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Gli ultimi 5 iscritti: Anna Maria Antonietta Sarra - Davide Dell’Atti - Lunar library - TonyLake Sito - Patrizia1973
♦ Luigi Ederle | |
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Le 89349 poesie dei soci sostenitori |
Sento nell’aria un caldo
che toglie il respiro,
è quell’afa di luglio
che rallenta il mio cuore.
Ma continua il suo canto
stridulo la cicala,
entro un tronco nascosta
d’ulivo secolare,
mentre leste formiche
in lunga processione,
preparan
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 | Ho bisogno di me e di te,
di quel poco che riamane
sui bordi di una notte consumata.
Non volare via, ti prego,
voltati e raccogli l’ultima poesia
che il battito furente del mio cuore
ha forgiato, come carne e ferro
sul tuo corpo.
C’è un sudore
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Terra mia, e voi che la abitate nel profondo,
non vi scrivo per nostalgia,
ma per dare un nome a questo legame che ci stringe.
Se ogni appartenenza ha un suo punto di gravità,
il nostro è un equilibrio instabile tra ciò che mostriamo
e ciò
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Non è da molto
che respiro rovine
e in questo vento
sento solo il freddo
che sussurra piano
il mio nome acceso
da un tramonto
finito a tarda sera
con le ombre morte.
Non è da molto
che piango polvere
vivo in una lacrima
nera e opaca
i
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Verso i Gemelli il passo di Luna si sposta,
saluta Castoro e Polluce lucente.
Nell’orma del Cancro si eclissa nascosta,
più vicina alla Terra nel cielo d’oriente.
Incontra la Vergine e Spica d’argento,
al Perigeo risplende Crescente e
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Il peso del vuoto
nelle vene scorre
mentre il niente
invade la mia vita.
Improvvisi
frammenti d’amore
come lame
emergono
da sogni trafitti.
Ma prosciugato
è l’oceano di lacrime.
Inerme resto
ad aspettar che passi
il tuo ricordo
senza
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 | Ampie distese di spighe bionde e lucenti
danzano al lieve vento di un caldo giorno di luglio.
Vestiti a festa nel loro abito d’organza
i rossi papaveri
giocano con blu fiordalisi.
Io, giovane fanciulla,
osservo estasiata
I vivaci colori
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| L’orologio scioglie i suoi numeri d’oro
sulle ringhiere di una notte liquida
mentre le radici del cielo cercano il sapore
di un nome cullato dalla nebbia.
Costellazioni di perla e fumo
appese ai fili di un’estate stanca
dove le maree fioriscono
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| seguo i miei passi
a volte lenti e spesso così veloci
da passarmi avanti,
per poi disperdersi in ciò
che davvero non riconosco qui
dove il buio rifugge
e trafigge il limite del bosco
seguo ora i miei passi
così come le tracce di te
che a
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E canto bella ciao mattina e sera
estate autunno inverno e primavera
ed anche se non è una mongolfiera
vulesse fa’ cchiù granne sta bannera.
E canta bella ciao la mia signora
immersa nel suo vaso di Pandora
ed anche se da sola si rincuora
vulesse
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Parlami...
con la voce di foglie caduche
sui rami freschi di pioggia
in un mattino
seducente di luce.
Toccami...
come la rugiada
i fili d’erba nella notte
ai margini delle vene
dove scorre quest’ansia di viverti.
È un’opera
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Percezioni sensoriali
a stravolgere gesti quotidiani
Vuoti di memoria
confusione
a dimenticar s’appresta
dopo la tempesta
Buchi instabili
amnesia
un’anima sconvolta
in ostinata eresia
Tormentata confusione
a deformar va ogni sensazione
Si
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Cara mamma,
non cerco più di scorgere il tuo volto nel riflesso delle cose ovvie.
Se la vita è un cerchio, tu ne sei diventata il centro invisibile,
quel punto fermo che non ha bisogno di mostrare "due facce" per esistere,
perché è sostanza pura,
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È tanto che la clessidra è sotto stress inutilmente
non riuscendo a contenere quanto pare traboccare
sforzo immane affinché nulla vada perso
restare in contatto appare sempre più difficoltoso
un vero dramma quando idee prendono il volo
seppure
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Spegni la luce
e comincia a danzare
l’aria si muoverà
con te che stringi
le nuvole al petto
e che respiri oro
sul filo della luna
persa nei sogni
di una notte scura.
Accendi il fuoco
e tu sarai scintilla
che brucia la pelle
fino al
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Luna sulla retta all’Apogeo Calante,
nei Pesci in costellazione appare bianca,
si congiunge a Nettuno e poi sfila distante,
appare stamani sul mare pallida e stanca.
Dopo il vissuto di ricchi momenti
Luna si adagia nel grandioso Ariete
e si
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Forse non so capire i limiti che ho
nei margini da non superare
o i confini oltre cui
proprio non riesco ad accedere,
come li posso comprendere
se non vivendo il più possibile entro di essi,
però con la speranza di varcarli
per magari rendermi
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Un timor m’assale
e l’animo mio trasale
e fuggir veggo il tempo,
rio destino al ferir di strale
Ch’Amor non so trovar
e meschino mi getto
in tal vie inconsuete
Tempo nefasto m’avvolge
in tal suo malefico grembo,
che tutto distorce
Or in
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Tempo non è di spargimento di quiete
su davanzali di notti ma di sapersi edera
nel buio sapore di ore stranite e di nomi
i nostri, accenti d’universo
in nenie e ninne nanne di confine
- senza suono disorientano la luce
e si dissolvono in velluti
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Lia |
09/07/2026 16:33 | 166 |
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Scelgo l’assenza
davanti a chi misura il mondo
con il metro dei giudizio
perché chi scava nel fango del vicino
ha già le mani troppo sporche
per potermi stringere la mano.
Cammino oltre le stanze
dove l’eco è solo un dito puntato
dove si parla
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Semplicità
è quel modo d’essere che cattura
ogni piccolo particolare sa gestire
procurando sensazioni uniche
per le quali sopravvivere ad un mondo
fatto soltanto di accaparramenti e gelosie
che vorrebbero poter avere l’ultima parola
silenzi
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È un privilegio del buio averti qui,
nel letto vasto che divora l’ore.
Io scendo, naufrago che non resiste,
tra i flutti scuri del mio io profondo,
dove il silenzio è musica e tu esisti.
Qui la malinconia si fa tessuto,
un velo di lino che
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Tornerai
solo per accarezzarmi
e le nostre ombre
sembreranno luce
alba che vince il buio
e diviene giorno
fra i pensieri a memoria
di un cielo lontano.
Ti fermerai
e mi parlerai d’amore
di tutti i baci
che abbiamo rimandato
ad altre
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Soffici batuffoli bianco rosati
cercan l’azzurro del cielo d’Aprile,
arditi bioccoli si levan lucenti setati
e i bocci fioriscon con moto sottile.
Il sole tutti li riscalda e si diletta
e i raggi tuffa nel roseo mar dei colori,
ad ammirar
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Sotto ombrose fronde
di larghe foglie
vorrei goder in ristoro,
da brezza attorniato
E sopir bui pensieri,
che inneggiano strali
in compita sofferenza
ed abbandonar lo sguardo
da tal cattivi pensieri
ed in vece inneggiar
a prosperosa Natura
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Sono stata violentata da mio padre
e poi, venduta a un truce protettore,
quei soldi son serviti per mia madre
per far d’urgenza un intervento al cuore.
Che cosa ne sai tu della mia vita?
Ci siamo visti in un supermercato,
siam stati a cena e, dopo
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E dint’a sta tempesta despettosa
tu sbatte tutt’ ‘a vita p’arriva’
e curre certa ‘e ave’ sulo na cosa
‘o tiempo ca po’ maie t’abbastarra’.
Ma ogne tanto ‘o viento s’accuieta
e ‘o sole bussa allero a sta fenesta
squaglianno dint’ ‘o core chella
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Una telefonata nella notte
e... perché tu!
Non riesco a capire
tantomeno a immaginare
tutto quel buio che ti portavi dentro,
raschia la gola a ogni parola che esce
e non so come, forse spinta fuori
da tutto quel nero, che in me
nemmeno sapevo
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Scende un’anima sola, designata al confine
tra le crepe del tempo e le storie senza fine.
Porta il peso di un sangue
che ripete il suo canto
un ordito antico di rabbia e di pianto.
La chiamano cura, la chiamano taglio
venuta a farsi scudo del
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Sopito il mondo, inerte il corpo giace,
mentre l’io scende ove il desiderio vive.
Il grande letto a un tratto non più tace,
ma vibra al soffio di un calor che arriva.
Ombra di stelle, a farsi carne or vieni,
un’onda azzurra al buio
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