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Gli ultimi 5 iscritti: TonyLake Sito - Patrizia1973 - Donato Caione - Benedetto - albero95 |
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Le 88658 poesie dei soci sostenitori |
Quando il sapore del mattino
al sonno mi trae
e verso il cielo brillante
alzo lo sguardo,
del sole mi abbagliano
i lucenti raggi.
So che un universo di amici
lassù nello spazio infinito
con me resta,
miei splendenti
compagni di
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Poeta non fui mai, non fui cantore
anche se scrissi versi a tutte l’ore
e rime soltanto per diletto
vorrei smettere ormai son vecchio.
Muore in silenzio. Traccia non lascia, o voce
quest’aria muta che mi passa a fianco.
Il tempo, per tutti risale
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Quanti occhi assenti
e falsi sorrisi su visi spenti,
persi nel vuoto.
Mani ciondolanti
e passi claudicanti.
La voce rauca, si perde.
Fermo immagine
di un tempo passato
Foto sbiadite sul comodino,
contrasta la bottiglietta
dell’acqua
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Brividi tra il mio fare e il vecchio ardire
chiamati e ritrovati nell’attesa
di un volo di quest’anima sospesa
legata al tuo piacere e al suo sentire.
Brividi dentro il sangue al ribollire
dei desideri amanti dell’impresa
che hanno nelle mente la
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Di sorrisi s’era ricolmi, che,
sin’anco l’attenzione s’ebbe a distrarre.
Indi nel palesar rispetto,
di reciprocità s’era avulsi
e s’ersero
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Resta fermo nel fondo del petto,
non forzare la serratura del sangue,
lascia stare i tuoi vecchi rintocchi.
C’è una cucitura che deve far presa,
un lavoro di ago e di filo
dentro il buio di questa scatola d’ossa.
La ferita respira da
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S’ode nell’ombra
la sera
che di luce
libera l’essenza sua
distorta al cielo
va la luna
nell’alto empireo
e il solare disco
affonda
nel cinereo mare
e risuona ora
al buio amico
l’attesa
della memore
fiamma
in quel timbro
di
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Siete la mia follia più sacra
il dolore trasformato in canto.
Attraversiamo le stesse stanze
voi con la forza di un futuro immenso.
La vita vi ha dato il mio respiro,
ma il vostro passo è un mistero.
Ammiro e ringrazio
il pane sacro che vi
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S’immerge il giorno in un bacino d’oro
mentre il silenzio stende il suo mantello
e ogni pensiero svela un suo tesoro
dentro il rintocco di un antico appello.
È una marea che sale piano piano
lungo le rive di una mente stanca,
ci prende dolcemente
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Si attorcigliano i ricordi che hanno smesso di esserci,
e quel non essere più -frammenti di vita -
lascia l’amaro in bocca e tanti dubbi.
Domande ed i perché ed i per come,
i sensi di colpa scavano tunnel profondi
e in un attimo accelerano i
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Quando scende la sera
e il buio tutto mi avvolge,
ritrovo in alto nel cielo
un universo di amici
più che mai sfavillanti,
che mi avvolgono
nell’abbraccio della notte
e lì restano visibili lucenti
come ardente fiamma,
fino al sorgere
del sole
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Nel cavo delle mani un’eco antica,
un carillon di seta che si accende,
con dita di rugiada ci solletica,
mentre l’anima, docile, s’arrende.
È un raggio d’ambra che piano carezza,
come un amante che non vuol finire,
mentre la notte, con la sua
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T’ho visto... un istante
la mente ha vacillato e il tuo nome ho invocato
nel cuore, nella testa mi sono detta " e’ tornato!’
un emozione improvvisa, un desiderio realizzato
come l’ arcobaleno che irrompe nel cielo arrabbiato.
Un istante... una piega
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E torni, come un respiro trattenuto
che nel silenzio trova la sua voce,
un passo lieve che non fa rumore
ma scioglie il gelo e riaccende la luce.
Come le primavere, senza chiedere,
entri leggera e cambi la stagione
con quella forza che non
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I bei dì di Primavera
son da tempo già arrivati,
e fioriti sono i prati
di papaveri e violette.
Pur le rondini son giunte
da paesi assai lontani,
per pianure ed altipiani
della nostra bella Italia.
Volano anche le farfalle
dentro ville e nei
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Anime compite ed arrese, piccoli fuochi e vegetazione,
caldi cuori e tenero amore, nucleo primordiale figli
ad unione famigliare, amor e vitalità ambientale.
Cavalcar colline e cavalli a brucar fresca erba mattutina,
scoiattoli e farfalle, ramoscelli
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Stu silenzio ca nun dice na parola
guarda sulo chesta notte luna e stelle
e se mette a ricurda’ ddoje guagliuncelle
ca me stanno a cantaria’ facenno scola.
Stu silenzio s’annasconne areto ‘o muro
zittu zitto comme a fronna surda e muta
ca nun
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Vorrei passar oltre e non guardarti.
Immobile sei qui fiore selvaggio
abbarbicato a terra ferrosa.
Indugio, l’immagine si fa vita:
su sfondo incerto, scuro, esplode
luce che non sfoca e mi trasmette
gioia che tratterrò come tuo premio.
Ondeggiano
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E torni come soffio che non si annuncia,
primavera che scivola nell’aria lieve,
sciogli il gelo con un dito di luce calda
e ridoni al silenzio il suo respiro breve.
Torni senza clamore, petalo che osa
sfidare il vento ancora tagliente e crudo
e il
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Non sono solo
mi tiene compagnia il silenzio
come un’isola ascolto il mare
come un albero le foglie
sulle mani mi accarezza il vento
il mio corpo mi tradisce
cosi’ vicino eppure io cosi’ distante
ho messo al confino tutte le voci intorno
non sono
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Le costole sono rami di buganvillea
il cuore un bulbo che spacca la pietra
per nutrire di rosso il fango.
Non è aprile: è un’emorragia
che sgorga dalle cicatrici del suolo.
Le radici entrano nei piedi come chiodi
ancorano le madri, alla
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 | Io non cammino più sulla terra,
ma salto tra una nuvola e l’altra
per non sporcarmi i piedi di cenere.
Dall’infinito guardo questo mondo
che trema di freddo e odio,
che vomita guerre e prende a schiaffi
l’innocenza rapita, quella grazia nuda
che
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 | Stanotte alle due
dicono che il tempo avrà un padrone,
che un dito sospeso sull’abisso
deciderà il respiro del mondo.
Ma il mondo non è un bottone.
Non è un ordine sussurrato tra denti serrati,
non è una mappa da piegare
dentro il taschino di un
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La magia
era sentire la notte
attraverso la pelle
e respirare le ombre
fino alla fine del cielo
quando il buio sfumava
in un alone di nero
con un cerchio di luce
che avvolgeva le labbra.
Il prodigio
era finire con le stelle
mentre l’alba
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Come file di colore
ora bianche, ora purpuree
vanno le rose nel cammino
fra i roseti delle chiese.
Sulle linee della mano
vanno i sogni a ricercar intrecci
laddove le tracce sono solo
segni da interpretare.
Siamo anime in
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Nell’animo acceso di ogni uomo
vive un universo di circostanze
con ritmo di lunghe percorrenze,
per conquistar l’ambito d’oro pomo.
Sembra l’uomo scrivere il proprio tomo,
sempre ardito e pronto ad oltranze,
con costanza e senza
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Buon compleanno, sorella mia
cinquantadue primavere
e non sei mai stata così viva.
Hai attraversato inverni lunghi
giorni senza voce
notti cucite addosso al cuore
ma non ti sei spezzata
ti sei trasformata.
Ora la primavera ti somiglia
timida,
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E torni come il soffio dell’aprile,
che scuote il vetro e sveglia la dimora,
con quel tuo passo d’erba, tanto umile
che il gelo si dilegua e si scolora.
Sei come un raggio che non osa il grido,
ma scalda il solco della terra
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Qual rugiada, che all’apparir del sole,
è goccia di cristallo che si perde
nell’aere puro e fresco del mattino,
sì l’alma mia, che lascia i sogni, vuole
nei prati camminar, con l’erba verde,
che ha il limpido sorriso d’un bambino.
Ed ivi
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