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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Giorgio Dello
Le 406 poesie di Giorgio Dello
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 | Esangue il labbro grigio
io non celerò il volto
il desiderio intenso è di tumulto
aspetterà nell’ombra senza stelle
una balena nell’oceano sola e ribelle
io ho sentito nel mio profondo
i silenti immobili del tempo
giganteggiano invisibili nel
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 | Si tornava nel silenzio acceso
avvolti nelle foglie del parco
in un ondular sospeso
flebile luce ne accendeva
tenue filo in morente parola
uno scolorito d'aria che or si leva
qualcosa che non si comprende
racchiuse nel petto e schiuse
tra
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 | Una solida e magica armatura
senza debolezze o paura
in quei modi che disponi
ormai fuori mano tra occhi marroni
parole, incanto e odi
nella tua cultura rannodi
restavo e m’attardavo sotto casa
nella mia adolescenza curiosa
nell’arresto della
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 | V'è chi non comprende
sfugge al mondo o forse dileggia
è scelta a voi cara compagni di merende
del tutto ci si spoglia
e una perla si lascia sulla soglia
ai margini della via
v'è chi si ferma stanco
quanti perché
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 | Uomo verrà quel di
che varcherai la soglia
dei destini eterni
nuda è la tua mano
e sparse son nel vento
due semplici parole o cento...
lo spuntar di un fiore
sprazzo in un cippo
è richiamo alla sorte
lo sguardo
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 | Asciughi la pioggia dal mio viso sconfitto
copri la notte con dolore
e quando sparisci
lasci un cuore trafitto
grazia e seduzione una carezza al cuore
stringerti la zampa
ed assaporare l’amore
benedico un bambino ed annego un passato
dietro
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 | S'indovina il vento
se nacqui lupo
è la cieca libertà che sciupo
il mare è a fianco
fra sabbia scivolosa fessura
in estranei singhiozzi senza cura
se nacqui sole
non temerei l'offerta
di un gambo di rosa
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 | E dimmi di quel dolce incanto
di quel cuore cullato che ti sta accanto
ammira il sole che si dona
e con tutto l'ardor perdona
dimmi ciò che pensi
che vede il tuo sguardo nei sensi
sei stanca e t'abbandoni
con quell'anfora tra le
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 | Ti rividi un dì con i monelli
in quei soliti gesti snelli
giocar in mezzo al prato
rosso in viso e trafelato
ti vidi poi in quel successo
dimostravi fiero di esser te stesso
sotto quel velo di tenua vernice
eri contento o ancor più
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 | Nella notte scandita da battiti d'onda
notte di lampi ai limiti infeconda
riluce stelle in mezzo al cielo
su una vasta coltre del disgelo
su un letto di lino e legno
ghiaccio tra il sonno e il sogno
così sovra il mio animo
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 | Vorrei conoscer nome di stelle
e brillar nel cuor di quelle sorelle
spruzzate qua e là nella notte
limpide serene e dotte
fiume non v'è
che sazi la mia sete
il mondo è del sole
e la luna è cagionevole
nel cuore di
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 | Vanno in frantumi i sogni
inseguiti con amore di tempo
miriadi di schegge e pugni
custoditi tra pene e urti nell'olimpo
e quel volto di bambola
con occhi statici carambola
poi frammenti dispersi
e la bambola si rompe
amore immerso in
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Eppur ieri rischiarava la luna
sul tuo pallido corpo
celato da un velo di fortuna
come filo teso infilato nella cruna
il sangue scorre
se lo gode il piacere
il corpo cede nell'ebrietà erotica
in mistica fede
frenetico il furore dei
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 | Di gioia profuma la memoria
ore di voluttà compongono la storia
e non l'odore di quello schifo
futile dolore per cui fai il tifo
linee del corpo e capelli come simulacri
belli, sciolti e scarmigliati
volti d'amore e canti
incontri di
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 | Ho scritto nel fuoco
con pietra focale
e in quell'immenso vuoto
mani piagate e menti plagiate
come per gioco
accerchiato dal mistero
ricado nell'utero
sporco di versi di ieri e follia,
caparbia e spoglia come debole foglia
sceso nel limbo
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 | Una camera piccola e vuota
perdersi in una strada contorta
non solo a pensieri corvidi
e nemmeno ai lividi
quello che è dentro
divampa e brucia
è l'amore che striscia
in quella fiamma nella nebbia
per quanto è grande la
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Invia un messaggio privato a Giorgio Dello.
Indirizzo personale di Giorgio Dello: giorgiodello.clubscrivere.it
 | Affannato gregge nei mattini
in quel freddo di giardini
che la pioggia sospinge
in una sbagliata stagione
nel freddo alberi indifferenti
presenziano indispettiti
crescono all'acqua e al sole
dal niente, in composte aureole
e quelle campane
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 | Vorresti darti e non puoi
soffri libero nel tuo ghetto
offri il tuo selvaggio esser vento
chi lo scopre è sgomento
sei pietra come colonne nel tempio
solo sabbia d' esempio
angoscia che dentro ti porti
abbottonata e chiusa in quei peli
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 | Il mio cuore sta in me
come spiga dorata nel pugno
giace nell'alcova del suo cartoccio teso
e ha tutto un sole pallido e leso
vengo a te ogni volta in scatola chiusa
come cucciolo di medusa
in un bocciolo ancora schiuso
in un esitar di
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 | Che farne di silenzi smisurati
siamo soli e stanchi
quell'istante che ci riscatti
viene sera e l'attimo è tra le dita
ma forse accogli quei momenti
ed hai pietà
dei nostri affannosi atti
provvedi ai gigli nei campi
con frivolo
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Mi son voltato al vento
nel colore delle foglie
in frammenti che calpesto
mentre lui raccoglie
la quercia le disperde vive e morte
sotto il giogo della sorte
s'accende nei tuoi occhi
quel contrasto che infiamma
mi sovvengon pensieri di
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Quando il cuor si piega
l'anima sanguina in quella piaga
con gli occhi arrossati
nel riverbero afflati
davanti alla mente
accerchiata e latente
pensiero che ruota
attento e fremente
impronte digitali
che perseguitano le mani
nel rantolo che
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 | Come s'udrà d'un tratto a mezza voce
invisibile a passare
tra musiche stonate e canto
trabocca la tua memoria tra opere
disegni e vanto
tra paura e sospetti
sconvolte menti e occhi esterrefatti
sulla nostra vita menzognere fattezze
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Non piovere pioggia
non piangere
accarezza le gote
e scivola via
è nulla una stilla
sul cuore scrutato nel fondo
umido di curiosi sensi
in quest’ apostrofo di mondo
pulito da pioggia recente
rivela il silenzio
sull’acqua che scorre
non
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 | La notte ama il tuo destino
prima che l'alba desti il giorno
il monte culla la neve
senza limiti e pudore
ama ciò che è fruito
amore e illusione
tutto è partorito
ardire e passione non se ne vanno
il senso sconvolge e
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 | Il nostro cielo rinchiuso in una sentina
una camicia di tenera trina
un sorriso nel momento giusto
non sortisce mai il nesso
è dietro rinchiuso
il nostro male in uso
eterno domandare
dibattersi e cercare
senza scopo vero
che giustifichi
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 | Voler confonder il grido
contro il soffitto della cantina
spasmi soffocati nell'affido
a cuori finiti
sotto naftalina
un cerchio di luci immote
alieni suono e vibrazioni
musica libera di contro note
in tramonti uxoricidi
e albe che
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Non ho udito l'affondo
non ero in chiesa
non pregavo comunicando
non ti ho bestemmiato Dio!...
eppur nel cielo s'oscura la luna
ero lassù
dove il cuor si raduna
a contemplar stelle precotte
ero nel vento
mentre moriva la notte
e
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La più dolce stagione or s'arrese
udì il trasalimento e su dimore si stese
una mano sollevò quel lembo
fango e acqua tracimò dal grembo
e viene sera
non si riscatta voce menzognera
quell'attimo non fermato
tutto, tra
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Nell'oasi del cuore
a te che nell'ombra muore
ti chiamo sfinente solitudine
assopita tra martello e incudine
a quell'uscio che s'apre
con stupito dolore
nuvole smisurate e amare
che nome potrò dare?
non piove e non piange
anche la
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406 poesie trovate. In questa pagina dal n° 151 al n° 180.
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