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♦ lazzarini gabriele | |
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Le 73816 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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I nostri pensieri viaggiano
insieme... eternamente,
s’incontrano, come per mano
ci prendiamo saldamente,
per non separare i
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Le foglie di settembre
cadono senza motivo
e il vento sa
che non torneranno mai
al loro cielo
fatto di ricordi
e di autunni che ancora
devono arrivare.
Gli amori di settembre
nascono
senza una ragione
e la pelle sa
che una sola
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 | Restano fredde le giornate.
Quelle senza sorrisi.
Eppure il sole sorge e brilla ancora
alto nel cielo e scalda
e imperla
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| Ieri si è presentato in bella vista
un pettirosso ben fermo su un ramo
del nespolo in giardino e mi ha fissato
come a dirmi con parole sue il capin
muovendo e scuotendo un poco l’ali
ti ringrazio per quelle briciole
di pane messe lì su quella
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In questo orizzonte che si chiude
per dilaniarmi m’hai detto addio
io ancora a rimpiangere il tuo fascino
e torno così a farmi male da sola.
Tu nel gestire questo amaro gioco
dal suono amaro di parole spezzate,
ceneri vaganti nel tremulo
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 | Racchiuso tra altissime vette
pieno di steppe
e deserti rocciosi
dove la misera vita è possibile
solo lungo le vallate dei fiumi.
Un popolo diviso in fazioni
ma che si unisce contro
le guerre portate da altre nazioni
e mai si è piegato ad un
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| Sento un soave profumo,
che mi ricorda l’odore tuo di pulito.
che impregnava i tuoi vestiti neri.
E’ quasi sera, l’ora del crepuscolo,
ma il tuo
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| Soffermarsi prendere fiato
affinché niente possa essere deturpato
da problemi che ogni volta si pongono
ricetta che non ha eguali
attendere momento migliore
onde intrufolarsi in un vivere
che non sempre riconosciamo
è auspicabile per il
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E ti dipingo
con le mie carezze
con le poche
gocce di pioggia
che la sera piange
quasi tu fossi
una nuvola smarrita
dal tempo passato.
E ti respiro
con le prime preghiere
pronunciate
su morti antiche
e sulle tombe perdute
di un sole
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Sarà l’odore del vento oppure quella
brina sui fiori, saranno forse le gocce
di pioggia sulle bianche tue ali.
Cade la pioggia sui davanzali e sui balconi,
sento che fanno più male i dolori, forse
sarà che se non scrivo più l’amore e non
sì inonda
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Tu dice ca sta capa n’arraggiona
ca nun ce sente e nun te pare bbona
ca va piscanno dint’o strafalario
‘o poco ‘e ‘nzogna pe pute’ sfila’
ma essa sola e annura vò stagna’.
È stanca notte e juorno ‘e sta menesta
ca ‘nce arravoglia ‘a chiocca e pure
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Tiepida è l’aria
piacevole il sole,
foglie di ruggine e alberi d’oro.
Equilibrata bellezza, il riserbo autunnale
è ormai lontana la sfacciataggine estiva,
si placano gli animi,
in una pausa contemplativa.
Tutto si assopisce.
Il sole
tramonta
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Ho come un tremore ...
Sarà il cielo grigio
o quella pioggia leggera
che sembra piangere
qualcosa di perduto .
Un brivido
serpeggia sulla pelle dell’anima,
nelle pareti del cuore ondeggia
una lacrima di malinconia .
...
Su vetri appannati
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Amata cara se più da me parol d’amore senti
e perché il vero amore sappi è imperituro
che arde nel tempo sempre né bisogna di altro
dire dopo quei primi versi un giorno a te dettati
non come fuoco è amore che se non ciocco nuovo
aggiungi e poi non
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E adesso?
Non si può di certo tornare indietro...
chiaro fu il destino quando l’incontrai
mi spiegò i rischi e le scorciatoie
ma io, testardo e sordo, non ascoltai...
avrei respirato anche io
e non le gioie, ma serenità e pace
- la sicurezza
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Basta un silenzio di settembre
mentre un eco
scivola alle spalle
a bagnare gli occhi non più belli
nella linfa
delle foglie gialle.
Perché qui
si ritrovano i pensieri
caldi, forti, raggianti di vento
come un velo
che schiude sulla
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Un vagito pronto ad esporsi risuona nell’aria
battiti di mano danno il benvenuto
giorni mesi anni a fatica si rincorrono
un via vai che diventa sempre più imponderabile
parlano capelli argentei
senza niente celare
veridicità da accettare prive
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Sarà l’ultima notte
che apre le sue rive
e un fiume svanito
fra i lembi del deserto.
Sarà un respiro solo
e un attimo d’amore
percorso dalle stelle
di un cielo già finito
a fare da contorno
ad uno strano incontro
di anime e di corpi
sfiniti
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Così il giorno si scioglie
fra passi affrettati e umide botteghe
nel graduale sfaldarsi dei visi
nell’ora in cui tutto è sospeso
e più intenso il piacere sottile
di forzarsi ancora per poco
nella recita seducente della vita.
Mentre la città
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Ognuna è pronta a salpare
ove desiderio impone un minimo di sapienza
stipati ben bene
libri quaderni lapis scodinzolano
piacere d’imparare ogni giorno più forte
quella matita rossa
sempre pronta ad aiutare
piacevolmente scorre su
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I riflessi
del Sole sulle onde
all’infinito
si moltiplicavano
come se
ogni luce
dalla Luce
a raccolta
fosse chiamata.
Ai miei occhi
non era
più
l’eterna Sorgente
a tuffarsi
tra le onde della vita
piuttosto
l’anelito cosciente
delle
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Sento la tua voce
dappertutto
gocce d’amore
nello spazio di vita
spumeggia la bontà,
mai persa
nel
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Innumerevoli son le parole
leggere e potenti più del tuono
spietate, ridicole e pungenti
figlie ingrate della Luna e del Sole
strisciano emettendo un suono
aggrediscono istanti e momenti
nascono spesso da un insano rumore
e dentro la mente si
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Non mi sono dimenticato
delle nostre parole
e l’ombra che sento
qui vicino
non è che una carezza
data per gioco
mentre sento dentro
la tenebra che piange.
Non mi sono preoccupato
delle mie cancrene
e neanche del mondo
che sembra
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La storia non ha eroi
né santi ma volponi
e pure a quanto sembra
coi finti tempi buoni
si accinge a far da vate
per vendere giornali
a Pietro Micca il fabbro
perduto negli annali
quando l’Enrico Toti
fornito di stampelle
ha perso sopra il
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Ancora e più l’età dei ricordi.
Stagioni, colori, profumi, musiche
e ciò che resta nel fondo confuso
di attimi in vortici schiumosi.
Transiti brevi di sguardi e richiami,
ma non sembrano così remoti
quei sentimenti forse evanescenti
ma capaci di
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Vuoi venir con me?
E dove andiamo?
Torniamo ad essere bambini.
E conosci la strada?
No, ma se lo vogliamo di sicuro la troveremo.
Ma è lontano?
No, è solo una notte di viaggio.
Ho paura!
Chiudi gli occhi quando saremo nel labirinto del sogno.
Lo
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Quando un poeta muore un poeta vero
Calliope Euterpe ed Erato le muse
che da questo ebbero onore e fama
vanno a pianger prima poi a bussare
a cuori nuovi e a lor dettare nuove
rime onde si perpetui il canto loro
ma quando io morrò che versi
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Ma come è difficile essere all’altezza
non basta buona volontà
tornare indietro nel tempo sfogliando pagine
è quanto più possiamo consigliare
tomi hanno collaborato
a far diventare grandi
su quei banchi mai dimenticati
ritornano con forza a
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Hai detto poche parole
e in questo
cuore malato
è sbocciata la tenebra
scura come il mare
mentre il vento tace
e il cielo
sembra una terra vuota
di ogni dolore.
Hai tremato qualche stella
e in ogni silenzio
ora c’è una traccia
di te che
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E poi si apre il sipario e tu siedi
al mio fianco, senza parlare mi fissi,
io che armeggio con il bavero e
studio le mosse.
Poi ti parlo come se ti conoscessi
da sempre e tu ascolti come se
il concetto interessasse la tua vita.
Poi accavalli le
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73816 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 12301 al n° 12330.
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