fare
a non faticare
invano
dentro questo sole
fuori il maestrale
strano
fra i raggi di ringhiere
sollevate dalla salsedine
spiano le agavi
quasi bianche
indicano
dove raccogliere
influssi
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Una piccola pausa non farebbe certo male
chiedere troppo all’organismo a volte può nuocere
su forza diamoci una regolata
lasciamo da una parte quanto è superfluo
domani potremo sempre ricominciare
e forse con più grinta
visto lo stop che può
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Senza un nome, le persone nascono senza un nome.
Le dovremmo riconoscere dallo sguardo,
dall’espressione che ha il loro viso, dalla voce che hanno.
Senza chiamarle dovremmo sapere chi sono e cosa sono.
Ognuno è un bisogno di qualcuno,
una parola
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Sono un essere mortale
e cammino in verticale
tra non molto, è naturale,
me ne andrò ... orizzontale!
Non è certo colpa mia
se il destino ha frenesia
di volermi portar via ...,
maledetto! E così sia!
Io mi faccio assai
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Riconosco in te
il tuo non riconoscermi affatto
come uguale uomo
in questo antefatto che è solo oblio
e che inevitabilmente s’abbatte su di noi.
Riconosco a te la cattiveria di tutto questo
dettata dall’inutile rabbia coltivata in te nel tempo
che
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Chiome di tresche
si agitano,
grottesche,
in un giardino incantato!
Se accorato
sembri il loro ardire,
inscienti,
graffiano il bello,
tra le pieghe
di un mantello!
Onta e potere
a vigilar
con occhi di ghiaccio,
l’esser,
dapprima
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Sì
seguire il cuore non porterà mai a situazioni incresciose
ogni cavillo distruggerà ad oltranza quegli sgambetti
che mai vorremmo trovare sul nostro cammino
la certezza del domani
bella o brutta che sia
invoglierà a reperire quelle
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Era bella
la luna quella sera
parlava d’amore
e di dolci carezze
era un’ombra di luce
nella via...
D’intorno
voci notturne a cantare
e nell’aria il respiro d’estate,
mentre un caldo vento
ondeggiava profumi
di menta e gelsomino
ed il
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Lo so
che hai sempre creduto nel giorno
e nei colori del cielo al mattino
quando il sole è già sorto
Lo so
che la notte è fredda e il buio
a volte fa tremare
e avvolge ogni cosa nel vuoto
Ma non aver paura
io sono qui e fra le tenebre
non
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La calura mi scricchiola l ‘erba
sotto piedi roventi di sole
Sospeso
fra terra e cielo
diafano si fa il miraggio del caldo in ascesa
al cercar d’una nube frescura
Le cicale perdurano nel loro canto mai finito
Li accanto file di minuscole
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 | Anche i vulcani si risvegliano, anche dopo mille anni
ma ci sono porte, che possono essere aperte solo dal di dentro
e voci che possono essere udite solo nel silenzio
nei prati più lontani, dove riposa il tempo
nascono i fiori più belli che
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Poche frasi gettate lì a definire il poi
in altrettante piccole parole dinanzi alla vita che più non è...
Piccole e poche frasi incolonnate su di una virtuale pagina
insieme a parole di dolore e parole di speranza
che cercano di andare incontro a una
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 | Se bastasse il palmo aperto
della mano
a garantire soddisfazione
e affiatamento,
“ che fa pure sorridere”
quando si batte il cinque.
Nessuno, subito
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| La carne
poltiglia di sangue
terreno custode del nome
nasce primaria nel tempo
nella culla di un giglio
nella città di cui sono
immemore figlio;
la mente
coacervo e mistero
cosmica custode dell’io
nasce seconda nel tempo
nella culla della
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| Stanotte, ti hanno invocata in molti,
oh luna scordata, del cielo gemma,
mentre con calma e serafica flemma
la nostra ombra dai tuoi luoghi incolti
dispariva in tuoi cangianti volti,
calante, crescente, piena. Dilemma
stai lassù finché epiteto,
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| Posar un fiore sulla tomba spoglia d’un morto
sconosciuto una carezza al risveglio d’una vecchia
sol protetta da un cartone nel rigore dell’inverno
poi un sorriso donar a un bimbo in fasce in una
culla a un passerotto lanciare tre briciole di
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| Bisogna battere il tempo
non si può rimanere indietro
ne va della nostra reputazione
non sempre è facile riprendere quanto perso
sembrerebbero quisquilie
ed invece è qualcosa d’inarrivabile
bisogna rendersene conto subito
guai a dormire tra due
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| Il fuoco dell’estate
non perdona
ove è spinto
dalla furia del vento
tutto quel che incontra
in cenere porta
e dove passa lascia
orrore e sgomento.
Lo si ripete spesso
sulla terra
con fiamme al vento
che il cielo toccano
e non ci sarà
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| Si idealizzano i propri genitori
in nostra prima fase della vita,
per poi scoprire che non superiori
sono a chi conosciamo di sfuggita.
E dopo si idealizzano gli amori,
spesso prestando loro la gradita
immagine che dentro i nostri cuori
soltanto
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| La paura non è mai abbastanza
dobbiamo rendercene conto
quando approfittiamo della nostra volontà
occasione per la quale siamo capaci di rivoltare il mondo
non sempre però è gradito simile intervento
attorno i desideri sono ben altri
dobbiamo
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Vedrai tutte le cose
sotto un’altra luce
e dopo l’eclisse
la terra sembrerà
Una promessa
fatta alle nuvole
e poi rimandata
alle stelle nere
Vedrai le ombre
scendere piano
e coprire ogni cosa
dalla terra al cuore
Sarà come dormire
e
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Ascolta
taci
non disturbare il mio silenzio
D’intorno voci spezzate
musiche stonate
finti sorrisi
sguardi d’autore
d’un soffio mi sfiorano l’anima
ma non la sporcano...
Oltre lo scricchiolio di sassi
il sommesso mormorio d’acque
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Davanti a un bivio, non so mai se andare
a destra od a sinistra, perché, spesso,
l’indecisione m’ìstiga a sbagliare
e resto sempre incrèdulo e perplesso!
Ho un’esperienza molto maturata,
ma quando devo scegliere una cosa,
mi càpita ch’è quella
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 | Piegato nella postura
lo sguardo vacante,
minuto nella statura,
muto dolore in pianto.
Bisbigli nella stanza
persone lì a ricordo,
alcuna l’importanza
nel suo vuoto sordo.
Immobile sul letto
seduto su un lato,
il mento sul petto,
le mani
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| A voi amici
fedeli e sinceri
lascio un weekend
di sogno pagato,
su un bastimento
a vostra scelta,
e il giorno vi sarà
comunicato.
Liberi di andar
soli o in compagnia,
il secondo pagato
a metà prezzo,
solo se son compagne
o conviventi,
è
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