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Le 8058 poesie in esclusiva dell'argomento "Sociale"
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In un angolo della strada
se ne stava accucciato,
suonava nella nebbia del suo incanto
l’ angelo di giada
perché nel profondo aveva ancora fiato.
Sorrideva serio quando i passanti
si accumulavano come sabbia
che dalla riva, la brezza
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Dipinto in ogni dove con mute parole
a disegnar vita là ove il cuor è arriso,
avvolge, avviluppa con tenero candore
nel tiepido coprir del corpo candido viso.
Violini stropicciati da ansiosi archetti,
crepitii assordanti a turbar le
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Diverse volte ho udito lo sbraitare
di due individui che, per loro sorte,
accenti usavan, duri a decifrare
e, per di più, con tono molto forte.
Lombardo era uno, l'altro era un pugliese
e se le davan di santa ragione,
tanto che mai nessun
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 | I poveri portano
avanti il mondo,
ma il mondo non lo vede
ed in cose false crede.
I poveri portano
avanti il sole
e soltanto esso li vuole
nel giorno e nella notte
loro forza in dura sorte.
I poveri son della terra il sale
veri volti, dipinti a
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 | Che non mi si dica mai
delle porte chiuse all'orizzonte
Della scia di lungimiranti dune sostanziali
in pratiche spastiche e ferite leggiadre
Di cuoio canceroso come pelle estesa
su questo cuore lordo. Che non un singulto
mai una sola sillaba
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| EnzoL |
12/07/2013 17:40 | 1869 |
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Hanno recintato il mare
in una gebbia lo hanno costretto,
la luna non riesce a specchiarsi
e le stelle non lasciano cadere più polvere d’argento.
Il mare che avevo dentro
è solo tempesta ed onde infrante sugli scogli.
La calma piatta
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 | Non c'è sole che riscaldi
la tristezza
né luce
che illumini giorni d'amarezza
che rode e dilania.
Non c'è vento
che frusta un tenero viso
che si rifugia
dentro il suo mondo.
Non ci sarà mai perdono
per quelle
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 | Abissi profondi
dietro tenebre
al di là di ogni sogno
un cielo di stelle
che impallidiscono
un silenzio solenne
che brilla nell'oscurità
la luna ascolta
e vede...
barche nascoste
nella schiuma delle onde
sera dopo sera
un
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 | Io,
che ho chiuso gli occhi prima ancor d'aprirli
ero
nel ventre d'un'affamata madre
quando
il futuro s'inclinò, liberandosi
di tutti noi, anche di mio padre...
Son morto un po' prima di cominciare a vivere...
a due metri dalla
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 | Aggrappata ai margini
di un’Alba fragile
sto vomitando
ultime briciole di vita
Libero un corpo che non è più materia
ma solo una nenia d’ossa e pelle livida
Due caverne buie
sostituiscono i miei occhi
dove s’è
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| Jibi |
10/07/2013 09:19 | 1900 |
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| Se guardiamo nella storia
dell'evoluzione umana
ci accorgiamo che la gloria
è di un'era assai lontana.
L'uomo, infatti, con i mezzi
materiali oppur mentali
imparò a rendere avvezzi
gli altri a metodi sociali.
Così sorse
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Cantano sul ponte della nave
in un silenzio che da prima si fa grave
per poi crescere armonioso,
vanno incontro alla sicura morte
cantano e ballano sulla loro sorte
ondeggiano insieme nella danza della morte
mentre su tutti sale un grido...
Noi
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Cambiamo la vita!
Su ferro viaggiare
la gomma che spreco!
Puoi legger seduto
giovarti del bagno.
Tra gli alberi case
secondo natura
Son troppe le mura.
Occorre aiutare
e non profittare
a pescare insegnar
o qui numerosi
E
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Sola nel riflesso
di uno specchio non tuo
dentro
un desiderio di apparire
perfetta.
Urlo di solitudine
e debolezza.
Di giorno grasso da bruciare
nel sogno
velina incantatrice.
Tormento di
bilancia e calorie.
Un giro di giostra
per non
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Un misterioso verso
Determinato dall’animo inquieto
Non sconfina in canto,
E sul dorato manto
Il sole dischiude ed eclissa il giorno.
L’orecchio colga dei giovani il grido
Di viva e certa fiducia nell’avvenire
E di ribelle attesa dell’oggi
Che
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Verso l'infinito
lo sguardo speme
irrorando domande,
come ali protese
sul ciglio della vita.
Vuoti d'aria
e contingenze accecanti
si aprono agli
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Balena,
dalle labbra di arcobaleno,
mangia l'ultimo rumore
dei balocchi.
Mangia soldi, speculazioni
cementificate sul niente,
sudore dalle fronti stillato
lacrime per un lavoro mai ripagato.
S'abbuffa di belle speranze,
bolle operative
veicolo
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Salgo una scalinata lavica,
che discesa porta al mare marchiato.
Afoso calvario.
Ciuffi radi e selvaggi
negli interstizi del basalto rovente,
calpestati da zoccoli nodosi
di bagnanti rumorosi e sudati.
Magro pasto, di sempre,
di un cane
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Ciao,
Ciao Margherita...
-Mi privo di regole,
e del Tu,
ti regalo pochi pezzi
d’anime e di versi.-
Ci lasci in un condominio
senza paradisi,
dove non ha senso
-più senso-
armarci di libri:
danno lavoro
a chi dei diplomi
non sa
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Placida la notte pregna di malumori
di fresco vento ideale raminga,
astratta di limpidi e puri valori
in annaspante contesto aggrovigliato:
immagini svilite di un generoso ieri
sommerse dall'oggi... schiavo e imprigionato.
Tu popolano... sempre
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urlo l'innocenza che mi spezza
ottantuno volte esplosa di dolore
marionetta d'una sporca oscurità
salata di bugie
salata di falsità
trent'anni di insulti di parole
senza verità
senza futuro
solo quell'aereo...
e il
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 | Nessun sintomo
ne un come o un perché
il dolore arriva e si impossessa di te
quello che
ti s'incrosta addosso
quello che
nemmeno una gioia
riesce a strapparti un sorriso
la bestia
prima ti mastica per bene
poi ti sputa...
e
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 | Di vanità negozi per piccini:
palloni colorati in alto appesi
insieme con tant’altre strane cose,
in lattice vi son, metallizzati.
Con nobil gas son questi già gonfiati
che libransi legger qual tasche vuote
tra case non vissute e
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| Sia dato il mio cuore
a chi mai conobbe amore
I miei polmoni donate
ad un vecchio minatore
Lo stomaco io dono
all'affamato africano
Il mio fegato sia dato
al terminale
che attende invano
I miei occhi io dono
a chi non vide mai
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| BAR, luogo d'arrivo di partenze
un veloce caffè sigaretta fra i denti
ritrovo d'altri tempi in cui pure noi
eravamo, tutti accolti e sorridenti.
Nel BAR il cliente è un avventore
se lo frequenta spesso è un abituale
se ci
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Quale lancia della Nazione
t’insinuasti tra l’incudine delle azioni di massa
ed il martello della lotta armata
per annientare l’apartheid.
Memorabile ambasciatore
di Verità e Riconciliazione,
dello Stato fosti il primo
a rappresentare il
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 | L'inversione degenera
bolle si spaccano
sulla pelle d'embrioni
in arroganti crepacci
Nei pertugi gonfiano
è complice donna
se disvelando il male
nasconde l'orrore
E tu guerriera sconfitta...
Blocchi cammini d'inganni
nel
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Luna, un mio nome di fantasia,
ma nella realtà non mi chiamo come in questa poesia
I sogni, sempre quelli,
anche se il cielo sposto, rimangon sempre belli.
Non smetto di disegnar il futuro
e così diverso oltre quel muro.
La vita la
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straccio d'un cadavere
ucciso di sogni
spezzami il pane dei silenzi rubati
oltre i deserti
oltre le guerre
poesia
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di qua dai muri
la calunnia
quale falco da preda
non lascia spazio al dolore
mescola parole di legno
che bruciano nella bocca
e non aiutano a pensare
il credo poi
alimenta l'allucinante paradosso
che cresce e...
cresce ancora
i sentimenti
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Povero stivale
che nessuno sa rammendare
abili e furbe mani
cercano soluzione ai suoi anni
una medicina ai suoi malanni.
Calzato da chi non la sa rispettare
da strappi e lacerazioni
si lascia attraversare.
Ha visto storia dimenticata
uomini di
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8058 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3661 al n° 3690.
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