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| «Una riflessione sul senso della vita che ci disperde nel tempo come presi in un vento che ci spazza via attraversando sogni umidi perché legati al pianto, perché legati all'impossibile ed aride certezze perché vere ed incancellabili, dure come una pietra nel deserto. Proviamo a darci respiro lasciandoci trasportare da quest'ansia d'infinito ma poi la realtà (catene) ci inchioda ad un destino che limita il nostro spazio, la nostra corsa e sembra non dare un senso al nostro affanno. Ogni respiro è come un pianto modulato dell'anima che spaurita chiede un senso a se stessa. Tutte le parole a volte ci portano verso il silenzio difronte ad interrogativi come quello del senso delle cose. Non sappiamo cosa c'è dietro questa regia misteriosa. Un'energia sconosciuta. Porre fine alla propria vita senza aver lasciato soluzione ad alcun perché è la dannazione dell'esistenza stessa. Chiedo alla vita di trascinarmi con se nel suo gioco affascinante e perverso o di lasciarmi andar via... 2008» |
| Inserita il 20/02/2012 |
Ci disperde il vento
in umidi sogni
ed aride certezze.
Ali di respiro
ci legano catene
a piedi tormentati
dal supplizio di rovi
sparsi su questa coltre
di cenere.
Il mio respiro
è il pianto modulato
dalla mia anima.
Vedo intorno a me
il silenzio che mi attraversa
come una lama:
non amo che quello
quando le parole
s'infittiscono
in labirinti senza uscita.
Languire
e poi svanire
senza aver lasciato
un perché.
Vita
tienimi stretto a te
che me ne voglio andare
ad ogni colpo di luce
che l'alba mi ferisce.
Rendimi complice
del tuo gioco perverso
o fammi sparire. | 
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